Giulio Malgara

Giulio Malgara nel 2024

Giulio Malgara (Milano, 28 ottobre 1938) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano.

Presidente dell’UPA (Utenti Pubblicità Associati) dal 1984 al 2007, mantenendo il ruolo di presidente onorario nell’associazione. È fondatore dell'Auditel (di cui è stato presidente dal 1984 al 2016) e presidente della Lega Basket dal 1992 al 1994.[1]

Biografia

Figlio di un industriale risiero, a 18 anni va in Inghilterra a imparare l'inglese e trascorre i sabati nei supermercati (che ancora non esistono in Italia) osservando gli scaffali dei prodotti, studiando le esigenze dei consumatori e rimanendo colpito dalle scatolette di cibo per cani e gatti, ancora sconosciute in Italia.[2] Nel 1966 è assunto dalla Kiwi, un'azienda neozelandese con sede operativa a Londra e leader mondiale nei lucidi per scarpe, nel 1968 costituisce la filiale italiana della Mars, la maggiore produttrice di cibi per cani e gatti. Due anni più tardi, voluto direttamente da Bernardo Caprotti entra come dirigente alla Esselunga (fondata a Milano nel 1957), nel 1973 fonda la Quaker Italia, per conto della Quaker Oats, quinta azienda alimentare americana e il maggiore produttore di cereali e cibo per cani e gatti.

Nel 1973 la Quaker Italia entra in joint venture per distribuire i prodotti della Quaker Italia con la Chiari & Forti, un'impresa alimentare di Treviso che produce e distribuisce in Italia oli di semi, tra cui il marchio leader Topazio, e l’olio dietetico di semi di mais Cuore[3] Nel 1975 la Chiari & Forti viene coinvolta in una indagine sull'olio Topazio sollevata dal pretore di Treviso e finita poi con una piena assoluzione, ma la Chiari & Forti soffre comunque finanziariamente questo incidente e la Quaker Italia decide di subentrare alla famiglia di controllo e aumenta progressivamente la sua partecipazione fino ad averne il controllo nel 1981. Malgara è nominato presidente e amministratore delegato. Nel 1976 contribuisce al rilancio della Chiari & Forti, salvandone le sorti attraverso il lancio dell’olio Cuore, supportato da celebri campagne pubblicitarie, tra cui quella del salto della staccionata, con Nino Castelnuovo come testimonial. Nel 1988 introduce in Italia Gatorade, realizzando uno dei maggiori successi commerciali del settore, con un fatturato di circa 100 miliardi di lire in 14 mesi. Nel 1990 viene nominato Vice presidente esecutivo per l’Europa di Gatorade, nel 1991 assume l’incarico di Presidente di Quaker Europe ed entra a far parte del comitato esecutivo della società con sede a Chicago. Negli anni successivi porta inoltre sul mercato italiano i gelati Häagen-Dazs. [4]

Giulio Malgara nel 1980.

Nel 1992 fonda insieme a Raul Gardini, da poco estromesso dai familiari dalla guida della Ferruzzi, un nuovo polo alimentare italiano di nome Garma, dalle iniziali dei due soci.[5] Malgara ha il 16% (poi racconterà di essere stato aiutato finanziariamente dall'amico Silvio Berlusconi), Gardini l'84%. In poche settimane la Garma diventa leader in Italia nelle acque minerali con una quota di mercato del 24% acquisendo dalla Crippa & Berger e da Giuseppe Ciarrapico Levissima, Recoaro, Pejo, Fonti Tigullio e la distribuzione della Fiuggi. Rileva anche il ramo della Chiari & Forti con il marchio Pandea e lo stabilimento di Parma. Nel 1993 Gardini si suicida e, di fronte al forte indebitamento, Malgara decide di cedere per 500 miliardi di lire alla famiglia Mentasti del Gruppo San Pellegrino diventandone amministratore delegato. Nel 1994 esce e cede a Nestlé la sua partecipazione del 2,88%. Nel 1995 fa entrare nella Garma Gourmet la famiglia Violati (già proprietaria della Ferrarelle), il Mediocredito Lombardo, varie società finanziarie.[6] e compera la Chiari & Forti dalla Quaker Oats compresi i marchi Olio Cuore Olio Topazio, Polenta Valsugana e lo stabilimento di Silea. Nel 1996 Garma Gourmet cambia nome, riprendendo quello storico di Chiari & Forti.[6]

