Gustav Friedrich Hetsch

Gustav Friedrich Hetsch (Stoccarda, 28 settembre 1788 – Copenaghen, 7 settembre 1864) è stato un architetto danese.
Biografia
Figlio del pittore di corte Philipp Friedrich von Hetsch, studiò a Tübingen e poi a Parigi con Charles Percier; tra il 1812 e il 1815 soggiornò in Italia. Nel 1815 si stabilì a Copenaghen, dove collaborò con C. F. Hansen soprattutto alla decorazione interna del ricostruito Palazzo di Christiansborg.[1][2]
Fu docente all’Accademia fin dal 1815; nel 1822 divenne professore di prospettiva e stereometria, nel 1829 professore straordinario di architettura e nel 1835 ordinario. Dal 1817 tenne anche una scuola privata di disegno; dal 1829 insegnò disegno presso la neonata Polyteknisk Læreanstalt (oggi DTU).[1]
Sensibile al classicismo francese di Percier e all’opera di Karl Friedrich Schinkel, promosse in Danimarca un gusto razionale e “nazionale”, valorizzando anche l’uso del mattone in facciata. Tra gli scritti si ricordano Om Tegnekunsten, betragtet som Dannelsesmiddel (1853) e Bemærkninger angaaende Kunst, Industri og Haandværk (1863).[1]
Attività nel design e nelle arti applicate
Dal 1821 fu legato alla Reale Fabbrica di Porcellane e ne divenne direttore artistico tra il 1828 e il 1857, disegnando modelli e decori di gusto neoclassico e contribuendo alla riforma dell’insegnamento del disegno per gli artigiani.[3][4]
Opere principali (selezione)
- Sinagoga di Copenaghen (1833), Krystalgade 12 – esterni neoclassici, interni con elementi di revival egizio.[5][6]
- Chiesa (poi Cattedrale) di Sant’Ansgario, Copenaghen (1840–1842).[7]
- Stensgård (restauro/ricostruzione della residenza), Langeland (1836–1837).[8]
- Basnæs, presso Skælskør (1842–1846), residenza neogotica.[9]
- Ala sud di Gjorslev (1843–1845).[10]
- Sankt Annæ Plads 1–3 (1847–1849), Copenaghen; progetto di Hetsch completato da P. C. Hagemann.[11][1]
- Interni del Palazzo di Christiansborg (con C. F. Hansen) e dell’Amalienborg, palazzo di Cristiano VIII.[1]
Incarichi accademici e associazioni
Fu tra i promotori della riforma dell’insegnamento del disegno per artigiani; sostenne la fondazione della Kunstforeningen (1825) e il Selskab for nordisk Kunst (1847).[2][12]
Note
- 1 2 3 4 5 (DA) G.F. Hetsch, su Dansk Biografisk Leksikon (lex.dk). URL consultato il 3 settembre 2025.
- 1 2 (DA) G.F. Hetsch, su Thorvaldsens Museum – Arkivet. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ (DA) G.F. Hetsch (sintesi), su Lex.dk. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ (DA) Den gode smag: design og håndværk på Charlottenborg i 1830’erne, su Thorvaldsens Museum – Arkivet. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ (DA) Det jødiske København – guida (scheda Sinagoga) (PDF), su Dansk Jødisk Museum. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ (DA) Egypten i oldtiden – billedkunst (nota sull’egittomania), su Lex.dk, 30 ottobre 2024. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ (EN) About Saint Ansgar’s Church, su Sankt Ansgars Kirke (sito ufficiale). URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ (DA) Steensgaard (Langeland), su Danske Herregårde. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ (DA) Basnæs, su Danske Herregårde. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ (DA) Gjorslev, su Danske Herregårde. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ (DA) Sankt Annæ Plads 1–3–3a, su Indenforvoldene.dk. URL consultato il 3 settembre 2025.
- ↑ (DA) G.F. Hetsch, su Kunstforeningen (Københavns Kunstforening). URL consultato il 3 settembre 2025.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Gustav Friedrich Hetsch
Collegamenti esterni
- Hetsch, Gustav Friedrich, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 51927436 · ISNI (EN) 0000 0000 6658 1857 · CERL cnp01379492 · ULAN (EN) 500021931 · LCCN (EN) n90625053 · GND (DE) 116778725 · BNF (FR) cb145379111 (data) |
|---|