Gondwanax

Gondwanax
Ricostruzione artistica
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
SuperordineDinosauria?
Ordine†Ornithischia?
Famiglia†Silesauridae
Clade†Sulcimentisauria
Genere†Gondwanax
Müller, 2024
Nomenclatura binomiale
†Gondwanax paraisensis
Müller, 2024

Gondwanax (il cui nome significa "signore del Gondwana") è un genere estinto di dinosauriforme silesauride vissuto nel Triassico medio-superiore (Ladinico–Carnico), in quella che oggi è la sequenza Pinheiros-Chiniquá, la sequenza più antica della Formazione Santa Maria, in Brasile. Il genere contiene una singola specie, la specie tipo G. paraisensis, nota da uno scheletro parziale. Gondwanax rappresenta uno dei più antichi dinosauromorfi conosciuti e, insieme al più o meno coevo Gamatavus, uno dei più antichi silesauri sudamericani. Mentre il possesso di due vertebre sacrali caratterizza i taxa "silesauridi" più basali, Gondwanax ne possiede tre, la più antica occorrenza di questo tratto nel registro fossile.[1]

Il materiale fossile di Gondwanax indica una lunghezza del corpo di circa 1 metro.[2]

Scoperta e denominazione

Il materiale fossile di Gondwanax venne scoperto nel 2014 dal medico e appassionato di paleontologia Pedro LP Aurelio nel sito "Linha Várzea 2" ("Becker"), appartenente alla sequenza Pinheiros-Chiniquá della Formazione Santa Maria, nel comune di Paraíso do Sul del Rio Grande do Sul, Brasile. Questi strati sono rappresentativi della zona di assemblaggio di Dinodontosaurus. Successivamente, nel 2021, l'esemplare venne donato a un'università per poter essere studiato.[2] L'esemplare olotipo, CAPPA/ UFSM 0417, è un singolo femore destro. Sono state trovate diverse altre ossa parzialmente disarticolate in associazione a questo esemplare. Sebbene nessuna sovrapposizione delle ossa suggerisca la presenza di più individui, questa possibilità non è stata esclusa poiché le ossa non sono state trovate in perfetta articolazione. Il materiale aggiuntivo comprende due vertebre cervicali, diverse dorsali, tre sacrali e almeno tre caudali, e una cintura pelvica parziale.[1]

Nel 2024, Rodrigo Temp Müller descrisse Gondwanax paraisensis come un nuovo genere e specie di silesauride basati su questi resti fossili. Il nome del genere Gondwanax combina Gondwana, il nome dell'antico "supercontinente" che comprendeva anche il futuro Sud America, con la parola del greco antico ἄναξ, che significa "signore" o "re", in riferimento alla prevalenza di dinosauromorfi durante l'era mesozoica. Il nome della specie, paraisensis, fa riferimento al comune di Paraíso do Sul, dove sono stati ritrovati gli esemplari fossili.[1]

Classificazione

Nella sua analisi filogenetica, Müller (2024) ha recuperato Gondwanax come un membro basale dei Sulcimentisauria, all'interno della famiglia Silesauridae. Similmente a numerosi recenti studi, questi taxa, insieme ad altri "tradizionali" silesauridi, sono trattati come un grado parafiletico di ornitischi.[3][4] Questi risultati sono visualizzati nel cladogramma sottostante:[1]

Dinosauria
 

Saurischia

 
Ornithischia
 
 

Saltopus

 
 

Lewisuchus

 
 
 
 

Soumyasaurus

 
 
 

Asilisaurus

 
Sulcimentisauria
 

Gamatavus

 
 
 

Gondwanax

 
 
 

Amanasaurus

 
 
 

Diodorus

 
 
 

Technosaurus

 
Parapredentata
 
 

Ignotosaurus

 
 

Silesaurus

 
 
 
 
 

Sacisaurus

 
 
 

Lutungutali

 
 

Kwanasaurus

 
 
 
 
 

Eucoelophysis

 
 
 

Pisanosaurus

 
 
 

Laquintasaura

 
 

Prionodontia

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Paleoambiente

Ricostruzione artistica di Parvosuchus e Prestosuchus (mentre si nutrono di un dicinodonte) nell'ambiente della Dinodontosaurus AZ

I resti fossili di Gondwanax sono stati ritrovati nel sito "Linha Várzea 2" della zona di assemblaggio Dinodontosaurus (AZ) della Formazione Santa Maria. Anche il gracilisuchide Parvosuchus, descritto nello stesso anno, è stato ritrovato in questo sito.[5] Il sito approssimativamente coevo "Picada do Gama" ha restituito un "silesauride" strettamente correlato, Gamatavus. Altre località indicano che questi animali probabilmente condividevano un ecosistema con dicinodonti, cinodonti[6], pseudosuchi, afanosauri[7], rincosauri[8] e procolofonoidi.[9][10]