Sono effettuate una serie di acquisizioni, Paf, Fini e Negroni e Malgara, che ha la fama di essere uno degli imprenditori più creativi d'Italia, s'inventa il caffè e la cioccolata Caldo Caldo che si scaldano da soli,[7] ma l'indebitamento cresce. Nel 2001 i soci cedono tutti le loro quote e Malgara diventa l’unico azionista attraverso la Malgara Finanziaria S.r.l.. Il fatturato raggiunge i 350 milioni ma i debiti raggiungono i 170 milioni di euro.[6] Sono così dismessi vari beni tra cui la Pietro Negroni al Gruppo Veronesi, l'Olio Cuore ceduto alla Bonomelli per 74 milioni e la Fini alla L Capital. Alla fine del 2003 l'indebitamento scende a 19 milioni[6] ma resta il problema del futuro dell'area di Silea dopo la decisione di chiudere lo stabilimento produttivo nel 2004. Malgara si offre di riqualificare l'area (9 ettari) con una cordata di imprenditori immobiliari e di trasformarla con un investimento di 250 milioni in una cittadella di stile medioevale, con alloggi, hotel, uffici. Ci sono dei problemi e nel 2006 Malgara cede per 35 milioni tutto il complesso sul Sile all'Acqua Pia Antica Marcia, società romana che fa capo a Francesco Bellavista Caltagirone, editore de Il Gazzettino di Venezia.

Nel luglio 2005 il ministro dell'economia Domenico Siniscalco designa Malgara per l'incarico di presidente della RAI dopo la staffetta Lucia Annunziata-Francesco Alberoni. Romano Prodi, a nome dell'opposizione, si dichiara contrario. Una settimana dopo la designazione, il 12 luglio, Malgara rinuncia all'incarico.[8] Nell'ottobre 2011 il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, propone il nome di Malgara alla presidenza della Fondazione La Biennale di Venezia in sostituzione di Paolo Baratta. La Commissione cultura della Camera boccia la proposta con una votazione di 22 a 22, un pareggio che alla Camera ha il significato di bocciatura.[9] Pochi giorni più tardi Malgara rinuncia alla candidatura.

Onorificenze

Cavaliere del Lavoro – 1 giugno 1990,[10]

Laurea honoris causa in Economia Aziendale dall’Università Ca’ Foscari di Venezia[11] – 13 settembre 2002

Vita privata

È stato sposato con Luciana Bellasich (1939–2019), nipote di Salvatore Bellasich (1890-1946) primo podestà di Fiume (Croazia) nel febbraio 1921.[12]

Dal matrimonio sono nati tre figli: Cristina (1965), esperta in comunicazione e relazioni pubbliche nel settore della moda e del lusso; Francesca (1972), storica dell’arte fotografica e curatrice, attuale direttrice artistica della BNL BNP Paribas Photo Fair e Mattia (1974), imprenditore (1992-2016), ex dirigente politico in Forza Italia (2013-2015) e attualmente consulente aziendale.

Note

  1. ↑ Lega Basket presidenti (PDF), su web.legabasket.it. URL consultato il 23 dicembre 2016 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2019).
  2. ↑ Pietro Gennaro, Giuseppe Scifo, op. cit., p. 88.
  3. ↑ Pietro Gennaro, Giuseppe Scifo, op. cit., pp. 89-91.
  4. ↑ Giorgio Dell'Arti, Massimo Parrini, op.cit., p. 1039.
  5. ↑ Alberto Mazzuca, op.cit., p. 267.
  6. 1 2 3 4 Chiari & Forti, storia di una rinascita incompiuta, su oggitreviso.it, 8 aprile 2015. URL consultato il 23 marzo 2019.
  7. ↑ Monica Setta, op.cit. p. 49.
  8. ↑ RAI, Giulio Malgara si ritira, su repubblica.it, 12 luglio 2005. URL consultato il 23 marzo 2019.
  9. ↑ Biennale di Venezia: nomina di Malgara bocciata dalla Commissione cultura, su ilsole24ore.com, 26 ottobre 2011. URL consultato il 23 marzo 2019.
  10. ↑ Malgara Giulio, Cavaliere del Lavoro, su quirinale.it, 1990. URL consultato il 23 giugno 2025 (archiviato il 5 novembre 2022).
  11. ↑ Lauree e dottorati ad honorem, su Università Ca' Foscari Venezia. URL consultato il 23 giugno 2025 (archiviato il 15 giugno 2024).
  12. ↑ Giulio Malgara, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.

Bibliografia

  • Pietro Gennaro, Giuseppe Scifo, prefazione di Giuseppe Vaccà, Parabole di imprese e imprenditori, Milano, Franco Angeli, 1997, ISBN 88-464-0334-7.
  • Monica Setta, Cuore di manager, Milano, Sperling & Kupfer Editori, 2002, ISBN 88-200-3342-9.
  • Giorgio Dell'Arti, Massimo Parrini, Catalogo dei viventi, Venezia, Marsilio Editore, 2009.
  • Alberto Mazzuca, Gardini il Corsaro, Argelato (BO), Minerva Edizioni, 2013, ISBN 978-88-7381-522-8.
  • Sergio Luciano, Giulio Malgara Uno Spot ci salverà , Milano, Edizioni Piemme, 2020, ISBN 978-88-566-7453-8.
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