Grammatica ungherese

La grammatica ungherese è basata sull'agglutinazione e ha caratteristiche in comune con le altre lingue uraliche, come il finlandese e l'estone. Infatti, queste tre lingue sono imparentate in quanto derivano dal proto-ugrofinnico, una delle evoluzioni del proto-uralico. Altre lingue agglutinanti nel mondo sono le lingue turciche, il coreano, il birmano, l'indonesiano e il malese.

Inoltre, l'ungherese possiede l'armonia vocalica alla pari del finlandese, estone, delle lingue turciche, del mongolo e del coreano medio. Pertanto, i suffissi hanno più varianti e la variante corretta si sceglie in base alla vocale finale della radice lessicale.

L'ordine dei costituenti è S-V-O (soggetto-verbo-oggetto), con alcune variazioni in particolare se si vuole enfatizzare l'oggetto (per cui l'ordine viene modificato in S-O-V). Gli avverbi e i co-verbi precedono sempre i verbi.

Armonia vocalica

In ungherese, un suffisso ha più varianti; il suffisso corretto viene scelto osservando l'ultima vocale della radice lessicale.[1] In particolare, le radici con vocale posteriore (cioè articolata in fondo alla bocca) si accompagnano alle versioni dei suffissi con le vocali posteriori, mentre le radici con vocale arrotondata/procheila (cioè pronunciata con le labbra arrotondate in un cerchiolino) si accompagnano alle versioni dei suffissi con le vocali arrotondate.

  • Le vocali posteriori in ungherese sono -a-, -á-, -o-, -ó-, -u-, -ú- (le versioni con l'accento acuto singolo o doppio rappresenta la versione con allungamento vocalico)[1]
  • Le vocali anteriori in ungherese sono: -e-, -é-, -i-, -í-[1]
  • Le vocali anteriori arrotondate/procheile in ungherese sono: -ö-, -ő-, -ü-, -ű-[1]

Le vocali neutre (-i-, versione con allungamento vocalico -í-, -e-, versione con allungamento vocalico -é-) invece non sono ancorate alle regole dell'armonia vocalica, per cui se una radice lessicale contiene una di queste 4 vocali in posizione finale, queste vocali vengono ignorate e si guarda la penultima vocale. Se tutte le vocali della parola appartengono al gruppo neutro, l'intera parola viene considerata avente vocale anteriore.[1]

Convenevoli base

Ungherese Traduzione
Helló! Ciao!
Jó reggelt Buongiorno (semi-formale)
jó reggelt kívánok Buongiorno (formale)
Köszönöm (szépen) Grazie (mille)
Szívesen Prego
Nagyon szívesen Prego (enfatico e formale)
Kérlek Per cortesia/per piacere
Bocs Scusa
Bocsánat Scusa (formale)
Semmi baj!, Nemm baj! Di niente
búcsú Arrivederci

I casi grammaticali

Elenco dei casi e i casi locativi

L'ungherese, alla pari del finlandese e dell'estone, è una lingua con i casi grammaticali. Tutte e tre queste lingue hanno molti casi grammaticali in particolare perché ogni complemento di moto e ogni varietà particolare di stato in luogo possiede una propria morfologia. L'ungherese, eccetto nei pronomi personali, non effettua distinzioni in generi come in italiano, latino, tedesco e nelle lingue slave.

Il sistema di casi locativi (che includono il moto e la posizione) è una parte corposa della declinazione ungherese e contiene 9 casi; questi 9 casi sono pensabili come l'intreccio di due variabili: il tipo di moto e il tipo di localizzazione. Esistono 3 tipi di moto (moto verso, stasi/niente moto, moto da; in altre parole, moto a luogo, stato in luogo, moto da luogo), a cui si aggiungono 3 tipi di localizzazione (dentro, fuori/superficie, vicino/generico; in altre parole, interno, esterno/superficie, prossimità/generico).

Pertanto, un moto a luogo può essere in ingresso, in uscita o di avvicinamento; una posizione statica può essere dentro, fuori/sulla superficie o nelle vicinanze di un luogo; infine, un moto di allontanamento può essere dall'interno di un luogo, dall'esterno/superficie dello stesso luogo o dalle vicinanze dello stesso luogo. Degli esempi di vicinanza sono "Ci siamo seduti al tavolo, sono andato dal dentista", per cui la vicinanza non traduce necessariamente "Nei paraggi/vicinanze di, vicino a...", ma anche un luogo generico di cui non si specifica un dentro o un fuori. Queste sfumature di significato riguardo al punto di arrivo, alla localizzazione o al punto di partenza vengono rese con la morfologia. Queste 9 combinazioni corrispondono ai seguenti 9 casi:[1]

- Moto verso... Posizione Moto da...
Interno illativo inessivo elativo
Esterno/Superficie sublativo superessivo delativo
Vicinanze allativo adessivo ablativo

Il suffisso -lativo significa letteralmente "trasportato", per cui indica il moto (da cui "illativo, allativo", lett. "trasportato in, trasportato nei pressi"); il termine tecnico "sublativo" deriva dal neologismo latino sublātus, letteralmente "ascendere dall'interno". Il suffisso -essivo deriva da "essere", per cui indica la posizione (da cui "inessivo, superessivo, adessivo", lett. "essere in, essere sopra, essere presso").

L'ultima parte corposa dei casi in ungherese è composta dai casi obliqui, che dunque si affiancano alla forma del dizionario (il caso zero), all'accusativo (il caso diretto) e ai casi locativi. I casi locativi hanno la particolarità di culminare in una geminazione/tensificazione/raddoppio consonantico se la radice finisce in una consonante -C qualunque: le combinazioni -Cvá e -Cval (varianti -Cvé e -Cvel per armonia vocalica) culminano in -CCá e -CCal (varianti -CCé e -CCél). Se la radice finisce già con una consonante raddoppiata (cioè finisce in -CC), la -/v/ iniziale semplicemente cade siccome non si scrivono 3 consonanti identiche di fila.[1]

I casi sono i seguenti:

