Glaucodoto
| Glaucodoto | |
|---|---|
| Classificazione Strunz (ed. 10) | 2.EB.10c[1] |
| Formula chimica | (Co0,5Fe0,5)AsS[2] |
| Proprietà cristallografiche | |
| Sistema cristallino | ortorombico[3] |
| Classe di simmetria | dipiramidale[4] |
| Parametri di cella | a = 14,158(1) Å, b = 5,6462(4) Å, c = 3,3196(2) Å, V = 265,37 ų,[3] Z = 6[5] |
| Gruppo puntuale | 2/m 2/m 2/m[4] |
| Gruppo spaziale | Pmn21 (nº 31)[5] |
| Proprietà fisiche | |
| Densità misurata | 6,055[6] g/cm³ |
| Densità calcolata | 6,155[6] g/cm³ |
| Durezza (Mohs) | 5[4] |
| Sfaldatura | perfetta secondo {010}, meno secondo {101}[6] |
| Frattura | fragile, scabra[5] |
| Colore | dal bianco stagno grigiastro al bianco argento rossastro[7] |
| Lucentezza | metallica[4] |
| Opacità | opaca[4] |
| Striscio | nero[7] |
| Diffusione | abbastanza raro |
| Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale | |
Il glaucodoto (simbolo IMA: Gl[8]) è un minerale non molto diffuso del gruppo dell'arsenopirite appartenente alla famiglia dei "solfuri e solfosali"; possiede composizione chimica (Co0,5Fe0,5)AsS.[2]
Da un punto di vista chimico è un solfuro di cobalto, ferro e arsenico; il rapporto cobalto:ferro(II) è tipicamente di 3 a 1 con tracce di nichel come sostituente. Forma una serie di cristalli misti con l'arsenopirite (FeAsS).
Etimologia e storia
Il minerale è stato chiamato in questo modo nel 1849 da Johann Friedrich August Breithaupt e Karl Friedrich Plattner dalle parole greche γλαυκός ('glaukos', azzurro cielo) e δίδω ('dido', dare), a causa del suo utilizzo nella produzione del vetro smaltato blu (il colore blu è dato dalla presenza nel minerale del cobalto Co2+).[5]
Classificazione
La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[9] elenca il glaucodoto nella classe "2. Solfuri e solfosali" e nella sottoclasse "2.E Solfuri metallici, M: S ≤ 1:2"; questa è suddivisa più finemente in base al rapporto M(etallo):S(sulfur, cioè zolfo) e alla composizione chimica del minerale, in modo tale da trovare il glaucodoto nella sezione "2.EB M:S = 1:2, con Fe, Co, Ni, PGE, ecc." dove è l'unico membro del sistema nº 2.EB.10.c.[10]
Tale classificazione viene mantenuta anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata anche Classificazione Strunz-mindat.[1]
Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß il glaucodoto si trova nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismutidi)" e nella sottoclasse dei "solfuri con [rapporto] metallo: S,Se,Te < 1:1"; qui forma il "gruppo dell'arsenopirite" con il numero di sistema II/D.22 insieme ad arsenopirite, gudmundite, ruarsite, osarsite e alloclasite.[11]
Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca il glaucodoto nella famiglia dei "solfuri e solfosali"; qui è nella classe dei "minerali solfuri" e nella sottoclasse dei "solfuri – compresi seleniuri e tellururi – con la composizione AmBnXp, con (m+n):p=1:2" dove forma il sistema nº 02.12.06 insieme all'alloclasite.[12]
Abito cristallino
Il glaucodoto cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Pmn21 (gruppo nº 31) con i parametri di cella a = 14,158(1) Å, b = 5,6462(4) Å e c = 3,3196(2) Å,[3] oltre ad avere 6 unità di formula per cella unitaria.[5]
Origine e giacitura
Il glaucodoto è stato trovato in depositi profondi di origine idrotermale ad alta temperatura; la paragenesi è con calcopirite, cobaltite e pirite.[6]
Il minerale è stato trovato in numerosi siti sparsi per il mondo,[13] ma in scarse quantità, pertanto è un minerale considerato raro. Qui si ricorda solo la sua località tipo, la miniera "Los Colorados" presso Huasco, nell'omonima provincia (regione di Atacama, in Cile).[14]
Forma in cui si presenta in natura
Il glaucodoto si presenta in cristalli prismatici per allungamento paralleli a [001], meno comunemente parallelamente a [010] e striati parallelamente a [001], di dimensioni fino a 7 cm.[6]
Il minerale è opaco, con lucentezza metallica; il colore va dal bianco stagno grigiastro al bianco argento rossastro, mentre quello del suo striscio è nero.[5]
Note
- 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - M:S = 1:2, with Fe, Co, Ni, PGE, etc., su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 marzo 2025.
- 1 2 (EN) Malcolm Back et al., The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2025. URL consultato il 28 marzo 2025.
- 1 2 3 (EN) Hexiong Yang e Robert T. Downs, Crystal structure of glaucodot, (Co,Fe)AsS, and its relationships to marcasite and arsenopyrite (PDF), in American Mineralogist, vol. 93, n. 7, 2008, pp. 1183-1186, DOI:10.2138/am.2008.2966. URL consultato il 28 marzo 2025.
- 1 2 3 4 5 (EN) Glaucodot Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 28 marzo 2025.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Glaucodot, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 marzo 2025.
- 1 2 3 4 5 (EN) Glaucodot (PDF), su handbookofmineralogy.org. URL consultato il 28 marzo 2025.
- 1 2 (DE) Glaukodot (Glaucodot), su mineralienatlas.de. URL consultato il 28 marzo 2025.
- ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 28 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
- ↑ (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 28 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
- ↑ (EN) Nickel-Strunz Sulfides Classification, su webmineral.com. URL consultato il 28 marzo 2025.
- ↑ (DE) Lapis Classification - II SULFIDE UND SULFOSALZE (Sulfide, Selenide, Telluride, Arsenide, Antimonide, Bismutide) - II/D Sulfide mit Metall : S,Se,Te < 1:1, su mineralienatlas.de. URL consultato il 28 marzo 2025.
- ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - AmBnXp, with (m+n):p = 1:2, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 marzo 2025.
- ↑ (EN) Localities for Glaucodot, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 marzo 2025.
- ↑ (EN) Huasco, Huasco Province, Atacama, Chile, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 28 marzo 2025.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Glaucodot Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy.
- (EN) Gluaucodot, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy.
- (EN) Scandinavian mineral gallery, su geology.neab.net (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2008).
- (EN) Cornelius S. Hurlbut e Cornelis Klein, Manual of Mineralogy, 20ª ed., 1985, p. 288, ISBN 0-471-80580-7.