Geografia della Cina

Immagine satellitare della Cina.
I terrazzamenti di Longsheng.
Il fiume Li nel Guangxi.
Il mar Cinese Meridionale ad Hainan.

La Cina si estende per circa 5.250 km da est a ovest e per 5.500 km da nord a sud. I suoi confini terrestri misurano complessivamente circa 20.000 km, mentre la linea costiera continentale si sviluppa per circa 14.000 km.

Il paese confina a nord con la Mongolia; a nord-est con la Russia e la Corea del Nord; a est si affaccia sul mar Giallo e sul mar Cinese Orientale; a sud-est sul mar Cinese Meridionale; a sud confina con Vietnam, Laos, Myanmar, India, Bhutan e Nepal a sud; a sud-ovest con il Pakistan; e a ovest con Afghanistan, Tagikistan, Kirghizistan e Kazakistan.

Oltre ai quattordici paesi con i quali condivide una frontiera terrestre, la Cina fronteggia la Corea del Sud e il Giappone oltre il mar Giallo e il mar Cinese Orientale e le Filippine oltre il mar Cinese Meridionale.

Morfologia

In termini generali, il territorio della Cina è più elevato a ovest e digrada progressivamente verso est. Di conseguenza, i principali fiumi scorrono prevalentemente in direzione orientale. La superficie del paese viene tradizionalmente suddivisa in tre grandi gradini altitudinali.

Il primo gradino è costituito dall'altopiano del Tibet, compreso principalmente nella Regione autonoma del Tibet e nella provincia del Qinghai. Con un'altitudine media superiore ai 4.000 m sul livello del mare, è l'altopiano più elevato e uno dei più vasti del mondo. La sua parte settentrionale, il Qiangtang, presenta quote medie prossime ai 5.000 m e concorre a conferire alla regione la denominazione di «tetto del mondo».

Il secondo gradino si estende a nord dei monti Kunlun e Qilian e, più a sud, a est dei monti Qionglai e Daliang. In questa fascia il terreno scende bruscamente verso quote generalmente comprese fra 900 e 1.800 m, formando una complessa successione di altopiani e bacini. Vi appartengono l'altopiano della Mongolia Interna, il bacino del Tarim, l'altopiano del loess, il bacino del Sichuan e l'altopiano Yunnan-Guizhou, o Yungui.

Il terzo gradino comprende gran parte della Cina orientale e si estende verso il mare a partire dai monti Da Hinggan, Taihang e Wu e dal margine orientale dell'altopiano Yunnan-Guizhou. È costituito soprattutto da pianure e colline situate a quote inferiori ai 500 m.

La caratteristica più evidente del rilievo cinese è la vastità dei suoi sistemi montuosi, che hanno esercitato una profonda influenza sullo sviluppo politico, economico e culturale del paese. Circa un terzo della superficie nazionale è occupato da montagne propriamente dette. In Cina si trovano la vetta più alta della Terra, l'altopiano più elevato e vaste pianure costiere e interne. Le cinque principali forme del rilievo, montagne, altopiani, colline, pianure e bacini, sono tutte ampiamente rappresentate.

La topografia cinese è caratterizzata da forti contrasti altimetrici. Il monte Everest, chiamato in tibetano Qomolangma e situato lungo il confine fra Cina e Nepal, raggiunge gli 8.848,86 m ed è la vetta più elevata del mondo. All'estremo opposto, il fondo della depressione di Turfan, nella Regione autonoma uigura dello Xinjiang, scende presso il lago Ayding fino a circa 154 m sotto il livello del mare. Anche le coste presentano notevoli differenze. A sud della baia di Hangzhou il litorale è prevalentemente roccioso, frastagliato e ricco di insenature, promontori e isole. A nord, fatta eccezione per le penisole dello Shandong e del Liaodong, la costa è generalmente bassa, sabbiosa e pianeggiante.

Gran parte del territorio cinese è soggetta a un'intensa attività sismica. Una delle cause principali è la convergenza della placca indiana con quella eurasiatica, processo che ha determinato il sollevamento dell'Himalaya e degli altopiani della Cina sud-occidentale. Altre importanti strutture tettoniche attraversano la Cina settentrionale, occidentale e sud-occidentale. Nel corso della storia il paese è stato colpito da numerosi terremoti devastanti. Fra i più disastrosi del XX secolo figurano il terremoto del Gansu del 1920 e quello di Tangshan, nello Hebei, del 1976, entrambi responsabili di centinaia di migliaia di vittime. Nel 2008 un violento sisma con epicentro nella contea di Wenchuan, nella provincia del Sichuan, causò decine di migliaia di morti e devastò una vasta regione.

Il rilievo ha influito profondamente anche sulla storia degli insediamenti. La civiltà Han ebbe uno dei suoi principali nuclei originari nel settore meridionale dell'altopiano del loess, e lungo il medio e basso corso del Fiume Giallo, per poi espandersi fino a incontrare grandi barriere montuose e climatiche. Il lungo corridoio del Gansu, o corridoio di Hexi, costituisce un esempio particolarmente significativo. A sud è delimitato dall'altopiano del Tibet, troppo elevato e freddo per sostenere una popolazione numerosa, mentre a nord si estendono il deserto del Gobi e le regioni aride della Mongolia Interna. Gli insediamenti si svilupparono pertanto lungo il corridoio, dove le acque provenienti dalle nevi e dai ghiacciai dei monti Qilian alimentavano una successione di oasi. Le sue estremità occidentali divennero uno dei principali punti di contatto fra la Cina, l'Asia centrale e il mondo mediterraneo.

