HP 64000

HP 64000
computer
HP64100A usato per provare un sistema nel 1986
TipoSistema di sviluppo
Paese d'origineStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
ProduttoreHewlett-Packard
Inizio vendita1979
Prezzo di lancio24 875 $[1]
CPUBPC (Binary Processing Chip)[2]
Tastiera incorporataSì (64100A)
Drive incorporatiFino a due lettori di floppy (64100A)
SchermoSì (64100A)

HP 64000, nome completo HP 64000 Logic Development System, è un sistema computerizzato per lo sviluppo hardware e software di altri sistemi basati su microprocessore, lanciato nel 1979 dalla Hewlett-Packard (HP). Fu sviluppato dalla divisione HP di Colorado Springs[1]. A differenza di molti sistemi analoghi dell'epoca, come Intellec e EXORciser, non era dedicato solo ai microprocessori del proprio produttore, ma permetteva lo sviluppo e il debug di generiche applicazioni su scheda custom con microprocessore di molti diversi modelli, come quelle che oggi sono note come sistemi embedded[3]. Venne utilizzato anche per progettare videogiochi arcade[2], il primo POS italiano a carte di credito e il Telepass[4].

Caratteristiche

In ogni scheda custom il microprocessore (detto "micro") deve interfacciarsi con molte altre componenti e il suo programma veniva memorizzato su EPROM; i tempi di sviluppo sono lunghi, dovendo fare molti tentativi con scrittura e cancellazione dell'EPROM. Con l'HP 64000 si intendeva fornire un sistema completo per rendere più veloce ed efficiente tale processo. Il costo del sistema era piuttosto elevato[5].

Il sistema è modulare e ogni sua possibile componente ha un codice di identificazione numerico in formato 64xxx. I due principali gruppi di hardware sono le workstation, dotate di schermo e tastiera ed espandibili tramite un backplane, e i box di emulazione di specifici micro, da collegare alle workstation tramite protocollo IEEE 488[5]. Più workstation si possono collegare in rete locale, così da accedere ad esempio a un disco rigido comune[3].

A differenza di sistemi più recenti software, l'emulazione di un certo micro avviene con apposito hardware che ne riproduce e consente di osservare il funzionamento[5]. Una periferica chiamata emulation probe (lett. "sonda di emulazione"), specifica per certi micro, si collega tramite cavo a nastro al posto di quello che, nell'hardware in sviluppo, dovrebbe essere il micro[6].

All'interno della workstation venivano montate schede per interfacciare il sistema in sviluppo e il software di gestione. Serviva una scheda da collegare al probe e una scheda bridge. Ulteriori schede comuni potevano essere le State Analyzer, per monitorare l'attività del micro senza interferire con esso[6]; ad esempio la HP 64623A a 20 canali, per micro a 8 bit di dati e 16 di indirizzi, o la HP 64622A a 40 canali, per micro a 16 bit di dati e 24 di indirizzi[2]. Altre potevano essere più avanzate, come ad esempio la Software Performer Analyzer (HP 64310A) per effettuare analisi statistiche sull'esecuzione del codice[2]. Tutte le schede sono circuiti stampati di circa 28x28 cm. La memoria interna del sistema ospita i programmi al posto delle EPROM[2].

Come software per HP 64000 erano disponibili cross-compilatori di diversi linguaggi di programmazione, assembler, linker, convertitori di file e ogni genere di strumenti per la gestione dell'hardware emulatore[7].

Note

Bibliografia

  • HP 64000 - Il cacciavite elettronico, in Retro Computer, n. 4, Cernusco sul Naviglio, Sprea, ottobre/novembre 2024, pp. 38-43, ISSN 3034-8676.

Altri progetti

Collegamenti esterni