Giuseppe Aragno

Giuseppe Aragno

Giuseppe Aragno (Napoli, 19 gennaio 1946) è uno storico italiano del movimento operaio e dell'antifascismo.

Biografia

Aragno nel 1962, in seguito all'incontro con Giuseppe Grizzuti, segretario della sezione napoletana di Nuova Resistenza, si iscrive all'associazione studentesca fondata a Firenze nel 1961 dopo le sanguinose dimostrazioni seguite alla formazione del governo Tambroni. Nel 1970 entra nel Gruppo del Manifesto con Lucia Annunziata, Attilio Wanderlingh e Mario Catalano.[1] Maestro elementare di ruolo nel 1971, nel 1974 si laurea in materie letterarie con 110 e lode presso la facoltà di Magistero dell'Università di Salerno, dov’è stato allievo di Renzo De Felice e Ferdinando Cordova e dove diventa esercitatore di Storia Contemporanea.[2] Ottenuta l'abilitazione, insegna Lettere nelle scuole medie. Nel 1980 esce il suo primo saggio, intitolato Socialismo e sindacalismo rivoluzionario a Napoli in età giolittiana, pubblicato a Roma da Bulzoni.[3] Alla fine degli anni ottanta entra a far del Direttivo provinciale della CGIL Scuola, che abbandona nel 1995[4].

Dal 1994 al 2012 è cultore della materia e poi professore a contratto di Storia Contemporanea presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università Federico II di Napoli, prima con Gaetano Arfè e poi con Andrea Graziosi. Nel 1995 Laterza decide di premiare un testo inedito che si occupi dei problemi della scuola e della cultura nel Mezzogiorno, e affida l'assegnazione del premio a una giuria composta fra gli altri da Tullio De Mauro, Gianfranco Dioguardi, Antonio Pedone, Paolo Sylos Labini, Francesco Tateo e Giovanni Valentini. A vincere il premio è il lavoro presentato da Aragno assieme a Francesco Cormino. Nel 1997 il testo premiato diventa un libro di Laterza intitolato Un giacimento in fondo allo stivale. Scuola e Cultura nel Sud.[5][6] Dei due saggi che lo compongono, quello di Aragno, intitolato I ritardi del Sud. Come e perché, riveduto e corretto, è stato ristampato nel 2020 da Castelvecchi nel volume a due mani di Anna Agelucci e dello stesso Aragno intitolato Le mani sulla scuola.

Negli anni successivi partecipa a iniziative culturali e convegni storici nazionali e internazionali.[7] Dal 2000 al 2003 fa parte del Comitato di Redazione del Dizionario Biografico degli anarchici italiani, pubblicato in due volumi dalla Biblioteca Serantini di Pisa nel 2003, per il quale scrive più di 40 voci.[8] Nel 2008 pubblica il saggio "Dall'irredentismo al fascismo", contenuto nel libro Fascismo e foibe. Ideologia e pratica della violenza nei Balcani, in cui analizza la storia dell'associazione napoletana "Pro Dalmazia" e del suo passaggio da posizioni irredentiste a una deriva anti-slava. Il 23 marzo 2010, il libro è stato inserito dal Corriere della Sera in una lista di pubblicazioni considerate negazioniste,[9] dando seguito ad un'interrogazione parlamentare della deputata Paola Frassinetti che chiedeva di tener fuori dalle scuole le opere di storici che propugnassero tali tesi.[10] In protesta contro l'articolo è stata inviata una lettera al direttore del Corriere da parte di numerosi accademici e intellettuali.[11]

Nel 2009 pubblica Antifascismo popolare. I volti e le storie,[12]; l'opera, come evidenziato da Rossana Rossanda, mette in discussione la tesi del consenso descritta da Renzo De Felice raccontando le storie di gente comune che si è opposta al regime nella città di Napoli.[13] Nel 2015 scrisse a quattro mani con l'attore Alfredo Girardi l'opera teatrale Radio Libertà, rappresentata a Barcellona nello stesso anno e poi ancora nel 2020.[14] Nella città catalana partecipa più volte al programma radiofonico Zibaldone, trasmesso da Contrabanda FM[15] e condotto da Steven Forti.

