Hail, Hero!

Hail, Hero!
foto di scena dei protagonisti
Titolo originaleHail, Hero!
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1969
Durata100 min
Generedrammatico
RegiaDavid Miller
SoggettoJohn Weston
SceneggiaturaDavid Manber
FotografiaRobert B. Hauser
MontaggioJohn McSweeney Jr.
MusicheJerome Moross
ScenografiaAlbert Heschong e Ray Molyneaux
Interpreti e personaggi

Hail, Hero! è un film del 1969 diretto da David Miller e basato sul romanzo omonimo di John Weston. Rappresenta l'esordio di Michael Douglas e Peter Strauss. Fu un flop di critica e di pubblico.

Plot

Durante la guerra del Vietnam, Carl Dixon, studente universitario e hippie, inaspettatamente lascia gli studi venendo arruolato. Prima di venir inviato in missione decide di tornare a casa e far visita alla sua famiglia.

L'intera vicenda del film è ambientata nel corso di un singolo giorno e di una singola notte nel maestoso ranch della famiglia Dixon (descritto in alcune recensioni dell'epoca come una reale tenuta presso Soledad Valley, California, in altre come locata in Arizona). Inizialmente non dirà ai suoi genitori e a suo fratello di essere stato arruolato. La sua famiglia nutre poca simpatia nei suoi confronti in quanto causò involontariamente la disabilità di suo fratello in un incidente, il favorito dei suoi genitori, facendolo cadere da cavallo gettandogli davanti un serpente molti anni prima. Suo padre decide subito di tagliarli a forza di capelli, e sua madre si mostra apatica e distante. Carl inoltre sospetta che la madre stia avendo una relazione extraconiugale con Conklin, un amico di famiglia che gestisce una casa per anziani.

Le tensioni in famiglia accrescono ulteriormente quando Carl dona per il compleanno a suo fratello il corpo mummificato di un bambino nativo americano, shockando sua madre e facendo infuriare suo padre, alcuni parenti e gli ospiti, tra cui due politici conservatori molto influenti che vogliono far candidare suo padre, profondamente rispettato in quanto discendente di una famiglia che combatté la guerra civile americana dalla parte dei sudisti. Durante la festa Carl ha una discussione con Conklin riguardo ai sospetti di una relazione con una sua madre. Conklin non risponde ma porta Carl alla sua casa per anziani facendo diverse riflessioni sulla morte.

Carl si riappacifica con suo fratello ma non coi suoi genitori, e dopo aver finito di dipingere un grande murale sulla facciata della stalla della tenuta, lascia il ranch per dirigersi verso il suo arruolamento che lo manderà nel Vietnam del Sud.

Poco prima della distribuzione nei cinema venne rimossa una sequenza dal finale in cui si vedevano i genitori di Carl unirsi a lui per dipingere il murale.

Produzione

Il regista David Miller inizialmente escluse Douglas per il ruolo. Il biografo di Douglas, Marc Eliot, raccontò che Miller non era a conoscenza del fatto che Michael fosse figlio di Kirk Douglas durante il provino, ma quando l'agente di Michael Douglas gli fece presente la parentela, Miller ne tenne conto ricordando di aver avuto delle esperienze negative con suo padre durante le riprese di Solo sotto le stelle. Eliot scrisse che successivamente Michael venne scelto come riappacificazione nonché per porre fine a quello che aveva inteso come un'esclusione dell'intera industria hollywoodiana nei confronti di Kirk per il suo carattere difficile, o forse perché comunque riconobbe Michael come effettivamente la persone più adatta al ruolo.

A Michael Douglas venne chiesto spesso se suo padre Kirk influì nel fargli ottenere il ruolo da protagonista in questo film e in generale nei suoi primi tre, al che lui negò affermando di essere irritato da queste domande e che il motivo fosse da ascriversi nell'ottimo riscontro ricevuto per il suo ruolo nell'episodio The Experiment della serie televisiva antologica CBS Playhouse. Anche Kirk Douglas negò di aver avuto alcun ruolo in merito. Nonostante ciò, in una intervista del 1970, pubblicata poco dopo il flop del suo secondo film, Adam at Six A.M., Michael disse che "Certamente ha aiutato essere il figlio di Kirk Douglas." precisando però che la parentela "Ti porta davanti la porta principale ma non ti assicura il lavoro. Quello dipende da te."

Il cantautore Gordon Lightfoot scrisse due canzoni per la colonna sonora, il brano omonimo del film (scritto in collaborazione con Jerome Moross) e "Wherefore and Why", una versione alternativa e più veloce del primo brano dell'album Did She Mention My Name? Probabilmente a causa dell'insuccesso del film non venne pubblicata alcuna colonna sonora.

Una scena chiave del film venne rimossa poco prima della distribuzione delle sale. Sia nel romanzo che nel film Carl passa l'ultima notte a casa dipingendo sulla facciata della stalla del suo ranch un enorme murales in stile Pop art con fiori, bombe, arei in fiamme e una bandiera americana con dei cuori al posto delle stelle. In questa scena del romanzo, ma rimossa dal film i genitori di Carl si uniscono significativamente nell'aiutarlo a dipingere queste immagini.

Distribuzione

Due mesi dopo l'uscita della pellicola avvenuta nell'ottobre del 1969, Vernon Scott, corrispondente della United Press International Hollywood riportò che il film era stato "acclamato universalmente dai critici con le proporzioni di una bomba all'idrogeno" e che Douglas ricevette riscontri positivi per la sua interpretazione pur non ricevendo riscontro economico e tra i critici. Venne riportato che questo fatto avesse lasciato Douglas "ancora shockato".

Sul New York Times, il critico cinematografico Vincent Canby scrisse che in in Hail, Hero! "puoi vedere Kirk Douglas, anche più giovane di quanto fosse in Il grande campione in 1949, nel suo figlio venticinquenne Michael." Canby comunque fece una critica negativa del film, affermando che la regia di Miller fosse "pretenziosa" e non mancasse mai "l'opportunità di rimarcare l'ovvio."

Kathleen Carroll critica cinematografica del New York Daily News diede al film due stelle e mezzo su quattro. Scrisse che nonostante ci siano nel film "momenti di verità" essi fossero "inframezzati tra scene dolorosamente artificiose, come il cambio di idea immediato del fratello amareggiato, le quali che sono semplicemente poco credibili." Notò inoltre come la parola "Vietnam" non venga mai pronunciata apertamente nemmeno una volta e che "risulti incomprensibile perché un simpatico pacifista come lui stia andando in guerra."

Sul Los Angeles Times il critico Charles Champlin criticò il film per tentare di influire sulle coscienze dei giovani spettatori. Scrisse che inoltre non è chiaro il motivo per cui il protagonista decida di unirsi all'esercito e di partire per la guerra, se per una volontà di suicidio, per una ribellione al contrario o come un atto di pentimento per la sua ostilità nei confronti dei genitori e di suo fratello e aggiunse che il lieto fine del film fosse "una sciocchezza della più antica tradizione di Hollywood."

Michael Douglas venne candidato ai Golden Globe come esordiente dell'anno per il suo ruolo.

Home media

Hail, Hero! venne pubblicato in DVD dalla Paramount Home Entertainment) il 3 settembre 2019.

In Italia il film è inedito e non ha avuto una distribuzione in home video.

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