La zona di assemblaggio Dinodontosaurus brasiliana condivide molte somiglianze faunistiche con la zona di assemblaggio Tarjadia argentina, le località contenenti dinosauromorfi del membro tanzaniano di Lifua e la formazione zambiana di Ntawere, indicando, potenzialmente, che queste unità appartengono a intervalli temporali simili.[10]

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Rodrigo Temp Müller, A new "silesaurid" from the oldest dinosauromorph-bearing beds of South America provides insights into the early evolution of bird-line archosaurs, in Gondwana Research, vol. 137, in press, 2024, pp. 13-28, DOI:10.1016/j.gr.2024.09.007.
  2. 1 2 Sergio Queiroz e Diego Vara, Fossil of new reptile species found in Brazil sheds light on rise of dinosaurs, su Reuters, 14 ottobre 2024. URL consultato il 14 ottobre 2024.
  3. ↑ Norman DB, Baron MG, Garcia MS, Müller RT, Taxonomic, palaeobiological and evolutionary implications of a phylogenetic hypothesis for Ornithischia (Archosauria: Dinosauria), in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 196, n. 4, 2022, pp. 1273-1309, DOI:10.1093/zoolinnean/zlac062.
  4. ↑ A. O. Fonseca, I. J. Reid, A. Venner, R. J. Duncan, M. S. Garcia e R. T. Müller, A comprehensive phylogenetic analysis on early ornithischian evolution, in Journal of Systematic Palaeontology, vol. 22, n. 1, 2024, DOI:10.1080/14772019.2024.2346577.
  5. ↑ (EN) Rodrigo T. Müller, A new small-sized predatory pseudosuchian archosaur from the Middle-Late Triassic of Southern Brazil, in Scientific Reports, vol. 14, n. 1, 20 giugno 2024, p. 12706, DOI:10.1038/s41598-024-63313-3.
  6. ↑ (EN) Maurício Rodrigo Schmitt, Agustín G. Martinelli, Tomaz Panceri Melo e Marina Bento Soares, On the occurrence of the traversodontid Massetognathus ochagaviae (Synapsida, Cynodontia) in the early late Triassic Santacruzodon Assemblage Zone (Santa Maria Supersequence, southern Brazil): Taxonomic and biostratigraphic implications, in Journal of South American Earth Sciences, vol. 93, 2019, pp. 36-50, Bibcode:2019JSAES..93...36S, DOI:10.1016/j.jsames.2019.04.011.
  7. ↑ Sterling J. Nesbitt, Richard J. Butler, Martín D. Ezcurra, Paul M. Barrett, Michelle R. Stocker, Kenneth D. Angielczyk, Roger M. H. Smith, Christian A. Sidor e Grzegorz Niedźwiedzki, The earliest bird-line archosaurs and the assembly of the dinosaur body plan, in Nature, vol. 544, n. 7651, aprile 2017, pp. 484-487, DOI:10.1038/nature22037.
  8. ↑ Cesar Leandro Schultz, Max Cardoso Langer e Felipe Chinaglia Montefeltro, A new rhynchosaur from south Brazil (Santa Maria Formation) and rhynchosaur diversity patterns across the Middle-Late Triassic boundary, in Paläontologische Zeitschrift, vol. 90, n. 3, 2016, pp. 593-609, DOI:10.1007/s12542-016-0307-7.
  9. ↑ Juan C. Cisneros, Ross Damiani, Cesar Schultz, Átila da Rosa, Cibele Schwanke, Leopoldo W. Neto e Pedro L. P. Aurélio, A procolophonoid reptile with temporal fenestration from the Middle Triassic of Brazil, in Proceedings of the Royal Society of London. Series B: Biological Sciences, vol. 271, n. 1547, 22 luglio 2004, pp. 1541-1546.
  10. 1 2 (EN) Flávio Augusto Pretto, Rodrigo Temp Müller, Debora Moro, Maurício Silva Garcia, Voltaire Dutra Paes Neto e Átila Augusto Stock da Rosa, The oldest South American silesaurid: New remains from the Middle Triassic (Pinheiros-Chiniquá Sequence, Dinodontosaurus Assemblage Zone) increase the time range of silesaurid fossil record in southern Brazil, in Journal of South American Earth Sciences, vol. 120, 28 settembre 2022, p. 104039, DOI:10.1016/j.jsames.2022.104039.

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