Governo Starmer

Governo Starmer
StatoRegno Unito (bandiera) Regno Unito
Capo del governoKeir Starmer
(Partito Laburista)
Legislatura59ª Legislatura
Giuramento5 luglio 2024
Dimissioni22 giugno 2026
Governo successivo20 luglio 2026
Il Governo al momento della sua prima riunione, 5 luglio 2024.

Il governo Starmer è stato il 102° governo del Regno Unito, in carica dal 5 luglio 2024 al 20 luglio 2026

Esso è si formato in seguito alla vittoria del Partito Laburista alle elezioni del 2024, avendo difatti il suo leader Keir Starmer ricevuto, in data 5 luglio 2024, dal re Carlo III l'incarico di formare un governo.[1]

Il 22 giugno 2026, tuttavia, in seguito ad una crisi di governo innescata da un malcontento generale e prolungato all'interno del Partito Laburista nei confronti di Keir Starmer (complici alcuni scandali, nonché alcune importanti sconfitte elettorali dovute ad una percepita inazione del governo)[2], quest'ultimo ha annunciato le proprie dimissioni dalla carica di Primo ministro e da quella di leader di partito.[3][4]

L'esecutivo era un governo monocolore laburista.

Politiche

Politica interna

I primi cento giorni di governo sono stati difficili per il premier laburista, stretto tra scandali e divisioni all'interno del partito, tanto che la stampa britannica, sia progressista che conservatrice, ha espresso dure critiche al suo operato. Due settimane dopo il suo insediamento, il 23 luglio 2024, il suo gabinetto non ha voluto eliminare il tetto ai sussidi per le famiglie con più di due figli, introdotto dai conservatori nell'ambito delle politiche di austerità: i sette deputati laburisti che l’avevano chiesto tramite un emendamento alla legge sono stati sospesi. Subito dopo, il 29 luglio, è avvenuta la tragedia di Southport, a nord di Liverpool (dove un uomo ha ferito a coltellate 8 persone, tra cui tre bambine)[5][6]: sono allora scoppiate rivolte urbane fomentate dall'ultradestra inglese[7][8] (convinta che l'attentatore avesse agito per via del terrorismo islamico)[9], che hanno messo a ferro e fuoco il Paese per tutta l'estate[9][10]. Starmer ha agito duramente contro i rivoltosi, ma le numerosissime sentenze emesse per punire i responsabili della guerriglia fomentata dall'ultradestra britannica, ha costretto il ministro degli Interni, Yvette Cooper, a svuotare le carceri già sovraffollate; un gesto impopolare presso l'opinione pubblica, indispettita dalle immagini dei detenuti che, dopo essere tornati in libertà, hanno festeggiato con bottiglie di spumante[11].

In campo economico, la cancelliera dello Scacchiere, Rachel Reeves, ha tagliato i sussidi di cui godevano i pensionati come contributo alle spese per il riscaldamento invernale: un'operazione necessaria, per il governo, a sanare il buco da 22 miliardi di sterline ereditato dalla gestione dei Tory. Tuttavia la mossa ha provocato le ire dell’ala più a sinistra del partito laburista, mentre i sindacati, nell’assemblea annuale di Liverpool, hanno fatto passare una mozione simbolica che chiedeva al governo un passo indietro sul provvedimento. Il 30 ottobre, Starmer ha ufficialmente presentato la manovra economica, che, come lui stesso ha annunciato, "Sarà dolorosa"[12].

Altro fattore che ha contribuito a diminuire i consensi al governo laburista sono stati alcuni scandali sorti all'interno dello stesso esecutivo. Il primo è stato il passpartout assegnato dalla sicurezza di Downing Street all'ex banchiere Waheed Alli, ricco finanziatore del partito: Starmer è stato additato per aver accettato da Alli e da altri donatori regali per migliaia di sterline, quali abiti, occhiali, biglietti per le partite dell'Arsenal e per i concerti di Taylor Swift. Ciò ha indignato l'opinione pubblica per il comportamento definito scorretto da parte di un leader che per anni si è battuto contro i privilegi. Inoltre, Starmer è stato costretto a licenziare Sue Grey, sua influente capo di gabinetto, già nota ai tempi del “Partygate” del premier tory Boris Johnson, a causa delle polemiche sul suo ingente stipendio (che contava 3.000 sterline in più rispetto allo stesso titolare dell'esecutivo), fomentate anche dai membri del partito che non tolleravano l'autorità della collaboratrice del primo ministro, vista come eccessivamente restrittiva e intransigente. Al suo posto è stato nominato Morgan McSweeney, braccio destro del premier nonché organizzatore della sua campagna elettorale; con l'occasione, è stata riorganizzata l'intera squadra di governo di Downing Street, un fatto inedito per un governo da poco in carica[11].

