Gordon Gollob
| Gordon Gollob | |
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| Nascita | Vienna, 16 giugno 1912 |
| Morte | Sulingen, 8 settembre 1987 |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Wehrmacht |
| Arma | Luftwaffe (Wehrmacht) |
| Specialità | pilota d'aereo |
| Unità | Zerstörergeschwader 76 Jagdgeschwader 3 Jagdgeschwader 54 Jagdgeschwader 77 Luftflotte 5 |
| Anni di servizio | 1933 - 1945 |
| Grado | Oberst (Wehrmacht) |
| Guerre | seconda guerra mondiale |
| Battaglie | Battaglia della Baia di Helgoland Operazione Weserübung Operazione Barbarossa Operazione Blu Battaglia di Crimea |
| Decorazioni | Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia, Spade e Diamanti |
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Gordon Gollob (Vienna, 16 giugno 1912 – Sulingen, 8 settembre 1987) è stato un aviatore tedesco che prestò servizio nella Luftwaffe durante la seconda guerra mondiale.
Con un totale di 150 vittorie aeree ottenute in 340 missioni[1], fu uno dei migliori assi tedeschi. Il 30 agosto 1942 fu il terzo militare della Wehrmacht a ricevere la massima decorazione della Croce di Cavaliere con Fronde di Quercia, Spade e Diamanti[2].
Nel gennaio 1945, nella fase finale della seconda guerra mondiale, dopo una serie di incarichi di comando sui vari fronti di guerra, divenne l'ultimo comandante superiore della Jadgwaffe, le forze da caccia della Luftwaffe, con il titolo di General der Jagdflieger, in sostituzione di Adolf Galland[3].
Biografia
Nel 1933 si arruolò nella Bundesheer come ufficiale cadetto, in seguito all'Anschluss nel 1938 entrò a far parte della Luftwaffe. Il 15 marzo 1939 servì la Zerstörergeschwader 76 e pilotò un Messerschmitt Bf 110.
Il suo primo aereo abbattuto fu sopra i cieli della Polonia, nello stesso anno partecipò alla Battaglia della Baia di Helgoland e poi all'Operazione Weserübung. Entrò a far parte del Jagdgeschwader 3 partecipando all'operazione Barbarossa. Riuscì ad abbattere nel solo mese di ottobre del 1941 trentasette veicoli nemici, 9 in un singolo giorno.[4]
Si sposò ed ebbe due figli e una figlia.
Onorificenze
Note
- ↑ John R. Angolia, On the field of honor: a history of the Knight's Cross bearers, pag. 60, R. James Bender Publishing, 1979.
- ↑ G. Fraschka, Knight of the Reich, p. 44.
- ↑ D. Irving, Göring. Il maresciallo del Reich, p. 566.
- ↑ Gordon Williamson, Ramiro Bujeiro, Knight's Cross with Diamonds Recipients: 1941-45, pag. 11, Osprey Publishing, 2006, ISBN 978-1-84176-644-7.
Voci correlate
Altri progetti
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