Giorgio Gedgaudas

Giorgio Gedgaudas
voivoda di Vilnius
In carica1425 –
1432
PredecessoreAlbertas Manvydas
SuccessoreJonas Daugirdas
NascitaXIV secolo
Morte1435 circa[1]
SepolturaCattedrale di Vilnius[1]
DinastiaGedgaudai (stemma di Leliva)
PadreGedgaud[1]
FigliPietro Simone Gedigoldovič[2]

Giorgio Gedgaudas (in lituano Jurgis Gedgaudas[3]; ... – 1435 circa) è stato un nobile e diplomatico lituano.

Legato al gruppo aristocratico con lo stemma dei Leliwa, fu attivo nella vita politica dal 1401 al 1435, servendo i granduchi Vitoldo il Grande e Švitrigaila in veste di voivoda e negoziatore. Rappresentò i loro interessi presso il Concilio di Costanza e l'Ordine teutonico. Fu uno dei pochi nobili a continuare a sostenere Švitrigaila dopo la sua deposizione; tuttavia, dopo essere stato catturato nella battaglia di Ašmyany, cambiò fazione e passò a sostenere Sigismondo Kęstutaitis, riuscendo a conservare il proprio status sociale.

Biografia

Origini

Gedgaudas è il suo nome lituano pagano, mentre Giorgio (Jurgis) fu il nome di battesimo ricevuto dopo la conversione della Lituania al cristianesimo nel 1387. Le sue origini sono sconosciute e il nome del padre è noto soltanto grazie al patronimico.[4] Fratello di Alberto Manvydas, i suoi possedimenti si sviluppavano nei pressi di Kernavė e Ašmiany, mentre egli risiedeva principalmente a Višneva.[3] Nel Die Littauischen Wegeberichte è menzionato un insediamento chiamato Manewidendorf vicino a Hieraniony, forse appartenuto alla famiglia.[5]

Attività politiche

Gedgaudas è menzionato per la prima volta nel 1401, quando fu testimone della stipula dell'Unione di Vilnius e Radom.[3] All'epoca ricopriva la carica di maresciallo del duca (Marszałek), mentre successivamente divenne forse signore di Kiev.[6] Perse questa posizione nel 1411 per assumere quella di governatore della Podolia (precursore della carica di voivoda di Podolia).[3] Nel 1411, il re Ladislao II Jagellone lo inviò insieme ad alcuni nobili polacchi in Ungheria e, nel 1416, il granduca Vitoldo lo mandò al Concilio di Costanza. Il viaggiatore Guilbert de Lannoy fu accolto da Gedgaudas nel 1421.[7] Dopo la morte del fratello Alberto Manvydas, voivoda di Vilnius, nel 1423, Gedgaudas assunse tale carica per circa un decennio, ovvero fino al 1432.[3] Gedgaudas fu inviato in missione diplomatica in Polonia nel 1429.[3]

Dopo la morte di Vitoldo, parteggiò per il granduca Švitrigaila e lo rappresentò nelle trattative con la Polonia nel 1431 e 1432 e con l'Ordine teutonico nel 1432 (in particolare nell'ambito della guerra civile lituana del 1432-1438).[8] Gedgaudas fu uno dei nove nobili lituani testimoni della firma del trattato di Christmemel (giugno 1431)[9] e si trovava al fianco di Švitrigaila quando questi fu deposto con una congiura di palazzo il 1º agosto 1432.[10] Fu uno dei pochi nobili lituani a sostenere Švitrigaila dopo il colpo di stato e uno dei suoi comandanti nella battaglia di Ašmyany del dicembre 1432, durante la quale fu fatto prigioniero.[11] Successivamente cambiò schieramento e sostenne Sigismondo Kęstutaitis, riuscendo a preservare le proprie ricchezze e influenza (a titolo di ricompensa, suo figlio ricevette nel 1434 Mir da Sigismondo).[12] Nel maggio 1434 Gedgaudas fu testimone del privilegio concesso da Sigismondo alla nobiltà cattolica e ortodossa, in occasione della quale i diritti delle due aristocrazie vennero equiparati.[13] Va comunque segnalato che all'epoca non deteneva alcuna carica.[14]

Discendenza e sepoltura

Nel settembre 1442, la sua vedova Anastasia, forse figlia di Giorgio Taločka,[15] fece una donazione alla cappella dei Santi Alberto e Giorgio della Cattedrale di Vilnius, fondata dal fratello Alberto Manvydas e nella quale Gedgaudas fu tumulato.[16] Si conosce un unico figlio di Gedgaudas, ovvero Pietro Simone Gedgaudas (Petras Simonas Gedgaudas, morto nel 1451 senza lasciare eredi), che fu reggente di Polack (1440) e di Smolensk (1447-1451).[8]

Note

  1. 1 2 3 Petrauskas (2003), p. 234.
  2. ↑ Petrauskas (2003), pp. 233-234.
  3. 1 2 3 4 5 6 Petrauskas (2003), p. 231.
  4. ↑ Petrauskas (2003), p. 76.
  5. ↑ Petrauskas (2000), p. 23.
  6. ↑ (EN) L. Šedvydis, Dukes of Holszany in Kiev from early 14th century to year 1430, in Colloquia Rusica, vol. 2, Cracovia, 2012, p. 160.
    «Olena Rusyna ha messo in dubbio che Giorgio Gedgaudas fosse namestnik (governatore) a Kiev, poiché l'idea che un boiardo occupasse la carica di namestnik nella città era in contrasto con il concetto delle "dinastie locali" dei principi di Kiev, subordinate al granduca di Lituania.»
  7. ↑ Petrauskas (2003), p. 146.
  8. 1 2 Petrauskas (2003), pp. 231-232.
  9. ↑ Kirkienė (2008), p. 61.
  10. ↑ Frost (2018), p. 170.
  11. ↑ Petrauskas (2003), p. 232.
  12. ↑ Petrauskas (2003), pp. 99, 232.
  13. ↑ Frost (2018), p. 176.
  14. ↑ Petrauskas (2011), p. 455.
  15. ↑ Petrauskas (2000), p. 17.
  16. ↑ Petrauskas (2003), p. 138, 232.

Bibliografia

  • (EN) Robert I. Frost, The Oxford History of Poland-Lithuania, vol. I: The Making of the Polish-Lithuanian Union, 1385-1569, Oxford University Press, 2018, ISBN 978-01-92-56814-4.
  • (LT) Genutė Kirkienė, LDK politikos elito galingieji: Chodkevičiai XV–XVI amžiuje [Gli uomini più influenti dell'élite politica nel GDL: i Čodkevičiai nei secoli XV-XVI], Vilniaus universiteto leidykla, 2008, ISBN 978-9955-33-359-3.
  • (LT) Rimvydas Petrauskas, Vytauto laikų didikų kilmė [Origini dei nobili dell'epoca di Vitoldo], in Lituanistica, vol. 1/2, n. 41/42, 2000, ISSN 2424-4716.
  • (LT) Rimvydas Petrauskas, Lietuvos diduomenė XIV a. pabaigoje – XV a. [La nobiltà lituana tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV secolo], in Aidai, 2003, ISBN 9955-445-67-X.
  • (LT) Rimvydas Petrauskas, Gedgaudai, in Eugenijus Manelis e Antanas Račis, (eds.), Lietuvos istorija. Enciklopedinis žinynas [Storia della Lituania. Opera di consultazione enciclopedica], vol. I, Mokslo ir enciklopedijų leidybos centras, 2011, ISBN 978-5-420-01689-3.