  1. nominativo (NOM): indica il soggetto della frase ed è anche la forma base o "forma del dizionario" dei nomi. Inoltre, è anche la radice su cui si costruiscono tutti gli altri casi (sia al singolare che al plurale); se il sostantivo al nominativo finisce in consonante, può avvenire una geminazione/tensificazione/raddoppio consonantico indicato anche in ortografia. Siccome il nominativo non ha nessuna morfologia particolare che lo marca, viene anche detto "caso zero". Il nominativo si usa anche nei quasi-classificatori, cioè nelle parole di quantità che quantificano i nomi non contabili (e.g., una tazza di caffè) pure se sono il complemento oggetto. Infine, delle espressioni fisse e cristallizzate come "ogni giorno" (minden nap) usano il nominativo.[1]
  2. accusativo (ACC): indica il complemento oggetto, tranne se la parola è un quasi-classificatore. Il suffisso è -t se la parola finisce in vocale ma, nelle parole che finiscono già al nominativo/forma del dizionario in consonante, solitamente si aggiunge una vocale eufonica; il suffisso è -at/ot oppure -et in base all'armonia vocalica.[1]
  3. dativo (DAT): indica il complemento di termine, cioè l'oggetto indiretto (e.g., "Io do il libro a Marco"). Si usa anche per indicare il nome di una persona (e.g., "Il mio nome è Marco") e in alcuni verbi (e.g., considerare, ritenere, essere adatto a, essere necessario a). Inoltre traduce il verbo "avere", siccome l'ungherese non ha il verbo "avere" ma usa una struttura simile a un giro di parole per indicare il possesso (e.g., "Io ho un libro > A me è un libro"); pertanto, il dativo marca il possessore, mentre l'oggetto posseduto diventa il soggetto della frase ed è dunque nella forma del dizionario.[1]
  4. strumentale (INST): indica il complemento di mezzo, eccetto con il metodo di pagamento (e.g., "Pago in contanti"), per cui si usa l'inessivo. Inoltre, il caso strumentale ha anche un valore comitativo/sociativo (alla pari delle lingue slave), per cui indica anche il complemento di compagnia. Infine, si usa anche con la preposizione mint ("invece di", e.g. "Scrivo con la penna invece della matita") e per rimarcare l'agente nelle costruzioni causative (e.g., "Ho fatto in modo che X facesse qualcosa").[1]
  5. causale-finale (CAUS): indica il complemento di fine.[1]
  6. traslativo (TRANS): indica una mutazione ed è il caso retto dai varbi válik (diventare), lesz (diventare), tesz (rendere) e változtat (trasformarsi in).[1]
  7. terminativo (TERM): traduce "fino a" (riferito al moto alla destinazione di un moto a luogo o a un momento temporale).[1]
  8. essivo (ESS): indica il moto da luogo dall'interno di un luogo/oggetto. Una sua variazione, l'essivo-formale (ESS-F) indica il ruolo anche figurato e traduce dunque l'italiano "come" in espressioni come "Lavoro come un impiegato, mi tratta come uno schiavo"). Infine, si usa per derivare avverbi dagli aggettivi che terminano in -(a)tlan e -(e)tlen.[1]
  9. inessivo (INESS): indica lo stato in luogo dentro un luogo/oggetto. Inoltre, è usato in alcune espressioni di tempo ed è il caso retto dai verbi "essere sicuro di (biztos), prendere parte a/partecipare a (részt vesz), credere in (hisz), essere colpevole di (bűnös), morire di (hal)". Infine, si usa per indicare il mezzo con cui si paga (e.g., "Pago in contanti") invece dello strumentale. Alcuni nomi di città hanno un inessivo irregolare che si impara a memoria, e.g., Pécsett, Győrött, Kolozsvár(ot)t.[1]
  10. superessivo (SUPER): indica lo stato in luogo fuori da un luogo/oggetto o sulla sua superficie. Inoltre, si usa con i giorni della settimana (e.g., "Ogni lunedì vado in palestra") e in altre espressioni temporali. Infine, si usa con le preposizioni alul (al di sotto di), fölül (al di sopra di), kívül (fuori), át oppure keresztül (attraverso), innen (questo lato di), túl (al di là), belül (entro), végig (lungo...; fino alla fine) e con i verbi che reggono queste preposizioni.[1]
  11. adessivo (ADESS): indica lo stato in luogo vicino a un oggetto. Inoltre, si usa nel comparativo per introdurre il paragone[1] (e.g., "Marco è più alto di Giovanni").
  12. illativo (ILL): indica il moto verso l'interno di un luogo/oggetto. Inoltre, è il caso del coverbo bele in tutte le espressioni formulaiche in cui compare. Infine, compare in altre espressioni formulaiche che implicano un cambiamento di stato, e.g. "Cacciarsi nei guai, arrabbiarsi/incavolarsi".[1]
  13. sublativo (SUBL): indica il moto a luogo verso l'esterno di un oggetto o la sua superficie (e.g., mi siedo sulla sedia, metto l'oggetto sul tavolo"); inoltre, indica il complemento di tempo limite (e.g., "Devo terminare il progetto entro oggi") ed è il caso del coverbo rá. Infine, è il caso retto da alcuni aggettivi (e.g., "essere fiero/a di, essere curioso di, avere bisogno di, tagliare in, tradurre in").[1]
  14. allativo (ALL): indica il moto a luogo nei paraggi di un luogo/oggetto o verso un generico luogo (e.g., "io vado dal dentista, io mi siedo al tavolo"). Inoltre, si usa con il coverbo hozzá e nelle espressioni "essere bravo in, essere gentile con/nei confronti di, mi ricorda [qualcuno/qualcosa]".[1]
  15. elativo (EL): indica il moto da luogo dall'interno di un luogo/oggetto. Inoltre, è il caso retto dal verbo "diventare" (lesz) e indica il complemento di materiale (e.g., "Questo vestito è fatto di seta"), il complemento di origine (e.g., "Questo dipinto è del Rinascimento"), il complemento di causa (e.g., "Chiedo per curiosità, l'ho fatto per amore, ho preso questo libro per sbaglio/errore") e il partitivo (e.g., "Ho mangiato un po' di pesce, ho bevuto poco vino").[1]
  16. delativo (DEL): indica il moto da luogo dall'esterno di un luogo/oggetto o dalla sua superficie (e.g., "mi alzo dalla sedia, tolgo l'oggetto dal tavolo). Inoltre, marca il complemento di argomento (e.g., "Parlare di sé", "Questa rivista parla di auto", "Non so niente di questa storia") e si usa per rimarcare l'origine in costrutti in cui il secondo termine è marcato dal sublativo (e.g., Magyarról angolra, "dall'ungherese in inglese"); svariati di questi costrutti sono espressioni fisse, e.g. szóról szóra (parola per parola) e időről időre (di tanto in tanto, talvolta).[1]
  17. ablativo (ABL): indica il moto da luogo dai paraggi di un luogo/oggetto o da un generico luogo (e.g., "io torno dall'ufficio, io mi allontano dal tavolo"). Pertanto, il significato di "ablativo" non è da confondere con il latino siccome è generico: nell'ablativo latino manca la sfumatura di "vicinanza". Inoltre, l'ablativo si usa nell'espressione "Avere paura di", in espressioni temporali per indicare il punto di partenza temporale (e.g., "a partire dalle sei; dalla mattina alla sera") e per rimarcare il complemento di causa (e.g., "svenire dall'ansia, essere logorato dalle preoccupazioni, tremare dal freddo, sudare dal caldo")[1] ma non nell'espressione "morire di", in cui si usa l'inessivo.

A margine, alcuni casi hanno un uso più marginale o limitato e sono usati solo al singolare:

  • il caso distributivo (DISTR, -nként) indica una distribuzione[1] (e.g., "Entrare uno alla volta, 10 euro a testa")
  • Il caso temporale (TEMP, -kor) si usa solo con il complemento di tempo determinato per indicare un momento temporale esatto[1] (e.g., "Io esco di casa alle otto").
  • Il distributivo-temporale (DIS-TE, -nta/-nte) si usa per indicare la finestra temporale di una frequenza[1] (e.g., tre volte a settimana, tre volte al giorno, tre volte al mese).
  • Il sociativo (SOC, -stul/-stül) è un sottocaso particolare dello strumentale e indica il complemento di compagnia solo con persone o gruppi di persone a cui si è strettamente legati (e.g., "con la famiglia, con gli effetti personali"),[1] per cui l'uso rasenta il formulaico.

In dei casi sporadici, la radice lessicale cambia quando si aggiunge la morfologia di un caso. Un esempio è tó (lago), che all'accusativo singolare non è *tóat, bensì tavat; inoltre, al superessivo singolare non è *tóon, ma tavon.[1]

Inoltre, in altri casi sporadici, alcuni sostantivi monosillabici perdono l'allungamento vocalico sia in pronuncia che in ortografia quando sono declinati all'accusativo singolare (e.g. út "strada" > utat; kéz "mano" > kezet) e in ogni caso del plurale (e.g., nominativo utak, kezek).[1]

Infine, tutte le radici che nella forma del dizionario finiscono con il suffisso -alom (e variante per armonia vocalica -elem) all'accusativo singolare finiscono in -almat (variante -elmet). Un esempio è jutalom (ricompensa) > jutalmat.[1]

Introduzione agli aggettivi, comparativo e superlativo

Gli aggettivi qualificativi in ungherese non hanno distinzione di genere siccome l'ungherese, in generale, non distingue nessun genere,[1] contrariamente a lingue geograficamente limitrofe come le lingue baltoslave (genere maschile, femminile e neutro), il rumeno (genere comune e parole ambigenere) e le lingue germaniche occidentali come il tedesco (maschile, femminile e neutro) e l'olandese (genere comune e genere neutro). Anche i numeri ordinali (e.g., "il terzo, la terza") funzionano come aggettivi.

Gli aggettivi sono inoltre indeclinabili se sono affiancati a un nome (e.g., "Io leggo un bel libro"); viceversa, si declinano solo se sono usati come predicato nominale (e.g., "Questo libro è bello"). La forma base di un aggettivo e forma del dizionario corrispondono al nominativo singolare.

