Giuseppe Trautteur

Giuseppe Trautteur (Napoli, 5 dicembre 1936 – 21 ottobre 2025[1]) è stato un fisico, scrittore e traduttore italiano noto per il suo contributo ai temi della cibernetica e gli aspetti filosofici del rapporto mente-macchina.
Biografia
Nacque a Napoli, da una famiglia di origini svizzere che durante la seconda guerra mondiale riparò a Losanna per sfuggire ai bombardamenti alleati che devastavano la città[2].
Formazione e carriera accademica
Conseguì la laurea in fisica con una tesi sui gas ionizzati presso l'Università di Roma "La Sapienza" nel 1959 e fu brevemente assunto presso il CNRN (l’attuale ENEA). Si perfezionò in Computer and Communication Science negli Stati Uniti, presso l'Università del Michigan, dove consegue il MS e la Candidacy al dottorato[3]. Ottenne in seguito la cattedra come professore straordinario nel SSN INF/01 presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Palermo e successivamente presso l’Università Federico II[3]. La sua attività di ricerca fu concentrata sugli algoritmi evolutivi, le reti neurali, teoria della calcolabilità, teoria della complessità di calcolo, il confronto tra calcolo analogico e digitale, la modellistica computazionale e gli aspetti computazionali dei sistemi biologici. L’interesse di fondo è centrato sulle basi fisiche ed algoritmiche della coscienza e del libero arbitrio sui quali soggetti pubblica e organizza workshop.
Consulenza editoriale
Amico di Bobi Bazlen, affiancò la sua attività accademica a quella di consulente per la casa editrice Adelphi, a partire dagli anni 1970[3][4], per la quale svolse mansioni di curatela di testi scientifici fin dai suoi inizi con le traduzioni di libri come Gödel, Escher, Bach: un'eterna ghirlanda brillante di Douglas Hofstadter, Verso un’ecologia della Mente di Gregory Bateson e dei volumi di António Damásio sulla emozione e sulla coscienza[5], Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza di Julian Jaynes[6]. Trautteur propose a Carlo Rovelli di raccogliere in volume alcuni suoi articoli, in precedenza pubblicati su un quotidiano. Il libro, uscito col titolo Sette brevi lezioni di fisica, è divenuto un best seller[4]. La presenza di Trautteur alla Adelphi motivò la casa editrice, già nota per la sua produzione letteraria, a lanciare una collana totalmente dedicata alla scienza: la collana rossa della «Scientifica» di Adelphi[7].
Opere
- "Il caso o la necessità", in: Adelphiana, 1971.
- "Undici tesi sulla scienza cognitiva", in: Adelphiana, 1, 2002.
- Il prigioniero libero, Adelphi, Milano, 2020.
Note
- ↑ Chiara Valerio, Addio Giuseppe Trautteur, mente cibernetica di Adelphi, 22 ottobre 2025.
- ↑ Antonio Gnoli, Giuseppe Trautteur: “Sono un buon matematico ma niente a che vedere con i talenti del Novecento”, in La Repubblica, 2 luglio 2018. URL consultato il 7 dicembre 2020.
- 1 2 3 Trautteur, Giuseppe, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 7 dicembre 2020.
- 1 2 Giacomo Papi, Il caso editoriale dell’anno, su Il Post, 28 dicembre 2015. URL consultato il 7 dicembre 2020.
- ↑ Massimiano Bucchi, Il successo della scienza lirica. “Così Gödel è diventato un bestseller”, in La Repubblica, 31 agosto 2011. URL consultato il 7 dicembre 2020.
- ↑ Wokshop on Consciousness. Fondazione Giorgio Cini, Venezia, giugno 1991.
- ↑ Giorgio Vallortigara, Il dilemma del prigioniero (PDF), in Il Sole 24 ore, 8 novembre 2020. URL consultato il 7-12-2020.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Trautteur, Giuseppe, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 394159233960103370404 · SBN CFIV062665 |
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