Girolamo Ginelli

Beato Girolamo Ginelli
Monumento funebre di Girolamo Ginelli, al Duomo di Ancona
 
NascitaAncona giugno 1451
MorteAncona 16 ottobre 1506
Venerato daChiesa cattolica

Beato Girolamo Ginelli (de' Ginelli) (Ancona, giugno 1451 – Ancona, 16 ottobre 1506) è stato un religioso italiano.

Nacque dalla nobile famiglia anconetana di Pier Simone Ginelli. Entrò giovanissimo nei religiosi del convento di San Sebastiano ad Ancona e nel 1477 prese l'abito monacale dell'Ordine francescano. Dedicò tutta la vita all'assistenza del fratello Angelo, malato, e con lui e una piccola comunità di frati condusse vita eremitica a Monte Conero, nell'Abbazia di San Pietro, dedicandosi alla preghiera, allo studio delle Sacre Scritture e all'assistenza dei bisognosi. Morì acclamato beato dal popolo ed è sepolto al Duomo di Ancona.

Biografia

Chiesa di S. Pietro al Conero

Girolamo Ginelli, terziario francescano, aveva il fratello Angelo che dopo il termine degli studi iniziò a soffrire di disturbi mentali; Girolamo decise di prendersi cura di lui e per alleviare le sue sofferenze rinunziò a qualsiasi altro progetto per il suo futuro. Decise così di allontanarlo dalla vita piena di problemi della città e di andare a vivere con lui nella pace della campagna, a Montedago, allora luogo di campi e di selve. Iniziò così la sua vita eremitica fatta di preghiera e di assistenza, aiutato da Giovanni Altabella da Sirolo. Le condizioni di salute di Angelo però non migliorano; pensando che avesse necessità di una pace ancor più grande, Girolamo decise nel 1483 di trasferirsi a Monte Conero, nell'Abbazia di S. Pietro, allora in stato di abbandono, da quando i Benedettini che l'avevano fondata se n'erano andati.

Girolamo Ginelli, suo fratello Angelo, l'Altobella ed un certo frate Cola si stabilirono così nell'abbazia abbandonata, circondata dai boschi e a pochi passi dalle rupi affacciate sul mare, dove erano state scavate grotte di eremitaggio, Insieme formarono una piccola comunità che seguiva la regola della Congregazione dei Poveri Eremiti di San Girolamo, basata su preghiera, studio delle Sacre Scrittura, lavoro manuale, esercizi di penitenza e cura degli infermi. La salute di Angelo, in questa nuova situazione, mostra segni di miglioramento. Per venti anni la piccola comunità visse seguendo questa regola.

Quando nel 1502 Angelo morì, fu sepolto nella chiesa di San Pietro e Girolamo gli sopravvive di soli quattro anni: il 18 aprile 1506, dettò le sue ultime volontà, lasciando erede universale il Comune di Ancona, a parte una somma per la sorella e 500 fiorini per il restauro dell'Abbazia di S. Pietro. Cinque giorni dopo, il 23 aprile, Girolamo morì ed il suo corpo e il funerale è celebrato al duomo, dopo una sosta nell'Abbazia di San Giovanni in Val Penocchiara (nella valle ove si estende l'attuale Rione Adriatico). Al duomo, nel 1509, il Comune farà erigere in suo onore un sepolcro monumentale, commissionando le sculture a Giovanni Dalmata, nella cappella di famiglia, che fu poi dedicata a Santissimo Sacramento. Il monumento funebre reca la seguente epigrafe[1]:

«solvs in occvltis degens hieronymvs antris
hic recvbo montis accola chymerici
vnde mare et terras tenebrosvmq[ve] aera cerno
et video celvm quod colo syderevm
»

(Io, Girolamo, dimorante solitario in occulti antri, qui giaccio, abitante del monte chimerico, da dove scorgo il mare, le terre e l'aria tenebrosa, e vedo il cielo stellato che amo).

Il titolo di "beato" è stato attribuito a Girolamo Ginelli dal popolo per la sua vita di rinunce e di servizio e non deriva da un riconoscimento formale[2].

Si noti che verso il 1500 i frati della Congregazione degli Eremiti di Santa Maria in Gonzaga[3] divisero il romitorio con i frati camaldolesi.[4]

A Girolamo Ginelli è intitolata una via nel quartiere di Brecce Bianche, alle pendici di Montedago, ove passò il suo primo periodo di eremitaggio con il fratello.

Note

  1. ↑ L'attribuzione del testo al poeta Cinzio Benincasa, presente in varie fonti, è molto discutibile, in quanto Girolamo Ginelli morì nel 1502, il suo monumento sepolcrale fu innalzato nel 1509 e Cinzio Benincasa morì nel 1507, dopo essere stato condannato al bando e recluso nella rocca di Fano. È possibile però che scrisse il testo dell'epigrafe prima dell'erezione del monumento, negli anni che vanno dal 1502 (morte del Ginelli) al 1507 (incarcerazione del Benincasa). È invece documentato che dettò l'epitaffio per Gabriele Ferretti, il cui monumento funebre è conservato al Museo Diocesano di Ancona. Si veda: Francesco Cinzio Benincasa, su treccani.it.
  2. ↑ Per tutta la sezione:
    • Vincenzo Pirani, Girolamo Ginelli, detto il beato, su lavocecattolica.it.
    • Michele Polverari, Su alcuni dipinti e su tre monumenti sepolcrali nella cattedrale di Ancona, in Maria Luisa Polichetti (a cura di), San Ciriaco. La Cattedrale di Ancona. Genesi e sviluppo, Federico Motta Editore, 2003, ISBN 8871793536.
  3. ↑ Diocesi di Mantova. Gonzaga, su diocesidimantova.it (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2013).
  4. ↑ San Pietro., su conero.it (archiviato dall'url originale il 19 ottobre 2012).

Bibliografia

  • Girolamo Speciali, Notizie storiche de' santi protettori della città di Ancona, Venezia, 1759.

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