Gordon Lett
Ernest Gordon Appleford Lett, meglio noto come Gordon Lett (Port Moresby, 17 novembre 1910 – Londra, 4 ottobre 1989), è stato un ufficiale britannico.
| Ernest Gordon Appleford Lett detto Gordon Lett | |
|---|---|
| Nascita | Port Moresby (Australia), 17 novembre 1910 |
| Morte | Guildford Borough, Surrey, England, 4 ottobre 1989 |
| Luogo di sepoltura | ll Saints Churchyard, Kingston upon Thames, Royal Borough of Kingston upon Thames, Greater London, England |
| Dati militari | |
| Paese servito | Regno Unito |
| Anni di servizio | 1931-1948 |
| Grado | Maggiore |
| Decorazioni | Distinguished Service Order (UK), Medaglia d'Argento al Valor Militare (I) |
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Ha contribuito alla Resistenza Italiana fondando e comandando il Battaglione Internazionale, formazione militare operativa in Lunigiana e nei territori occupati a ridosso della Linea Gotica occidentale, meglio noti come IV Zona operativa.
Biografia
Il padre, Lewis, ha in Australia una certa notorietà come scrittore, mentre la madre, un'australiana di origini scozzesi, Florence Everett, fu pianista e giornalista. La sua educazione avviene in Australia, Inghilterra, all'Università per Stranieri di Digione, approdando poi alla carriera militare[1].
La carriera militare
Nominato il 3 febbraio 1931 sottotenente di Fanteria con brevetto di paracadutista, viene assegnato all'East Surrey Regiment. Promosso tenente il 3 febbraio 1936, capitano il 3 febbraio 1941 e maggiore temporaneo il 7 maggio 1942.
Di stanza in India, col Royal Indian Army Service Corps, Gordon Lett salpò da Bombay il 14 settembre 1939, all'inizio della seconda guerra mondiale, per l'Africa, in cui stette dall'autunno 1939 alla primavera 1942 come comandante di un battaglione.
Fu impegnato in combattimento prima nel deserto egiziano, poi nel nord della Libia, nei pressi della città di Sidi Barrani, dove, nel dicembre 1940, si trovò di fronte le truppe italiane inviate da Benito Mussolini a fianco di quelle tedesche. Nel 1941 una parentesi in Sudan e una campagna in Eritrea, nella primavera del 1942 tornò in Cirenaica. Tobruk era sotto assedio: le truppe di Adolf Hitler ebbero vita dura, ma a giugno 1942 la città non potendo più resistere si arrese e cadde in mano tedesca. Gordon Lett, che nel frattempo era stato promosso maggiore, tentò due volte di allontanarsi dalla città per non cadere in mano nemica. L'unica via di fuga era quella via mare: costruita una zattera con materiali di fortuna riuscì a fuggire, ma dopo una settimana venne catturato. La sua destinazione era un campo di prigionia in Italia: un aereo lo portò nel campo di transito di Bari dal quale venne trasferito nel campo PG21 di Chieti, che era stato appena aperto e che, alla vigilia dell'Armistizio, arrivò ad ospitare circa 1.300 prigionieri di guerra Alleati, in maggioranza ufficiali o sottufficiali inglesi. Nel campo, dove rimase per un anno, Gordon Lett raccolse una gran quantità di informazioni sul reale andamento della guerra. Nell’agosto 1943 venne trasferito a nord, destinazione il campo PG29 a Veano, comune di Vigolzone, provincia di Piacenza.
