Gremio dei falegnami

Gremio dei Falegnami
Faradda di li candareri
Bandiera
ColoreAzzurro con gallona dorata al bordo
Festività
PatronoSan Giuseppe
CompatronoSacra Famiglia
Festa grande10, 11 maggio
Festa piccola19 marzo
Candeliere
Chiesa della cappellaCappella di San Giuseppe, Santa Maria di Betlem
Peso164kg
Posizione
Discesa8°
Entrata in chiesa6°
Attività
IndirizzoVia Alivesi 2/a, Sassari
Ammissione1921

Il Gremio dei Falegnami (in sassarese lu Gremiu di li Masthri d'ascia o di li Fustheri) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Fondato nel 1806 dopo la scissione con i Muratori, è parte della Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) dal 1921.

Raccoglieva al suo interno tutti maestri mobilieri, gli scultori del legno, i carpentieri e i mestieri affini.

Storia

Origini

La città di Sassari è stata, nei secoli, patria di numerosissimi artigiani e artisti del legno, la cui maestria ha raggiunto gli apici nei preziosi retabli lignei barocchi che adornano le numerose chiese cittadine (sec. XVI e XVII) e nelle note opere liberty degli anni '20 del Novecento, con la falegnameria Clemente che ne costituisce massima rappresentazione.

La maestranza dei falegnami è stata oggetto di normative sin dagli Statuti Sassaresi del 1294 e nel Codice di Ugone III del 1381. In entrambi gli atti, che disciplinano l'esercizio dell'arte, si evince che la maestranza avesse già una forma di organizzazione, seppur non di natura corporativistica.

Nonostante non sia esplicitamente citata nel perduto atto del 1504 (in cui son presenti gli Alvaniles, i Muratori), i Fusters sono invece presenti nell'ordine d'ingresso della Faradda del 1531. Ciò sta a significare quanto le due maestranze, ancor prima della costituzione della corporazione, fossero unite in un rapporto di stretta e forte collaborazione, tanto da poter essere interscambiabili anche negli atti del Comune.

La Confrarìa dels Angels

Come noto, nel 1538 venne redatto lo statuto della Confrarìa dels Angels, radice primaria anche del Gremio dei Muratori e di quello dei Piccapietre. Nell'atto, in cui era presente e predominante assieme ai Mastros de muru e de pedra anche la maestranza dei Fusters, veniva disciplinata con attenzione la maestranza dei falegnami, con particolare attenzione alla descrizione dei manufatti realizzabili e dei loro prezzi. Era inoltre presente un esplicito divieto dell'abuso di incompetenza e delle frodi da parte degli stessi falegnami.

La convivenza interna alla corporazione fu caratterizzata da una continua alternanza fra la maestranza dei Falegnami e quella dei Muratori nel governo della stessa. Tuttavia, dalla metà del secolo, la convivenza con altre maestranze, in particolare i Bottai (1551) e i Barilleros (1584), fu causa di dissidi e portò alla pronuncia di due ordinanze del Comune, che consentirono agli stessi di poter accedere alla carica di Obriere Maggiore, seppur con una frequenza più larga rispetto ai Falegnami e ai Muratori (i quali ricoprivano ogni otto anni due volte il massimo incarico della Confrarìa).

Il 16 marzo 1776 la Confrarìa venne riorganizzata in Gremio dei Falegnami e Muratori, comprendendo al suo interno muratori, carpentieri, scultori, architetti, maestri di stocco, sellai, maestri di molino, spadai, armaroli, costruttori di carri e aratri e tutti i lavoratori della pietra e del legno.

L'indipendenza e la storia moderna del Gremio

Nel 1783 i Muratori, unilateralmente, esclusero i Falegnami dal governo del neocostituito Gremio, portano alla definitiva rottura fra le due maestranze, che da secoli convivevano nella medesima corporazione.

Per tale ragione, nel 1798, i Falegnami, rappresentati dai maestri Andrea Tanca e Luigi Sanna Sequeto, chiesero al Tribunale la scissione dai Muratori e l'annullamento degli obblighi economici verso la Cappella e verso il Candeliere. Il 18 marzo 1800 fu emessa sentenza in merito, la quale sanciva la separazione: la storica Confrarìa dei lavoratori del legno e della pietra da quel momento non esistette più.