Il comparativo (e.g., "Questo libro è più bello di quello") si forma attaccando il suffisso -(a/o)bb oppure -(e)bb alla forma del dizionario dell'aggettivo, che dunque è la radice aggettivale. Le vocali hanno solo un ruolo eufonico siccome si aggiungono solo se l'aggettivo alla forma base finisce in consonante; la scelta della vocale corretta deriva dall'armonia vocalica. Se la vocale è posteriore, si aggiunge spesso -abb (sporadicamente -obb; un buon dizionario disambigua se la parola fa eccezione e finisce in -obb); se la vocale è anteriore, si aggiunge -ebb. Inoltre, se l'aggettivo finisce con il suffisso -(a)tlan e -(e)tlen, il suffisso comparativo -abb/-obb e -ebb muta in -abbul e -ebbül.[1]

Il superlativo (e.g., "Questo libro è il più bello") si forma usando un circonfisso, cioè un affisso che circonda la parola; il circonfisso è leg–(a/o/u)bb. In altre parole, il superlativo si ottiene aggiungendo il prefisso leg- alla forma comparativa dell'aggettivo. Se l'aggettivo inizia in g- oppure gy-, non accade nessuna mutazione, per cui l'aggettivo alla forma superlativa inizia in legg- oppure leggy-[1]

I possessivi in ungherese non esistono come aggettivi, ma come suffissi possessivi attaccati al nome a cui si riferiscono.

Esempi di declinazione (nome e aggettivo)

Un esempio di declinazione è táblázat, "tavolo", terminante in -a- (vocale posteriore), e nagy "grande", sempre con vocale -a- (vocale posteriore, comparativo nagyobb, superlativo legnagyobb) e usato come predicato nominale.

Un altro esempio è víz "acqua", terminante in -í- (vocale anteriore) e hideg, "freddo/a", con vocale -e- (vocale frontale, comparativo hidegebb, superlativo ledhidegebb) e usato come predicato nominale.

Nessuno dei due nomi termina in vocale (e.g., ló "cavallo", kő "pietra", fű "erba"), per cui nessun suffisso che inizia per vocale si separata con una /v/ eufonica:

Sing. Sing. Plur. Plur. Sing. Sing. Plur. Plur.
NOM táblázat nagy táblázatok nagyok víz vizek hideg hidegek
ACC táblázatot nagyot táblázatokat nagyokat vizet vizeket hideget hidegeket
DAT táblázatnak nagynak táblázatoknak nagyoknak víznek vizeknek hidegnek hidegeknek
INST táblázattal naggyal táblázatokkal nagyokkal vízzel vizekkel hideggel hidegekkel
CAUS táblázatért nagyért táblázatokért nagyokért vízért vizekért hidegért hidegekért
TRANS táblázattá naggyá táblázatokká nagyokká vízzé vizekké hideggé hidegekké
TERM táblázatig nagyig táblázatokig nagyokig vízig vizekig hidegig hidegekig
ESS táblázatként nagyként táblázatokként nagyokként vízként vizekként hidegként hidegekként
INESS táblázatban nagyban táblázatokban nagyokban vízben vizekben hidegben hidegekben
SUPER táblázaton nagyon táblázatokon nagyokon vízen vizeken hidegen hidegeken
ADESS táblázatnál nagynál táblázatoknál nagyoknál víznél vizeknél hidegnél hidegeknél
ILL táblázatba nagyba táblázatokba nagyokba vízbe vizekbe hidegbe hidegekbe
SUBL táblázatra nagyra táblázatokra nagyokra vízre vizekre hidegre hidegekre
ALL táblázathoz nagyhoz táblázatokhoz nagyokhoz vízhez vizekhez hideghez hidegekhez
EL táblázatból nagyból táblázatokból nagyokból vízből vizekből hidegből hidegekből
DEL táblázatról nagyról táblázatokról nagyokról vízről vizekről hidegről hidegekről
ABL táblázattól nagytól táblázatoktól nagyoktól víztől vizektől hidegtől hidegektől

Articolo determinativo e indeterminativo

L'ungherese non ha un vero e proprio articolo determinativo, per cui la determinazione di un oggetto è lasciata al contesto o all'uso degli aggettivi dimostrativi "questo/a, quello/a". Di contro, dal numero "uno" deriva un articolo indeterminativo indeclinabile quando è affiancato a un nome ed è egy; quest'articolo viene anteposto ai nomi.[1]

I numeri cardinali e ordinali

I numeri in ungherese sono invariabili se affiancati a un nome; quando la pluralità di un nome è indicata dal numero, il nome resta al singolare. I numeri ordinali sono a tutti gli effetti degli aggettivi; pertanto, secondo la grammatica ungherese, se sono usati accanto a un nome, non si declinano. Alla pari di tutti gli aggettivi, i numeri ordinali non hanno distinzione di genere in quanto l'ungherese non ha nessuna distinzione di genere.

I numeri ordinali si ottengono aggiungendo il suffisso -adik, -odik, -edik, -ödik al numero cardinale; la vocale varia in base all'armonia vocalica. I numeri ordinali "primo/a, secondo/a" sono irregolari.[1]

I numerali da 0 a 10 cardinali e ordinali sono i seguenti:

Cifra Cardinale Ordinale
0 zéró, nulla - - -
1 egy első
2 két második
3 három harmadik
4 négy negyedik
5 öt ötödik
6 hat hatodik
7 hét hetedik
8 nyolc nyolcadik
9 kilenc kilencedik
10 tíz tizedik

I numeri da 11 a 19 cardinali e ordinali sono composti di 10 e iniziano con tizen-, una modifica di tíz (10):

Cifra Cardinale Ordinale
11 tizenegy tizenegyedik
12 tizenkét tizenkettedik
13 tizenhárom tizenharmadik
14 tizennégy tizennegyedik
15 tizenöt tizenötödik
16 tizenhat tizenhatodik
17 tizenhét tizenhetedik
18 tizennyolc tizennyolcadik
19 tizenkilenc tizenkilencedik

Le decine cardinali e ordinali si formano con il suffisso delle decine -van, -ven; la scelta della vocale si basa sull'armonia vocalica. Il numero 20 e 30 sono irregolari. Le decine sono le seguenti:

Cifra Cardinale Ordinale
10 tíz tizedik
20 húsz huszadik
30 harminc harmincadik
40 negyven negyvenedik
50 ötven ötvenedik
60 hatvan hatvanadik
70 hetven hetvenedik
80 nyolcvan nyolcvanadik
90 kilencven kilencvenedik

Le centinaia sono tutte regolari siccome si formano con il suffisso invariabile -száz, da cui il suffisso ordinale fisso -századik. Le centinaia sono le seguenti:

Cifra Cardinale Ordinale
100 száz századik
200 kétszáz kétszázadik
300 háromszáz háromszázadik
400 négyszáz négyszázadik
500 ötszáz ötszázadik
600 hatszáz hatszázadik
700 hétszáz hétszázadik
800 nyolcszáz nyolcszáz
900 kilencszáz kilencszázadik

Le migliaia si formano con il suffisso invariabile -ezer, che si contrae in -ezredik nei numeri ordinali per sincope vocalica (cioè per caduta di vocale all'interno di una parola o suffisso). Le migliaia sono:

Cifra Cardinale Ordinale
1000 ezer ezredik
2000 kétezer kétezredik
3000 háromezer háromezredik
4000 négyezer négyezredik
5000 ötezer ötezredik
6000 hatezer hatezredik
7000 hétezer hétezredik
8000 nyolcezer nyolcezredik
9000 kilencezer kilencezredik

I milioni si indicano con la parola invariabile millió (e.g., két millió, "due milioni"), i miliardi con milliárd e i bilioni con billió. Le parole "milione, bilione" hanno una variante arcaica milliom e billiom che è preservata nella loro versione ordinale milliomodik, billiomodik; infine, l'ordinale dei miliardi è milliárdodik, senza irregolarità.

