Giulia Spizzichino

Giulia Spizzichino (Roma, 14 aprile 1926 – Roma, 13 dicembre 2016) è stata una scrittrice e superstite dell'Olocausto italiana. Sopravvissuta italiana alla Shoah, testimone della persecuzione antisemita in Italia durante il regime fascista e l'occupazione nazista. Nota per aver contribuito in modo decisivo all'estradizione dall'Argentina e al successivo processo in Italia del criminale nazista Erich Priebke, responsabile della strage delle Fosse Ardeatine.[1]

Biografia

Giulia Spizzichino nacque a Roma nel 1926 in una numerosa famiglia ebraica romana originaria del quartiere del Testaccio e legata alla comunità del Ghetto. Figlia di Cesare Spizzichino, commerciante di stoffe[2], era la primogenita di cinque fratelli.

Nel 1938, all'età di 11 anni, subì in prima persona le conseguenze delle leggi razziali fasciste: fu costretta ad abbandonare la scuola.[3]

Durante l'occupazione nazista di Roma, la famiglia sfuggì alla retata del Ghetto del 16 ottobre 1943 grazie all'intuizione del padre, che aveva già provveduto a nascondere i familiari più esposti. Tuttavia la tragedia colpì il nucleo familiare. Molti dei suoi parenti furono assassinati durante la Shoah. Di questi, 7 vennero uccisi nella strage delle Fosse Ardeatine del 24 marzo 1944, mentre gli altri furono deportati ad Auschwitz e non fecero mai ritorno.[4]

Dopo la guerra Giulia Spizzichino si dedicò per decenni a mantenere viva la memoria della Shoah, testimoniando in scuole, università, trasmissioni televisive e eventi pubblici.

Nel 1994, in seguito alla visione di un documentario RAI ("Combat Film") in cui riconobbe Erich Priebke tra gli intervistati, Giulia Spizzichino decise di agire.[5] Priebke, ufficiale delle SS responsabile della lista delle vittime delle Fosse Ardeatine, viveva protetto in Argentina da decenni. Giulia si recò personalmente in Argentina, incontrò Priebke e fornì elementi decisivi per identificarne la responsabilità e spingere le autorità argentine a concederne l'estradizione in Italia.[6] Il processo contro Priebke (1996-1998) si concluse con la condanna all'ergastolo (poi commutato in arresti domiciliari per motivi di età). Il contributo di Giulia Spizzichino fu riconosciuto come fondamentale da storici, magistrati e dalla comunità ebraica.[7]

Negli ultimi anni continuò a testimoniare attivamente fino a tarda età, venendo spesso chiamata "la farfalla impazzita" dai familiari e dagli amici per il suo carattere vivace e determinato nonostante il dolore subito. La sua storia ha ispirato un libro e il film documentario La farfalla impazzita (2025).

Il 27 gennaio 2017 in occasione della giornata della memoria le viene intitolato un viale a Roma.[8]

Opere

Onorificenze

Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria
«Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri»
— Roma, 27 dicembre 2014[9]

Note

  1. ↑ Chi era Costui - Scheda di Giulia Spizzichino, su www.chieracostui.com. URL consultato il 14 marzo 2026.
  2. ↑ Giulia Spizzichino: "Priebke sterminò la mia famiglia", su la Repubblica, 12 ottobre 2013. URL consultato il 14 marzo 2026.
  3. ↑ Morta Giulia Spizzichino a 90 anni, sopravvissuta alla Shoah: contribuì all'estradizione di Erich Priebke, su Il Fatto Quotidiano, 13 dicembre 2016. URL consultato il 14 marzo 2026.
  4. ↑ Giulia Spizzichino, le testimonianze "Grazie a lei vinse la giustizia", su Moked, 14 dicembre 2016. URL consultato il 14 marzo 2026.
  5. ↑ La farfalla impazzita – RadioCorriereTV, su radiocorrieretv.rai.it. URL consultato il 14 marzo 2026.
  6. ↑ Giulia Spizzichino: la donna che affrontò Priebke, su ugei.it. URL consultato il 14 marzo 2026.
  7. ↑ Elisa Chiari, La farfalla impazzita, la storia vera di Giulia Spizzichino che contribuì alla consegna di Priebke, su www.famigliacristiana.it. URL consultato il 14 marzo 2026.
  8. ↑ Giornata della memoria, un viale per Giulia Spizzichino, su Consiglio Regionale del Lazio. URL consultato il 14 marzo 2026.
  9. ↑ Spizzichino Giulia, su quirinale.it. URL consultato il 14 marzo 2026.

Collegamenti esterni