L'8 settembre 1943 il comandante del campo di Veano fece aprire le porte, rendendo possibile a chi era prigioniero di fuggire: così Gordon Lett, con altri 2 compagni, riuscì ad avviarsi verso la Riviera per trovare un passaggio che lo traghettasse in Corsica, arrivando quindi dagli Alleati. Tale direzione era in un certo senso obbligata dalle disposizioni militari che ordinavano ai soldati di ricongiungersi al più presto possibile con le truppe di appartenenza. Tuttavia Gordon Lett, giunto nella zona di Rossano, una località negli Appennini tosco-liguri nel comune di Zeri, probabilmente perché vide svanire ogni speranza di arrivare rapidamente dagli Alleati e perché gli sembrò di essere in questo modo più utile, decise di fermarsi lì: in tal caso egli applicò un ulteriore comma del Regolamento, secondo il quale si poteva derogare dalle disposizioni sopra descritte purché ciò fosse più consigliabile.
Ebbe un incontro con un rappresentante del Comitato di Liberazione Nazionale di Genova, che suggerì la creazione di una brigata internazionale di appoggio alla Resistenza[2].
Il Battaglione Internazionale
Il Battaglione Internazionale venne formato a Rossano di Zeri e in breve crebbe, accentuando il suo carattere cosmopolita con l'aggregazione di due jugoslavi, un somalo e un peruviano, scappati da una nave nel Porto della Spezia[2]. Nuove truppe, formate da soldati ed ex-prigionieri, si unirono in seguito al Battaglione, che veniva chiamato "Gruppo del maggiore inglese"[3], e l'arrivo di 2 apparecchi radiofonici consentì di stabilire un ponte radio diretto col Comando Alleato.
La popolarità di Gordon Lett aumentò progressivamente e, malgrado la taglia di 5 000 lire per la cattura di un soldato Alleato, nessuno lo tradì[2]. Il suo carisma ne fece un'autorità riconosciuta da tutta la popolazione della valle, tanto da essere chiamato a risolvere le dispute private.
Nel suo libro Rossano, an adventure of the Italian Resistance, il maggiore Gordon Lett ricorda di essere stato interpellato direttamente dal vescovo di Pontremoli Giovanni Sismondo affinché si facesse tramite col Comando Alleato ed evitasse il bombardamento della città e di aver risposto che la sua intercessione avrebbe avuto maggiore effetto se accompagnata da informazioni esaustive sulla presenza delle forze naziste nell'area. Il vescovo si disse impossibilitato a fornire questi dati ma a breve Gordon Lett ricevette una lista con la precisa dislocazione delle truppe tedesche, casualmente ritrovata sotto un albero, che consentì di risparmiare ai paesi del pontremolese gran parte dei bombardamenti[4].
Nella sua attività militare è significativa la collaborazione con alcune formazioni partigiane locali e con alcuni comandanti partigiani, tra i tanti quella con Daniele Bucchioni e il suo battaglione Val di Vara. Il rapporto con Daniele Bucchioni fu tale per cui Gordon Lett fece tenere a battesimo sua figlia primogenita, Valerie, proprio dal comandante partigiano, durante la cerimonia che si tenne a Fiascherino.
Successivamente, una volta assicurate linee di comunicazione affidabili, i rifornimenti furono lanciati per via aerea e il Battaglione fu integrato da personale dello Special Operations Executive. Il maggiore Gordon Lett fu sostituito dal maggiore John Henderson nel marzo 1945.
Dopo la guerra
Dopo la fine della Seconda guerra mondiale fu nominato Governatore di Pontremoli, quindi Console a Bologna fino al 27 maggio 1950; infine si trasferì a Tripoli, dove diventò Capo Ufficio Informazioni dell'Amministrazione Britannica in Libia.
Il 22 aprile 1949, con voto unanime del Consiglio Comunale, Gordon Lett fu stato nominato Cittadino onorario di Reggio nell'Emilia, insieme al capitano inglese Michael Lees. La cerimonia ufficiale si svolse in Sala del Tricolore il 25 aprile 1949, dove Gordon Lett giunse insieme a Michael Lees, accompagnato dai partigiani Glauco "Gordon" Monducci e Giovanni "Gianni" Farri.
Il comune di Calice al Cornoviglio ha intitolato una via al maggiore Gordon Lett, una strada che conduce in località Casoni, luogo in cui trovarono riparo e nascondiglio alcune formazioni partigiane.