Pronomi personali

I pronomi personali con la loro declinazione completa sono indicati nella tabella sottostante; la seconda persona singolare ("tu") e plurale ("voi") hanno tre versioni: una informale, una semi-colloquiale e una formale. Tuttavia, siccome le desinenze verbali di queste due persone sono diverse tra loro, gli ungheresi non danno del "Voi" per essere formali, ma danno del "Tu" (singolare) e del "Voi" (gruppo di persone).

Molti pronomi personali hanno una radice sempre identica che si conserva solo se si vuole dare enfasi; infatti, viene solitamente fatto cadere.

L'ungherese comunque è una lingua pro-drop alla pari delle lingue romanze, per cui i pronomi personali possono essere omessi a meno che si vogliono enfatizzare. L'ungherese alla terza persona non distingue il maschile dal femminile, per cui la distinzione di genere è disambiguata dal contesto.

I pronomi personali declinati in base ai casi grammaticali sono:[1]

Caso "io" "tu" "Tu"

(coll.)

"Tu"

(form.)

"lui/lei" "noi" "voi" "Voi"

(coll.)

"Voi"

(form.)

"loro"
NOM én te maga ön ő mi ti maguk önök ők
ACC engem téged magát önt őt minket titeket magukat önöket őket
DAT (én)nekem (te)neked magának önnek (ő)neki (mi)nekünk (ti)nektek maguknak önöknek (ő)nekik
INST (én)velem (te)veled magával önnel (ő)vele (mi)velünk (ti)veletek magukkal önökkel (ő)velük
CAUS (én)értem (te)érted magáért önért (ő)érte (mi)értünk (ti)értetek magukért önökért (ő)értük
INESS (én)bennem (te)benned magában önben (ő)benne (mi)bennünk (ti)bennetek magukban önökben (ő)bennük
SUPER (én)rajtam (te)rajtad magán önön (ő)rajta (mi)rajtunk (ti)rajtatok magukon önökön (ő)rajtuk
ADESS (én)nálam (te)nálad magánál önnél (ő)nála (mi)nálunk (ti)nálatok maguknál önöknél (ő)náluk
ILL (én)belém (te)beléd magába önbe (ő)belé (mi)belénk (ti)belétek magukba önökbe (ő)beléjük
SUBL (én)rám (te)rád magára önre (ő)rá (mi)ránk (ti)rátok magukra önökre (ő)rájuk
ALL (én)hozzám (te)hozzád magához önhöz (ő)hozzá (mi)hozzánk (ti)hozzátok magukhoz önökhöz (ő)hozzájuk
EL (én)belőlem (te)belőled magából önből (ő)belőle (mi)belőlünk (ti)belőletek magukból önökből (ő)belőlük
DEL (én)rólam (te)rólad magáról önről (ő)róla (mi)rólunk (ti)rólatok magukról önökről (ő)róluk
ABL (én)tőlem (te)tőled magától öntől (ő)tőle (mi)tőlünk (ti)tőletek maguktól önöktől (ő)tőlük

I pronomi riflessivi al nominativo hanno tutti quanti la radice mag- e sono magam, magad, maga, magunk, magatok, maguk. Essi vengono declinati senza irregolarità; soltanto nella parlata di Budapest la morfologia dell'accusativo di magam e magad viene spesso omessa.[1]

"L'un l'altro, reciprocamente, vicendevolmente" è tradotto come egymás (accusativo egymást); questo pronome si declina come un nome, senza irregolarità.[1] Egymás contiene al suo interno il numero "uno", egy.

Aggettivi dimostrativi

I due dimostrativi in ungherese sono ez ("questo/a") e a(z) ("quello/a") e si antepongono al nome a cui si riferiscono; il primo si usa per la deissi prossimale, il secondo per la deissi distale e si riduce in "a" se la parola inizia per consonante. I due dimostrativi non effettuano distinzione di genere in quanto l'ungherese non distingue il genere e vengono declinati secondo lo stesso caso del nome a cui si riferiscono. La distinzione avviene solo nel numero, per cui il nominativo plurale e radice del plurale è ezek e azok. Le radici az- e ez- in alcuni casi al singolare perdono la consonante finale /z/ per assimilazione con la consonante del suffisso morfologico; questa caduta culmina in una geminazione/tensificazione/raddoppio consonantico.

Siccome a(z) viene anche usato per rendere la definizione in ungherese (e dunque viene utilizzato come un articolo determinativo de facto), si può usare anche se l'oggetto è già determinato per esempio da un aggettivo possessivo, contrariamente al francese, spagnolo e alle lingue germaniche. Nella parlata colloquiale, alla pari dell'italiano, si può usare anche davanti ai nomi di persona (e.g., "la Cinzia, la Monica").[1]

Nella tabella, viene indicata la derivazione. La declinazione è:[1]

Prossimale

singolare

Distale

singolare

Prossimale

plurale

Distale

plurale

NOM ez az ezek azok
ACC ezt azt ezeket azokat
DAT ennek (< *eznek) annak (< *aznak) ezeknek azoknak
INST ezzel azzal ezekkel azokkal
CAUS ezért azért ezekért azokért
TRANS ezzé azzá ezekké azokká
TERM eddig (< *ezdig) addig (< *azdig) ezekig azokig
ESS ekként (< *ezként) akként (< *azként) ezekként azokként
INESS ebben (< *ezben) abban (< *azban) ezekben azokban
SUPER ezen azon ezeken azokon
ADESS ennél (< *eznél) annál (< *aznál) ezeknél azoknál
ILL ebbe (< *ezbe) abba (< *azba) ezekbe azokba
SUBL erre (< *ezre) arra (< *azra) ezekre azokra
ALL ehhez (< *ezhez) ahhoz (< *azhoz) ezekhez azokhoz
EL ebből (< ezből) abból (< *azból) ezekből azokból
DEL erről (< ezről) arról (< *azról) ezekről azokról
ABL ettől (< eztől) attól (< *aztól) ezektől azoktól

Aggettivi di colori

Gli aggettivi di colori base in ungherese sono i seguenti:

Colore Aggettivo
bianco fehér
nero fekete
rosso piros; "vörös"
verde zöld
giallo sárga
arancione narancssárga
rosa rózsaszín
viola/lillà lila
grigio szürke
blu kék
azzurro világoskék;

azúrkék (raro)

Aggettivi di nazionalità e demonimi

Nella tabella, sono indicati alcuni Stati del mondo, la derivazione denominale dell'aggettivo di nazionalità al maschile e i nomi dei demonimi al singolare (sempre tramite derivazione lessicale). Nella tabella, sono indicati alcuni Stati del mondo, la derivazione denominale dell'aggettivo di nazionalità (senza distinzione di genere siccome l'ungherese non ha una distinzione in generi) e i nomi dei demonimi al singolare (sempre tramite derivazione lessicale). In ungherese, non c'è distinzione tra aggettivi di nazionalità e demonimi: il contesto disambigua se si tratta di un aggettivo o di un nome. Ad esempio, nelle frasi italiane "Un piatto spagnolo, io sono uno spagnolo", la parola è identica; in altre lingue come l'inglese e le lingue slave, la differenza è invece marcata in alcuni vocaboli (e.g., "A Spanish recipe, I am a Spaniard").

In generale, alcuni nomi di Stati finiscono in -ország; questo suffisso, da solo, significa "Stato". In tal caso, l'aggettivo e demonimo in ungherese si ottiene togliendo -ország. In quasi tutti gli altri casi, si ottiene facendo cadere -ia al nome dello Stato o, in casi più rari, aggiungendo -i al nome dello Stato; un buon dizionario disambigua la forma corretta dell'aggettivo. Solo alcuni demonimi sono irregolari in quanto non rispettano questi 3 pattern e/o mostrano delle alterazioni nelle vocali della radice lessicale. Geograficamente, i Paesi in -ország sono europei, per cui geograficamente non sono lontani dall'Ungheria. Nel nome "Filippine" è presente la parola szigetek, che è il plurale di sziget ("isola"); nel nome "Thailandia" è presente la parola föld, che vuol dire "terra" (se scritto in maiuscolo, Föld significa "la Terra" come pianeta).