Preso atto di tale decisione i Muratori, nel 1802, costituirono il Gremio, ereditando le antiche prerogative e l'anzianità della corporazione degli Angeli. Tale decisione venne presto presa anche dai lavoratori del legno, che nel 1806 costituirono il Gremio dei Falegnami, con uno statuto approvato dal Notaio Dais nel 1809. La neocostituita corporazione ottenne come sede la Cappella di Santo Stefano (precedentemente appartenuta al Gremio dei Pastori) nella Chiesa di Santa Maria di Betlem, nella quale, per accordo con i frati, poté realizzare una nicchia per conservare il suo Santo Patrono, San Giuseppe.

Il crollo del campanile della chiesa nel 1826 e i conseguenti lavori di restauro apportati da frate Cano. comportarono la demolizione della Cappella di Santo Stefano. I Falegnami chiesero e ottennero, tuttavia, anche a seguito di una lunga causa col convento per la restituzione del simulacro del Santo, una nuova Cappella, quella di San Giuseppe da Copertino, la quale venne ridedicata a San Giuseppe falegname.

Nel momento successivo alla crisi della Faradda e al ritorno dei Sarti, anche i Falegnami furono interessati dal progetto di rinascita della festa operato dal Comune. In particolare, valutando l'antica origine e la presenza in tutti gli atti più antichi relativi ai Candelieri, col consenso di tutti i Gremi di Candeliere del tempo, furono ammessi allo scioglimento del voto alla Madonna Assunta.

Il 14 agosto 1921 il Candeliere, realizzato dalla nota Falegnameria Clemente e dipinto da Mario Paglietti, fu benedetto alla presenza di tutti gli altri Gremi e prese parte alla Faradda.

Dopo il 1979 il Gremio prese parte alla costituzione dell'Intergremio "Città di Sassari", di cui è ancora parte.

Il 14 agosto 2024, nei pressi di piazza Santa Maria, il Candeliere ebbe un grave incidente, che ne compromise definitamente la struttura, spezzandolo in due all'altezza della base. Nell'anno successivo, il 23 luglio, il Gremio ha fatto benedire presso Palazzo Ducale il nuovo Candeliere, copia quasi identica del precedente, realizzato dalla Falegnameria Bussu e dal pittore Scasellati.

Devozione a San Giuseppe

Il Patrono del Gremio, sin dalla sua fondazione, è San Giuseppe, invocato sotto il titolo di Patriarca. Anticamente compatrono della Confrarìa dels Angles, il santo viene solennemente celebrato la seconda domenica di maggio.

In tale occasione il Gremio organizza una messa solenne alla mattina, in cui viene celebrato l'antico rito dell'intregu, la successione fra gli Obrieri Maggiori per tramite dello scambio della Bandiera del Gremio.

La sera si snoda per la città la solenne processione, la quale avviene con la partecipazione di tutti i Gremi cittadini.

Il Gremio festeggia inoltre la sua festa minore il 19 marzo, celebrando San Giuseppe falegname.

Segni distintivi

Bandiera

La bandiera del Gremio dei Falegnami, comunemente a tutte le maestranze facenti parte della Confraria dels Angels, è caratterizzata dal colore azzurro (scuro). Questo colore è tradizionalmente legato al culto della Madonna ed è presente anche nelle bandiere del Gremio dei Muratori (azzurro chiaro) e dei Piccapietre (celeste).

Come tutte le bandiere dedicate a Santi Patroni diversi dalla Madonna nei Gremi sassaresi, è bordata da un gallone d’oro. Sul puntale è collocata una statua ottocentesca in argento raffigurante San Giuseppe con il giglio in mano, che viene ornata con una corona di fiori.

La bandiera presenta raffigurato sul recto e sul verso il Patrono.

Il Gremio possiede anche una bandiera di dimensioni minori, detta bandiera piccola, utilizzata durante la Faradda e nelle celebrazioni funebri. Ha lo stesso colore della bandiera maggiore e ne riproduce le raffigurazioni. È montata su un’asta in legno, sormontata da un puntale in argento raffigurante il Santo Patrono.

Abiti

Costituitosi nell'Ottocento, il Gremio presenta come divisa l'abito da cerimonia proprio del tempo: il frac. Lo stesso viene indossato con scarpe, papillon e guanti neri e con un corpetto azzurro in ricordo della bandiera, aggiunto alla divisa negli anni '70 del Novecento. Tutti portano al fianco una spada.