Onorificenze
Prigioniero di guerra dei tedeschi sul fronte italiano, liberato dai bersaglieri, si univa ai partigiani d'Italia che lottavano contro il comune nemico sulle impervie montagne dell'Appennino. Capo di una missione italo-britannica, guidava paracadutisti inglesi e partigiani italiani in ardite azioni contro forze nazifasciste ed in momenti particolarmente difficili, procurava tempestivi aviolanci alleati che contribuirono a risolvere vittoriosamente critiche situazioni operative. Varcato il fronte per ragioni d'impiego volle tornare a combattere fra i partigiani e con essi continuò l'aspra lotta fino al conseguimento della vittoria. Mirabile esempio di fraternità d'armi fra uomini liberi di diversi paesi.»
— Appennino Parmense - Appennino Ligure, 1º ottobre 1943 - 25 aprile 1945 (concessa con Decreto del 31 dicembre 1947, pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Ministero della Difesa, Dispensa nº 1 del 15 gennaio 1949, Pagg. 162-163 e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nº 33 del 10 febbraio 1949, Pag. 370.)
— Deliberazione del Consiglio Comunale della Città di Reggio nell'Emilia del 22 aprile 1949
Opere
- Luigi Canessa, "La strada era tortuosa. Sedici mesi guerriglia sugli appennini liguri-emiliani", introduzione di Gordon Lett, Ed. A.V.A., Genova, 1948, Tip. Emiliani, Rapallo
- Lewis Ross (pseudonimo di Gordon Lett), "Vallata in fiamme", Artigianelli, Pontremoli, 1949
- Gordon Lett, "Rossano, an adventure of the Italian Resistance", Hodder & Stoughton, Londra, 1955
- Gordon Lett, "Rossano", Panther, Londra, 1956
- Gordon Lett, "The many-headed monster", Hodder and Stoughton, Londra, 1957
- Gordon Lett, "Rossano. Vicende della Resistenza italiana", ELI - Edizione Librarie Italiane, Milano, 1958
- Gordon Lett, "Partigiano... io so cosa vuol dire", Federazione Italiana Volontari della Libertà A.P.C., La Spezia, Zappa, Sarzana, 1992
- Gordon Lett, "Rossano. A Valley in Flames. A Story of the Italian Resistence", Frontline Books, Barnsley-South Yorkshire, 2011
- Gordon Lett, "SAS in Tuscany 1943-45", Pen & Sword Military, Barnsley-South Yorkshire, 2011
- Gordon Lett, "An extraordinary Italian imprisonment. The brutal truth of Campo 21, 1942-1943", Pen & Sword Military, Barnsley-South Yorkshire, 2014
Note
Bibliografia
- Giorgio Gimelli, "Cronache militari della Resistenza in Liguria", Pubblicato da Istituto storico della Resistenza in Liguria, Genova, 1965
- Patrick Howarth, "Undercover. The men and women of the Special Operations Executive", Routledge, 1980, ISBN 0-7100-0573-3
- Massimo De Leonardis, "La Gran Bretagna e la resistenza partigiana in Italia (1943-1945)", Edizioni Scientifiche Italiane, 1988
- Gianni Perona, "Formazioni autonome nella Resistenza: documenti", Istituto Nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia, Franco Angeli, 1996
- Giorgio Gimelli e Franco Gimelli, "La Resistenza in Liguria: cronache militari e documenti", Carocci, 2005, ISBN 88-430-3373-5
- Brian Gordon Lett, "Gordon Lett amico dell'Italia. Partigiano a Rossano, cittadino di Pontremoli, Albareto, Reggio Emilia", ISRA, Pontremoli, 2018
- Brian Gordon Lett, "Il magnifico coraggio degli italiani. Storia di un esercito civile segreto durante la Seconda Guerra Mondiale", Della Cresa Publishing, Londra, 2020
Altri progetti
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