Stato Traduz. Pattern Agg./Dem. Pattern
Magyarország Ungheria -ország magyar caduta suff.
Olaszország Italia -ország olasz caduta suff.
Franciaország Francia -ország francia caduta suff.
Németország Germania -ország német caduta suff.
Törökország Turchia -ország török caduta suff.
Szlovákia Slovacchia -ia szlovák caduta -ia
Ausztria Austria -ia osztrák irr.
Spanyolország Spagna -ország spanyol caduta suff.
Portugália Portogallo -ia portugál caduta -ia
Anglia Inghilterra -ia angol irr.
Svájc Svizzera -C svájci -i
Lengyelország Polonia -ország lengyel caduta suff.
Ukrajna Ucraina -a ukrán irr.
Románia Romania -ia román caduta -ia
Moldova Moldavia -a moldovai -i
Csehország Cechia -ország cseh caduta suff.
Szlovénia Slovenia -ia szlovén caduta -ia
Horvátország Croazia -ország horvát caduta suff.
Finnország Finlandia -ország finn caduta suff.
Észtország Estonia -ország észt caduta suff.
Lettország Lettonia -ország lett caduta suff.
Litvánia Lituania -ia litván caduta -ia
Belgium Belgio -C belga irr.
Hollandia Paesi Bassi -ia holland caduta -ia
Luxemburg Lussemburgo -C luxemburgi -i
Bulgária Bulgaria -ia bolgár irr.
Macedónia Macedonia -ia macedón caduta -ia
Norvégia Norvegia -ia norvég caduta -ia
Dánia Danimarca -ia dán caduta -ia
Svédország Svezia -ország svéd caduta suff.
Izland Islanda -C izlandi -i
Görögország Grecia -ország görög caduta suff.
Albánia Albania -ia albán caduta -ia
Szerbia Serbia -ia szerb caduta -ia
Oroszország Russia -ország orosz caduta suff.
Fehéroroszország Bielorussia -ország fehérorosz caduta suff.
Kína Cina -a kínai -i
India India -ia indiai -i
Irán Iran -C iráni -i
Izrael Israele -C izraeli -i
Palesztina Palestina -a palesztin irr.
Brazília Brasile -ia brazil irr.
Mexikó Messico -V mexikói -i
Kolumbia Colombia -ia kolumbiai -i
Ecuador Ecuador -C ecuadori -i
Venezuela Venezuela -a venezuelai -i
Argentína Argentina -a argentin irr.
Chile Cile -V chilei -i
Bolívia Bolivia -a bolíviai -i
Amerika America -a amerikai -i
Kanada Canada -a kanadai -i
Japán Giappone -C japán irr.
Korea Corea -a koreai -i
Ausztrália Australia -ia ausztrál caduta -ia
Indonézia Indonesia -ia indonéz caduta -ia
Fülöp-szigetek Filippine -C fülöp-szigeteki -i
Vietnám Vietnam -C vietnámi -i
Thaiföld Thailandia -C thai caduta suff.
Kenya Kenya -a kenyai -i
Nigéria Nigeria -ia nigériai -i
Marokkó Marocco -V marokkói -i


Il sistema verbale

Introduzione, nome verbale e negazioni

I verbi in ungherese hanno la forma base (o "forma del dizionario") identica alla terza persona singolare del presente indicativo; viceversa, questa persona è anche la forma base. In base alla conclusione della forma base o al comportamento della radice verbale, si distinguono 5 grandi gruppi di verbi: verbi regolari, verbi in -ik, verbi soggetti a sincope vocalica (cioè perdita dell'ultima vocale nella radice in alcuni punti della coniugazione), verbi terminanti in vocale, verbi in -Vszik (dove V è una vocale qualunque) e verbi in -Cszik (dove C è una consonante qualunque). A questi 4 gruppi si aggiungono 3 verbi irregolari: van (essere), jön (andare) e megy (venire).[1]

In totale, esistono tre gruppi di suffissi morfologici verbali e dunque tre tipi di coniugazione: coniugazione definita, coniugazione indefinita e coniugazione potenziale (DEF, INDEF, POT). La coniugazione definita si usa se il verbo transitivo è seguito da un complemento oggetto definito (e.g., "Io leggo il/quel libro; io leggo questo/quello; io leggo il mio; io leggo il mio libro; io vedo me stesso; io visito Budapest; io ti vedo; io incontro Marco") o da una completiva (e.g., "Io vedo che sta per piovere"); la coniugazione indefinita si usa se il verbo transitivo è seguito da un complemento oggetto indefinito (e.g., "Io leggo un libro"); la coniugazione potenziale traduce il verbo modale "posso, potrei, potessi",[1] cft. inglese "may, might".

Ogni verbo ha un paradigma verbale composto dalla forma base (o "forma del dizionario") più le radici verbali del presente indicativo, passato, condizionale, congiuntivo, infinitivo (detto anche "infinito") e forma potenziale. In totale, il paradigma verbale ha 6 voci. Lo studio del paradigma verbale quando si apprende un verbo permette di conoscere già in anticipo tutte le radici verbali nella forma corretta in base al gruppo verbale.

I tempi principali in ungherese sono:[1]

  • l'indicativo presente, che nella parlata quotidiana e in situazioni non enfatiche si usa anche come futuro semplice; inoltre, si usa anche per indicare l'azione in fase di svolgimento nel presente (per cui il presente abituale e il presente continuato sono distinti solo dal contesto) e il presente storico per rendere una descrizione al passato vivida
  • l'indicativo passato
  • il futuro composto, usato solo per enfasi (e.g., in promesse) o in situazioni formali e basato sul verbo ausiliare fog seguito dall'infinitivo invariabile[1]
  • l'infinitivo (o "infinito"), che corrisponde all'infinito in italiano. Esistono due tipi di infinito in ungherese: l'infinito invariabile e l'infinito coniugabile; il primo è invariabile e l'utilizzo corrisponde all'italiano (e.g., Io voglio dormire), mentre il secondo si usa solo nei costrutti impersonali (tipicamente introdotti da kell e lehet, rispettivamente "è necessario..." e "è possibile..."). L'infinito invariabile finisce in -ni; se la radice verbale finisce in consonante, è -ani (variante -eni in base all'armonia vocalica).[1] Il verbo all'infinito non si usa come soggetto della frase; in tal caso, si usa il nome verbale, cioè la radice a cui si aggiunge il suffisso -ás (variante -és in base all'armonia vocalica)
  • il condizionale presente, che si usa anche per fare richieste cortesi (e.g., "Vorrei...") e nel periodo ipotetico ("Se... allora"); a differenza di numerose altre lingue, sia nella protasi ("se") che nell'apodosi ("allora") si usa sempre e solo il condizionale[1]
  • il condizionale passato, che si forma con l'indicativo passato seguito dalla parola volna
  • il congiuntivo, che in ungherese equivale anche all'imperativo/iussivo (usato alla seconda persona singolare e plurale e anche alla prima persona plurale, "noi",[1] per tradurre l'inglese "let's...!")
  • il participio presente
  • il participio passato

I verbi si negano anteponendogli l'avverbio di negazione nem; solo all'imperativo si usa ne.[1]

Coniugazione verbi regolari

Viene di seguito indicata la morfologia per coniugazione dei verbi regolari al presente, passato, infinitivo, condizionale e congiuntivo. La scelta della vocale corretta nei suffissi deriva dall'armonia vocalica, per cui si distinguono radici verbali con vocali posteriori, con vocali anteriori non arrotondate e con vocali anteriori arrotondate/procheile.

