Giovanni Bechelloni

Giovanni Bechelloni (Firenze, 29 maggio 1938 – Roma, 15 febbraio 2026) è stato un sociologo, saggista e giornalista italiano.
Professore emerito di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Firenze, è considerato uno dei principali studiosi italiani nel campo dei media, della comunicazione e delle trasformazioni culturali contemporanee. Ha introdotto in Italia gli studi sulla comunicazione e il giornalismo[1][2].
Biografia
Nato a Firenze nel 1938, si laurea in Scienze politiche presso l' Istituto Cesare Alfieri dell’Università di Firenze nel 1961, discutendo una tesi in Storia contemporanea sulla crisi del riformismo (1910-1912) con Giovanni Spadolini[1].
Negli anni Sessanta, dopo un periodo iniziale come assistente universitario e ricercatore, ha svolto attività di ricerca sociologica a Roma collaborando e dirigendo centri di ricerca sull’informazione e la comunicazione, tra cui il CESDI (Centro Studi e Documentazione sull’Informazione) e il CIRD (Centro Italiano Ricerche e Documentazione) con Fabrizio Onofri. È stato membro di redazioni e comitati editoriali di diverse riviste tra cui Tempi moderni sull’economia della politica e della cultura diretta da Fabrizio Onofri (1964-1968), Questitalia (1969-70), Rassegna Italiana di Sociologia (1972-2011), Problemi dell’Informazione (1976-1998) e Queste Istituzioni dal 1973, partecipando al dibattito sociologico e mediologico italiano[3].
La carriera accademica è iniziata nel 1973 presso l’Università di Bari. Successivamente ha insegnato presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli e presso l’Università di Napoli Federico II, dove nel 1980 ha ottenuto la cattedra di Sociologia della cultura e della comunicazione e ha diretto l’Istituto di Sociologia[4]. Nel 1984 è tornato a Firenze, dove ha continuato la sua attività fino al pensionamento nel 2010. Nel 2012 gli è stato conferito del titolo di Professore Emerito[5]. Ha collaborato scientificamente con la sociologa Milly Buonanno con la quale ha sviluppato ricerche sui media e sulla fiction televisiva.
Attività accademica e ruolo negli studi sulla comunicazione
Ha contribuito allo sviluppo dei corsi universitari di Scienze della comunicazione in Italia negli anni Novanta e ha partecipato ai processi di definizione dei relativi curricula a livello nazionale. Presso l’Università di Firenze ha istituito il corso di laurea in Media e giornalismo e in Comunicazione strategica di cui è stato il primo Presidente di corso di laurea. È stato promotore di numerosi programmi di internazionalizzazione degli studi sulla comunicazione. Presidente del Consorzio Internazionale e coordinatore del progetto europeo Erasmus Mundus CoMUNDUS (2004–2011) dedicato alla formazione internazionale nel campo dei media e dei cultural studies[6].
Nel 1993 ha promosso la cosiddetta Scuola fiorentina di comunicazione e ha contribuito alla creazione di programmi di formazione avanzata, tra cui il primo master universitario in Media e Comunicazione e una delle prime summer school internazionali in media e communications studies.
È stato direttore e coordinatore di programmi di dottorato e master nonché membro di numerosi organismi scientifici nazionali e internazionali tra cui l’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) e il Consiglio Italiano per le Scienze Sociali[3]
Attività scientifica e di ricerca
La sua produzione scientifica comprende oltre cinquanta libri e numerosi saggi dedicati alla sociologia della comunicazione, ai media e ai processi culturali con approccio interdisciplinare.
I suoi principali ambiti di ricerca includono:
- sociologia dei media e del giornalismo;
- teoria della comunicazione;
- trasformazioni culturali e politiche culturali;
- identità italiana e diaspora;
- rapporto tra comunicazione, conoscenza e democrazia.
I suoi lavori si collocano nel quadro degli studi interdisciplinari sulla comunicazione e sono a livello internazionale.
Secondo la letteratura accademica, ha svolto un ruolo significativo nella diffusione in Italia del pensiero di importanti autori internazionali nel dibattito sociologico, tra i quali Pierre Bourdieu di cui ha curato la traduzione delle principali opere per la casa editrice Guaraldi[7].
In ambito internazionale ha contribuito alla letteratura sui media anche con saggi pubblicati in opere collettive, tra cui la voce dedicata all’Italia nell’Encyclopedia of Television pubblicata da Routledge, insieme a Milly Buonanno[8].
