Giorgio Lenaz

Giorgio Lenaz (Padova, 3 novembre 1938) è un medico italiano esperto in biochimica mitocondriale.

La sua attività scientifica si è prodotta in più di 450 pubblicazioni scientifiche ed oltre 400 abstract di congressi, con oltre 17 235 citazioni, un impact factor di 3,8 e H-index di 73 (al 2026).[1][2]

Biografia

Nel luglio 1956 conseguii la maturità classica, ottenendo anche una lettera di congratulazioni dall'allora Ministro della pubblica istruzione Paolo Rossi.[2]

Durante gli studi universitari di Medicina e Chirurgia presso l'Università di Bologna, svolge un periodo di sei mesi di studio al Roswell Park Memorial Institute di Buffalo, nell'anno accademico 1957-1958. Il relatore della sua tesi sperimentale di laurea fu il professor Giovanni Moruzzi, fondatore dell'Istituto di Chimica Biologica; si laureò il 18 luglio 1962 con voto di 110 e lode. Divenne subito assistente straordinario presso l'Istituto di Chimica Biologica, fino al 1968.[2][3]

Vinse una di una borsa di studio NATO negli USA, dapprima come borsista e poi come Assistant Professor, dall'ottobre 1964 fino all'agosto 1967 presso l'Institute for Enzyme Research della Università del Wisconsin-Madison.[2]

Attività accademica e societaria

Ha conseguito la libera docenza in Chimica biologica nel 1968, diventando assistente ordinario dal 1968 presso l'Istituto di Chimica Biologica fino al 1975; fu anche professore incaricato di chimica per la facoltà di Medicina veterinaria dell'Università di Bologna nell'anno accademico 1968-1969, di biochimica per la facoltà di Agraria di Bologna negli anni 1969-1971. Fu professore incaricato anche di chimica biologica per la facoltà di Medicina e chirurgia dell'Università di Ancona (dove fondò l'Istituto di biochimica della nuova Università di Ancona, creando nuovi laboratori e impostando l'attività di ricerca) dal 1971 al 1975, quando a seguito di concorso proseguì come professore straordinario, diventando titolare del corso di biochimica per la scuola di specializzazione in Nefrologia.[2]

Conseguì l'ordinariato nell'anno accademico 1978-1979, diventando professore ordinario di Chimica biologica presso la facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell'Università di Bologna, fino al 1989 quando passò alla facoltà di Medicina e chirurgia come responsabile del corso di biochimica.[2]

Dal 1984 è stato membro del consiglio direttivo della Società italiana di biochimica, fino al 1988, quando diventa responsabile (fino al 1992) del Gruppo membrane della SIB; poi nuovamente membro del direttivo dal 2005 al 2009.[2]

Dal 1988 era già titolare del corso di biochimica del sistema nervoso centrale per le scuole di specializzazione in Psichiatria e Neuropsichiatria infantile. Nello stesso anno diventa presidente del Gruppo italiano di bioenergetica e biomembrane, fino al al 1992.[2]

Dal 1995 al 2015 fu membro del consiglio direttivo della International coenzyme Q10 association.[2]

Dal 2002 al 2011 è stato coordinatore del Dottorato di ricerca in biochimica.[2]

Dal 2005 è stato componente dell'Osservatorio della ricerca dell'Università di Bologna, riconfermato fino al 2011.[2]

Dal 2006 divenne titolare del corso di biochimica per la scuola di specializzazione in Genetica medica, e dal 2007 al 2009 fu titolare anche del corso di biologia e biochimica per il corso di laurea in Dietistica. È stato inoltre titolare dei corsi di fisiologia dell'invecchiamento per la scuola di specializzazione in Geriatria, di biologia molecolare per le specializzazioni di Microbiologia e di Malattie infettive, di biochimica per le specializzazioni di Neurologia, di Patologia clinica e di Dermatologia.[2]

Fu vice-direttore del Dipartimento di biochimica dal novembre 2007 al 2010.[2]

Nel 2009 fu responsabile per la valutazione scientifica di otto istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Nel 2010 andò in pensione, ed ottenne la carica di professore emerito di Chimica biologica dal 2012. Dall'anno accademico 2017-2018 ha tenuto il modulo didattico Metabolic biochemistry dell'insegnamento Signalling Pathways in Health and Disease per il corso di laurea di medicina e chirurgia in lingua inglese presso l'Università di Bologna.[2]