Gli esempi sono:

  • vár ("lui aspetta/attende"), nome verbale várás ("aspettare/attendere" come sogg.), infinitivo invariabile várni
  • fog ("lui tiene in mano, lui cattura"; ausiliare del futuro composto), infinitivo invariabile fogni
  • kér ("lui chiede"), nome verbale kérés ("richiedere" come soggetto della frase), infinitivo invariabile kérni
  • főz ("lui cucina"), nome verbale főzés ("cucinare" come soggetto della frase), infinitivo invariabile főzni

Coniugazione definita e inifinitivo

Coniugazione definita
- Pres. Pres. Pres. Pres. Pass. Pass. Pass. Pass.
én várom fogom kérem főzöm vártam fogtam kértem főztem
te várod fogod kéred főzöd vártad fogtad kérted főzted
ő várja fogja kéri főzi várta fogta kérte főzte
mi várjuk fogjuk kérjük főzzük vártuk fogtuk kértük főztük
ti várjátok fogjátok kéritek főzitek vártátok fogtátok kértétek főztétek
ők várják fogják kérik főzik várták fogták kérték főzték
Infinitivo coniugabile
- Inf. Inf. Inf. Inf.
én várnom fognom kérnem főznöm
te várnod fognod kérned főznöd
ő várnia fognia kérnie főznie
mi várnunk fognunk kérnünk főznünk
ti várnotok fognotok kérnetek főznötök
ők várniuk fogniuk kérniük főzniük
Coniugazione definita
S- Cond. Cond. Cond. Cond. Cong. Cong. Cong. Cong.
én várnám fognám kérném főzném várjam fogjam kérjem főzzem
te várnád fognád kérnéd főznéd vár(ja)d fog(ja)d kér(je)d főz(ze)d
ő várná fogná kérné főzné várja fogja kérje főzze
mi várnánk fognánk kérnénk főznénk várjuk fogjuk kérjük főzzük
ti várnátok fognátok kérnétek főznétek várjátok fogjátok kérjétek főzzétek
ők várnák fognák kérnék főznék várják fogják kérjék főzzék

Coniugazione indefinita

Coniugazione indefinita (presente, passato)
- Pres. Pres. Pres. Pres. Pass. Pass. Pass. Pass.
én várok fogok kérek főzök vártam fogtam kértem főztem
te vársz fogsz kérsz főzöl vártál fogtál kértél főztél
ő vár fog kér főz várt fogott kért főzött
mi várunk fogunk kérünk főzünk vártunk fogtunk kértünk főztünk
ti vártok fogtok kértek főztök vártatok fogtatok kértetek főztetek
ők várnak fognak kérnek főznek vártak fogtak kértek főztek
Coniugazione indefinita (condizionale, congiuntivo)
- Cond. Cond. Cond. Cond. Cong. Cong. Cong. Cong.
én várnék fognék kérnék főznék várjak fogjak kérjek főzzek
te várnál fognál kérnél főznél várj(ál) fogj(ál) kérj(él) főzz(él)
ő várna fogna kérne főzne várjon fogjon kérjen főzzön
mi várnánk fognánk kérnénk főznénk várjunk fogjunk kérjünk főzzünk
ti várnátok fognátok kérnétek főznétek várjatok fogjatok kérjetek főzzetek
ők várnának fognának kérnének főznének várjanak fogjanak kérjenek főzzenek

Coniugazione potenziale definita e infinitivo potenziale

Coniugazione potenziale definita e infinitivo ("posso, potrei, potessi...")
- Pres. Pres. Pres. Pres. Pass. Pass. Pass. Pass.
én várhatom foghatom kérhetem főzhetem várhattam foghattam kérhettem főzhettem
te várhatod foghatod kérheted főzheted várhattad foghattad kérhetted főzhetted
ő várhatja foghatja kérheti főzheti várhatta foghatta kérhette főzhette
mi várhatjuk foghatjuk kérhetjük főzhetjük várhattuk foghattuk kérhettük főzhettük
ti várhatjátok foghatjátok kérhetitek főzhetitek várhattátok foghattátok kérhettétek főzhettétek
ők várhatják foghatják kérhetik főzhetik várhatták foghatták kérhették főzhették
Infinitivo coniugabile potenziale
- Inf. Inf. Inf. Inf.
én várhatnom foghatnom kérhetnem főzhetnem
te várhatnod foghatnod kérhetned főzhetned
ő várhatnia foghatnia kérhetnie főzhetnie
mi várhatnunk foghatnunk kérhetnünk főzhetnünk
ti várhatnotok foghatnotok kérhetnetek főzhetnetek
ők várhatniuk foghatniuk kérhetniük főzhetniük
Coniugazione potenziale definita (condizionale, congiuntivo)
- Cond. Cond. Cond. Cond. Cong. Cong. Cong. Cong.
én várhatnám foghatnám kérném főzhetném várhassam foghassam kérhessem főzhessem
te várhatnád foghatnád kérnéd főzhetnéd várhas(sa)d foghas(sa)d kérhes(se)d főzhes(se)d
ő várhatná foghatná kérné főzhetné várhassa foghassa kérhesse főzhesse
mi várhatnánk foghatnánk kérnénk főzhetnénk várhassuk foghassuk kérhessük főzhessük
ti várhatnátok foghatnátok kérnétek főzhetnétek várhassátok foghassátok kérhessétek főzhessétek
ők várhatnák foghatnák kérnék főzhetnék várhassák foghassák kérhessék főzhessék

Coniugazione potenziale indefinita

Coniugazione potenziale indefinita ("posso, potrei, potessi...")
- Pres. Pres. Pres. Pres. Pass. Pass. Pass. Pass.
én várhatok foghatok kérhetek főzhetek várhattam foghattam kérhettem főzhettem
te várhatsz foghatsz kérhetsz főzhetsz várhattál foghattál kérhettél főzhettél
ő várhat foghat kérhet főzhet várhatott foghatott kérhetett főzhetett
mi várhatunk foghatunk kérhetünk főzhetünk várhattunk foghattunk kérhettünk főzhettünk
ti várhattok foghattok kérhettek főzhettek várhattatok foghattatok kérhettetek főzhettetek
ők várhatnak foghatnak kérhetnek főzhetnek várhattak foghattak kérhettek főzhettek
Coniugazione potenziale indefinita (condizionale, congiuntivo)
- Cond. Cond. Cond. Cond. Cong. Cong. Cong. Cong.
én várhatnék foghatnék kérhetnék főzhetnék várhassak foghassak kérhessek főzhessek
te várhatnál foghatnál kérhetnél főzhetnél várhass(ál) foghass(ál) kérhess(él) főzhess(él)
ő várhatna foghatna kérhetne főzhetne várhasson foghasson kérhessen főzhessen
mi várhatnánk foghatnánk kérhetnénk főzhetnénk várhassunk foghassunk kérhessünk főzhessünk
ti várhatnátok foghatnátok kérhetnétek főzhetnétek várhassatok foghassatok kérhessetek főzhessetek
ők várhatnának foghatnának kérhetnének főzhetnének várhassanak foghassanak kérhessenek főzhessenek

Irregolarità

Alcune irregolarità riguardano i verbi con forma del dizionario in -(V)zik, come utazik (viaggiare): in tutta la coniugazione, cade -ik eccetto alla terza persona singolare del presente indicativo, che infatti è la forma del dizionario. Ad esempio, "io viaggio, io ho viaggiato" (indef.) è utazom e utaztam invece di *utazikem e *utaziktem.

Altri verbi tendono a perdere l'ultima vocale in radice per sincope vocalica durante la coniugazione; degli esempi diffusi sono mosolyog (sorridere), érez (sentire dentro di sé), üdvözöl (salutare).[1]

I verbi con radice terminante in vocale lunga -V alla forma del dizionario subiscono una caduta dell'allungamento vocalico sia in pronuncia che in ortografia in tutte le persone nella coniugazione che iniziano per vocale; inoltre, si aggiunge una /v/ eufonica per evitare un cluster vocalico. Degli esempi diffusi sono fő (sinonimo di "cucinare"), nő (crescere), ró (incidere) lő (sparare), nyű (logorare), sző (tessere/cucire).[1]

Dopodiché, i verbi con forma del dizionario in -Cszik (per cui una consonante precedere -szik) hanno delle varianti nella coniugazione per cui sostituiscono la consonante /s/ (indicata dal digrafo <sz>) con un'altra, e.g. la /d/.