Politica estera

Keir Starmer e Donald Trump, 2025
Keir Starmer durante un incontro con i leader di Francia, Germania e Polonia, 2025
Keir Starmer e il Presidente della Repubblica Federale di Germania Frank-Walter Steinmeier, 2025

Starmer ha continuato, in politica estera, l'appoggio inglese all'Ucraina in guerra contro la Russia: il 16 febbraio 2025, il primo ministro britannico ha dichiarato che il Regno Unito sarebbe disposto a inviare truppe in territorio ucraino se Mosca accettasse un accordo che richieda la presenza di forze di pace europee. Questa dichiarazione arriva proprio prima di una riunione di emergenza dei leaders europei a Parigi, alla quale ha partecipato lo stesso Starmer. Il premier britannico ha inoltre dichiarato che il Regno Unito è disposto a svolgere un ruolo di guida nella difesa e nella sicurezza dell'Ucraina, impegnando tre miliardi di sterline (corrispondenti a 3,6 miliardi di euro) all'anno fino al 2030. I suoi commenti sono arrivati dopo una settimana di dichiarazioni vorticose da parte dei funzionari della nuova amministrazione Trump, i quali hanno suggerito che gli Stati Uniti avrebbero ridotto i loro impegni di difesa in Europa e portato avanti i colloqui di pace in Ucraina senza il coinvolgimento dei leader europei. L'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per l'Ucraina e la Russia, Keith Kellogg, aveva infatti dichiarato il giorno prima che fosse improbabile che l'Europa avesse un posto al tavolo delle trattative nei colloqui di pace tra i due Paesi in guerra, pur affermando che una "alleanza europea" sarebbe "fondamentale" per garantire la sovranità dell'Ucraina[13].

Starmer si è successivamente presentato come un mediatore tra l'Europa e gli Stati Uniti per i negoziati sulla fine della guerra in Ucraina. il 2 marzo 2025 ha organizzato a Londra una riunione con altri 18 leaders internazionali, prevalentemente europei (sebbene fossero presenti anche il primo ministro canadese Justin Trudeau e il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan), con l'intenzione di creare una "coalizione di volenterosi" che si sarebbe occupata di elaborare un piano di pace tra i due contendenti, da sottoporre poi agli Stati Uniti: non è stato esplicitato chi ne farà parte, ma è stato reso chiaro che il gruppo sarà guidato dal Regno Unito e dalla Francia. Ciò è stato possibile per il buon rapporto che Starmer ha con il presidente Trump: la sua visita alla Casa Bianca del 27 febbraio è stata considerata positiva, anche se il primo ministro britannico non è riuscito a raggiungere l'obiettivo di dissuadere Trump dall'affrettare una risoluzione della guerra sfavorevole all'Ucraina e fare in modo che gli Stati Uniti continuino a fornire al Paese garanzie di sicurezza che impediscano alla Russia di invaderlo di nuovo. L'incontro tra i due è andato meglio di quello col presidente francese Emmanuel Macron, avvenuto pochi giorni prima, con toni più distesi. Starmer ha portato un invito di re Carlo III per una seconda visita di Stato (la prima avvenne nel 2019 ai tempi di Elisabetta II), con lo scopo di blandirlo, oltre ad aver annunciato, poco dopo il suo arrivo a Washington, che il Regno Unito avrebbe aumentato in modo significativo le spese militari, richiesta che gli Stati Uniti chiedono ai Paesi europei membri della NATO (tra cui il Regno Unito). In qualche occasione Starmer ha anche contraddetto Trump e il suo vice J. D. Vance, come quando, a colloquio con il vicepresidente Vance, che aveva criticato il Regno Unito, dicendo che secondo lui non rispettava il free speech (una teoria propugnata dall'estrema destra e dalle intromissioni nella politica britannica di Elon Musk, secondo cui sui media di vari Paesi occidentali e nei social che non possiede, ci sarebbe una specie di censura che limita la libertà di parola, detta appunto free speech) ha risposto, in modo misurato ma fermo, che era fiero della tradizione storica britannica sulla libertà di parola e che sarebbe continuata molto a lungo. Complessivamente l'incontro ha giovato al premier inglese, definito da Trump "un negoziatore tenace", lasciando intendere che ci saranno trattative separate e più amichevoli rispetto a quelle con l’Unione europea, specie sui dazi[14].