Nel 2015 è tra i promotori del Manifesto per la difesa della scuola pubblica, statale, libera e democratica[16]. Nel 2017 entra nel Coordinamento di demA, movimento fondato da Luigi De Magistris.[17] Nel 2018 è candidato senza successo alla Camera nelle liste di Potere al Popolo![18] e pubblica il libro Le Quattro Giornate di Napoli. Storie di antifascisti.[19] Nel 2020, dopo essersi allontanato da demA[20], è candidato alle elezioni suppletive per il Senato da Potere al Popolo![21] nuovamente senza essere eletto; nel 2023 esce dal movimento. Membro dell'Officina dei Saperi sin dalla sua fondazione[22], è portavoce della “Rete per la Costituzione e l’Antifascismo”, che promuove il laboratorio politico "Gruppo19"[23].

Nel 2024-25 contribuisce come esperto scientifico al progetto LiberAzione,[24] incentrato sul recupero di materiale relativo alle quattro giornate di Napoli, finanziato dell'Unione Europea e sponsorizzato dal Comune di Napoli e dal Ministero della Cultura.[25]

Aragno ha collaborato a lungo con Il Manifesto e con Liberazione e ha scritto su Roars e MicroMega; dal 2001 al 2021 è staro redattore della rivista online Fuoriregistro. Collabora inoltre con l'edizione napoletana di Repubblica, fa parte del Comitato Scientifico della rivista Resistenza-Resistoria e insegna Storia Contemporanea presso la Fondazione Humaniter di Napoli[26].

Opere

  • Socialismo e sindacalismo rivoluzionario a Napoli, Bulzoni, Roma, 1980.
  • Siete piccini perché siete in ginocchio. Il “Fascio dei lavoratori”, prima sezione napoletana del P.S.I (1893.1894), Bulzoni, Roma, 1989. ISBN 978-8871190969
  • Con Francesco Cormino, Il giacimento in fondo allo stivale. Scuola e cultura nel Sud, Laterza, Bari, 1997. ISBN 978-8842052456
  • E però scrive, (raccolta di poesie), presentazione di Emanuela Cerutti, Intra Moenia, Napoli, 2003.
  • La Camera del Lavoro di Napoli e i suoi militanti (1894-1900), La Città del Sole, Napoli, 2002.ISBN 8882921360
  • Antifascismo popolare. I volti e le storie, Manifestolibri, Roma 2009. ISBN 978-8872855652
  • Antifascismo e potere. Storia di Storie, Bastogi, Lecce, 2011. ISBN 978-8862734141
  • Le Quattro Giornate di Napoli. Storie di antifascisti, Intra Moenia, Napoli, 2017. ISBN 978-8874212033
  • Con Anna Angelucci, Le mani sulla scuola, La Crisi della libertà di insegnare e di imparare, Castelvecchi, Roma 2020. ISBN 978-8832827842
  • Con Attilio Wandelingh, La Città dei cento bombardamenti e del riscatto delle Quattro Giornate, Intra Moenia, Napoli, 2020. ISBN 978-8874212408[27]
  • Parole d’uomini e sassi, raccolta di racconti, Valtrend, Napoli, 2021. ISBN 978-8832024388
  • Il romanzo della Resurrezione, La Valle del Tempo, Napoli 2024 ISBN 979-1281993174
  • Nel Secolo dei lavoratori, La Valle del tempo, Napoli, 2026, ISBN 979-1257430528.

Opere teatrali

  • Radio Libertà, testo scritto con Alfredo Gilardi e messo in scena nel 2015 e 2020 a Barcellona con Luana Martucci della Carrozza d’oro[28]
  • Due vite, radiodramma trasmesso nel 2021 da Radio Shamal, con la regia di Anita Pavone e le voci di Anita Pavone, Gianni Sallustro e Rosalba De Girolamo[29].