Per lunghi periodi il centro politico della Cina rimase situato lungo il medio e basso corso del Fiume Giallo. Le barriere topografiche rendevano tuttavia difficile il controllo dell'intero territorio da parte del potere centrale, soprattutto durante le fasi di debolezza dinastica. Il bacino del Sichuan, vasta regione della Cina sud-occidentale protetta da alte montagne e dotata di una notevole produttività agricola, divenne in più epoche sede di regni autonomi. Una situazione analoga si verificò nel bacino del Tarim, collegato alla Cina interna soprattutto attraverso il corridoio del Gansu e caratterizzato dalla presenza di numerosi Stati-oasi. Soltanto alcune grandi dinastie, fra le quali gli Han, i Tang e i Qing, riuscirono a esercitare un controllo stabile e duraturo su queste regioni periferiche.

Oltre alla tradizionale ripartizione in tre gradini altitudinali, la Cina può essere suddivisa, sulla base della struttura geologica, delle condizioni climatiche e dello sviluppo geomorfologico, in tre grandi regioni: orientale, nord-occidentale e sud-occidentale. La regione orientale è stata profondamente modellata dai fiumi, che hanno inciso il rilievo in alcune zone e formato vaste pianure alluvionali in altre. Il clima è prevalentemente monsonico. La regione nord-occidentale è arida, sottoposta all'azione erosiva del vento e caratterizzata da vasti bacini endoreici. La regione sud-occidentale è elevata, fredda e montuosa e comprende altopiani intermontani, profonde gole e numerosi laghi interni.

La regione orientale

Mappa topografica della Cina.

La pianura della Cina nord-orientale

La pianura della Cina nord-orientale, nota anche come pianura della Manciuria o pianura Sung-Liao, si trova nella regione storicamente conosciuta come Manciuria. È delimitata a ovest dai monti Da Hinggan, o Grande Khingan, a nord dai rilievi dello Heilongjiang, a est dai monti Xiao Hinggan e Changbai e a sud dal golfo di Liaodong.

È una vasta pianura debolmente ondulata, suddivisa in una parte settentrionale e una meridionale da una fascia di basse colline alte generalmente fra 150 e 260 m. La sezione settentrionale è attraversata dal Sungari e dai suoi affluenti, mentre quella meridionale è drenata principalmente dal Liao. Gran parte della regione è costituita da antiche superfici di erosione ricoperte da spessi depositi sedimentari e da suoli profondi e fertili.

La pianura si estende per circa 350.000 km². I principali ambienti comprendono foreste-steppa, steppe, praterie umide e vaste superfici coltivate. I fertili suoli neri, ricchi di humus, ne fanno una delle maggiori regioni agricole della Cina. Le valli fluviali sono ampie e pianeggianti e presentano numerosi terrazzi costituiti da depositi alluvionali. Durante le piene, i fiumi possono inondare vaste aree.

I monti Changbai

A sud-est della pianura nord-orientale si estende un sistema di catene comprendente i monti Changbai, Zhangguangcai e Wanda, indicati collettivamente come Changbai Shan, «Monti sempre bianchi». Interrotti da valli relativamente ampie, questi rilievi raggiungono generalmente altitudini comprese fra 450 e 900 m, ma in alcuni settori presentano vette accidentate e pareti scoscese.

La cima più elevata è il cono vulcanico del monte Paektu, o Baitou, situato lungo il confine con la Corea del Nord. Il rilievo raggiunge circa 2.744 m e ospita sulla sommità un grande lago craterico, noto come lago del Cielo. La regione costituisce una delle principali aree forestali della Cina e ospita conifere e latifoglie proprie dei climi temperati freddi. È stata tradizionalmente nota per la produzione di legname, pellicce ed erbe medicinali, fra le quali il ginseng. L'agricoltura si concentra soprattutto nei fondovalle.

La pianura della Cina del Nord

La pianura della Cina del Nord presenta dimensioni paragonabili a quelle della pianura nord-orientale. Gran parte del territorio si trova a meno di 50 m sul livello del mare e mostra un rilievo quasi perfettamente pianeggiante. La pianura è stata formata dagli enormi quantitativi di sedimenti trasportati dal Fiume Giallo, dal fiume Huai e dai loro affluenti, provenienti soprattutto dall'altopiano del loess. I depositi quaternari raggiungono localmente uno spessore di diverse centinaia di metri.

In alcuni tratti, gli alvei fluviali e gli argini naturali si trovano a quote superiori rispetto alle campagne circostanti e formano spartiacque locali. Fra i diversi corsi d'acqua si estendono depressioni poco drenate, un tempo occupate da paludi e laghi. Nelle regioni più basse la falda acquifera può trovarsi a breve distanza dalla superficie, favorendo la formazione di ambienti paludosi e di suoli salini o alcalini.

Densamente popolata e sede di antichissimi insediamenti, la pianura della Cina del Nord costituisce una delle regioni agricole e urbane più importanti del paese.

Paesaggio carsico attorno a Yangshuo nel Guangxi.
Versante nord dei monti Changbai nel Jilin, presso il confine con la Corea del Nord.
Dune di sabbia del deserto del Gobi presso Dunhuang, nel Gansu.
L'altopiano del Loess presso Hunyuan nello Shanxi.
La vetta più alta interamente cinese è lo Shishapangma (8013 m; 14ª vetta più alta del mondo), nella contea di Nyalam, sull'Himalaya tibetano.
Il versante nord dell'Everest (Himalaya), visto dal lato tibetano.
I monti Karakorum nello Xinjiang.

L'altopiano del loess

L'altopiano del loess, esteso su circa 400.000 km², è una regione unica di colline, terrazzi e montagne ricoperte da spessi depositi di polveri trasportate dal vento. Si trova fra la pianura della Cina del Nord e le regioni desertiche occidentali. Il suo limite settentrionale coincide approssimativamente con la Grande Muraglia, mentre a sud è delimitato dai monti Qinling.

L'altitudine media è di circa 1.200 m, sebbene alcuni rilievi del substrato roccioso raggiungano quote maggiori. Nei monti Liupan le cime si avvicinano ai 3.000 m. Gran parte dell'altopiano è ricoperta da depositi di loess spessi fra 50 e 80 m. Nello Shaanxi settentrionale e nel Gansu orientale lo spessore può superare considerevolmente questi valori.

