Giovanni Romero
| Giovanni Romero | |
|---|---|
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| Nascita | Mortara, 8 marzo 1841 |
| Morte | battaglia di Adua, 1 marzo 1896 |
| Cause della morte | Morto in combattimento |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Regio Esercito |
| Arma | Fanteria |
| Corpo | Regio corpo truppe coloniali d'Eritrea |
| Specialità | Bersaglieri Alpini |
| Anni di servizio | 1859-1896 |
| Grado | Colonnello |
| Guerre | Seconda guerra d'indipendenza italiana Terza guerra d'indipendenza italiana Guerra di Abissinia |
| Campagne | Campagna piemontese in Italia centrale |
| Battaglie | Battaglia di Custoza (1866) Assedio di Gaeta (1860) Battaglia di Adua |
| Comandante di | 29º Reggimento fanteria "Pisa" |
| Decorazioni | vedi qui |
| Studi militari | Scuola Militare di Modena |
| dati tratti da Le Medaglie d’oro al Valore Militare dal 1871 al 1914[1] | |
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Giovanni Romero (Mortara, 8 marzo 1841 – battaglia di Adua, 1º marzo 1896) è stato un militare italiano, insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria nel corso della battaglia di Adua[2].
Biografia
Nacque a Mortara, provincia di Pavia, l'8 marzo 1841, figlio di Giuseppe e di Maddalena Gabetti.[3][4] Nel 1859 si arruolò volontario nell'Armata sarda in vista dello scoppio della per la guerra contro l'Austria, assegnato in forza all'11º Reggimento fanteria della brigata "Casale".[2] Dopo lo scoppio delle ostilità, il 24 giugno 1859 combatté durante la battaglia di San Martino con la 12ª Compagnia venendo decorato con la medaglia d'argento al valor militare.[3][2] Venne promosso sottotenente il 12 dicembre 1859, assegnato in servizio al 15º Reggimento fanteria della brigata "Savona" con cui partecipò l'anno successivo alla campagna delle Marche e dell'Umbria. Nel 1861 ottenne una menzione onorevole nel corso dell'assedio di Gaeta.[5][4]
Trasferito al 1º Reggimento bersaglieri, con la promozione a capitano, il 7 giugno 1866, ritornò all'arma di fanteria assegnato al nel 51º Reggimento fanteria, partecipando alla terza guerra d'indipendenza italiana.[3] Nel corso della battaglia di Custoza, il 24 giugno, riuscì ad occupare la posizione di Belvedere catturando numerosi prigionieri fra i quali quattro ufficiali.[3] Per questo fatto gli fu concessa la Croce di Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia.[2] Nel 1873, con la costituzione del corpo delle truppe alpine, venne assegnato alle compagnie del Distretto militare di Cuneo, comandando la 1ª Compagnia nel 1874.[5][4] Dieci anni dopo fu promosso maggiore e assunse il comando di un battaglione del 42º Reggimento fanteria della brigata "Modena";[5] poi nel novembre 1889, promosso tenente colonnello, fu trasferito alla Scuola sottufficiali di Caserta con l'incarico di insegnante di materie militari, rimanendovi per quattro anni.[3][5] Promosso al rango di colonnello nel marzo 1894, assunse il comando del 29º Reggimento fanteria della brigata "Pisa".[5]
Il rapido deteriorarsi della situazione in Eritrea chiese, ed ottenne, di partire per Africa, salpando da Napoli il 30 dicembre e arrivato a Massaua assunse il comando del 4° Reggimento di formazione (battaglioni VII, VIII, IX e XI) della 3ª Brigata (di riserva) del Corpo di spedizione del generale Oreste Baratieri.[3][4] Nella battaglia di Adua, 1° marzo 1896, la 3ª Brigata del generale Giuseppe Ellena, che doveva occupare il Colle Rebbi Arienni, verso le ore 10:00 si trovò improvvisamente a fronteggiare, con parte delle truppe ancora in movimento, l'attacco delle truppe scioane che, travolta la brigata del generale Matteo Albertone, dilagavano oramai sull'intero fronte.[3] Costituita una retroguardia della brigata, posizionò i suoi battaglioni a difesa della strada che conduceva al Colle di Rebbi Arienni.[3] Nel corso dei furibondo combattimenti rimase ferito più volte finché non cadde ucciso, tra i suoi uomini.[5] Per onorarne il coraggio fu successivamente insignito della medaglia d'oro al valor militare alla memoria.[2]
Onorificenze
— Regio decreto 11 marzo 1898[7]
Note
- ↑ Carolei, Greganti 1958, p. 40.
- 1 2 3 4 5 Bianchi 2012, p. 200.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Combattenti Liberazione.
- 1 2 3 4 Noi Alpini.
- 1 2 3 4 5 6 Bianchi 2012, p. 201.
- ↑ Romero Giovanni, Cavaliere Ordine Militare d'Italia, su Quirinale. URL consultato il 4 aprile 2025.
- ↑ ROMERO Giovanni, Medaglia d'oro al valor militare, su Quirinale. URL consultato il 4 aprile 2025.
Bibliografia
- Andrea Bianchi, Il Medagliere, Roma, Associazione Nazionale Alpini, 2012, p. 220-221, ISBN 978-88-902153-2-2.
- Gaetano Carolei e Guido Greganti, Le medaglie d'oro al valor militare dal 1871 al 1914, Roma, Tipografia regionale, 1958, p. 40.
- Francesco Pezza, La medaglia d'oro di Adua Francesco Romero, Mortara, Fratelli Barbe', 1936.
- Giuseppe Puglisi, Chi è? dell’Eritrea. Dizionario biografico, Asmara, Agenzia Regina, 1952.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Romero, Giovanni, su Combattenti Liberazione. URL consultato il 31 marzo 2025.
- Romero Giovanni, su MOVM. URL consultato il 31 marzo 2025.
- Giuseppe Martelli, Romero, Giovanni, su Noi Alpini. URL consultato il 31 marzo 2025.
- Manlio Bonati, Africa 1887-1897: le medaglie d’oro al Valor Militare, su Il Corno d'Africa. URL consultato il 31 marzo 2025.
