George Rochester
George Dixon Rochester (Wallsend, 4 febbraio 1908 – Durham, 26 dicembre 2001) è stato un fisico britannico, noto principalmente per le sue ricerche di spettroscopia e per aver scoperto, assieme a Sir Clifford Charles Butler, alcune particelle subatomiche che sarebbero poi state chiamate kaoni.
Biografia
Rochester nacque a Wallsend, figlio unico di Thomas Rochester, un fabbro che in seguito divenne fabbro attrezzista nel cantiere navale Swan Hunter, e di sua moglie, Ellen, nata Dixon.
Dopo aver frequentato le scuole primarie locali, Rochester frequentò la Wallsend Grammar School nel 1920, dove ottenne buoni risultati in chimica e fisica, ottenendo una borsa di studio all'Armstrong College di Newcastle. Si laureò con lode in fisica nel 1930 sotto la guida del professor W.E. Curtis.[1] Ottenne quindi una borsa di studio e nel 1931 si unì al gruppo di ricerca di Curtis. All'inizio ebbe scarsi risultati lavorando sullo spettro a bande dell'elio. Rochester e il suo compagno di studi H.G. Howell decisero allora di studiare gli spettri di molecole biatomiche pesanti, in particolare composti di stagno, piombo, bismuto, antimonio, tallio e manganese. Le primi lavori furono pubblicati nel 1934, e le ricerche proseguirono anche assieme ad altri collaboratori.[2] Questi risultati fecero di vincere due premi a Rochester, permettendogli di recarsi negli anni 1934-35 presso l'Istituto di Fisica dell'Università di Stoccolma, dove studiò spettroscopia con il professor Erik Hulthén. Nel 1937 conseguì il dottorato di ricerca all'Armstrong College.[3]
Curtis suggerì a Rochester di candidarsi per una borsa di studio del Commonwealth Fund. Dopo un colloquio a Londra, gli fu assegnata una borsa per gli anni 1935-37 presso l'Università della California, Berkeley. In California studiò gli spettri degli alogenuri utilizzando apparecchiature all'avanguardia, ma assistette anche allo sviluppo del ciclotrone e incontrò molti scienziati illustri, tra i quali Niels Bohr, J. A. Wheeler, R. A. Millikan, Arthur Compton e John Cockcroft.[2]
Tornato in Inghilterra nel 1937, fu nominato assistente presso la Victoria University di Manchester sotto la guida di Lawrence Bragg, poco prima che Bragg si trasferisse al National Physical Laboratory di Teddington. La cattedra di fisica fu poi ricoperta da Patrick Blackett, al cui gruppo Rochester si unì nel 1938, questa volta per lavorare sui raggi cosmici.
Nel 1938 sposò Idaline Bayliffe, dalla quale avrebbe avuto due figli, Dorothy nel 1942, e Anthony nel 1946.
Nel 1939, allo scoppio della guerra fu inviato alla stazione radar di Staxton Wold, vicino a Scarborough. Dopo pochi mesi però fu richiamato a Manchester per gestire i corsi di laurea intensivi biennali in uno dei pochi dipartimenti di fisica rimasti aperti durante la guerra.[2] Fu anche ufficiale dei vigili del fuoco dell'università, lavoro svolto principalmente di sera e nei fine settimana. In questo periodo assieme al fisico dei raggi cosmici Lajos Jánossy intraprese ricerche sulla penetrazione dei raggi cosmici a livello del mare. Questa ricerca continuò dopo la guerra, inizialmente ancora con Jánossy, ma in seguito con Clifford Butler, e portò infine alla scoperta delle particelle pesanti V,[4] che in seguito si comprese fossero particelle K+ e K0 (kaoni).[3][5]
Blackett si trasferì da Manchester all'Imperial College nel 1953, e Rochester divenne direttore ad interim dei Laboratori di Fisica, finché non gli fu offerta la cattedra di Fisica a Durham, dove rimase dal 1955 fino alla fine della sua carriera. I contributi di Rochester alla fisica sono commemorati dall'edificio Rochester, da lui attentamente progettato, e dal Premio Rochester per studenti universitari. Rochester fu eletto membro della Royal Society nel 1958,[2] e fu proposto 18 volte per il Premio Nobel per la fisica.[6]
Note
Bibliografia
- (EN) N.N., Physics at Newcastle: Prof. W E Curtis, FRS, in Nature, vol. 176, 1955, p. 815, DOI:10.1038/176815a0.
- (EN) Nobel Archive, The Nobel Prize: Nomination Archive: George Dixon Rochester, su The Nobel Prize. URL consultato il 1º ottobre 2025.
- (EN) G.D. Rochester e C.C. Butler, Evidence for the Existence of New Unstable Elementary Particles, in Nature, vol. 160, 1947, pp. 855–857, DOI:10.1038/160855a0.
- (EN) A. Wolfendale, Obituary: George Dixon Rochester, in Physics Today, vol. 55, 2002, pp. 63–64, DOI:10.1063/1.1510290.
- (EN) A. Wolfendale, George Dixon Rochester. 4 February 1908 – 26 December 2001, in Biographical Memoirs of Fellows of the Royal Society, vol. 49, 2003, pp. 415–429, DOI:10.1098/rsbm.2003.0024.
- (EN) T. Yamanaka, Detection of a strange particle, in Nature, vol. 575, 2019, pp. 36–38, DOI:10.1038/d41586-019-02841-9.
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