Giuseppe Mauro

Giuseppe Mauro (San Vito al Tagliamento, 5 luglio 1698 – San Vito al Tagliamento, 15 maggio 1752) è stato un poeta italiano.

Biografia

Nato a San Vito al Tagliamento da Francesco Mauro e Francesca Repretti, fu avviato fin da giovane alla carriera ecclesiastica. Ordinato sacerdote, si dedicò con costanza allo studio della teologia, disciplina nella quale acquisì una solida reputazione presso il clero locale friulano.[1]

Mauro è descritto dalle fonti come uomo di costumi irreprensibili, dotato di inclinazioni intellettuali e di un vivo interesse per la cultura letteraria del suo tempo. Accanto all’attività religiosa, coltivò infatti la poesia, componendo versi sia in lingua latina sia in volgare.

Durante la sua carriera letteraria, poetica ed ecclesiastica intrattenne rapporti epistolari con Apostolo Zeno, uno dei maggiori letterati italiani del Settecento, e frequentò diversi studiosi friulani, tra cui Anton Lazzaro Moro, Federico Altan e Girolamo de Renaldis, figure di spicco della cultura locale.[2]

Gli ultimi anni visse nel suo paese natale, dove morì il 15 maggio 1752. L’anno successivo, nel 1753, la sua famiglia fu aggregata alla nobiltà locale in riconoscimento dei servizi resi al patriarcato di Aquileia da un loro antenato, Giovanni Mauro, canonico di Concordia nel 1576.[3]

Attività letteraria

La produzione letteraria di Giuseppe Mauro si colloca pienamente nel clima culturale del Settecento friulano, caratterizzato da un rinnovato interesse per la poesia latina di ispirazione classicista e per la letteratura celebrativa legata ai grandi casati ecclesiastici e nobiliari della regione. Formatosi su solide basi teologiche e umanistiche, Mauro affiancò all’attività sacerdotale una costante pratica poetica, che lo portò a comporre versi sia in latino sia in volgare, secondo un modello allora diffuso tra gli ecclesiastici colti del territorio aquileiese.[4]

La sua opera più nota è l’egloga pubblicata nel 1734, Illustrissimi, et reverendissimi Dionysii patriarchae Aquileiensis illustrissimo ac reverendissimo Danieli nepoti in eadem Aquileiensis sede successori Ecloga in funere dicata, un componimento funebre dedicato ai Dolfin, famiglia di grande rilievo politico ed ecclesiastico. Il testo, concepito secondo i canoni della poesia pastorale, unisce l’eleganza formale del latino umanistico a un tono solenne e celebrativo, tipico della produzione encomiastica del tempo. L’egloga testimonia non solo la perizia linguistica dell’autore, ma anche la sua capacità di inserirsi nei circuiti culturali e devozionali legati al patriarcato di Aquileia.[5][6]

Note

  1. ↑ mauro-giuseppe, su www.dizionariobiograficodeifriulani.it. URL consultato il 10 gennaio 2026.
  2. ↑ Giuseppe Mauro, ecclesiastico poeta del Sanvitese., su dizionariobiograficodeifriulani.it.
  3. ↑ Gli ecclesiastici tra Veneto e Friuli: Bortoletto, Cardin, Mauro, su diocesivittorioveneto.it.
  4. ↑ L'ispirazione al classicismo e le opere in onore del patriarcato friulano di Giuseppe Mauro, su dizionariobiograficodeifriulani.it.
  5. ↑ Jonathan Glixon, VENETIAN COMMEMORATIVE PUBLICATIONS, 1500-1797, NO. 11: CHECKLIST OF PUBLICATIONS IN HONOR OF BISHOPS AND THE PATRIARCH OF AQUILEIA. URL consultato il 10 gennaio 2026.
  6. ↑ STORIA, su Archivi e, 15 marzo 2018. URL consultato il 10 gennaio 2026.

Bibliografia

  • Giuseppe Mauro, llustrissimi, et reverendissimi Dionysii patriarchae Aquileinsis illustrissimo ac reverendissimo Danieli nepoti in eadem Aquileinsis sede successori ecloga in funere dicata a Josepho Mauro de S. Vito, Venezia, Maldura, 1734.
  • Gian Giuseppe Liruti, Notizie delle vite, Udine, 1748.
  • Conte Francesco Di Manzano, Cenni del territorio friulano, Manzano.
  • Federico Altan, Memorie storiche della terra di Sanvito al Tagliamento, Venezia, Picotti, 1832.
  • Roberto Zotti, San Vito nella storia. Uomini e famiglie notabili, Sacile, Tipografia editrice Sacilese, 1926.
  • Giuseppe Valentinelli, Bibliografia.