I verbi lesz, tesz, vesz, hisz, visz, eszik e iszik conservano la /s/ (indicata dal digrafo <sz>) nella coniugazione del presente indicativo; al passato, la radice muta consonante in <tt>, al congiuntivo in <gy> e al condizionale in <n>.[1]

Infine, tre verbi in ungherese sono completamente irregolari: il verbo copulativo "essere" (van) ha la morfologia irregolare ed è suppletivo in quanto composto da due radici verbali diverse, mentre il verbo "andare" (jön) e "venire" (megy) mostrano forti irregolarità nella radice[1] pur non essendo suppletivi.

Il verbo "essere" e la modalità d'uso

La coniugazione di "essere" (van) è suppletiva perché si basa sulla radice proto-ugrofinnica *wole- (> van, való, volt, volna) e sulla radice *le- (> lesz, "diventare"); per parallelismo, il verbo "essere" in inglese è suppletivo perché formato da forme come "am, are, is" affiancate a forme come "be, been", da cui si notano due radici completamente diverse.

Il verbo "essere" si usa per esprimere il possesso (e.g., "Io ho un libro" > "A me è un libro"), in frasi presentative (e.g., "Io sono Marco, questa è una penna"), per indicare la nazionalità (e.g., "Io sono ungherese"), per indicare l'esistenza (e.g. "C'è un cane nella stanza"), per indicare lo stato in luogo (e.g., "Il cane è nella stanza") e per indicare una circostanza (e.g., "E' sera"); il verbo "essere" non si usa prima di un nome del predicato (e.g., "Io sono alto, io sono italiano"), per cui gli aggettivi non sono mai accompagnati dal verbo "essere", alla pari delle lingue slave. Inoltre, non si usa per indicare la professione.

Il verbo "essere" in ungherese si nega con l'avverbio di negazione nem alla pari di tutti gli altri verbi, ma alla terza persona singolare e plurale del presente indicativo si sostituisce *nem van e *nem vannak rispettivamente con nincs(en) e nincsenek; di conseguenza, anche "non avere" si traduce con queste due espressioni.

Il verbo van è declinato solo all'indefinito in quanto non può reggere un complemento oggetto (e dunque per logica non può avere una coniugazione definita). La coniugazione (indefinita) del verbo è la seguente e mostra il cambio di radice al futuro, condizionale, congiuntivo e infinitivo coniugabile:[1]

Sogg. Pres. Pass. Fut. Cond. Cong. Inf.
én vagyok voltam leszek lennék legyek lennem
te vagy voltál leszel lennél legy(él) lenned
ő van volt lesz lenne legyen lennie
mi vagyunk voltunk leszünk lennénk legyünk lennünk
ti vagytok voltatok lesztek lennétek legyetek lennetek
ők vannak voltak lesznek lennénenk legyenek lenniük

I verbi "venire" (jön) e "andare" (megy)

Questi due verbi, alla pari di van, sono classificati come irregolari siccome mostrano forti irregolarità nella radice, anche se non sono suppletivi. Un'irregolarità nella radice di megy si spiega in quanto la versione arcaica e dialettale del verbo è mén, per cui in dei casi viene conservata la versione arcaica. Questi due verbi sono intransitivi; siccome non reggono un complemento oggetto, non possono avere una coniugazione definita. Viene dunque offerta la coniugazione completa indefinita e potenziale indefinita.

Coniugazione indefinita e infinitivo coniugabile

Sogg. Pres. Pass. Cond. Cong. Inf.
én jövök jöttem jönnék jöjjek jönnöm
te jössz jöttél jönnél jöjj(él) jönnöd
ő jön jött jönne jöjjön jönnie
mi jövünk jöttünk jönnénk jöjjünk jönnünk
ti jöttök jöttetek jönnétek jöjjetek jönnötök
ők jönnek jöttek jönnének jöjjenek jönniük
Sogg. Pres. Pass. Cond. Cong. Inf.
én megyek mentem mennék menjek mennem
te mész mentél mennél menj(él) menned
ő megy ment menne menjen mennie
mi megyünk mentünk mennénk menjünk mennünk
ti mentek mentetek mennétek menjetek mennetek
ők mennek mentek mennének menjenek menniük

Coniugazione potenziale indefinita e infinitivo potenziale coniugabile

Sogg. Pres. Pass. Cond. Cong. Inf.
én jöhetek jöhettem jöhetnék jöhessek jöhetnem
te jöhetsz jöhettél jöhetnél jöhess(él) jöhetned
ő jöhet jöhetett jöhetne jöhessen jöhetnie
mi jöhetünk jöhettünk jöhetnénk jöhessünk jöhetnünk
ti jöhettek jöhettetek jöhetnétek jöhessetek jöhetnetek
ők jöhetnek jöhettek jöhetnének jöhessenek jöhetniük
Sogg. Pres. Pass. Cond. Cong. Inf.
én mehetek mehettem mehetnék mehessek mehetnem
te mehetsz mehettél mehetnél mehess(él) mehetned
ő mehet mehetett mehetne mehessen mehetnie
mi mehetünk mehettünk mehetnénk mehessünk mehetnünk
ti mehettek mehettetek mehetnétek mehessetek mehetnetek
ők mehetnek mehettek mehetnének mehessenek mehetniük

Il costrutto possessivo ("avere")

In ungherese non esiste il verbo "avere", per cui il possesso è espresso con il dativo, in modo analogo alla lingua russa e araba (e.g., "Io ho un libro" > "A me è un libro"). L'oggetto posseduto è al nominativo/forma del dizionario, mentre il possessore è al caso dativo.[1]

Espressioni temporali, giorni, mesi, stagioni

Giorno Traduzione
Lunedì hétfő
Martedì kedd
Mercoledì szerda
Giovedì csütörtök
Venerdì péntek
Sabato szombat
Domenica vasárnap
Mese Traduzione
Gennaio január
Febbraio február
Marzo március
Aprile április
Maggio május
Giugno június
Luglio július
Agosto augusztus
Settembre szeptember
Ottobre október
Novembre november
Dicembre december
Stagione Ungherese
Primavera tavasz
Estate nyár
Autunno ősz
Inverno tél

Verbi modali

  • il verbo "potere" per indicare una possibilità più o meno remota o il permesso ("avere il permesso di") viene indicato dalla coniugazione potenziale definita e indefinita, per cui viene indicato direttamente dalla morfologia verbale e non da un verbo modale a sé
  • il verbo "potere" inteso come "saper fare" (e.g., "Io so parlare in ungherese") è tud, un verbo regolare; il suo sinonimo colloquiale è bír, un verbo regolare che in più mantiene l'allungamento vocalico siccome la radice finisce in consonante
  • il verbo "volere" è akar, un verbo regolare
  • il verbo "dovere" in ungherese è reso con un nome invariabile e dunque con un costrutto simile a un giro di parole; la parola utilizzata è muszáj seguita dall'infinitivo coniugato. L'aggiunta del verbo van al passato e futuro traduce il verbo "dovere" al passato e futuro (e.g., "lui doveva" muszáj volt; "lui dovrà" muszáj lesz). Questo vocabolo è un prestito dal tedesco müssen, "dovere".
  • il verbo "dovrei" non esiste in ungherese; per tradurre l'inglese should e dunque per rendere l'incertezza (come modalità del verbo) si usa direttamente il verbo al congiuntivo, senza bisogno di verbi modali appositi.
  • Il verbo "vorrei" e simili per richieste cortesi è tradotto con il condizionale; non serve un verbo modale a sé o espressioni contenenti verbi modali come l'inglese would like.

A margine, il verbo ausiliare (ma non modale) "bisognare" si traduce kell ed è un verbo regolare; in ungherese, l'oggetto del bisogno è al nominativo e la persona a cui bisogna l'oggetto è al dativo, per cui ricalca l'italiano "Mi bisogna X" invece dell'inglese "I need X".

