Giovanni di Buto
Giovanni Di Buto (Ampinana, ca. 1272 – Ampinana, ca. 1335) è stato un notaio, poeta e giudice italiano. Fu un notaio feudale molto influente del quale si conservano numerosi documenti nell’Archivio di Stato Fiorentino (undici volumi del Notarile Anticosimiano), preziosi perché documentano non solo la sua vita ma il contesto sociale, politico e artistico di allora. Personaggio geniale e poliedrico, influenzò l'evoluzione politica del suo tempo nell'area fiorentina. [1]
Biografia

Giovanni di Buto nacque nel piccolo villaggio di Ampinana (località Orzale di Pavanico) nel cuore del Mugello, a nord di Firenze. Personaggio in parte dimenticato dalla storia, è stato oggetto di studio e riscoperta alcuni anni fa grazie a una biografia dello storico Fabrizio Scheggi. Figlio di Buto di Ugolino, da giovane studiò notariato a Bologna con Cino da Pistoia e fu con il padre commerciante di legname a Firenze in via Tornabuoni.
Fece parte, sia pure come personaggio di secondo livello, del movimento poetico denominato Dolce stil novo e fu poeta lui stesso, conobbe Dante e divenne poi notaio per il popolo e per i conti Guidi. Dopo aver redatto numerosi documenti notarili, tra cui il famoso atto di ribellione dei feudatari verso Firenze nel cosiddetto Convegno di San Godenzo (1302), fu nominato tutore del conte Guido Novello il giovane, per il quale amministrò giustizia e finanze dei feudi in qualità di “vicecomes” in Mugello (Ampinana), Casentino (Raggiolo) e Valdarno (Ganghereto).In seguito, svolse analoga funzione per il conte Ugo Guidi di Battifolle.
Condannato a morte da Firenze, mutò la sua attività dedicandosi al commercio di stoffe in Dicomano, aprendo una frequentata bottega e riprendendo successivamente l’attività notarile. Fu anche diplomatico, astrologo, erborista, autore di indovinelli e proverbi. Le sue doti di mediatore consentirono nel corso del Trecento di assicurare un lungo periodo di pace tra Firenze e i feudi dei Conti Guidi prolungandone la convivenza. [3] Anche due suoi figli, Giovanni e Lorenzo, esercitarono a lungo il notariato a Firenze raccogliendo l’eredità paterna.
Note
Bibliografia
- Fabrizio Scheggi, Il visconte di Ampinana-Giovanni di Buto, storia di un genio semplice, Borgo San Lorenzo (Firenze), 2017- ISBN 9791220025232;
- ASF-Notarile Antecosimiano, Giovanni di Buto di Pavanico-registrazioni su atti 1299-1335;
- Robert Davidsohn, Storia di Firenze 1896-1927, edita per la prima volta in Italia da Sansoni in otto volumi, 1960
- Marco Bicchierai, Notai al servizio dei conti Guidi”, in Associazione studi storici Elio Conti