Il loess è friabile e facilmente erodibile. L'azione delle piogge estive ha inciso il territorio in una fitta rete di burroni, gole e vallate profonde, che occupano una parte rilevante della regione. In alcuni punti le incisioni raggiungono profondità comprese fra 90 e 200 m.

Le colline dello Shandong

Le colline dello Shandong sono costituite in gran parte da antichissimi scisti cristallini e graniti precambriani, ai quali si affiancano rocce sedimentarie paleozoiche. I processi di fagliazione hanno svolto un ruolo fondamentale nella formazione del rilievo. Molte colline corrispondono a horst, blocchi della crosta sollevati lungo sistemi di faglie, mentre alcune depressioni e vallate occupano graben, blocchi sprofondati.

La pianura di Jiaolai divide la regione in due settori. Quello orientale presenta altitudini medie inferiori ai 450 m; soltanto alcune dorsali superano i 760 m e raramente raggiungono i 900 m. Il punto culminante è il monte Lao, alto 1.132 m. La parte occidentale è mediamente più elevata e ospita il monte Tai, o Taishan, che raggiunge i 1.532 m ed è una delle montagne sacre della tradizione cinese.

Le colline dello Shandong raggiungono il mare formando una costa prevalentemente rocciosa, articolata in promontori, baie e penisole.

I monti Qinling

I monti Qinling, situati principalmente nella provincia dello Shaanxi, costituiscono la maggiore catena della Cina orientale. Formano una barriera elevata e impervia che si estende dal Gansu verso lo Henan. La linea costituita dai monti Qinling e dal fiume Huai è tradizionalmente utilizzata per distinguere la Cina settentrionale da quella meridionale, separando regioni caratterizzate da sensibili differenze climatiche, idrografiche, agricole e vegetazionali.

Le altitudini variano generalmente fra 900 e 3.000 m. Il settore occidentale è più elevato e culmina nel monte Taibai, alto circa 3.767 m. La catena è formata da numerose dorsali parallele orientate prevalentemente da ovest a est e separate da valli ramificate e profonde. In alcuni tratti, le pareti dei canyon si innalzano bruscamente per centinaia di metri sopra il fondovalle.

Il bacino del Sichuan

Il bacino del Sichuan è una delle regioni geografiche più caratteristiche della Cina. È interamente circondato da rilievi montuosi, particolarmente elevati a ovest e a nord. La protezione offerta dalle montagne limita la penetrazione delle masse d'aria fredda settentrionali e rende gli inverni relativamente miti rispetto a quelli delle regioni poste alla stessa latitudine nella Cina orientale.

Fatta eccezione per la pianura di Chengdu, gran parte del bacino presenta un paesaggio collinare. Nella metà orientale, una successione di pieghe geologiche forma dorsali e vallate disposte prevalentemente lungo una direzione nord-est/sud-ovest. La scarsità di superfici pianeggianti ha indotto gli agricoltori a coltivare intensamente i versanti, costruendo una fitta rete di terrazzi che si estendono spesso dalla base alla sommità delle colline.

Queste sistemazioni hanno rallentato l'erosione e consentito la coltivazione anche su pendii molto ripidi.

Le montagne della Cina sud-orientale

La Cina sud-orientale è caratterizzata da rilievi collinari e montuosi che raggiungono una costa rocciosa, articolata e ricca di insenature. Le principali strutture geologiche e le dorsali montuose sono orientate generalmente da nord-est a sud-ovest. Le vette più elevate raggiungono altitudini comprese fra 1.500 e 2.000 m.

I fiumi sono generalmente brevi, impetuosi e profondamente incassati. Le maggiori concentrazioni di popolazione si trovano nelle strette pianure costiere e nei fondovalle, dove la coltivazione del riso costituisce una delle principali attività agricole. Lungo il litorale si trovano numerose isole e la pesca riveste una notevole importanza economica.

Le pianure del medio e basso corso del Fiume Azzurro

A est di Yichang, nella provincia dello Hubei, si estende una successione di pianure di ampiezza variabile lungo il medio e basso corso del Fiume Azzurro, o Chang Jiang. Le pianure raggiungono la massima estensione nella regione deltizia e presso le confluenze con i principali affluenti. Comprendono inoltre i bassopiani circostanti i laghi Dongting, Poyang, Tai e Hongze, collegati direttamente o indirettamente al sistema idrografico del Fiume Azzurro.

La regione è formata da sedimenti alluvionali accumulati nel corso del tempo dai fiumi. Il territorio è generalmente pianeggiante e l'altitudine supera raramente i 50 m, sebbene vi emergano alcune colline isolate. Fiumi, canali, laghi e bacini artificiali formano una rete estremamente fitta. Argini, terrazzi, bacini di laminazione e terreni bonificati hanno modificato profondamente il paesaggio naturale.

I monti Nanling

I monti Nanling comprendono numerose catene orientate prevalentemente da nord-est a sud-ovest. Formano lo spartiacque fra il bacino del Fiume Azzurro, a nord, e quello del Fiume delle Perle, a sud. Le vette principali superano i 1.500 m e alcune raggiungono o oltrepassano i 1.900 m.

Gran parte del territorio situato a sud dei Nanling è collinare e le superfici pianeggianti rappresentano una quota limitata dell'area complessiva. La principale eccezione è costituita dal vasto delta del Fiume delle Perle, una delle regioni economicamente più sviluppate e densamente popolate della Cina.

La costa è fortemente articolata, con numerosi promontori, isole e baie riparate, fra le quali quelle di Hong Kong e Macao. Il principale corso d'acqua della regione è lo Xi Jiang, che nasce sugli altopiani dello Yunnan orientale e del Guizhou meridionale e confluisce nel sistema del Fiume delle Perle.