Nei confronti dell'Unione europea, il governo Starmer ha avviato una fase distensiva, dopo le tensioni generate dalla Brexit del 2016: il 3 febbraio 2025 ha partecipato al vertice informale del Consiglio d'Europa, per la prima volta dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'UE, incontrando anche il segretario della Nato Mark Rutte. Il primo ministro ha dato priorità a un "patto di sicurezza" di vasto respiro, che tocca aree come la difesa, la migrazione, la sicurezza energetica e le materie prime cruciali, promettendo di eliminare le barriere al commercio. I funzionari europei hanno accolto con favore i tentativi di riavvicinamento di Londra, ma vi sono state indicazioni che gli Stati membri cercheranno di difendere i propri interessi nei futuri negoziati bilaterali, che dovrebbero prendere il via dopo un vertice Ue-Regno Unito previsto in primavera. Fonti diplomatiche europee hanno suggerito che almeno due Stati membri chiederanno garanzie sui diritti di pesca come condizione preliminare a qualsiasi accordo. L'accordo sulla Brexit, noto come Accordo commerciale e di cooperazione (Tca), garantisce l'accesso reciproco ai pescatori del Regno Unito e dell'Ue nelle rispettive acque fino al giugno 2026, ma i diritti di pesca dopo tale data devono ancora essere negoziati. L'Unione europea ha avviato un'azione legale contro il recente divieto imposto dal governo britannico ai pescherecci europei di pescare le anguille nelle sue acque per motivi ambientali, una decisione che secondo Bruxelles discrimina e danneggia ingiustamente i pescatori danesi. L'altra richiesta dell'Ue è un accordo sulla mobilità dei giovani, che renderebbe più facile per i cittadini britannici e quelli europei tra i 18 e i 30 anni di spostarsi oltre il confine tra Regno Unito e Unione europea per motivi di studio, lavoro e di trasferimento, aprendo la strada al Regno Unito per rientrare nel programma Erasmus. Tuttavia, precedentemente il partito laburista ha respinto questa proposta, ritenendola troppo vicina a un ritorno alla libera circolazione, ancora sgradita a gran parte dell'elettorato britannico; malgrado ciò, si ritiene che il governo Starmer stia studiando un accordo per alleggerire i requisiti amministrativi degli artisti che si esibiscono in tournée nell'Ue e nel Regno Unito e per riconoscere reciprocamente le qualifiche professionali[15]. Il 24 aprile, dopo un incontro tra Starmer e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è stato dichiarato che è vicino un accordo sulla mobilità giovanile e la difesa tra Londra e Bruxelles[16].

Il 30 aprile Starmer è anche intervenuto in Medio Oriente, ordinando alla Royal Air Force di bombardare 25 postazioni dei ribelli Huthi in Yemen, da dove partono quotidianamente missili a lungo e medio raggio contro Israele e i convogli commerciali nel Mar Rosso, danneggiando gravemente il commercio globale[17].

Compagine di governo

Appartenenza politica

L'appartenenza politica dei membri del Governo alla sua formazione era la seguente:

Partito Primo ministro Ministri Totale
Partito Laburista 1 25[N 1] 26
Totale 1 25 26

L'appartenenza politica dei membri del Governo alla fine del suo mandato era la seguente:

Partito Primo ministro Ministri Totale
Partito Laburista 1 26[N 2] 27
Totale 1 26 27

Situazione parlamentare

Camera Collocazione Partiti Seggi
Camera dei Comuni[N 3] Maggioranza LAB (412)
412 / 650
Opposizione CON (121), LDP (72), SNP (9), SF (7), DUP (6), REF (5), GP (4), PC (4), SDLP (2), APNI (1), UUP (1), TUV (1), Indipendenti (6)
238 / 650

