Giovanni Gaspari

Giovanni Gaspari
arcivescovo della Chiesa cattolica
 
TitoloAlba Marittima
(titolo personale di arcivescovo
Incarichi attuali
Incarichi ricoperti
 
Nascita6 giugno 1963 a Pescara
Ordinazione sacerdotale4 luglio 1987 dall'arcivescovo Antonio Iannucci
Nomina ad arcivescovo21 settembre 2020 da papa Francesco
Consacrazione ad arcivescovo17 ottobre 2020 dal cardinale Pietro Parolin

Giovanni Gaspari (Pescara, 6 giugno 1963) è un arcivescovo cattolico e diplomatico italiano, dal 2 marzo 2024 nunzio apostolico in Corea e Mongolia.

Biografia

Giovanni Gaspari è nato a Pescara il 6 giugno 1963.

Formazione e ministero sacerdotale

Il 4 luglio 1987 è stato ordinato presbitero per l'arcidiocesi di Pescara-Penne dall'arcivescovo Antonio Iannucci. È stato segretario dell'arcivescovo, direttore del centro vocazionale diocesano, direttore spirituale del seminario e cancelliere dell'arcidiocesi.

Nel 1998 è entrato nella Pontificia accademia ecclesiastica, dove ha conseguito il diploma in diritto canonico e la licenza in teologia morale.

Il 1 luglio 2001 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede e ha prestato servizio presso le rappresentanze pontificie in Iran, Albania, Messico e Lituania e presso la Segreteria di Stato della Santa Sede.

Ministero episcopale

Il 21 settembre 2020 papa Francesco lo ha nominato arcivescovo titolare di Alba Marittima e nunzio apostolico in Angola e a São Tomé e Príncipe[1].

Il 17 ottobre successivo ha ricevuto l'ordinazione episcopale dal cardinale Pietro Parolin, co-consacranti, Paul Richard Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali della Santa Sede, e Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, nella Basilica di San Pietro.

Il 2 marzo 2024 papa Francesco lo ha nominato nunzio apostolico in Corea e in Mongolia[2].

Genealogia episcopale e successione apostolica

La genealogia episcopale è:

La successione apostolica è:

Note

  1. ↑ Rinunce e nomine, 21.09.2020, in Bollettino della Sala stampa della Santa Sede, 21 settembre 2020. URL consultato il 25 dicembre 2025.
  2. ↑ Rinunce e nomine, 02.03.2024, in Bollettino della Sala stampa della Santa Sede, 2 marzo 2024. URL consultato il 25 dicembre 2025.

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