Goffredo da Cosenza

Goffredo da Cosenza (Cosenza, circa 1215 – Gallipoli, marzo-aprile 1269) è stato un feudatario di probabili origini normanne, barone maritali nomine del feudo di Casarano avendo sposato l'erede dello stesso feudo Adelasia Baniardo durante il regno di Federico II di Svevia. Fu notaio reale presso la corte di Manfredi di Sicilia nonché suo segretario personale. A lui (o al suo compagno d'arme Gervasio de Persona) è attribuita da alcuni storici l'opera Historia de rebus gestis Frederici II imperatoris una delle fonti più importanti per il periodo storico che va dalla morte dell'Imperatore Federico II nel 1250 fino al 1258 scritta con lo pseudonimo di Nicolaus de Jamsilla, meglio conosciuto come Pseudo-Jamsilla[1].

Biografia

Non si hanno notizie sulla giovinezza di Goffredo, il suo cognome non riporta ad alcuna casata specifica in quanto Cosenza non fu infeudata né dai normanni né dagli svevi. Di certo proveniva da famiglia nobile se diventò il secondo marito della baronessa Adelasia De Persona, sorella del feudatario di Matino Gervasio de Persona e sposata in prime nozze con Matteo Baiardo già feudatario di Taviano e Casarano, territorio di non poca ricchezza e sostanza.[2]

Con certezza sappiamo che possedeva notevoli beni e terre personali anche in Val di Crati, circostanza risultante da un documento postumo del 1271.[3]

Notizie sul personaggio si hanno solo nell'opera già citata[4] della quale fu forse l'autore anche se questo ruolo gli è conteso, a parere di molti storici, da altri personaggi dell'epoca fra i quali lo stesso barone della vicina cittadina di Matino Gervasio de Persona[5] del quale Goffredo è, peraltro, oltre che cognato anche intimo amico e compagno in molte missioni. Viene menzionato in detta opera come segretario e familiare di Manfredi di Sicilia con incarichi spesso molto prestigiosi.[6][7] Porta la sua firma come testimone il trattato fra Manfredi e la Repubblica di Venezia ed anche il trattato fra lo stesso sovrano e la città di Pisa. Di certo fa parte della corte reale di Manfredi nella cerchia dei più intimi del sovrano.[8]

Strenuo difensore degli Hohenstaufen, si arroccò dopo la sconfitta di Corradino di Svevia a Tagliacozzo, a Gallipoli, insieme a buona parte dei feudatari salentini filo-svevi e lì vi trovò la morte durante l'Assedio di Gallipoli da parte dell'esercito angioino, probabilmente intorno a marzo-aprile del 1269[9][10].

Note

  1. ↑ Goffredo da Cosenza, su treccani.it.
  2. ↑ Registro della Cancellería Angioina (Reg. 6, f. 269, t.) relativo agli anni 1266-1272.
  3. ↑ Registri Angioini Ricostruiti, VII, pag. 157.
  4. ↑ Nicolaus de Jamsilla, Historia de rebus gestis Friderici II imperatoris eiusque filiorum Conradi et Manfredi Apuliae et Siciliae regum ab anno 1210 usque ad 1258, in L.A. Muratori, Rer. Ital. Script., VIII, Mediolani 1726, coll. 515, 518-521, 535 s., 544 s..
  5. ↑ Pseudo Jamsilla, su treccani.it.
  6. ↑ P.F. Palumbo. Terra d'Otranto dagli Svevi agli angioini. Un passo di Saba Malaspina, pag. 74.
  7. ↑ Goffredo da Cosenza, su treccani.it.
  8. ↑ P.F. Palumbo. Terra d'Otranto dagli Svevi agli angioini. Un passo di Saba Malaspina, pag. 80, in nota 2.
  9. ↑ Carlo Coppola, I feudatari di Matino, Matino, Tipografia San Giorgio, 2023..
  10. ↑ Pier Fausto Palumbo, Terra d'Otranto fra gli svevi e gli angioini e l'assedio di Gallipoli, in Rivista Studi Storici Salentini.

Collegamenti esterni