La Cina sud-occidentale

L'altopiano Yunnan-Guizhou

L'altopiano Yunnan-Guizhou comprende gran parte dello Yunnan orientale e settentrionale e del Guizhou occidentale. I suoi confini sono irregolari e il rilievo varia considerevolmente da una zona all'altra. Il settore dello Yunnan presenta più chiaramente le caratteristiche di un altopiano, con vaste superfici ondulate, mentre il Guizhou è maggiormente frammentato da valli profonde e montagne scoscese.

Le quote più elevate si trovano a ovest, dove i monti Cang Shan, o Diancang, superano i 4.000 m. Nelle valli dei principali corsi d'acqua le altitudini possono invece scendere a 400-500 m. I contrasti altimetrici sono particolarmente marcati nella parte occidentale della regione, dove i grandi fiumi hanno inciso profonde gole fra catene montuose parallele.

Nella parte orientale dell'altopiano sono molto diffusi i fenomeni carsici. L'erosione delle rocce calcaree ha prodotto doline, depressioni chiuse, pinnacoli, grotte, gravine e corsi d'acqua sotterranei. Numerosi piccoli bacini lacustri si trovano fra i rilievi.

L'altopiano del Tibet

L'altopiano del Tibet è un vastissimo massiccio elevato che occupa circa un quarto della superficie della Cina. Gran parte del suo territorio si trova a quote comprese fra 4.000 e 5.000 m. Le catene che lo circondano, fra le quali l'Himalaya, il Karakoram, i Kunlun e i Qilian, raggiungono altitudini ancora maggiori, con numerose vette superiori ai 7.000 m e diverse oltre gli 8.000 m. In generale, i versanti rivolti verso l'interno dell'altopiano presentano pendenze relativamente moderate, mentre quelli esterni scendono spesso bruscamente verso le pianure e i bacini circostanti.

Nelle regioni orientali e meridionali dell'altopiano nascono alcuni dei maggiori fiumi dell'Asia, fra i quali il Fiume Azzurro, il Fiume Giallo, il Mekong, il Salween, l'Indo e il Brahmaputra. Gli insediamenti di maggiori dimensioni si concentrano soprattutto nelle valli relativamente basse e riparate, in particolare lungo il corso superiore del Brahmaputra, noto in Tibet come Yarlung Tsangpo.

Il bacino del Qaidam occupa la parte nord-orientale dell'altopiano ed è una delle sue maggiori depressioni interne. Il settore nord-occidentale, più ampio, si trova generalmente fra 2.700 e 3.000 m di altitudine, mentre quello sud-orientale raggiunge quote leggermente inferiori. Il paesaggio è dominato da deserti di ghiaia, sabbia e argilla, ambienti semidesertici, laghi salati e vaste croste saline.

Le praterie di Bayan Bulak nella contea di Hejing County (prefettura autonoma mongola di Bayingolin, Xinjiang).

La Cina nord-occidentale

Il bacino del Tarim

A nord dell'altopiano del Tibet, a un'altitudine molto inferiore, si estende il bacino del Tarim. È circondato da grandi sistemi montuosi: il Tien Shan a nord, il Pamir a ovest e i monti Kunlun a sud.

I corsi d'acqua alimentati dalle nevi e dai ghiacciai scendono dalle montagne e si disperdono nelle distese di sabbia e ghiaia del deserto del Takla Makan, che occupa la parte centrale del bacino. Il Takla Makan è uno dei deserti più aridi e inospitali del mondo. Soltanto alcuni dei maggiori fiumi, fra i quali il Tarim e lo Hotan, riescono a penetrare profondamente nel deserto. La loro portata varia notevolmente nel corso dell'anno e raggiunge i valori più elevati durante la fusione estiva delle nevi e dei ghiacciai.

Il bacino si estende su oltre 500.000 km² e presenta altitudini generalmente comprese fra 750 e 1.400 m. La superficie digrada verso est e sud-est, in direzione del Lop Nur, depressione un tempo occupata da un lago e oggi caratterizzata soprattutto da croste saline e terreni desertici.

Il bacino della Zungaria

A nord del Tien Shan si trova il bacino della Zungaria, o Džungaria. È delimitato a sud dal Tien Shan e a nord-est dai monti Altai, che lo separano dalla Mongolia.

La superficie è prevalentemente pianeggiante e presenta una debole inclinazione verso ovest e nord-ovest. Gran parte del bacino si trova fra 300 e 700 m di altitudine, mentre le depressioni più basse scendono poco sopra i 200 m. Vaste aree sono occupate da deserti di sabbia e ghiaia. Sono comuni le barcane, dune mobili dalla forma arcuata o a mezzaluna, mentre in altri settori le dune sono parzialmente stabilizzate dalla vegetazione.

Il Tien Shan

La sezione cinese del Tien Shan è costituita da un complesso sistema di catene montuose e depressioni intermontane. Può essere suddivisa in due gruppi principali, settentrionale e meridionale, separati da una fascia di bacini e catene interne.

Le parti centrali comprendono soprattutto antiche rocce metamorfiche. Le catene settentrionali e meridionali sono formate in larga misura da rocce sedimentarie e magmatiche paleozoiche, mentre arenarie e conglomerati mesozoici riempiono numerose depressioni intermontane e costituiscono parte delle colline pedemontane.

Le principali catene raggiungono altitudini comprese fra 4.000 e 4.500 m, con numerose vette superiori ai 5.000 m. Le catene interne superano spesso i 4.000 m. Nella parte occidentale, maggiormente esposta alle precipitazioni, si trovano estesi ghiacciai, alcuni lunghi decine di chilometri. Da queste montagne nascono importanti corsi d'acqua, fra i quali l'Ili e i suoi affluenti. Le steppe montane e le praterie alpine del Tien Shan costituiscono alcune delle più importanti aree di pascolo della Cina nord-occidentale.

Idrografia

Le cascate di Hukou sul Fiume Giallo.
Tramonto sul Fiume Azzurro (zona delle Tre Gole).
Il fiume Xi.