Suffissi possessivi

Il possesso in ungherese viene indicato con i suffissi possessivi e non con degli aggettivi, come nelle lingue indoeuropee. Siccome l'ungherese non distingue i generi, i suffissi hanno una sola versione; all'interno dei suffissi dunque viene distinto solo il numero.[1] Un esempio d'uso dei suffissi possessivi è:

Possessore Possesso singolo Possesso multiplo
mio/mia táblázatom táblázataim
tuo/tua táblázatod táblázataid
suo/sua táblázata táblázatai
nostro/nostra táblázatunk táblázataink
vostro/vostra táblázatotok táblázataitok
loro táblázatuk táblázataik

I nomi di parentela apa (padre) anya (madre), bátya (fratello maggiore) e öcs (fratello minore) mostrano delle irregolarità se gli si aggiungono i suffissi possessivi.[1]

Avverbi

Avverbi di modo

Gran parte degli avverbi di modo si forma a partire dagli aggettivi tramite derivazione deaggettivale; semplicemente, all'aggettivo si aggiunge il suffisso avverbiale -an (variante -en in base all'armonia vocalica); se l'aggettivo finisce già in -a oppure in -e, il suffisso culmina in un allungamento vocalico marcato sia in pronuncia che in ortografia, per cui il suffisso avverbiale diventa -án (variante -én). Un esempio è ritka (raro) > ritkán (raramente).

Altri avverbi vengono formati con il suffisso -lag (variante -leg in base all'armonia vocalica).

Infine, dagli aggettivi che terminano in -(a)tlan e variante -(e)tlen, si derivano altri avverbi tramite il suffisso -ul (variante -ül); questo suffisso avverbiale coincide con il caso essivo.

Avverbi di frequenza

Ungherese Traduzione
mindig Sempre
gyakran Spesso
néha Talvolta
ritkán Raramente
soha Mai

Il numero di volte per indicare la frequenza di un'azione si indica con il suffisso -szor (varianti -szer e -ször in base all'armonia vocalica) messo dopo il numerale. Degli esempi sono:

  • egyszer: una volta
  • kétszer: due volte
  • háromszor: tre volte
  • négyszer: quattro volte
  • ötször: cinque volte
  • hatszor: sei volte
  • hétszer: sette volte
  • nyolcszor: otto volte
  • kilencszer: nove volte
  • tízszer: dieci volte
  • százszor: cento volte
  • milliószor: un milione di volte
  • sokszor: molte volte
  • többször: alcune volte

Posposizioni

L'ungherese esprime altre relazioni attraverso le posposizioni. Le posposizioni sono l'analogo delle preposizioni; semplicemente, si mettono dopo il nome a cui si riferiscono invece che prima. Le posposizioni solitamente derivano da antichi nomi dotati di una morfologia di caso che poi sono diventate espressioni fisse, cristallizzate e fossilizzate. Mentre gran parte delle posposizioni richiede la forma del dizionario (e dunque il caso nominativo), alcune posposizioni richiedono altri casi.[1]

Le posposizioni principali e i relativi casi sono:[1]

  • közben: durante
  • múlva: dopo (+espressione temporale)
  • óta: da quando
  • tájt: intorno alle (+orario)
  • által: con/attraverso (c. di strumento)
  • ellen: contro
  • helyett: invece di
  • iránt: verso (c. di direzione)
  • kívül: eccetto/a parte
  • miatt: a causa di
  • nélkül: senza [composto da nél +kívül]
  • szerint: secondo (+fonte)
  • után: dopo
  • előtt: davanti a (stato in luogo)
  • mögött: dietro (stato in luogo)
  • fölött/felett: al di sopra (cft. inglese above; manca il contatto con una superficie); per lo stato in luogo
  • alatt: al di sotto (cft. inglese below); per lo stato in luogo
  • mellett: accanto a (stato in luogo)
  • X és Y között: tra X e Y (stato in luogo)
  • körül: intorno a (stato in luogo)
  • alul: sul fondo (+inessivo)
  • keresztül: attraverso +[luogo oppure strumento] (+inessivo)
  • át: attraverso +[luogo] (+inessivo); più raro di keresztül
  • belül: entro (+inessivo)
  • felül/fölül: in cima a (+inessivo)
  • kívül: a parte/eccetto (+inessivo)
  • túl: oltre +[luogo] (+inessivo); cft. inglese beyond
  • nézve: secondo +[qualcuno] (+sublativo)
  • hasonlóan: simile a (+allativo)
  • képest: in paragone a (+allativo)
  • fogva, kezdve +[momento temporale]: da, a partire da (+ablativo)
  • együtt: insieme a +[qualcuno] (+strumentale)
  • közben, alatt: durante +[evento]
  • után: dopo +[orario]
  • előtt: prima di +[evento]
  • belül: entro +[lasso di tempo] (+superessivo)
  • X és Y között: tra le [ora di inizio] e [ora di fine]
  • hosszat: per +[durata temporale]; per il complemento di tempo continuato
  • múlva: tra/fra +[lasso di tempo]
  • felé: verso +[orario]
  • körül, tájban, táján: intorno alle +[orario]
  • óta: da +[momento temporale oppure lasso temporale]; per il complemento di tempo determinato o continuato
  • ezelőtt: fa (e.g., "due minuti fa, due settimane fa"); +suffisso -val/vel applicato al nome di tempo

Altre posposizioni riguardano il moto verso un luogo/oggetto e da un luogo/oggetto; se affiancati a quelli per lo stato in luogo, si collegano allo schema tripartito dei casi grammaticali; tuttavia, tali posposizioni non sostituiscono i casi locativi.

Se la posposizione si riferisce a una persona indicata come pronome personale, in tal caso la posposizione si trasforma in un prefisso, e.g, szerint > (én)szerintem, "secondo me".

Domande, question tag, le interrogative, altri pronomi

Le domande dirette dal punto di vista di sintassi e morfologia equivalgono alle frasi affermative; semplicemente, sono marcate dall'intonazione crescente nel parlato e dal punto di domanda finale in ortografia.[1] L'unica eccezione è costituita dai verbi contenenti prefissi verbali; in tal caso, il prefisso nelle domande si stacca dal verbo e viene spostato dopo il verbo e senza fusioni ortografiche.

La question tag è "..., ugye?" (lett. "..., è così?"); in alternativa, la question informale è "..., nem?" (lett. "..., no?").

I pronomi e avverbi interrogativi più diffusi sono i seguenti:[1]

  • ki?: chi? (si declina come un nome regolare)
  • mi?: (che) cosa? (si declina come un nome regolare)
  • melyik? (plurale melyek): quale? (si declina come un nome regolare)
  • milyen..., miféle... mifajta...?: che tipo di...?
  • mennyi...: quanto/a...?
  • hány...: quanti/e...?
  • amikor?: quando? (colloquiale)
  • mikor?: quando? (formale)
  • hánykor?: a che ora?
  • mennyi időre?: per quanto tempo?
  • meddig?: fino a quando?
  • mennyi időt?: quanto tempo?
  • mióta?: da quando?
  • mennyi idővel ezelőtt?: quanto tempo fa?
  • mennyi időn keresztül?: per quanto tempo?
  • hol?: dove? (stato in luogo)
  • hova?: verso dove? (moto a luogo)
  • honnan?: da dove? (moto da luogo)
  • hogyan?: come?
  • miért?: perché?

Pronomi indefiniti e universali base

Dal pronome interrogativo ki? ("chi?) derivano i pronomi "valaki, mindenki, senki" (qualcuno, tutti, nessuno).[1]

Dal pronome interrogativo mi? ("cosa?) derivano i pronomi "valami, mind(en), semmi" (qualcosa, tutto, niente).[1]

Congiunzioni

Le congiunzioni e connettivi principali in ungherese sono le seguenti:[1]

  • X és Y: X e Y
  • X vagy Y: X oppure Y
  • vagy X, vagy Y: o X o Y
  • de: ma
  • mert: perché
  • mivel: siccome
  • például: per esempio
  • előszörban, mindenekelőtt: innanzitutto
  • ráadásul, továbbá: inoltre
  • végül: infine
  • nemcsak..., de...: non solo..., ma (inoltre)
  • ha: se
  • még ha: anche se

Note

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Voci correlate