Giuseppe Ottone

Giuseppe Ottone

Giuseppe Ottone (nato Italico; Castelpagano, 18 marzo 1928 – Torre Annunziata, 4 febbraio 1941) è stato un bambino italiano, Servo di Dio per la Chiesa cattolica.[1][2][3]

Biografia

Nato a Castelpagano da genitori ignoti, fu registrato all'ufficio di stato civile dalla levatrice del paese il 23 marzo 1928, il giorno dopo il battesimo, avvenuto nella chiesa del Santissimo Salvatore. L'ufficiale gli impose il nome di Giuseppe Italico. Fu quindi accolto nel brefotrofio provinciale di Benevento.[1]

In seguito si seppe che era figlio naturale di una donna del luogo, Gelsomina Maria Colasanto, sposata con un emigrato in Argentina.

Il 22 novembre 1928, Ottone fu affidato ai coniugi Domenico Ottone e Maria Capria di Benevento, che non avevano figli e desideravano allevare un bambino. Poco dopo la famiglia si trasferì a Napoli e successivamente a Torre Annunziata, dove il ragazzo crebbe in un ambiente religioso, influenzato in particolare dalla madre adottiva.

Frequentò la scuola elementare dal 1934 al 1939 e poi l’Istituto tecnico commerciale Ernesto Cesàro. Era studente diligente, disciplinato e molto apprezzato dagli insegnanti. Ricevette la prima comunione il 26 maggio 1935 e da allora partecipò regolarmente all’Eucaristia, osservando con fervore pratiche devozionali, tra cui quella dei primi nove venerdì del mese.

La madre lavorava come smacchiatrice e il padre come cameriere. Nonostante il carattere irascibile del padre, Giuseppe mantenne in casa un atteggiamento pacifico e caritatevole, aiutando la madre e offrendo numerosi gesti di carità verso i poveri. Era devoto alla Madonna di Pompei e si recava spesso in bicicletta al santuario per pregare.

Il 26 giugno 1940, dopo undici anni di affidamento, il giudice tutelare di Torre Annunziata autorizzò la sua affiliazione alla famiglia Ottone, dalla quale acquisì definitivamente il cognome.[4]

Il 3 febbraio 1941, mentre la madre era ricoverata a Napoli per una duplice operazione chirurgica molto delicata, Giuseppe, passeggiando con alcuni amici, raccolse da terra un’immagine della Madonna di Pompei e disse: «Madonna mia, se deve morire mamma, fai morire me». Poco dopo divenne pallido e svenne. Soccorso da due compagni e due vigili urbani, fu trasportato rapidamente all'ospedale civile di Torre Annunziata, dove fu accolto «in stato di incoscienza con polso e respiri frequentissimi».[2]

Intanto i genitori accorsero dal capoluogo. La madre, che non aveva più subito l'operazione preveduta, fu accanto al figlio per la notte, insieme al sacerdote che gli dette gli ultimi sacramenti.

Giuseppe Ottone morì alle quattro del mattino del 4 febbraio 1941, a quasi tredici anni. Durante tutto il ricovero non riprese mai la conoscenza, né mostrò segni patognomonici di alcuna malattia.[2]

La madre, per cause inspiegabili, guarì del tutto, e visse fino al 1983. Il padre, invece, morì negli anni 1970.[2]

Culto

Giuseppe Ottone fu inizialmente sepolto nel cimitero cittadino; il 25 ottobre 1964 le sue spoglie furono traslate nella parrocchia dello Spirito Santo di Torre Annunziata, dove sono tuttora custodite.

Il 6 aprile 1962 si aprì a Napoli la fase diocesana del processo di beatificazione, al termine della quale, nel 1975, sarà accertata l'eroicità delle sue virtù. Dopo questi fatti, la causa non fu più ripresa fino al 2023, quando è stata riaperta. Attualmente è in corso di valutazione da parte del Dicastero delle cause dei santi.[2][5]

Note

  1. 1 2 Servo di Dio Giuseppe Ottone, su carloacutis.net. URL consultato il 30 ottobre 2025.
  2. 1 2 3 4 5 Giuseppe Ottone, su santiebeati.it. URL consultato il 30 ottobre 2025.
  3. ↑ Laura Badaracchi, Peppino, il piccolo che si offrì per la madre, su Avvenire, 9 febbraio 2017. URL consultato il 30 ottobre 2025.
  4. ↑ L'affiliazione era un istituto giuridico previsto dal codice civile italiano e abolito negli anni 1980. Si vedano anche gli articoli 404, 406 e 408 del codice in versione originaria, disponibile su Normattiva. Per confronto: Art. 400 codice civile - Norme regolatrici dell'assistenza dei minori, su Brocardi. URL consultato il 30 ottobre 2025.
  5. ↑ Antonio Di Nardo, Giuseppe Ottone: dal buio alla luce, prefazione del cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, Ponteranica, Velar, 2024, ISBN 9791255081128.