Giacomo Dolfin

Giacomo Dolfin
Patrizio Veneto
Stemma
Stemma
Cavaliere del Sacro Romano Impero
In carica1369 –
1403
NascitaVenezia, 1330 circa
MorteVenezia, 1403
DinastiaDolfin
PadreNicolò Dolfin
ConiugeCataruzza Corner
Figlinessuno
ReligioneCattolicesimo

Giacomo Dolfin (Venezia, 1330 circa – Venezia, 1403) è stato un nobile, politico, militare e ambasciatore italiano della Repubblica di Venezia.

Biografia

Figlio di Nicolò Dolfin, Giacomo nacque a Venezia. Le informazioni sulla sua giovinezza e sulle prime fasi della sua carriera politica sono scarse e confuse a causa della presenza di omonimi contemporanei. Tuttavia, documenti ufficiali lo identificano come "miles" a partire dal 1377, permettendo di tracciare la sua carriera. Nel 1369 fu ambasciatore per Venezia e ottenne il titolo di cavaliere dal duca Leopoldo III d'Austria.[1] Fu coinvolto in importanti missioni diplomatiche e militari, come la difesa dei territori veneziani durante i conflitti con l'Austria e i Carraresi.

Nel 1375 divenne podestà di Trieste e partecipò attivamente alla difesa delle città e dei territori sotto il controllo veneziano. Durante la guerra con Genova, divenne sopracomito e comandò diverse galee,[1][2] contribuendo alla difesa di Venezia, in particolare durante la guerra di Chioggia. Successivamente, ricoprì ruoli di consulente ducale e diplomatico, partecipando a missioni di rilievo come ambasciatore a Sigismondo di Lussemburgo e alla conquista di fortificazioni in territorio padovano.

Giacomo Dolfin morì nel 1403,[1] dopo aver fatto testamento per la seconda volta. Il suo patrimonio fu lasciato ai nipoti, con una particolare attenzione per la sua sepoltura, avvenuta a Venezia. La sua carriera riflette una figura di rilievo nella politica, nella diplomazia e nelle imprese militari di Venezia.

Note

  1. 1 2 3 Claudia Salmini, DOLFIN, Giacomo, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 40, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991.
  2. ↑ Casimir Freschot, La nobilta veneta o' sia Tutte le famiglie patrizie con le figure de suoi scudi, & arme. Historia di d. Casimiro Freschot, appresso Gio. Gabriel Hertz, 1707, p. 49. URL consultato il 5 febbraio 2025.

Bibliografia