In Cina si contano decine di migliaia di fiumi con bacini idrografici superiori ai 100 km². La grande maggioranza dei corsi d'acqua sfocia nell'oceano Pacifico, mentre una quota minore raggiunge l'oceano Indiano o il mar Glaciale Artico. Numerosi fiumi delle regioni interne terminano invece in bacini endoreici, laghi salati o depressioni desertiche.

I tre maggiori sistemi fluviali interamente o prevalentemente orientati verso il Pacifico sono quelli del Fiume Giallo, del Fiume Azzurro e del Fiume delle Perle. Il Fiume Giallo, o Huang He, nasce sull'altopiano del Tibet, nella provincia del Qinghai, e sfocia nel golfo di Bohai, a nord della penisola dello Shandong. Il Fiume Azzurro, o Chang Jiang, è il corso d'acqua più lungo della Cina e dell'intera Asia. Nasce sull'altopiano tibetano, attraversa la Cina centrale e sfocia nel mar Cinese Orientale presso Shanghai. Lo Xi Jiang, principale ramo occidentale del sistema del Fiume delle Perle, nasce sull'altopiano Yunnan-Guizhou e raggiunge il mar Cinese Meridionale attraverso il vasto delta, situato presso Guangzhou, o Canton.

La distribuzione delle risorse idriche superficiali è estremamente irregolare. Soltanto una parte del paese dispone di quantità d'acqua relativamente abbondanti durante tutto l'anno. In molte regioni le piogge sono concentrate nella stagione monsonica, determinando un'alternanza fra periodi di eccesso idrico e stagioni asciutte. Le risorse idriche diminuiscono generalmente procedendo da sud-est verso nord-ovest.

La Cina settentrionale, a nord della linea Qinling-Huai, possiede una parte molto consistente delle terre coltivate nazionali, ma dispone soltanto di una quota relativamente ridotta delle risorse idriche.

Le montagne sud-orientali e l'isola di Hainan ricevono precipitazioni ricevono precipitazioni particolarmente abbondanti, superiori in molte zone a 1.500 mm annui e localmente a 2.000 mm. Una parte considerevole di queste acque alimenta direttamente il deflusso superficiale e forma una fitta rete di fiumi e torrenti. Nel resto della Cina sud-orientale le precipitazioni superano generalmente i 1.000 mm annui. I valori diminuiscono progressivamente verso ovest e verso nord, fino a scendere a poche decine di millimetri nei deserti dello Xinjiang e della Mongolia Interna occidentale.

Nelle regioni densamente popolate, come il basso corso del Fiume Azzurro, il delta del Fiume delle Perle e la pianura di Chengdu, è stata costruita una fitta rete di canali e vie d'acqua artificiali. Nella pianura della Cina settentrionale e in quella nord-orientale, i fiumi sono spesso separati da vasti interfluvî e presentano collegamenti naturali limitati. La costruzione di canali, dighe e sistemi di derivazione ha modificato profondamente la rete idrografica originaria.

Nelle regioni interne aride i corsi d'acqua sono radi. In vaste aree del bacino del Tarim e del corridoio del Gansu possono trascorrere lunghi periodi senza precipitazioni significative. I fiumi dipendono soprattutto dalla fusione delle nevi e dei ghiacciai montani. Scorrono lungo i piedi delle catene, alimentano oasi e coltivazioni e si disperdono infine nei deserti oppure terminano in laghi e depressioni interne. Nella parte settentrionale dell'altopiano del Tibet, caratterizzata da un clima freddo e da un'evaporazione relativamente contenuta, la rete idrografica è più fitta. Numerosi corsi d'acqua alimentano laghi situati in conche di origine tettonica o glaciale.

Suoli

La grande varietà climatica e morfologica della Cina ha determinato la formazione di una gamma estremamente ampia di suoli. Nel paese sono rappresentati quasi tutti i principali gruppi pedologici dell'Eurasia, fatta eccezione per alcuni suoli propri delle regioni artiche e della taiga più settentrionale.

Le differenze climatiche fra il nord, più freddo e arido, e il sud, caldo e umido, consentono di distinguere due grandi fasce. A nord della linea Qinling-Huai prevalgono tradizionalmente i pedocal, suoli nei quali si accumula carbonato di calcio e che presentano reazione neutra o alcalina. A sud sono maggiormente diffusi i pedalfer, suoli intensamente dilavati, poveri di carbonati e spesso leggermente acidi.

Fatta eccezione per gli altopiani e le alte catene montuose del sud-ovest, la distribuzione dei suoli segue generalmente le variazioni del clima, della vegetazione e della distanza dal mare. Le regioni costiere orientali e sud-orientali appartengono alla fascia forestale umida o semiumida. Le regioni interne settentrionali e nord-occidentali rientrano invece soprattutto nelle fasce di steppa, semideserto e deserto, caratterizzate da climi semiaridi o aridi. Fra queste grandi aree si estende una zona di transizione occupata dalla foresta-steppa, nella quale i suoli forestali si mescolano gradualmente con quelli delle praterie.

Fra i pedocal settentrionali e i pedalfer meridionali si trovano numerose tipologie intermedie. Nella pianura alluvionale del Fiume Azzurro, a valle delle Tre Gole, si è depositata una spessa coltre di sedimenti fini, in gran parte non calcarei. Questi terreni sono generalmente fertili e adatti alla coltivazione del riso. La prolungata sommersione e lavorazione delle risaie ha prodotto particolari suoli antropogenici, detti suoli risicoli, caratterizzati da specifici orizzonti formatisi sotto condizioni di ristagno periodico.

Lungo alcune coste della Cina settentrionale si estendono fasce di suoli salini e alcalini. La loro formazione è favorita dal drenaggio insufficiente, dall'elevata evaporazione e dalla scarsa capacità delle precipitazioni di sciogliere e asportare i sali.

