Grotte di Collepardo
| Grotte di Collepardo | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Comune | Collepardo |
| Scavi | |
| Data scoperta | 2008 |
| Amministrazione | |
| Sito web | www.grottepastenacollepardo.it/grotta-di-collepardo/ |
| Mappa di localizzazione | |
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Le grotte di Collepardo sono una serie di grotte e un sito archeologico che si trovano nel comune di Collepardo in provincia di Frosinone.
Storia
Il nome di grotte dei Bambocci ha origine dalla caverna principale dove numerose stalattiti per le loro forme richiamano l'aspetto di bambole e pupazzi (detti appunto bambocci). Furono poi chiamate grotte Regina Margherita nel 1904, quando il comune di Collepardo dedicò le grotte alla prima regina d'Italia dopo la sua storica visita nella caverna[1].
Le grotte si sono originate da quell'insieme di fenomeni carsici comiuni nel territorio, legati all'erosione sotterranea del suolo da parte dell'acqua, similmente a quanto accade nella vicina dolina carsica di Pozzo d'Antullo.
Degni di menzione numerosi ex-voto pagani rinvenuti nella grotta, legati al culto solare del Sol Invictus Mitra. Questi reperti indicano che nella grotta vi era un grande Mitreo, meta di continui pellegrinaggi, dove si svolgevano i riti misterici legati al culto di Mitra.
All'interno delle grotte sono stati rinvenuti resti di fauna risalenti al pleistocene, come Cervus elaphus, e scheletri umani dell'età del bronzo, collocabili fra il 1600 e il 1400 a.C.[2].
La grotta, considerata una dei più grandi seplocreti preistorici dell'Italia centrale, è stata oggetto di diversi scavi archeoligici nella sua parte interna, e uno di questi (sondaggio D, contesto 32) ha restituito numerosi resti ossei quasi tutti disarticolati, segno che sono stati manipolati dopo la loro deposizione, che analizzati, sono stati attribuiti ad almeno 19 individui, tra adulti e bambini[2].
Nel 2021 un'analisi del DNA antico condotta su 3 di questi individui, ha determinato che questi ricadono nel profilo genetico detto European N (EN), dato da una quota genica dei primi agricoltori neolitici dell’area anatolica/egea (modello Anatolia_N) e da una componente ricondotta ai cacciatori-raccoglitori occidentali (WHG), cui però si aggiunge una quota di ascendenza affine ai pastori delle steppe dell’inizio età del bronzo (modello Yamnaya), similmente a quanto è stato trovato per alcuni campioni rivenuti nella grottina dei covoloni del Broion vicino Vicenza[2].
Note
- ↑ Grotta di Collepardo – Grotte di Pastena e Collepardo, su grottepastenacollepardo.it. URL consultato il 21 dicembre 2025.
- 1 2 3 Ancient genomes reveal structural shifts after the arrival of Steppe-related ancestry in the Italian Peninsula
Voci correlate
Bibliografia
- (EN) Tina Saupe, Francesco Montinaro, Cinzia Scaggion, Nicola Carrara, Toomas Kivisild, Eugenia D'Atanasio, Ruoyun Hui, Anu Solnik, Ophélie Lebrasseur, Greger Larson, Luca Alessandri, Ilenia Arienzo, Flavio De Angelis, Mario Federico Rolfo, Robin Skeates, Letizia Silvestri, Jessica Beckett, Sahra Talamo, Andrea Dolfini, Monica Miari, Mait Metspalu, Stefano Benazzi, Cristian Capelli, Luca Pagani e Christiana L. Scheib, Ancient genomes reveal structural shifts after the arrival of Steppe-related ancestry in the Italian Peninsula, in Current Biology, vol. 31, n. 12, 21 giugno 2021, pp. 2576-2591.e12, DOI:10.1016/j.cub.2021.04.022, PMID 33974848.
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