Gordon Gollob

Gordon Gollob
Gordon Gollob in un ritratto del 26 ottobre 1941
NascitaVienna, 16 giugno 1912
MorteSulingen, 8 settembre 1987
Dati militari
Paese servitoAustria (bandiera) Austria (Prima repubblica austriaca)
Germania (bandiera) Germania
Forza armataWehrmacht
ArmaLuftwaffe (Wehrmacht)
Specialitàpilota d'aereo
UnitàZerstörergeschwader 76
Jagdgeschwader 3
Jagdgeschwader 54
Jagdgeschwader 77
Luftflotte 5
Anni di servizio1933 - 1945
GradoOberst (Wehrmacht)
Guerreseconda guerra mondiale
BattaglieBattaglia della Baia di Helgoland
Operazione Weserübung
Operazione Barbarossa
Operazione Blu
Battaglia di Crimea
DecorazioniCroce di Cavaliere con Fronde di Quercia, Spade e Diamanti
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Gordon Gollob (Vienna, 16 giugno 1912 – Sulingen, 8 settembre 1987) è stato un aviatore tedesco che prestò servizio nella Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale.

Con un totale di 150 vittorie aeree ottenute in 340 missioni[1], fu uno dei migliori assi tedeschi. Il 30 agosto 1942 fu il terzo militare della Wehrmacht a ricevere la massima decorazione della Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia, Spade e Diamanti[2].

Nel gennaio 1945, nella fase finale della seconda guerra mondiale, dopo una serie di incarichi di comando sui vari fronti di guerra, divenne l'ultimo comandante superiore della Jadgwaffe, le forze da caccia della Luftwaffe, con il titolo di General der Jagdflieger, in sostituzione di Adolf Galland[3].

Biografia

Nel 1933 si arruolò nella Bundesheer come ufficiale cadetto, in seguito all'Anschluss nel 1938 entrò a far parte della Luftwaffe. Il 15 marzo 1939 servì la Zerstörergeschwader 76 e pilotò un Messerschmitt Bf 110.

Il suo primo aereo abbattuto fu sopra i cieli della Polonia, nello stesso anno partecipò alla Battaglia della Baia di Helgoland e poi all'Operazione Weserübung. Entrò a far parte del Jagdgeschwader 3 partecipando all'operazione Barbarossa. Riuscì ad abbattere nel solo mese di ottobre del 1941 trentasette veicoli nemici, 9 in un singolo giorno.[4]

Si sposò ed ebbe due figli e una figlia.

Onorificenze

Note

  1. ↑ John R. Angolia, On the field of honor: a history of the Knight's Cross bearers, pag. 60, R. James Bender Publishing, 1979.
  2. ↑ G. Fraschka, Knight of the Reich, p. 44.
  3. ↑ D. Irving, Göring. Il maresciallo del Reich, p. 566.
  4. ↑ Gordon Williamson, Ramiro Bujeiro, Knight's Cross with Diamonds Recipients: 1941-45, pag. 11, Osprey Publishing, 2006, ISBN 978-1-84176-644-7.

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