Grand Prix Circuit

Grand Prix Circuit
videogioco
Schermata su Commodore 64
PiattaformaAmiga, Amstrad CPC, Apple IIGS, Commodore 64, Mac OS, MS-DOS, ZX Spectrum
Data di pubblicazione
GenereFormula 1
OrigineCanada
SviluppoDistinctive Software, Unlimited Software (Amiga), Random Access (CPC, Spectrum)
PubblicazioneAccolade
ProduzioneShelley Day (C64, Amiga), Chris Bankston (CPC, Spectrum)
DesignBrad Gour e Don Mattrick
ProgrammazioneFrank Barchard e Kevin P. Pickell (C64), Brad Gour e Eric Pauker (Amiga)
GraficaJohn Boechler (C64), John Boechler e Tony Lee (Amiga, DOS), Tahir Rashid alias Chris Lowe (CPC, Spectrum)
MusicheKris Hatlelid
Modalità di giocoGiocatore singolo
Periferiche di inputJoystick, tastiera
SupportoCassetta, floppy disk
Requisiti di sistema
  • Apple IIGS: RAM 512k
  • DOS: RAM 384k e video Hercules, CGA; oppure 512k e video EGA, Tandy16
  • Mac: RAM 1 MB
  • ZX Spectrum: 128k

Grand Prix Circuit è un videogioco di guida automobilistico di Formula 1 pubblicato nel 1988-1990 per i computer Amiga, Amstrad CPC, Apple IIGS, Commodore 64, Mac OS, MS-DOS, Commodore 64 e ZX Spectrum dall'Accolade. Si basa su circuiti e marchi realistici e ha visuale tridimensionale in prima persona dall'abitacolo. La versione C64 è uno dei pochi giochi con migliorie (maggior fluidità) se eseguito su Commodore 128[1]. Esiste una conversione non ufficiale per Commodore 16 con 64k[2].

La Accolade pubblicò in seguito anche The Cycles: International Grand Prix Racing, di impostazione simile, ma sul motociclismo.

Modalità di gioco

Ci sono otto piste realistiche nel videogioco: Brasile, Monaco, Canada, Detroit, Gran Bretagna, Germania, Italia e Giappone. Sono riprodotte con cura, comprese eventuali gallerie[3]. Il giocatore può scegliere una vettura fra la McLaren Honda MP4/4, la Ferrari F1/87/88C o la Williams Judd FW12. Ogni modello è presentato in una schermata con un disegno dettagliato dell'auto e un elenco delle sue principali caratteristiche tecniche[4]; ad esempio la maggiore velocità può essere controbilanciata dalla peggiore tenuta di strada[5]. Ci sono cinque livelli di difficoltà e tre modalità di gioco: pratica, evento singolo e campionato su tutti i circuiti. In ogni gara si deve prima correre un giro di qualifica da soli per determinare il piazzamento sulla griglia di partenza[6][5].

Il gioco è generalmente semplice[7], senza grandi ambizioni simulatorie[3], ma l'azione della corsa ha un buon realismo[4][8]. Il metodo di controllo si basa sostanzialmente su avanti-indietro per la velocità e sinistra-destra per lo sterzo[5]. I vari livelli di difficoltà introducono sempre più elementi di realismo: cambio automatico o manuale, complessità nell'affrontare le curve, avversari più agguerriti, conseguenze dell'uscita di strada, rischio di motore fuori giri,[9], rischio di testacoda, usura delle gomme[3].

La schermata in gara mostra una vista in prima persona comprensiva del cruscotto, caratterizzato principalmente da contagiri a lancetta, tachimetro digitale in miglia e barra indicatrice del danno/usura gomme[9] (su CPC e Spectrum manca il contagiri). Il volante si muove effettivamente, con un pallino colorato che aiuta a vederne l'inclinazione[6]. Si dispone dei due specchietti laterali funzionanti, di una minimappa del circuito con le posizioni propria e degli avversari[6], e di un'altra finestrella con lo stato dei giri e della classifica[9].

Gli avversari in pista, controllabili solo dal computer, sono nove[9], dotati anche di nomi in classifica che in genere sono parodie di piloti veri[10]. Sono capaci di comportamenti aggressivi come tagliare la strada per non farsi sorpassare. Può essere opportuno tentare di sorpassarli tagliando le curve o le chicane, dato che tendono a seguire bene la pista[5].

In caso di incidente si può finire direttamente fuori gara[8], o per usura o danno parziale può essere necessario il pit stop[6]. Questo aspetto del gioco è limitato[5] ed è in sostanza un cambio di gomme automatico[7], con la possibilità di scegliere solo se cambiarle sul lato desto e/o sinistro[3].

Almeno nelle versioni più evolute è possibile salvare lo stato del campionato e registrare permanentemente su disco i propri tempi[7].

Accoglienza

La critica dell'epoca recensì soprattutto le versioni Amiga, Commodore 64 e MS-DOS, spesso con buoni risultati e medie dei voti superiori al 70%[11]. I risultati medi furono più attorno alla sufficienza per le versioni Amstrad CPC[12] e ZX Spectrum[13]. Sul Commodore 64, anche su riviste molto soddisfatte, si fece spesso notare il troppo tempo di caricamento nella versione su cassetta[6][14][10]. Su Amiga, nonostante molte riviste entusiaste[15], ci fu qualche giudizio molto negativo in occasione della ripubblicazione economica Hit Squad del 1993[16].

A metà 1991 Grand Prix Circuit aveva venduto complessivamente almeno 100 000 copie[17].

Note

  1. ↑ Lemon64.
  2. ↑ (EN) Grand Prix Circuit, su Plus/4 World.
  3. 1 2 3 4 LIST 11.
  4. 1 2 LIST 6.
  5. 1 2 3 4 5 K 10.
  6. 1 2 3 4 5 Zzap! 33.
  7. 1 2 3 The Games Machine 6.
  8. 1 2 Guida Videogiochi 6.
  9. 1 2 3 4 AppleDisk 37.
  10. 1 2 Videogame & Computer World 10.
  11. ↑ Riviste in Bibliografia ed elenchi di recensioni su MobyGames, Hall of Light, Lemon64.
  12. ↑ (EN) Grand Prix Circuit, su uvlist.net.
  13. ↑ Elenco di recensioni su ZXDB.
  14. ↑ K 16.
  15. ↑ Ad esempio K 10 (80%), Videogame & Computer World 10 (8/10), LIST 11.
  16. ↑ Magazine reviews su Hall of Light.
  17. ↑ (EN) Investment in home computer helped turn teen into a tycoon (JPG), in Edmonton Journal, Southam, 24 giugno 1991, p. 10.

Bibliografia

Collegamenti esterni