Guillaume Costeley

Guillaume Costeley

Guillaume Costeley (Fontanges-en-Auvergne, 1530/1531 – Évreux, 28 gennaio 1606) è stato un compositore francese del periodo rinascimentale[1].

Ricoprì l'incarico di organista di corte presso re Carlo IX di Francia, e fu al tempo celebre per le sue numerose chanson e per le sue musiche per tastiera, cosa rara per un compositore del suo secolo. Per questo motivo, soprattutto per quanto riguarda le sua chanson, la sua opus compositiva è collocabile nel primo sviluppo dello stile noto come musique mesurée. Inoltre, Costeley fu membro fondatore dell'Académie de Poésie et de Musique, assieme al poeta Jean-Antoine de Baïf, e uno dei primi compositori a sperimentare la composizione microtonale[2].

La musica di Costeley che ci è pervenuta ammonta a circa 100 chanson (le sue opere più conosciute, caratterizzate da uno stile meno contrappuntistico, visto il declino europeo di quest'ultimo, e da temi che vanno dall'amoroso all'umoristico, passando per la guerra, la vittoria e l'intrattenimento in generale), tre mottetti (le sue uniche opere sacre conosciute e che mostrano l'influenza di Jean Maillard per diversi ambiti) e una fantasia per organo. Tutte le sue composizioni posso essere datate al periodo tra il 1554 e il 1569[2].

Biografia

Guillaume Costeley nacque a Fontanges-en-Auvergne, casualmente stesso luogo natio del compositore a lui contemporaneo Antoine de Bertrand, nel 1530 o nel 1531. Non ci è pervenuta alcuna notizia della sua infanzia e adolescenza prima del suo arrivo a Parigi, avvenuto nel 1554 o prima, quando incontrò e conobbe la musica di personaggi diversi come Jean Maillard, Jacques Arcadelt e Sandrin. Fu probabilmente tramite quest'ultimo, che aveva lavorato di recente in Italia, che Costeley si interessò alle ultime tendenze della ricerca italiana, in particolare alle teorie di Nicola Vicentino, alcune delle quali prevedevano la composizione con l'uso di microtoni. L'unica composizione nel già detto stile di Costeley, Seigneur Dieu ta pitié, fu apparentemente scritta esattamente nel periodo in cui Regnault si trovava a Parigi[2][3].

Verso la fine degli anni '50 del Cinquecento, Costeley assunse un ruolo di primo piano nella vita musicale parigina, venendo pubblicato da Le Roy e Ballard nel 1559. Poiché Le Roy era strettamente legato alla corte reale attraverso la famiglia di Claudia Caterina di Clermont, che sarebbe diventata contessa di Retz, è probabile che la sua influenza sia stata significativa nell'ascesa di Costeley. Nel 1560, il compositore di Fontanges-en-Auvergne era stato nominato alla corte reale come organista, insegnante di musica del monarca e compositore di chanson per la camera reale.

Nel 1570 il compositore pubblicò il volume Musique de Guillaume Costeley, che contiene quasi tutte le sue opere sopravvissute, e nel novembre dello stesso anno, il re Enrico III, che probabilmente fu un membro stesso come il suo successore, gli concesse una carta per la fondazione dell'Académie de Poésie et de Musique, di cui Costeley fu membro fondatore assieme al poeta Jean-Antoine de Baïf che, come tutti i suoi colleghi, lo lodò anche con diverse composizioni letterarie. Tuttavia, a parte questo, non vi è alcuna prova di fonte dell'epoca che parli di una qualche composizione musicale di Costeley scritta tra il 1570 e la sua morte nel 1606.

Tuttavia, nonostante la sua carriera molto intensa, Costeley non risiedeva più a tempo pieno nella capitale francese. Aveva acquistato una casa a Évreux, in Normandia, e si era sposato. Per andargli incontro, infatti, il re gli imponeva di essere a corte solo per i primi tre mesi dell'anno, lasciandolo "libero" per i restanti nove mesi. Inoltre i registri dei suoi acquisti immobiliari fanno intendere che il compositore si era arricchito al servizio del re di Francia. Nel 1581 fu nominato assessore delle tasse a Évreux e, nel 1592, morì la moglie e si risposò. Nel 1597 fu nominato conseiller du Roy e sembra che sia rimasto a Évreux in una sorta di semi-ritiro fino alla morte, avvenuta il 28 gennaio dell'anno 1606.

Note

  1. ↑ Costeley, Guillaume - Enciclopedia, su treccani.it. URL consultato il 4 novembre 2025.
  2. 1 2 3 Irving Godt, Guillaume Costeley. The New Grove Dictionary of Music and Musicians, Stanley Sadie. 20 vol, Londra, Macmillan Publishers Ltd., 1980, ISBN 1-56159-174-2.
  3. ↑ Otto Gombosi, Gustave Reese: Music in the Renaissance. New York. W. W. Norton, 1954. xvii + 1022 pp. 8 plates. $15.00., in Renaissance News, vol. 7, n. 4, 1954, pp. 136–140, DOI:10.2307/2858298. URL consultato il 9 novembre 2025.

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