Gli effetti dei processi naturali sono stati aggravati da secoli di agricoltura intensiva, che hanno determinato in numerose aree una carenza di azoto e sostanza organica. La ridotta presenza di materia organica deriva in parte dalla tradizionale rimozione dei residui delle colture, impiegati come foraggio o combustibile. I concimi di origine animale e umana utilizzati storicamente non sempre erano sufficienti a compensare queste perdite. In alcune zone si riscontrano inoltre deficit di fosforo e potassio.

Le foreste occupavano in passato una porzione molto più ampia della Cina. Secoli di disboscamento e conversione agricola ne ridussero drasticamente l'estensione, soprattutto nelle regioni centrali e meridionali. A partire dalla seconda metà del XX secolo, vasti programmi di rimboschimento e riforestazione hanno favorito un nuovo aumento della copertura forestale, che occupa oggi una quota considerevolmente superiore a un decimo del territorio. Il disboscamento delle colline ha provocato una forte erosione dei suoli e l'accumulo di sedimenti nelle vallate. Per contenere il fenomeno, gli agricoltori hanno costruito terrazzamenti sostenuti da muri o argini, capaci di trattenere l'acqua e ridurre la perdita di terreno. Quando sono ben progettati e mantenuti, i terrazzamenti limitano fortemente l'erosione e rendono possibile la coltivazione su pendii ripidi. Le risaie terrazzate sono divenute uno degli elementi più caratteristici del paesaggio rurale della Cina meridionale e sud-occidentale.

Il sovrapascolo e la distruzione della copertura erbosa contribuiscono alla degradazione dei suoli nelle steppe e nelle regioni semiaride. Quando la struttura superficiale viene compromessa, il terreno può essere facilmente asportato dalle piogge intense o dal vento. L'altopiano del loess è particolarmente vulnerabile. L'azione combinata delle precipitazioni estive e del vento ha prodotto profonde gole e ripide falesie e ha determinato un'enorme perdita di sedimenti, trasportati soprattutto dal Fiume Giallo.

Clima

Le masse d'aria

La prima neve ricopre la pianura della Cina del Nord. Dintorni di Shijiazhuang (Hebei).

La vasta e morfologicamente complessa massa continentale cinese occupa la parte orientale dell'Asia e si affaccia per migliaia di chilometri sull'oceano Pacifico. Il clima è fortemente influenzato dagli spostamenti stagionali delle masse d'aria fra il continente e l'oceano. Durante l'inverno prevalgono masse d'aria polare continentale provenienti dalla Siberia e dalla Mongolia, mentre in estate acquistano maggiore importanza le masse d'aria tropicale e subtropicale provenienti dal Pacifico e dall'oceano Indiano. L'interazione fra queste circolazioni opposte determina il carattere monsonico di gran parte del clima cinese.

L'aria continentale siberiana è fredda, secca e stabile e produce frequentemente inversioni termiche. Dopo aver attraversato la Mongolia, si dirige verso la Cina settentrionale e orientale, riscaldandosi gradualmente ma conservando una bassa umidità. La Cina settentrionale rimane sotto la sua influenza per gran parte dell'inverno e presenta pertanto tempo generalmente secco, cielo sereno e forte escursione termica giornaliera. Questa supera spesso i 10 °C e nelle regioni interne può raggiungere valori sensibilmente maggiori.

I venti invernali, prevalenti da novembre a marzo, cambiano direzione procedendo verso sud. Soffiano principalmente da nord-ovest nella Cina settentrionale e nord-orientale, da nord nelle regioni orientali e da nord-est lungo le coste sud-orientali. Lo strato di aria fredda continentale raggiunge uno spessore di diversi chilometri nel nord, ma diviene progressivamente più sottile verso sud. I monti Qinling costituiscono un'importante barriera alla penetrazione delle masse d'aria settentrionali, soprattutto nel loro settore occidentale.

Le masse d'aria tropicale del Pacifico costituiscono la principale fonte delle precipitazioni estive della Cina orientale. Durante il periodo monsonico possono estendersi su gran parte della metà orientale del paese, fino ai margini dell'altopiano della Mongolia e del Tibet. In estate l'alta pressione siberiana si indebolisce e si ritira verso l'Asia centrale. Occasionali masse d'aria più fresca possono tuttavia raggiungere la valle dello Huai e incontrare le correnti calde e umide provenienti da sud.

Lo spostamento stagionale del fronte fra l'aria tropicale e quella continentale è determinante per il regime delle precipitazioni. Quando il fronte si sposta verso nord, le piogge raggiungono la Cina settentrionale. Quando il monsone si indebolisce o il fronte rimane più a sud, le precipitazioni possono concentrarsi nella Cina centrale e provocare estese inondazioni. Durante l'inverno l'influenza delle masse d'aria tropicale marittima è limitata soprattutto alle coste sud-orientali, dove può determinare piogge leggere, nebbie e prolungate condizioni di cielo coperto.

Il clima cinese è influenzato anche dal monsone sud-occidentale proveniente dall'oceano Indiano, dalle masse d'aria marittima polare e da correnti equatoriali continentali e oceaniche. La grande estensione del paese e la complessità del rilievo producono una notevole varietà di condizioni locali.

Temperature

L'isola di Hainan, uno dei luoghi più caldi della Cina.

Le temperature medie diminuiscono generalmente da sud verso nord e con l'aumento dell'altitudine. Le medie annue superano i 20 °C nella valle del Fiume delle Perle e nell'isola di Hainan, mentre sono comprese fra 15 e 20 °C lungo il medio e basso corso del Fiume Azzurro. Nella Cina settentrionale e nel settore meridionale dello Xinjiang le medie annue si aggirano intorno ai 10 °C. Valori prossimi ai 5 °C si registrano nella parte meridionale della Cina nord-orientale, nello Xinjiang settentrionale e nelle zone prossime alla Grande Muraglia. Nell'estremo nord dello Heilongjiang e sulle montagne più elevate le medie annue scendono sotto 0 °C. Gennaio è generalmente il mese più freddo e luglio quello più caldo.

