Giulio Mongeri

Giulio Mongeri (Istanbul, 1º agosto 1873 – Venezia, 30 novembre 1951) è stato un architetto italiano, che ha lavorato a lungo in Turchia, nella sua città natale.

Biografia

Il Karaköy Palas a Istanbul, restaurato nel 2026

Il padre di Mongeri, ultimo di quattro figli, era Luigi Mongeri, medico psichiatra italiano attivo a Istanbul, e considerato uno dei padri della psichiatria in Turchia, e sua madre era Tecla Taylor, di origini inglesi.[1] Trasferitosi in Italia per gli studi, Giulio Mongeri fu uno degli allievi più talentuosi dell'Accademia di Brera a Milano, dove ebbe come maestro Camillo Boito (1836-1914), noto per i suoi lavori di restauro.

Lavorò nella natia Istanbul in vari periodi tra il 1900 e il 1930, interessandosi all'architettura selgiuchide ed islamica.

Nel 1909 ottenne un posto all'Accademia di Belle Arti (Sanayi-i Nefise Alisi Mekteb-i) di Istanbul, sotto la direzione di Osman Hamdi Bey (1883-1910). Nel 1910, con la nomina di Halil Edhem Bey a direttore, Mongeri fu rimandato in Italia. Poté tornare a Istanbul solo dopo la conclusione dell'armistizio di Mudros, firmato il 30 ottobre 1918, che imponeva condizioni difficili all'Impero Ottomano dopo la Prima Guerra Mondiale.

Giulio Mongeri continuò a lavorare fino al 1930 e costruì edifici a Istanbul, Ankara e Bursa.

Egli è considerato uno degli esponenti più importanti del Primo movimento architettonico nazionale turco.[2]

Opere

Chiesa di Sant'Antonio a Istanbul

Gli edifici progettati a Istanbul comprendono:

Tra gli edifici costruiti ad Ankara ci sono i seguenti:

  • La filiale della Banca Ottomana (1926);
  • Sede centrale di Inhisarlar (1928);
  • La sede della Ziraat Bankası ad Ankara (1926-29);
  • La sede della Türkiye İş Bankası ad Ankara (1929).

a Bursa:

  • Hotel Çelik (1930-32).

Note

  1. ↑ (TR) Çinici, Damla, Başkent Ankara'nın İnşasında Etkin Bir Mimar: Giulio Mongeri ve Yaşam Öyküsü (PDF), in Ankara Araştırmaları Dergis, 10 aprile 2015. URL consultato il 27 aprile 2024.
  2. ↑ (TR) Giulio Mongeri Yapıları, su kulturenvanteri.com, Kültür Envanteri. URL consultato il 29 aprile 2024.

Bibliografia

Altri progetti

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