Gianvittore Citton
Gianvittore Citton, detto Gian (Feltre, 16 settembre 1938), è un poeta italiano. Scrive in italiano e in dialetto feltrino.
Biografia
Figlio unico di Oscar Citton e Candida Barbante, nasce a Feltre il 16 settembre 1938. Trascorre l’infanzia a Feltre, frequenta il Liceo Classico a Possagno e in seguito si laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Padova con una tesi sulla Scapigliatura. È docente di Lettere in varie scuole nel feltrino dal 1961 al 1998 e in seguito si occupa di formazione degli insegnanti.
Le prime poesie vengono pubblicate in riviste (“Ausonia”, “La Città”) e antologie tra il 1956 e il 1961 (Poeti italiani contemporanei A.P.E., 1956 e Antologia del primo premio Nazionale Tipo, Edizioni Tipo 1957); nel 1962 una sua raccolta inedita, Momenti e Movimenti, è segnalata al premio Carducci di Pietrasanta. Dopo un periodo di silenzio esce la prima raccolta, Stanze 1976-1986, nel 1988. A distanza di poco più di dieci anni esce In forma chiusa, Book editore, 2000, con il quale vincerà il secondo premio al concorso nazionale Guido Gozzano del 2005[1].
Nel 2004 esce la raccolta Indovinare il mare, prima classificata al premio Marineo (Palermo) 2005[2].
In questo stesso anno comincia a pubblicare anche poesia in dialetto feltrino: nella prima raccolta di versi in vernacolo, Tomàdego méo Gian Citton spiega così la scelta del dialetto: “quello di queste poesie è un ‘dialetto bastardo’ – lo dico con l’affezione di chi lo sente connaturato alla propria indole, ma anche col rancore di chi lo sente falso e adulterato. Tuttavia, pur se ‘bastardo’ lo riconosco ancora intrinseco alla passione quando ritenta la musica nella parola (…)” [3]. La seconda raccolta dialettale, T’un ingano de sól, vince il secondo posto al premio Pascoli 2011.
Accanto alla scrittura di poesie originali, Gian Citton si dedica alla traduzione e a libere trasposizioni dal latino e dall’inglese verso il dialetto. Libere trasposizioni da Catullo compongono la raccolta Ancora co Catulo in Cornaróta[4], mentre trasposizioni da Philip Larkin e da Norman MacCaig sono raccolte in T’un ingano de sól. Nel 2015 esce la raccolta La provincia dei cani, Book editore, che ottiene il primo premio “Casentino”[5] e il primo premio “Alberona” (premio-pubblicazione al “Thesaurus”, Altre Voci, di Albarella (RO) nell’ottobre 2017)[6].
Fra il 2001 e il 2015 le sue poesie sono apparse nelle riviste “Atelier”, “Il lettore di provincia”[7], “Hebenon”, “L’immaginazione” e “Rivista Feltrina”[8] nonché nelle prestigiose edizioni d’arte il Pulcinoelefante di Alberto Casiraghy. Nel 2017 torna a scrivere in dialetto e pubblica la raccolta La Chanson de Medzatèra, Book editore. Oltre a comporre versi, Gian Citton scrive anche racconti, ancora per lo più inediti[9]. Alcune sue poesie sono anche presenti nel sito Italian Poetry [10]
Poetica
La poetica di Gian Citton si distingue per una profonda attenzione alla memoria, alla lingua e alla dimensione quotidiana della vita, alla consapevolezza dello scorrere del tempo e della morte.
Citton alterna l’italiano con il dialetto veneto, non come scelta folcloristica, ma come ricerca di sonorità autentiche e come strumento per scavare nelle radici emotive e culturali della sua terra[11].
Le sue poesie, spesso ambientate in contesti domestici o rurali, restituiscono con intensità il senso del tempo che passa, la fatica del vivere e la dignità silenziosa delle persone comuni e degli animali, soprattutto i gatti. Nei suoi versi, accanto a certe note ironiche o amare, emerge una voce poetica capace di fondere realismo e lirismo, con una lingua densa, concreta, ma anche ricercatamente musicale. La sua è una poesia intima ed affettiva, che non declama ma osserva, e che riesce a trasformare la memoria individuale in esperienza collettiva.
Nella poesia di Gian Citton, le forme metriche giocano un ruolo essenziale nel dare ritmo e struttura alla sua voce poetica. Muovendosi con libertà tra forme poetiche tradizionali rivisitate e aggiornate, Citton predilige il verso breve e incisivo o più spesso l’endecasillabo, che conferisce musicalità e pregnanza al testo. Frequenti i componimenti in forma di sonetto, specialmente nella prima fase della sua scrittura in italiano, ma è soprattutto nella frammentazione controllata del verso libero che si coglie la sua capacità di evocare emozioni profonde con pochi tratti. L’uso sapiente di sinalefe, enjambement e pause ritmiche contribuisce a creare un equilibrio tra oralità e scrittura, tra tradizione e sperimentazione.
