George Hunt Williamson

George Hunt Williamson negli anni 1960

George Hunt Williamson, noto anche con gli pseudonimi Michael d'Obrenovic e Brother Philip (Chicago, 9 dicembre 1926 – Long Beach, 25 gennaio 1986[1]), è stato un ufologo statunitense e un contattista di presunti dischi volanti, medium e autore di testi di argomento metafisico, divenuto noto negli anni cinquanta.

Biografia

Primi anni

Nato a Chicago da George Hunt e Bernice Williamson, fin da adolescente mostrò una inclinazione verso il misticismo. Studente di archeologia almeno dal 1946, anno in cui documentò un sito archeologico nel sud dell'Illinois,[2] nel 1949 passò all'Università dell'Arizona per studiare antropologia e svolse lavori come archeologo nella contea di Lincoln, nel Nuovo Messico.[3] Nell'ottobre dello stesso anno contribuì a fondare la Yavapai County Archaeological Society a Prescott, in Arizona, dove visse fino almeno al 1955.[4]

Pubblicò anche un articolo sulle feste tradizionali in Messico.[5] Secondo alcune fonti, nel 1951 fu espulso dall'università per motivi accademici e non risulta che abbia conseguito un titolo di studio, benché si fregiasse del titolo di "dottore".[6]

Carriera

Dopo aver letto il libro di William Dudley Pelley Star Guests (1950), Williamson lavorò per un periodo nell'organizzazione fondata da Pelley, collaborando alla rivista mensile Valor. Influenzato dalle comunicazioni medianiche di Pelley, tentò di contattare presunti equipaggi di dischi volanti tramite una tavola Ouija autocostruita.

Entrò in contatto con il gruppo di George Adamski e ne divenne seguace assieme alla moglie e alla coppia Alfred e Betty Bailey. I due coniugi Williamson e i Bailey furono indicati come testimoni dell'incontro che Adamski avrebbe avuto, il 20 novembre 1952, con un essere extraterrestre chiamato Orthon, descritto come un uomo biondo proveniente da Venere.

In seguito, Williamson e Bailey pubblicarono The Saucers Speak (1954), incentrato su presunte comunicazioni via radio e tavola Ouija con diversi "Fratelli dello Spazio".

Negli anni seguenti Williamson si distaccò da Adamski e sviluppò una propria narrativa che univa il contattismo a dottrine teosofiche e rivelazioni medianiche, collaborando con la confraternita esoterica Brotherhood of the Seven Rays. Tra la fine degli anni 1950 e i primi anni 1960 pubblicò diversi libri, tra cui Other Tongues—Other Flesh (1957), Secret Places of the Lion (1958), UFOs Confidential (1958), Road in the Sky (1959) e Secret of the Andes (1961, come Brother Philip).

Negli anni successivi si allontanò dalla scena ufologica, cambiando nome e creandosi un nuovo, fittizio, profilo biografico e accademico. È stato anche ordinato sacerdote della Chiesa assira d'Oriente. Morì nel gennaio 1986.

Secret of the Andes

Pubblicato nel 1961 sotto lo pseudonimo Brother Philip, Secret of the Andes è un testo esoterico che unisce miti andini, elementi teosofici e presunte comunicazioni spirituali. Ambientato nelle montagne del Perù, il libro ruota attorno alla Fratellanza dei Sette Raggi, un ordine iniziatico che custodirebbe conoscenze antiche e il leggendario Disco d'Oro del Sole, proveniente dalla civiltà perduta di Mu. Williamson descrive luoghi come il lago Titicaca e la piana di Marcahuasi come centri energetici e punti di contatto con civiltà extraterrestri benevole. L'opera, considerata un classico del filone “contattista mistico”, ha influenzato numerosi autori New Age e sostenitori della teoria degli antichi astronauti.

Opere

  • Other Tongues—Other Flesh (1953)
  • The Saucers Speak (con Alfred C. Bailey, 1954)
  • Secret Places of the Lion (1958)
  • UFOs Confidential (con John McCoy, 1958)
  • Road in the Sky (1959)
  • Secret of the Andes (come Brother Philip, 1961)

Note

  1. ↑ George Hunt Williamson (1926-1986), su it.findagrave.com. URL consultato il 29 agosto 2025.
  2. ↑ George Hunt Williamson, A Newly Discovered Village Site in Southern Illinois, in Illinois State Archaeological Society Journal, vol. 4, n. 4, 1947, pp. 22-25.
  3. ↑ George Hunt Williamson, Archaeological Investigations along the Rio Bonito, Lincoln County, New Mexico (Preliminary Report on Rio Bonito Cave I), Arizona State Museum, 1949.
  4. ↑ Andrew L. Christenson, An Essential Relationship: Amateurs and Professionals in Central Arizona Archaeology, Prescott, Smoki Museum of American Indian Art & Culture, 2014, pp. 49-50.
  5. ↑ George Hunt Williamson, Why the Pilgrims Come, in The Kiva, vol. 16, n. 1-2, 1950.
  6. ↑ George Hunt Williamson & the Genesis of the Contactees, su ufomind.com (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2022).

Bibliografia

  • Maurizio Martinelli, Michel Zirger, Extraterrestri. Il contatto è già avvenuto. Saggio biografico su George Hunt Williamson, Verdechiaro Edizioni 2013 (riedito nel 2016: The Incredible Life of George Hunt Williamson: Mystical Journey, ISBN 978-88-6623-262-9)
  • James R. Lewis (a cura di), UFOs and Popular Culture, Santa Barbara, ABC-CLIO, 2000. ISBN 1-57607-265-7.
  • James W. Moseley; Pflock, Karl T., Shockingly Close to the Truth, Amherst, Prometheus Books, 2002. ISBN 1-57392-991-3.
  • Christopher F. Roth, "Ufology as Anthropology: Race, Extraterrestrials, and the Occult" in E.T. Culture: Anthropology in Outerspaces, a cura di Debbora Battaglia, Durham, Duke University Press, 2005.
  • Secret of the Andes, di Brother Philip (1961) Neville Spearman Ltd. Ristampato come Secret of the Andes and the Golden Sun Disc of MU (2008) by Global Communications, with additional material by Timothy Green Beckley, Joshua Shapiro, John J. Robinson, Brent Raynes, Charles A. Silva and Harold T. Wilkins. ISBN 1-60611-053-5

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