Giovanni Borgarello

Giovanni Borgarello

Giovanni Borgarello (Cambiano, 1950) è uno scultore italiano.

La sua opera è stata descritta dalla critica come caratterizzata da «astrattismo geometrico e tensione arcaica».[1] Lavora con materiali diversi tra cui legno, marmo, granito, bronzo e resina; le sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero.

Biografia

Nasce nel 1950 a Cambiano, comune alle porte di Torino, dove vive e lavora nel suo studio. Frequenta il Liceo Artistico e si diploma all'Accademia Albertina di Belle Arti, dove è allievo dello scultore Sandro Cherchi.[2]

Avvia l'attività scultorea nei primi anni Settanta. Nel corso della carriera realizza opere pubbliche permanenti in Italia e all'estero e ottiene la presenza di propri lavori in collezioni museali italiane e internazionali.[2]

Monumento AVIS, scultura pubblica permanente

Poetica

Le sculture di Borgarello sono state descritte dal critico d'arte e giornalista Angelo Mistrangelo, collaboratore de La Stampa, come «forme che si collocano nello spazio animandolo, costituiscono gli elementi di una narrazione che unisce gli "Spiriti del vento" al "Messaggero coinvolto"», caratterizzate da «un linguaggio estremamente misurato e controllato nella resa del soggetto e delle soluzioni tecniche».[2]

La curatrice Cinzia Tesio ha scritto delle sue opere: «Le sculture sono volumi, forme che vivono nello spazio circostante in un rapporto quasi simbiotico con l'atmosfera. La ricerca di Borgarello corre verso il passato, alla riscoperta e alla ricerca di miti e di forme arcaiche. Sono forme primarie, archetipi lasciati liberi nello spazio come segni, con un riferimento costante all'antico».[1]

Scultura in pietra

Mostre principali

  • 1976 — Mostra personale, Galleria Numero, Venezia
  • 1977 — Mostra personale, Galleria Fiamma Vigo, Roma
  • 1978 — Mostra personale, Galleria Valentini, Milano
  • 1978 — Mostra personale, Galleria Doria, Torino
  • 1980–1983 — Mostre personali, Galleria al Passo, Alassio
  • 1983 — Arte Fiera, Basilea
  • 1984 — Mostra personale, Villa Gromo di Ternengo, Robecco sul Naviglio
  • 1988 — Mostra personale, Galleria Piemonte Artistico Culturale, Torino
  • 1992 — Arte Fiera, Bologna
  • 1996 — Artexpo, New York
  • 2000 — Saluzzo Arte 2000, Fondazione A. Bertoni, Saluzzo
  • 2006 — Mostra personale, Galleria Losano, Pinerolo
  • 2009 — I Messaggeri della Scienza, AREA Science Park, Trieste (13 sculture in marmo e granito; circa 40 opere in legno)
  • 2014 — Natura e simboli in armonia, Pollenzo, Bra (Patrocinio Regione Piemonte e Provincia di Cuneo; curatrice Cinzia Tesio)[1]
  • 2015 — Le forme della materia, Palazzo Grosso, Riva presso Chieri[2]

Opere pubbliche permanenti

  • 1985 — Monumento alla Resistenza, Comune di Pigna (IM)
  • 1985 — Monumento alla Resistenza, Comune di Castelvittorio
  • 1986 — ERAN (marmo bianco, 550×180×150 cm), Comune di Cambiano
  • 1987 — Oracolo I, Messaggero I e Messaggero II, Comune di Cambiano
  • 1991 — Cavalli, Ippodromo di Vinovo (TO)
  • 1994 — Scultura in marmo, Grotte di Frasassi, Genga (AN)
  • 1996 — Monumento all'Aviatore, Comune di Riva presso Chieri
  • 1998 — Fontana monumentale, Comune di Santena
  • 2001 — Monumento ai donatori di sangue, Gassino Torinese
  • 2001 — Scultura in pietra, Stone in the Galilee, Ma'alot Tarshiha, Israele
  • 2004 — Scultura in pietra, Visual Art in Galilee, Beit Gan, Israele
  • 2004 — Monumento agli Alpini, Pino Torinese
  • 2005 — Scultura permanente, Passeggiata del Canale, Bardonecchia
  • 2005 — Opera permanente, Carloforte, Cagliari
  • 2009 — I Messaggeri della Scienza e I lunghi spiritelli dell'innovazione, AREA Science Park, Trieste
Totem in legno, anni Settanta
Totem, tecnica mista legno e metallo

Collezioni

Le sue opere sono presenti nelle collezioni permanenti di:

Note

  1. 1 2 3 4 Giovanni Borgarello. Natura e simboli in armonia, su Artribune. URL consultato il maggio 2026.
  2. 1 2 3 4 Giovanni Borgarello in mostra a Palazzo Grosso con "Le forme della materia", su CentoTorri, 7 maggio 2015. URL consultato il maggio 2026.

Voci correlate

Bibliografia

Collegamenti esterni