A sud della linea Qinling-Huai, le temperature medie di gennaio aumentano da valori prossimi a 0 °C fino a oltre 20 °C lungo la costa meridionale di Hainan. La neve è rara nelle pianure più meridionali e i corsi d'acqua non gelano. A nord della stessa linea le medie di gennaio diminuiscono progressivamente fino a raggiungere valori inferiori a −25 °C nell'estremo nord dello Heilongjiang.

In aprile le temperature medie superano generalmente 0 °C in quasi tutto il paese, fatta eccezione per le regioni più settentrionali e le montagne elevate. La pianura nord-orientale registra valori compresi approssimativamente fra 2 e 10 °C; nella fascia fra Pechino e Shanghai si raggiungono 12-16 °C, mentre a sud dei Nanling le medie superano i 20 °C. L'inizio della primavera varia sensibilmente. Lungo le coste del Guangdong alcune piante fioriscono già in inverno, mentre a Pechino il risveglio vegetativo avviene soprattutto fra la fine di marzo e l'inizio di aprile.

Durante l'estate, il contrasto termico fra nord e sud si riduce considerevolmente. In luglio la differenza fra le temperature medie di Guangzhou e Pechino è di pochi gradi. Un'ampia fascia della Cina orientale presenta medie di luglio prossime o superiori ai 28 °C. Alcune delle regioni più calde si trovano lungo il medio e basso corso del Fiume Azzurro, dove città come Nanchang e Changsha registrano frequentemente medie prossime ai 30 °C.

Le transizioni stagionali presentano differenze regionali. Nella Cina settentrionale l'autunno tende a essere leggermente più fresco della primavera, mentre in quella meridionale ottobre è generalmente più caldo di aprile.

Anche la durata delle stagioni varia considerevolmente. Lungo il medio e basso corso del Fiume Giallo le quattro stagioni risultano relativamente ben distinte. Nell'estremo nord dello Heilongjiang l'estate è molto breve, mentre nel Guangdong meridionale e a Hainan l'inverno meteorologico è quasi assente. A Kunming, sull'altopiano dello Yunnan, le temperature sono moderate durante tutto l'anno.

A sud della linea Qinling-Huai le temperature medie giornaliere scendono raramente e soltanto per brevi periodi sotto 0 °C, consentendo una stagione agricola particolarmente lunga. Nella valle del Fiume Azzurro sono comuni due raccolti annuali, mentre nelle regioni a nord della Grande Muraglia se ne ottiene generalmente uno.

Precipitazioni

Mappa delle precipitazioni medie della Cina.

La distribuzione delle precipitazioni segue in linea generale quella delle temperature e diminuisce da sud-est verso nord-ovest. Alcune località costiere sud-orientali ricevono più di 2.000 mm di pioggia all'anno. La valle del Fiume Azzurro registra generalmente valori compresi fra 1.000 e 1.500 mm. Più a nord, nella valle dello Huai, cadono mediamente circa 800-900 mm, mentre lungo il basso corso del Fiume Giallo i valori si riducono generalmente a 500-700 mm. La pianura nord-orientale è in media più umida della pianura della Cina settentrionale. Sui monti Changbai le precipitazioni raggiungono o superano localmente i 1.000 mm annui.

Il monsone di sud-est perde progressivamente umidità procedendo verso l'interno. Nella parte settentrionale dell'altopiano del loess cadono generalmente fra 300 e 500 mm di pioggia all'anno. A nord-ovest della linea formata approssimativamente dai monti Da Hinggan, Yin, Lang, Qilian e Altun, i valori annui sono spesso inferiori ai 250 mm. Le catene montuose e la distanza dal mare impediscono l'arrivo delle masse d'aria umida e favoriscono lo sviluppo di steppe aride e deserti. Nella Mongolia Interna occidentale, nel corridoio del Gansu e nel bacino del Tarim le precipitazioni scendono frequentemente al di sotto dei 100 mm annui. In alcune aree desertiche possono trascorrere anni senza piogge misurabili.

Il bacino della Zungaria e la valle dell'Ili maggiormente aperti ai venti occidentali, ricevono quantità superiori rispetto al Tarim. Sull'altopiano del Tibet le precipitazioni diminuiscono da sud-est verso nord-ovest. Le vallate sud-orientali possono ricevere oltre 1.000 mm annui, mentre il margine orientale registra valori intorno ai 500 mm. Nel bacino del Qaidam le precipitazioni si riducono generalmente a 100-250 mm.

La variabilità delle piogge da un anno all'altro è elevata e tende ad aumentare nelle regioni più aride. Ciò contribuisce alla frequenza di siccità e inondazioni. La primavera, stagione fondamentale per l'agricoltura, presenta precipitazioni particolarmente irregolari. La variabilità è elevata nella Cina meridionale e nella valle del Fiume Azzurro e diviene ancora maggiore nelle regioni settentrionali e nord-occidentali.

Foresta vergine nello Hubei.
Frutti dell'albero della lacca.
Il panda gigante.
Il takin, abitante delle montagne cinesi.

Gran parte delle precipitazioni cade durante l'estate, quando il fabbisogno idrico delle colture è più elevato. Le piogge monsoniche sono tuttavia spesso concentrate in episodi brevi e intensi. In luglio, con lo spostamento verso nord del fronte monsonico, la Cina settentrionale può essere interessata da temporali e depressioni molto attive. Contemporaneamente, alcune regioni situate a sud del Fiume Azzurro entrano sotto l'influenza dell'alta pressione subtropicale del Pacifico e attraversano periodi caldi e relativamente asciutti.

Le coste sud-orientali sono frequentemente colpite da tifoni, che possono produrre in un solo giorno alcune centinaia di millimetri di pioggia. I cicloni tropicali interessano la Cina soprattutto fra maggio e novembre, con la massima frequenza da luglio a settembre. All'inizio della stagione raggiungono più frequentemente le coste meridionali; durante l'estate possono risalire fino al Fujian, allo Zhejiang e, più raramente, alle regioni costiere poste ancora più a nord. Dopo settembre la frequenza diminuisce e le traiettorie tendono nuovamente a spostarsi verso sud. Alcuni cicloni tardivi possono tuttavia interessare la costa meridionale anche in novembre e dicembre.