Tra i suoi contributi teorici più recenti si distingue l’elaborazione del concetto di “buona comunicazione” FORSE ANDREBBE SPIEGATO.Con la compagna Milly Buonanno ha fondato l’Osservatorio sulla Fiction italiana (OFI) e l’associazione culturale “Il Campo” che ha gestito l’osservatorio (1995-2005) ed è stato coordinatore del progetto per lo studio dell’industria televisiva europea “EuroFiction”.
Attività istituzionali e editoriali
Nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali e scientifici, tra cui:
- membro del consiglio scientifico della RAI;
- segretario generale del Consiglio Italiano per le Scienze Sociali;
- coordinatore di progetti europei di ricerca sui media (tra cui EuroFiction);
- collaboratore e editorialista per importanti quotidiani italiani.
Ha inoltre partecipato a comitati editoriali di riviste scientifiche italiane e internazionali e collaborato con istituzioni come UNESCO, Unione Europea e Consiglio d’Europa. Come giornalista ha collaborato con la Gazzetta del Popolo, Il Mattino, Stampa Sera, Il Messaggero, La Nazione, Il Sole 24 Ore[9].
Opere principali
- La macchina culturale in Italia: saggi e ricerche sul potere culturale, Il Mulino, 1974.
- L'immaginario quotidiano : televisione e cultura di massa in Italia, ERI, 1984, ISBN 88-397-0065-X.
- Televisione come cultura, Liguori, 1995, ISBN 88-207-2509-6.
- Giornalismo o post-giornalismo? Studi per pensare il modello italiano, Liguori, 1995, ISBN 88-207-24847.
- Diventare italiani, Ipermedium, 2001, ISBN 88-86908-31-8.
- Svolta comunicativa: verso un nuovo paradigma del comunicare?, collana Società moderna, Ipermedium libri, 2001, ISBN 978-88-86908-04-7.
- La comunicazione giornalistica, Le Lettere, 2009, ISBN 8860872340.
- Il sorriso etrusco, Ipermedium libri, 2011, ISBN 978-88-86908-99-3.
Premi e riconoscimenti
Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui:
- premio Scanno per la sociologia (2008)[10];
- premi giornalistici per la sua attività nel campo dei media tra i quali il Premio Saint-Vincent per il giornalismo nel 1995.
Note
- 1 2 Morto il professore Giovanni Bechelloni, docente innovativo e appassionato, su lanazione.it. URL consultato il 27/04/2026.
- ↑ Firenze, morto il professor Giovanni Bechelloni, pioniere degli studi sul giornalismo e della facoltà di Scienze della Comunicazione, su corrierefiorentino.corriere.it. URL consultato il 27/04/2026.
- 1 2 Ben Bachmair, Antonio Cavicchia Scalamonti e Gunther Kress (a cura di), Media, culture and social worlds. saggi in onore di Giovanni Bechelloni, Napoli, Liguori, 2002.
- ↑ Ciao Giovanni – Sociologia, Cultura, Comunicazione, su ssi-scc.it, 16 febbraio 2026. URL consultato il 30 aprile 2026.
- ↑ Università di Firenze. Professori Emeriti dal 1980 (PDF), su unifi.it. URL consultato il 27/04/2026.
- ↑ Tiziana Longo, IN RICORDO DI GIOVANNI BECHELLONI, su AIS, 17 febbraio 2026. URL consultato il 30 aprile 2026.
- ↑ Risultati della ricerca - bechelloni bourdieu, su opac.bncf.firenze.sbn.it. URL consultato il 30 aprile 2026.
- ↑ Encyclopedia of television, 2ª ed., Fitzroy Dearborn, 2004, ISBN 978-1-57958-394-1.
- ↑ Addio al sociologo Giovanni Bechelloni, pioniere degli studi sui mass media, su Il Tirreno. URL consultato il 30 aprile 2026.
- ↑ Sezione Sociologia: Giovanni Bechelloni, su www.fondazionetanturri.it. URL consultato il 30 aprile 2026.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 111963600 · ISNI (EN) 0000 0000 8178 8063 · SBN CFIV064519 · LCCN (EN) n80028321 · GND (DE) 132795329 · BNF (FR) cb12032954z (data) · J9U (EN, HE) 987007424642305171 |
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