Cappella

Il Gremio occupa storicamente la Cappella di San Giuseppe da Copertino (terza alla destra della navata) della chiesa di Santa aria di Betlem.

Introdotta da un arco a tutto sesto, la Cappella presenta una volta a crociera costolonata ed ospita un prezioso artare barocco ceruleo con rifiniture scolpite con foglia d'oro. La mensa lignea reca dipinto San Giuseppe. Nella parte centrale, attorniata da una coppia di lesene e di paraste, entrambe corinzie, si trova la nicchia contenente il simulacro di San Giuseppe.

Il timpano spezzato, barocco, è sormontato da due angeli e presenta una finta edicola recante un dipinto della Sacra Famiglia.

Candeliere

Il Gremio dei Falegnami possiede due Candelieri, di cui solo il nuovo viene utilizzato nella Faradda.

Candeliere del 1921

Il Candeliere del 1921 è in stile liberty ed è stato realizzato dai fratelli Clemente e dipinto da Mario Paglietti; è stato utilizzato fino al 2024, anno in cui, a causa di un incidente durante il percorso ha riportato gravi danni che non ne consentono più il trasporto.

Il suo peso è di 164 kg.

Base

La base del Candeliere è color crema, che è colore predominante, con bordature in foglia d'oro . Vi è rappresentato sul fronte lo stemma del Comune di Sassari.

Fusto

Il fusto del Candeliere, è altresì crema e presenta numerosi fregi scolpiti su cui spicca un drappeggio in rilievo. Indotto da una cornice inferiore con alcuni fregi color legno, al contrario degli altri Candelieri di Sassari non vi è rappresentato uno dei patroni del Gremio ma solo i simboli della maestranza scolpiti in rilievo. Vi ritroviamo: squadra, tenaglia, sega e martello

Capitello

Il Capitello è di forma quadrangolare e presenta delle preziose cornici in rilievo circolari con rappresentati, sul fonte San Giuseppe, sui lati delle rappresentazioni floreali e sul retro la Sacra Famiglia.

Candeliere nuovo

A seguito dell'incidente che ha interessato lo storico Candeliere del Gremio, lo stesso ha fatto realizzare nel 2025 un nuovo Candeliere, copia quasi identica dell'originale, che è stato prodotto dalla Falegnameria Bussu e dipinto dal pittore Jacopo Scasellati.

Base

La base del nuovo Candeliere si distingue da quella del precedente per la presenza, oltre dello stemma del Comune di Sassari sul fronte, di quello del Gremio nella parte posteriore.

Fusto

Anche il fusto riprende integralmente quello del Candeliere precedente, differenziandosi per un maggiore utilizzo della foglia d'oro nel drappeggio e nelle decorazioni.

Capitello

Come gli altri elementi, anche il capitello riprende l'originale, differenziandosi per la presenza, in sostituzione dei quadretti floreali nei lati, in due rappresentazioni angeliche, a ricordo dell'originaria appartenenza alla Confrarìa dels Angels.

Corona

La corona è ornata con le bandiere in damasco di tutti gli Obrieri di Candeliere succedutisi negli anni, con una prevalenza di bianco e azzurro, in riferimento alla bandiera del Gremio. Sopra le bandiere vengono poste le tradizionali bandierine di carta (bandereddi o bora-bora). Come in tutti i candelieri, eccetto quello dei Sarti, al centro della corona si trova la croce in legno con issata la bandiera dell’Obriere di Candeliere in carica.

Galleria d'immagini

Bibliografia

  • Archivio Storico del Comune di Sassari, Fonti per la storia dei gremi e dei candelieri. Sassari. archiviostorico.comune.sassari.it
  • Brigaglia, Manlio, e Ruju, Sandro (2009), Sassari. Gremi e Candelieri, Edizioni Delfino, Sassari.
  • Lombardi, Bruno, Gremi e Candelieri della città di Sassari. Vol. 1. Sassari.
  • Mattone, Antonello (2000), Corporazioni, gremi e artigianato tra Sardegna, Spagna e Italia nel Medioevo e nell'età moderna (XIV-XIX secolo), AM&D, Sassari
  • Sanna, Carlo Antero (1992), Sassari, storia dei Gremi e Candelieri. Edizioni A.C.S., Sassari.
  • Sanna, Carlo Antero (2003), Sassari, I candelieri e i Gremi nella storia. Edizioni A.C.S., Sassari

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