Flora e fauna

Flora

La grande varietà topografica e climatica ha determinato la presenza di una gamma estremamente ampia di formazioni vegetali. La Cina ospita circa 30.000 specie di piante a seme, appartenenti a migliaia di generi, molti dei quali comprendono specie endemiche. Sono inoltre presenti migliaia di specie arboree e arbustive. Fra gli alberi di maggiore importanza economica figurano il tung (Vernicia fordii), l'albero della canfora (Cinnamomum camphora), l'albero della lacca (Toxicodendron vernicifluum, già Rhus verniciflua), l'anice stellato (Illicium verum) e il ligustro lucido (Ligustrum lucidum).

La mescolanza di specie tropicali, subtropicali, temperate e boreali è favorita dall'ampiezza latitudinale del paese, dalla continuità di numerosi sistemi montuosi, dall'alternanza stagionale dei venti e dalla frequente azione dei cicloni tropicali. La vegetazione dello Heilongjiang settentrionale e quella del Guangdong meridionale condividono relativamente poche specie. Nella fascia di taiga lungo il confine russo e sulle montagne elevate crescono piante tipiche delle regioni boreali, mentre nella Cina tropicale meridionale sono presenti specie affini a quelle dell'Asia sud-orientale. Le foreste tropicali dello Yunnan meridionale e di Hainan mostrano forti affinità con quelle dell'Indocina e dell'arcipelago malese. La vegetazione desertica e steppica della Cina nord-occidentale è invece simile a quella della Mongolia e del Kazakistan. La taiga della frontiera nord-orientale costituisce la prosecuzione delle foreste siberiane.

In Cina sono rappresentati quasi tutti i principali tipi di vegetazione dell'emisfero boreale, fatta eccezione per la tundra artica propriamente detta. Lungo le coste del mar Cinese Meridionale si trovano mangrovie; a Hainan e nello Yunnan meridionale crescono foreste pluviali tropicali; nelle regioni interne si estendono deserti, steppe, praterie e savane; nelle aree più umide e montuose si sviluppano foreste di conifere e latifoglie, sempreverdi o decidue.

Dal punto di vista fitogeografico, il territorio può essere suddiviso lungo una diagonale sud-ovest/nord-est in due grandi regioni: il nord-ovest arido e il sud-est umido. La Cina sud-orientale tropicale e subtropicale presenta affinità con l'Asia sud-orientale. Il nord-ovest è invece caratterizzato da deserti e semideserti con vegetazione xerofila rada. Nelle depressioni saline e nelle pianure endoreiche crescono comunità di piante alofile, particolarmente diffuse nella Zungaria, nel Qaidam e nel Gobi. Il margine sud-orientale del Gobi è delimitato da un'ampia fascia di praterie che diviene progressivamente più fitta procedendo verso est.

Fauna

La varietà degli ambienti e la complessità del rilievo hanno favorito lo sviluppo di una fauna estremamente diversificata e la sopravvivenza di numerose specie relitte o endemiche. Fra gli animali più caratteristici figura l'alligatore cinese (Alligator sinensis), specie endemica delle regioni del basso Fiume Azzurro e oggi gravemente minacciata. La salamandra gigante cinese (Andrias davidianus) è uno dei maggiori anfibi del mondo. Appartiene alla stessa famiglia della salamandra gigante giapponese (Andrias japonicus) e del proteo del fango nordamericano, o hellbender (Cryptobranchus alleganiensis). Il pesce spatola cinese (Psephurus gladius), un tempo presente nel sistema del Fiume Azzurro e considerato uno dei più grandi pesci d'acqua dolce del mondo, è stato dichiarato estinto dopo che per anni non è stato possibile individuare alcun esemplare. Una particolare ricchezza faunistica si riscontra nelle catene montuose e nelle vallate del Tibet, dello Yunnan e del Sichuan. Quest'ultima provincia è nota soprattutto per il panda gigante (Ailuropoda melanoleuca), presente nelle foreste montane di bambù. Fra le altre specie tipiche delle regioni montuose figurano il takin (Budorcas taxicolor), numerosi fagiani e molte specie di garruli sghignazzanti, uccelli appartenenti soprattutto alla famiglia dei Leiotrichidi. La Cina rappresenta inoltre uno dei principali centri mondiali di diversificazione dei ciprinidi, la famiglia delle carpe, e ospita una grande varietà di pesci gatto dell'ordine Siluriformes.

Le affinità biogeografiche della fauna cinese sono estremamente varie. Il nord-est ospita specie simili a quelle delle foreste siberiane, mentre le steppe settentrionali sono abitate da animali propri dell'Asia centrale. Le catene montuose settentrionali e occidentali presentano soprattutto una fauna paleartica e ospitano numerose specie e sottospecie endemiche. Fra i mammiferi figurano il leopardo delle nevi (Panthera uncia), il lupo (Canis lupus), l'orso bruno (Ursus arctos), l'argali (Ovis ammon) e diverse specie di stambecchi e gazzelle. Procedendo verso sud-est, le pianure e le catene montuose formano un'ampia zona di transizione fra le comunità temperate paleartiche e quelle tropicali dell'Asia sud-orientale. Nelle province più meridionali prevalgono specie tropicali e subtropicali di rettili, anfibi, uccelli e mammiferi, fra le quali gibboni, macachi, pangolini, muntjak, civette e numerosi fagiani.

Bibliografia

  • Istituto Geografico De Agostini. Il Milione, vol. VIII (Regione cinese - Regione indocinese), pagg. 25-62. Novara, 1962.
  • (EN) China: a Country Study, su loc.gov, Library of Congress Country Studies, 1987. URL consultato il 19 giugno 2015.
  • Damian Harper, Cina, Lonely Planet (2007). ISBN 978-88-6040-146-5.

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