Composizione

Ufficio del Primo ministro
Segretariato Titolare Partito
Primo ministro

Primo lord del tesoro
Ministro della Funzione pubblica
Ministro del Servizio civile
Ministro dell'Unione

Keir Starmer Laburista
Vice Primo ministro Angela Rayner
Fino al 05/09/2025
David Lammy
Dal 05/09/2025
Ministeri
Ministri Partito
Edilizia abitativa, Comunità e Governo Locale Angela Rayner
Fino al 05/09/2025
Laburista
Steve Reed
Dal 05/09/2025
Cancelliere dello Scacchiere
Secondo lord del tesoro
Rachel Reeves
Affari Esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo David Lammy
Fino al 05/09/2025
Yvette Cooper
Dal 05/09/2025
Affari interni Yvette Cooper
Fino al 05/09/2025
Shabana Mahmood
Dal 05/09/2025
Lord cancelliere
Giustizia
Shabana Mahmood
Fino al 05/09/2025
David Lammy
Dal 05/09/2025
Difesa John Healey
Fino all'11/06/2026
Dan Jarvis
Dall'11/06/2026
Salute ed Assistenza sociale Wes Streeting
Fino al 14/05/2026
James Murray
Dal 14/05/2026
Sicurezza energetica e Net Zero Ed Miliband
Cancelliere del Ducato di Lancaster Pat McFadden
Fino al 05/09/2025
Darren Jones
Dal 05/09/2025
Imprese e Commercio
Presidente del Board of Trade
Jonathan Reynolds
Fino al 05/09/2025
Peter Kyle
Dal 05/09/2025
Lavoro e Pensioni Liz Kendall
Fino al 05/09/2025
Pat McFadden
Dal 05/09/2025
Istruzione
Donne ed Uguaglianza[N 4]
Bridget Phillipson
Ambiente, Alimentazione ed Affari rurali Steve Reed
Fino al 05/09/2025
Emma Reynolds
Dal 05/09/2025
Trasporti Louise Haigh
Fino al 28/11/2024
Heidi Alexander
Dal 29/11/2024
Irlanda del Nord Hilary Benn
Scozia Ian Murray
Fino al 05/09/2025
Douglas Alexander
Dal 05/09/2025
Galles Jo Stevens
Leader della Camera dei lord
Lord del sigillo privato
Angela Smith,
Baronessa Smith di Basildon
Leader della Camera dei comuni
Lord presidente del Consiglio
Lucy Powell
Fino al 05/09/2025
Sir Alan Campbell
Dal 05/09/2025
Cultura, Media e Sport Lisa Nandy
Scienza, Innovazione e Tecnologia Peter Kyle
Fino al 05/09/2025
Liz Kendall
Dal 05/09/2025
Partecipanti alle riunioni del Gabinetto
Incarico Titolare Partito
Capo Whip alla Camera dei Comuni
Segretario parlamentare del tesoro
Sir Alan Campbell
Fino al 05/09/2025
Laburista
Jonathan Reynolds
Dal 05/09/2025
Segretario capo del Tesoro
Tesoriere generale
Darren Jones
Fino al 05/09/2025
James Murray
Dal 05/09/2025 al 14/05/2026
Lucy Rigby
Dal 14/05/2026
Procuratore generale per l'Inghilterra e il Galles
Avvocato generale per l'Irlanda del Nord
Barone Richard Hermer
Ministro di Stato per lo Sviluppo
Donne ed Uguaglianza[N 5]

Presidente del Partito Laburista[N 6]
(scorporati)

Anneliese Dodds
Fino al 28/02/2025
Ministro di Stato per lo Sviluppo Internazionale e l'Africa
(istituito)[N 7]
Jenny Chapman,
Baronessa Chapman di Darlington
Dal 28/02/2025
Ministra senza portafoglio

Presidente del Partito Laburista
(istituito)