Note

  1. ↑ Carmen Pellegrino, ‘68 Napoletano. Lotte studentesche e conflitto sociale tra conservatorismo e utopia, Angelica, Tissi (SS), 2008, pp. 17, 111-12, 166-67
  2. ↑ Giuseppe Aragno, su roars.it. URL consultato il 21 giugno 2025.
  3. ↑ LC Catalog - No Connections Available, su catalog.loc.gov. URL consultato il 26 giugno 2025.
  4. ↑ Archivio Storico della CGIL Campania, via Toledo n. 353, Napoli, documentazione relativa al periodo 1988-1996.
  5. ↑ I vincitori del Premio Laterza sono Giuseppe Aragno e Francesco Cormino, "La Repubblica", 29 maggio 1996.
  6. ↑ Michele Sampaolo e Editori Laterza, Le edizioni Laterza: Catalogo Storico 1901-2020, Editori Laterza, 2021, ISBN 978-88-581-4597-5.
  7. ↑ La relazione di Aragno è in Gaetano Cingari e Santi Fedele, Il socialismo nel Mezzogiorno d’Italia 1892-1926, Laterza, Roma-Bari, 1990.
  8. ↑ Sergio Muzzupappa, L'Anarchia italiana espulsa dalla storia, su Il Manifesto, 20 ottobre 2005. URL consultato il 5 luglio 2025.
  9. ↑ Le ferite aperte del confine orientale, su archivio.corriere.it, 23 marzo 2010, pp. 39. URL consultato il 3 luglio 2025.
  10. ↑ Mercoledí 10 febbraio 2010 - Comm. VII, su documenti.camera.it. URL consultato il 3 luglio 2025.
  11. ↑ (EN) Un popolo di senzastoria?, su fuoriregistro. URL consultato il 3 luglio 2025.
  12. ↑ Giuseppe Aragno - Antifascismo popolare. I volti e le storie - 2009 - SISSCO, su sissco.it. URL consultato il 3 luglio 2025.
  13. ↑ Rossana Rossanda, La memoria ritrovata di una rivolta morale, su il manifesto, 23 luglio 2009. URL consultato il 13 dicembre 2025.; Eadem, Sinpermiso,'La memoria reencontrada de una revuelta popular, Barcellona, 6 settembre 2009
  14. ↑ Toni Polo Bettonica, “Radio Libertà”, una tragedia griega en la Barcelona de la Guerra civil. El Paìs, 9 gennaio 2020.
  15. ↑ Radio Contrabanda, Zibaldone, 18-luglio 2014; 14 novembre 2014 e 1 gennaio 2016.
  16. ↑ Per il testo e i primi firmatari Manifesto.
  17. ↑ De Magistris Lancia demA, Il Mattino, 02-02-2017;
  18. ↑ Adriana Pollice, Dalle lotte alle liste, “il Manifesto”, 16-01-2018.
  19. ↑ Quattro Giornate di Napoli, non fu «ammuina» ma azione preparata, su Corriere della Sera, 4 gennaio 2018. URL consultato il 19 giugno 2025.
  20. ↑ Bianca Bianco, Aragno, il prof. comunista deluso da demA, Giustizianews 24, 12-02-2020.
  21. ↑ Elezioni suppletive Napoli 2020, chi sono i candidati al Senato, su napoli.fanpage.it. URL consultato il 19 giugno 2025.
  22. ↑ L'Officina - Un’officina per l’egemonia culturale
  23. ↑ Pasquale Vecchiarelli, Uniti per fermare le destre, "La Città Futura", 31-05-2025.
  24. ↑ Napoli LA - HOME, su napoliberazione.it. URL consultato il 26 giugno 2025.
  25. ↑ Napoli Liber/azione: mostra e tavola rotonda sulle Quattro Giornate di Napoli, su unina.it.
  26. ↑ Per la Società Umanitaria, https://www.umanitaria.it/chi-siamo
  27. ↑ I 10 migliori libri sulle Quattro Giornate di Napoli, in Notizie scientifiche, 22 dicembre 2022.
  28. ↑ Radio Contrabanda, Zibaldone, Tra Radio Libertà, Roberto Bracco e molti miraggi musicali, (10 gennaio 2020).
  29. ↑ "Due Vite, il radiodramma scritto a quattro mani, "La Voce del Nisseno", 4 marzo 2021,

Collegamenti esterni

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