Grotta di Amud

Grotta di Amud
Localizzazione
StatoIsraele (bandiera) Israele
Scavi
Data scoperta1961
ArcheologoHisashi Suzuki
Mappa di localizzazione
Map

La Grotta di Amud è un sito archeologico nella regione dell'Alta Galilea in Israele, scoperta nel 1961, quando fu ritrovato il cranio di un Homo neanderthalensis di circa 25 anni, denominato Amud 1, datato a 60 000-50 000 anni fa.[1]

Descrizione

La Grotta di Amud è una cavità preistorica affacciata sulla gola Nahal Amud a nord-ovest del lago di Tiberiade, ed è nota poichè nel quadro regionale rientra nella costellazione dei principali siti musteriani che documentano la tarda presenza dei Neanderthal nel Vicino Oriente e la loro occupazione di ambienti diversi, tra aree collinari, corridoi fluviali e paesaggi mediterranei interni[1][2].

La sua importanza deriva dagli studi sui resti umani di Amud 1, che hanno avuto un ruolo centrale nella discussione sulla diversificazione dei Neanderthal dell’Asia sud-occidentale[3], a cui si aggiunge l'insieme molto ricco di resti litici, faunistici, combusti e umani, tale da renderlo un sito di riferimento per lo studio congiunto di tecnologia, sussistenza, uso dello spazio e adattamento ecologico dei Neanderthal levantini[4].

Scavi

La grotta fu scavata da una spedizione giapponese nel 1961 e nel 1964. Nel 1990 un team congiunto israelo-americano, che comprendeva archeologi, anatomisti e antropologi, riprese gli scavi, ritrovando i resti di un bambino di circa 1 anno, chiamato Amud 7, datato a circa 45 000 anni fa.[5] Complessivamente, al 1995, i resti ritrovati sono stati riferiti ad almeno 16 individui.[3]

Stratigrafia

La sequenza stratigrafica della grotta è come composta da uno strato più recente, depostosi in età posteriore e poi modificato da processi naturali, e da uno strato più antico del paleolitico medio, nel quale si concentrano le principali tracce della presenza neanderthaliana. All’interno di questa unità paleolitica, la letteratura distingue sub-unità archeologiche indicate come B1, B2 e B4, e le datazioni per termoluminescenza ottenute su selci bruciate collocano i depositi musteriani fra circa 70.000 e 50.000 anni fa[4][6].

Ritrovamenti

Resti umani

I resti umani comprendono anzitutto Amud 1, il celebre individuo adulto che ha reso il sito noto a livello internazionale, e Amud 7, un neonato neanderthaliano che ha avuto grande rilievo nel dibattito sulle pratiche funerarie e sulla struttura dei gruppi del Levante musteriano[3].

Amud 1, uno scheletro adulto scoperto durante le campagne giapponesi degli anni Sessanta, generalmente interpretato come appartenente a un giovane adulto maschio, con una notevole robustezza del corpo, è divenuto famoso per la capacità cranica molto elevata; il cranio di Amud 1, con un volume di 1.736 cm³, è noto per essere tra i più voluminosi crani neanderthaliani ritrovati[7].

Oltre ad Amud 1, la documentazione umana comprende anche altrii resti di Amud 7, un neonato neanderthaliano rinvenuto nelle campagne più recenti, molto studiato e citato perché il suo stato di conservazione e la giovane età stimata, intorno agli otto-dieci mesi, lo rendono un reperto di grande valore per la conoscenza della crescita, dello sviluppo anatomico precoce e delle pratiche di trattamento dei morti presso i Neanderthal[8].

Le ricerche successive hanno inoltre mostrato che il complesso umano di Amud era più ricco di quanto apparisse inizialmente, perché gli scavi degli anni novanta hanno restituito ulteriori resti attribuiti a Neanderthal nei livelli musteriani della grotta, confermando che il sito conserva tracce di più individui e che non documenta una presenza episodica isolata, ma una frequentazione ripetuta della cavità nel corso del paleolitico medio finale. Nel loro insieme, quei reperti hanno contribuito alla ricostruzione della forma fisica dei Neanderthal, ma anche alla conoscenza della struttura dei gruppi[3].

Resti litici

L’industria litica è attribuita al musteriano levantino ed è caratterizzata da una forte presenza di scheggiature di Levallois, con un sistema tecnico che mostra una produzione ben organizzata di schegge, punte e supporti allungati[9].