Ellie Reeves
Dal 02/12/2024[N 8] al 06/09/2025
Anna Turley
Dal 06/09/2025

Note

Esplicative

  1. ↑ Uno dei quale è anche Vice primo ministro e quattro dei quali membri solo partecipanti al Gabinetto.
  2. ↑ Uno dei quale è anche Vice primo ministro e cinque dei quali membri solo partecipanti al Gabinetto.
  3. ↑ Viene riportata la situazione parlamentare solo di questa camera (e non anche della Camera dei Lord) poiché solo quest'ultima ha il potere di controllare il rapporto di fiducia con l'esecutivo.
  4. ↑ Congiuntamente con la ministra senza portafoglio, Anneliese Dodds nel ruolo di Junior Minister fino al 28 febbraio 2025 e successivamente, dal 4 marzo 2025, congiuntamente con Jacqui Smith,
    Baronessa Smith di Malvern
    .
  5. ↑ Congiuntamente con la Ministra dell’Istruzione, Bridget Phillipson fino al 28 febbraio 2025.
  6. ↑ Fino al 6 luglio 2024.
  7. ↑ Fino al 5 settembre 2025, Ministro di Stato per lo Sviluppo Internazionale e l'America Latina ed i Caraibi.
  8. ↑ Ufficialmente, è divenuta Ministra senza portafoglio e Presidente del partito politico in data 6 luglio 2024, tuttavia è stata ammessa alle riunioni di gabinetto solo a partire dal successivo 2 dicembre per motivi legati strettamente all’aspetto procedurale.

Fonti

  1. ↑ Starmer riceve il mandato da re Carlo, è primo ministro, ANSA, 5 luglio 2024.
  2. ↑ Matteo Castellucci, Cosa ha sbagliato Keir Starmer, su ilpost.it, Il Post, 12 maggio 2026.
  3. ↑ Keir Starmer si è dimesso, su ilpost.it, Il Post, 22 giugno 2026.
  4. ↑ Regno Unito, il premier Keir Starmer si è dimesso, su rainews.it, Rai News, 22 giugno 2026.
  5. ↑ ansa.it, https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/07/29/accoltella-e-ferisce-diverse-persone-a-southport-fermato_b5497d8a-5ba2-4d3b-946c-e1cf4d400556.html.
  6. ↑ ansa.it, https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2024/07/30/bambine-accoltellate-mentre-fanno-yoga-vicino-a-liverpool-il-regno-unito-sotto_4f8d9454-ee85-4c79-bd16-29dd298d4ed4.html.
  7. ↑ ansa.it, https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/08/02/ministra-gb-rivoltosi-pagheranno-il-prezzo-della-violenza_b5a3d7b7-d1cd-4509-9596-e105f997c03f.html.
  8. ↑ ansa.it, https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2024/08/02/ministra-gb-rivoltosi-pagheranno-il-prezzo-della-violenza_17cbf788-9737-42bd-a478-fa5ab95c95fe.html.
  9. 1 2 ansa.it, https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2024/08/03/scontri-tra-polizia-e-manifestanti-in-diversi-raduni-nel-regno-unito_77ab0219-9877-434b-9fbb-c6a0f8aa5526.html.
  10. ↑ ansa.it, https://www.ansa.it/sito/videogallery/mondo/2024/08/04/bristol-scontri-tra-manifestanti-di-estrema-destra-e-la-polizia_4922b2c0-159e-45c4-b18a-82f2ae028bf7.html.
  11. 1 2 avvenire.it, https://www.avvenire.it/mondo/pagine/starmer-cento.
  12. ↑ video.milanofinanza.it, https://video.milanofinanza.it/video/il-premier-inglese-keir-starmer-annuncia-una-difficile-manovra-di-bilancio-sara-dolorosa-8c7gI7CsREpJ.
  13. ↑ it.euronews.com, https://it.euronews.com/my-europe/2025/02/17/regno-unito-il-premier-keir-starmer-pronto-a-inviare-truppe-sul-campo-in-ucraina.
  14. ↑ ilpost.it, https://www.ilpost.it/2025/03/04/ruolo-regno-unito-ucraina-trump/.
  15. ↑ it.euronews.com, https://it.euronews.com/my-europe/2025/02/03/keir-starmer-a-bruxelles-per-i-colloqui-di-reset-delle-relazioni-regno-unito-ue.
  16. ↑ ilsole24ore.com, https://www.ilsole24ore.com/art/difesa-accordo-vista-regno-unito-e-ue-AH9GhgS.
  17. ↑ liberoquotidiano.it, https://www.liberoquotidiano.it/news/tv-news/42453776/starmer-attaccati-houthi-in-yemen-per-la-sicurezza-nel-mar-rosso/#google_vignette.

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