La metrica_italiana, in Citton, non è mai un vincolo, ma uno strumento per dare corpo alla memoria e alla lingua. La sua poesia può essere accostata al post-crepuscolarismo e insieme a quella di Camillo Sbarbaro e di Giorgio Caproni per la centralità della memoria, per l’attenzione ai piccoli gesti che diventano epifanie di significati altri, per il rifuggire l’enfasi retorica, per il prediligere la dimensione intima nella ricerca del senso, un'intimità che non si chiude in sé ma si apre a uno sguardo universale.
Opere
Raccolte di poesia in italiano
- Stanze 1976-1986, Libreria Pilotto, 1988
- In forma chiusa, Book editore, 2000, ISBN 88.7232.384.3 (con una postfazione di Alberto Bertoni)
- Le Carte del Caribe, Premio Senigallia Spiaggia di velluto, Edizioni la Fenice, 2003, (con una prefazione di Bianca Garavelli)
- Indovinare in mare, Book editore, 2004, ISBN 88.7232.843.1, (con una nota di Giorgio Bàrberi Squarotti)
- Devozioni musicali per vecchi fan, MOBYDICK, 2008 ISBN 9788881783991 (Prefazione di Enrico Capodaglio)
- La provincia dei cani, Book editore, 2015, ISBN 978.88.7232.735.7 (con un’incisione originale omonima di Bruno Visinoni e una postfazione di Graziano Pampaloni)
- A Palpitante Altezza, edizioni Helicon, 2018, ISBN 978.88.6466.521.4
Raccolte di poesia in dialetto
- Tomàdego méo, MOBYDICK editore, 2004, ISBN 978.88.8178.301.0
- La stanchezza dell’airone seguita da Catulo in Cornaróta. Venti imitazioni, Agorà libreria editrice, 2008 ISBN 978-8888422442 (con una prefazione di Rodolfo Zucco)
- T’un ingano de sól, MOBYDICK editore, 2010 ISBN 978.88.8178.457.8 (con una nota dell’autore sulla scelta del dialetto)
- Ancora co Catulo in Cornaróta, Imitazioni e liberi adattamenti in dialetto feltrino da «Catulli Carmina», MOBYDICK editore, 2012 ISBN 978.88.8178.493.6 (Prefazione di Laura Nascimben)
- La Chanson de Medzatèra, Book editore, 2017, ISBN 978.88.7232.762.3 (con una postfazione di Luciano Caniato)
Premi e riconoscimenti
- Premio-pubblicazione Senigallia Spiaggia di Velluto 2003 per Le Carte del Caribe
- Terzo premio al concorso DeltaPOesia Rosolina mare 2004 per In forma chiusa
- Primo classificato al premio Marineo 2005 per Indovinare il Mare
- Secondo classificato al concorso “Guido Gozzano” 2005 per In forma chiusa
- Premio Leone di Muggia 2007 per Devozioni musicali per vecchi fan[12]
- Terzo premio poesia in lingua italiana al concorso Nelso Tracanelli 2007[13]
- Secondo classificato al premio Pascoli 2011 per T’un ingano de sól
- Primo classificato al premio Casentino 2016 per La provincia dei Cani
- Primo classificato al premio internazionale di poesia Borgo di Alberona 2016 per La provincia dei Cani
- Primo classificato al premio Giuseppe Malattia della Vallata a Barcis nel 2017[14]
Note
- ↑ Concorso Guido Gozzano, su concorsoguidogozzano.wordpress.com.
- ↑ Premio Marineo, su balarm.it.
- ↑
- Tomàdego méo, MOBYDICK editore, 2004, ISBN 978.88.8178.301.0 pp. 9-10
- ↑ Ancora co Catulo in Cornaróta, su rrcorsi.altervista.org.
- ↑ Premio Casentino, su ilgazzettino.it.
- ↑ Premio Altre Voci, su edizionihelicon.it.
- ↑ Il lettore di provincia quadrimestrale, A. Longo editore, Ravenna, n. 122 del 2005
- ↑ Rivista Feltrina, Anno XLVIII 34 Giugno 2015, Poesia “Cartoline da Cart” pp 123-127
- ↑ Gian Citton, Il salice, su perigeion.wordpress.com.
- ↑ Gian Citton in Poetry, su italian-poetry.org.
- ↑ Valter Deon, La Chanson de Medzatèra – un poemetto di Gian Citton, in Rivista Feltrina, Anno L 39 Dicembre 2017, pp. 69-75
- ↑ elenco opere, su edizionihelicon.it.
- ↑ Puisiis in Tasca – concors Nelso Tracanelli, societat Filologjche Furlane, 2017 isbn 9788876362576, p. 35 per la poesia “Quella sedia”
- ↑ Premio Giuseppe Malattia, su ilfriuliveneziagiulia.it.
Bibliografia
- Gian Citton - Poeta, su giancitton.blogspot.com.
- Marco Testi, ALLA RICERCA DEL SENSO - Le liriche di Gian Citton, su filidaquilone.it.
- Gian Citton. Il Tempo, l'io che scollina e la memoria (PDF), su lucianocaniato.it.
- Immagine e riflessione in Gian Citton, su italian-poetry.org.
- Poesia sulla poesia 2, su italian-poetry.org.
- Giovanni Trimeri, Il panico nei pollai, “A palpitante altezza” di Gian Citton, su ilpanicodeipollai.wordpress.com.
- Marco Testi, Non lasciatemi solo, su paroladivita.org.