Giuseppe Caletti

Giuseppe Caletti (Somma Lombardo, 1921 – Gallarate, 2020) è stato un pittore italiano.

Fu attivo in Lombardia nella seconda metà del Novecento e partecipò alla Resistenza italiana nell’area dell’Altomilanese.[1]

Biografia

Nato il 2 gennaio 1921 a Somma Lombardo (Varese), Caletti si formò attraverso corsi di disegno e grafica sotto la guida del professor Caimero di Trento, come riportato nel materiale biografico dell’artista.[2] Frequentò per diversi anni corsi serali presso il Castello Sforzesco di Milano.[2][3] Visse e lavorò a Gallarate, nel rione di Cedrate, dove ebbe uno studio in via Gorizia.[2] Morì il 6 aprile 2020 a Gallarate.[1][4]

Resistenza e impegno civile

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Caletti si unì alla Resistenza italiana e operò nell’area dell’Altomilanese e del Varesotto come parte delle Brigate Garibaldi sotto il comando di Cino Moscatelli.[5] Durante la guerra fu arrestato dalle forze nazifasciste e deportato in Germania, come riportato dalla stampa locale.[1]

Nel dopoguerra dedicò gran parte della sua vita all'educazione alla memoria della Resistenza nella sezione ANPI di Gallarate[5], incontrando bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie[6], spiegando la storia senza retorica bellica, e promuovendo i valori della libertà e del rispetto.[1]

Attività artistica

Secondo l’Enciclopedia dei Pittori e Scultori Italiani del Novecento di Giorgio Falossi, la pittura di Caletti presenta:

  • equilibrio compositivo
  • ricerca cromatica
  • rappresentazione poetica di ambienti domestici e rurali
  • resa idealizzata degli elementi naturali
  • figure umane statiche ma vitali

Falossi descrive la sua pittura come caratterizzata da una forma di “sospensione figurale”, in cui la realtà viene trasposta in immagini liriche e misurate.[7] Tra le opere citate in letteratura figurano Ticino, Prealpi e Contemplazione, menzionate da Giorgio Falossi,[7] e Armonie di Colori, citata da Salvatore Perdicaro.[3]

Bibliografia

  • Giorgio Falossi, Enciclopedia dei Pittori e Scultori Italiani del Novecento, Il Quadrato, pag. 222[7]
  • Salvatore Perdicaro (a cura di), L’Elite – Selezione Arte Italiana 1992, Editoriale Giorgio Mondadori, Milano, 1992[3]

Note

  1. 1 2 3 4 Peppino Caletti, nonno partigiano, raccontava ai bambini, su varesenews.it, VareseNews, 7 aprile 2020. URL consultato il 31 gennaio 2026.
  2. 1 2 3 Materiale biografico cartaceo distribuito durante le mostre dell'artista
  3. 1 2 3 Salvatore Perdicaro (a cura di), L’Elite – Selezione Arte Italiana 1992, Editoriale Giorgio Mondadori, Milano, 1992, s.v. «Caletti, Giuseppe».
  4. ↑ È scomparso il combattente partigiano Giuseppe Caletti, su facebook.com, ANPI Gallarate, 6 aprile 2020. URL consultato il 1º febbraio 2026.
  5. 1 2 Report sulla celebrazione della Festa della Liberazione a Gallarate, 25 aprile 2023, su anpigallarate.it, ANPI Gallarate, 26 aprile 2023. URL consultato il 31 gennaio 2026.
  6. ↑ Giornata della Memoria: una testimonianza storica d'eccezione, su icedeamicis.edu.it, Istituto Comprensivo “E. De Amicis”, 7 febbraio 2017. URL consultato il 7 febbraio 2026.
  7. 1 2 3 Giorgio Falossi, Enciclopedia dei Pittori e Scultori Italiani del Novecento (JPG), su archive.org, Il Quadrato, 1991, p. 222. URL consultato il 1º febbraio 2026.

Collegamenti esterni