Grotte di Azokh
| Grotte di Azokh | |
|---|---|
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| Stato | |
| Distretto | Hadrut |
| Comune | Togh |
| Uso abitativo | Uomo di Neanderthal |
| Esplorazione | anni sessanta |
| Coordinate | 39°37′09.08″N 46°59′18.97″E |
Le grotte di Azokh, o anche Azykh (in azero Azıx mağarası; in armeno Ազոխի քարանձավ?, Azokhi k’aranjav), sono un complesso di cavità sotterranee ri rilevante interesse archeologico ubicato nella regione Nagorno Karabakh nella regione di Hadrowt't, nei pressi del villaggio di Azikh[1].
Scavi
Il sito fu scoperto e scavato per la prima volta negli anni sessanta del novecento da archeologi sovietici secondo le metodolige dell'epoca; nel 1968 venne rinvenuto un frammento di mandibola umana all’interno della grotta principale (Azokh 1), che rese il sito famoso tra gli studiosi di paleoantropologia[2].
A partire dagli anni 2000 sono state avviate nuove ricerche internazionali con metodi stratigrafici e geoarcheologici aggiornati, che hanno consentito di rivedere la cronologia dei depositi e di analizzare in modo più preciso i contesti archeologici e paleontologici[2].
Descrizione
Le grotte si compongono di sei camere collegate l'una all'altra da differenti passaggi, sviluppate in un sistema carsico in roccia calcarea. La grotta principale (Azokh 1) presenta una lunga sequenza sedimentaria con livelli archeologici e paleontologici che coprono un arco cronologico molto ampio, dal Pleistocene medio fino all’Olocene, con datazioni che indicano che alcune fasi di occupazione umana risalgono ad almeno circa 300.000 anni fa[3].
Tra i resti più significativi vi è la mandibola umana scoperta nel 1968, generalmente attribuita a un ominino del Pleistocene medio, con caratteristiche considerate affini a forme pre-neandertaliane piuttosto che a Neanderthal pienamente sviluppati, trovati dall'archeologo azerbaigiano Mammadli Huseynov (1922-1994) nel 1968 e sono ora conservati all'Accademia delle Scienze di Baku[4].
l sito ha restituito una grande quantità di materiali, tra cui industrie litiche attribuibili al Paleolitico medio e, in alcuni livelli, a fasi più antiche. Le tecnologie litiche documentano modalità di scheggiatura tipiche delle culture musteriane e di tradizioni precedenti, suggerendo una lunga continuità di frequentazione umana[5].
Accanto ai resti umani, il sito ha restituito una ricca fauna fossile (tra cui grandi mammiferi e carnivori), utile per ricostruire l’ambiente e le dinamiche tafonomiche della grotta. L’analisi delle ossa animali indica anche l’alternanza di frequentazioni umane e occupazioni da parte di carnivori[6].

Il sito ha assunto rilevanza all'interno degli studi tesi alla comprensione delle frequentazioni attribuite a gruppi neandertaliani o pre-neandertaliani nell'area del cosiddetto corridoio transcaucasico, ovvero fascia geografica del Caucaso meridionale che ha funzionat come zona di passaggio tra diverse grandi region del Vicino Oriente, Europa orientale e Asia interna[1].
Note
- 1 2 Yolanda Fernández-Jalvo, Tania King, Levon Yepiskoposyan, Peter Andrews (a cura di), Azokh Cave and the Transcaucasian Corridor, in Vertebrate Paleobiology and Paleoanthropology, 2016, DOI:10.1007/978-3-319-24924-7. URL consultato il 29 marzo 2026.
- 1 2 The Azokh Cave site in the Caucasus was an important passageway for the hominins during their migration from Africa to Europe and Asia | Iphes, su www.iphes.cat. URL consultato il 29 marzo 2026.
- ↑ (EN) Lena Asryan, Andreu Ollé e Norah Moloney, Lithic assemblages of Azokh Cave (Nagorno Karabagh, Lesser Caucasus): Raw materials, technology and regional context, in Journal of Lithic Studies, vol. 1, n. 1, 15 marzo 2014, pp. 33–54, DOI:10.2218/jls.v1i1.775. URL consultato il 29 marzo 2026.
- ↑ Prima della guerra il territorio era sotto controllo azero e faceva parte dell'Oblast' autonoma del Nagorno Karabakh.
- ↑ (EN) (PDF) Introduction: Azokh Cave and the Transcaucasian Corridor, su ResearchGate. URL consultato il 29 marzo 2026 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2024).
- ↑ (EN) M. Dolores Marin-Monfort, Isabel Cáceres e Peter Andrews, Taphonomy and Site Formation of Azokh 1, Springer International Publishing, 2016, pp. 211–249, DOI:10.1007/978-3-319-24924-7_10, ISBN 978-3-319-24924-7. URL consultato il 29 marzo 2026.

Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- sito su missione archeologica del 2007 (in inglese) (PDF), su azokhproject.co.uk. URL consultato il 22 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ricerca scientifica sulle campagne di scavo 2002-2006 (in inglese) (PDF), su oa.upm.es.
| Controllo di autorità | GND (DE) 4388766-1 |
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