Resti faunistici

I resti faunistici sono abbondanti e costituiscono una delle componenti più importanti del deposito, tanto che gli studi zooarcheologici hanno usato Amud per ricostruire strategie di caccia, trattamento delle carcasse e modalità di occupazione stagionale del sito. Le analisi più recenti evidenziano che l’insieme faunistico, pur frammentario, si presta a valutare la mobilità e la stagionalità delle occupazioni neanderthaliane, collegando il repertorio animale alle dinamiche di sfruttamento del territorio circostante[4][3][10].

Resti floristici

Per quanto riguarda la componente paleoetnobotanica, ad Amud non sono stati recuperati macroresti vegetali significativi, ma lo studio dei fitoliti, deposizioni di silice amorfa nelle cellule vegetali, ha fornito una prova diretta dell’uso delle piante da parte dei Neanderthal. Le analisi indicano uno sfruttamento sia del legno sia delle piante erbacee, con un impiego collegato al combustibile, ai giacigli e verosimilmente anche all’alimentazione, restituendo così un quadro complessivo del rapporto tra i Neanderthal di Amud e le risorse vegetali del loro ambiente[11][12].

Note

  1. 1 2 Amud anthropological and archaeological site, Israel, su britannica.com. URL consultato il 31 agosto 2023.
  2. ↑ Erella Hovers, Micka Ullman e Yoel Rak, Palaeolithic Occupations in Nahal Amud, Cambridge University Press, 2017, pp. 255–266, ISBN 978-1-107-09046-0. URL consultato il 3 aprile 2026.
  3. 1 2 3 4 5 Hovers E, Rak Y., Lavi R e Kimbel W. H., Hominid Remains from Amud Cave in the Context of the Levantine Middle Paleolithic, in Paléorient, 21(2), 1995, pp. 47-61.
  4. 1 2 3 (EN) Anaëlle Jallon, Florent Rivals, Erella Hovers e Rivka Rabinovich, Assessing seasonality and mobility from a fragmented faunal assemblage: the case of Amud Cave (Israel), in Archaeological and Anthropological Sciences, vol. 17, n. 5, 2025, DOI:10.1007/s12520-025-02231-5. URL consultato il 3 aprile 2026.
  5. ↑ Ella Been e Yoel Rak1, Amud 7, a Neandertal infant from Amud Cave, Israel.
  6. ↑ H. Valladas, N. Mercier e L. Froget, TL Dates for the Neanderthal Site of the Amud Cave, Israel, in Journal of Archaeological Science, vol. 26, n. 3, 1º marzo 1999, pp. 259–268, DOI:10.1006/jasc.1998.0334. URL consultato il 3 aprile 2026.
  7. ↑ (EN) Hideki Amano, Takeo Kikuchi, Yusuke Morita, Osamu Kondo, Hiromasa Suzuki, Marcia S. Ponce de León, Christoph P.E. Zollikofer, Markus Bastir, Chris Stringer e Naomichi Ogihara, Virtual reconstruction of the Neanderthal Amud 1 cranium, in American Journal of Physical Anthropology, 158(2), 2015, DOI:10.1002/ajpa.22777.
  8. ↑ Ella Been, Amud 7, a Neandertal infant from Amud Cave, Israel. URL consultato il 3 aprile 2026.
  9. ↑ (EN) Erella Hovers, The lithic assemblages of Amud Cave: implications for the end of the Mousterian in the Levant, Akazawa, Aok, Bar-Yosef, 1998. URL consultato il 3 aprile 2026.
  10. ↑ Rivka Rabinovich e Erella Hovers, Faunal analysis from Amud Cave: preliminary results and interpretations, in International Journal of Osteoarchaeology, vol. 14, n. 3-4, 2004, pp. 287, DOI:10.1002/OA.762. URL consultato il 3 aprile 2026.
  11. ↑ Marco Madella, Martin K. Jones e Paul Goldberg, The exploitation of plant resources by Neanderthals in Amud Cave (Israel): The evidence from phytolith studies, in Journal of Archaeological Science, vol. 29, n. 7, 1º gennaio 2002, pp. 703–719, DOI:10.1006/jasc.2001.0743. URL consultato il 3 aprile 2026.
  12. ↑ Liora R. Kolska Horwitz e Hitomi Hongo, Putting the meat back on old bones. A reassessment of Middle Palaeolithic fauna from Amud Cave (Israel), in MOM Éditions, vol. 49, n. 1, 2008, pp. 45–64. URL consultato il 3 aprile 2026.

Voci correlate

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