Attività scientifica

La sua attività di ricerca si interessava della biofisica e bioenergetica mitocondriale: la diffusione dell'ubichinone in membrane mediante tecniche di quenching di fluorescenza; la localizzazione di omologhi dell'ubichinone nelle membrane, le reazioni ossido-riduttive interne e la cinetica di enzimi della membrana interna mitocondriale (ubichinolo-citocromo c reduttasi, NADH-ubichinone reduttasi e ATPasi); la fluidità della membrana e le sue modificazioni da parte di varie molecole biologiche o esogene, studiata soprattutto con sonde paramagnetiche e polarizzazione di fluorescenza; il ruolo bioenergetico e antiossidante del coenzima Q nei mitocondri e nelle cellule; la trascrizione del DNA mitocondriale; i meccanismi di produzione di specie reattive dell'ossigeno da parte del complesso I mitocondriale; il ruolo dei mitocondri nelle citopatie mitocondriali, negli oncocitomi tiroidei ed in altre patologie, nonché nell'invecchiamento e nella morte cellulare (la teoria mitocondriale dell'invecchiamento, che vede le mutazioni del DNA mitocondriale indotte dalle specie reattive dell'ossigeno come base del declino funzionale della cellula).[2]

Negli ultimi anni ha dato un contributo fondamentale alla dimostrazione di esistenza e funzione di unità sopramolecolari (supercomplessi) della catena respiratoria, del loro ruolo fisiologico e della loro implicazione nella patologia umana: per questi studi è citato due volte nel Lehninger Principles of Biochemistry, il più diffuso testo internazionale di biochimica.[2]

È autore di quattro brevetti.[2]

Dal 2004 al 2008 è stato revisore esterno unico del progetto europeo Eumitocombat sulle malattie mitocondriali, coordinato da Jan Smeitink.[2]

Attività editoriale

È autore dei libri Elementi di Bioenergetica e Biochimica metabolica cellulare e dei tessuti.[2]

È curatore dei libri Highlights in Coenzyme Q Research (Taylor & Francis, 1990) e Bioelectrochemistry of Biomacromolecules della collana Bioelectrochemistry: Principles and Practice (Birkhäuser Basel, 1997).[2]

Fu membro del comitato editoriale di Molecular Aspects of Medicine, del Journal of Bioenergetics and Biomembranes, di Membrane Biochemistry, dell'Italian Journal of Biochemistry.[2]

È stato revisore di pubblicazioni inviate ai principali giornali biochimici internazionali nel campo della bioenergetica.[2]

Riconoscimenti

Nel settembre 2011 ottenne l'attestato e diploma di Amicus Poloniae dal già presidente della Polonia Lech Wałęsa, grazie alle intense collaborazioni con gli studiosi polacchi, insieme a Lucedio Greci e Enrico Bertoli dell'università di Ancona e Katsuhki Itoh dell'Università di Nagoya.[4][2]

Pubblicazioni

  • Giorgio Lenaz, Elementi di bioenergetica, Esculapio, 1980, pp. 295, OCLC 848942783, SBN SBL0291053.
  • Giorgio Lenaz (a cura di), Coenzyme Q: Biochemistry, Bioenergetics, and Clinical Applications of Ubiquinone, Chichester, John Wiley & Sons, 15 maggio 1985, pp. 517, ISBN 0471102865, OCLC 10998248, SBN CAG0076711.
  • Alfredo Rabbi e Giorgio Lenaz, Biochimica metabolica cellulare e dei tessuti, Torino, UTET, 1986, ISBN 880204032X, OCLC 848931536, SBN CFI0044100.

Note

  1. ↑ Giorgio R. Lenaz | ScienceDirect, su www.sciencedirect.com. URL consultato il 23 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2026).
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 Giorgio Lenaz — Università di Bologna — Curriculum vitae, su www.unibo.it. URL consultato il 23 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2026).
  3. ↑ Amos Casti, La Scuola biochimica bolognese di Giovanni Moruzzi, su Medicina e Chirurgia - Journal of Italian Medical Education, 19 giugno 2013. URL consultato il 23 aprile 2026.
  4. ↑ (PL) Università di Medicina di Danzica (a cura di), Naukowe spotkanie Nagoya-Ancona-Gdańsk (PDF), in Gazeta AMG, n. 1, gennaio 2012, p. 9 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2026).

Collegamenti esterni

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