Hartapu
| Hartapu | |
|---|---|
![]() | |
| Re degli Ittiti | |
| In carica | fine del XIII secolo a.C. (?) |
| Predecessore | Kurunta (?) |
| Successore | Šuppiluliuma II (?) |
| Padre | Muršili III (?) |
Hartapu (fl. XIII secolo a.C.) è stato un sovrano ittita che probabilmente regnò sulla Regione di Tarhuntassa, situata nel Sud anatolico, alla fine dell'età del bronzo; inizialmente tale figura era stata identificata col sovrano neo-ittita omonimo [1], vissuto nell'ottavo secolo a.C e protagonista di alcuni rilievi e gruppi scultorei nella medesima regione, a cui il mondo accademico oggi si riferisce invece come ad Hartapu II. La maggioranza degli ittitilogi ritiene oggi che i sovrani siano due figure distinte, col secondo che avrebbe fatto risalire il proprio lignaggio al primo.
Una figura enigmatica
Questo sovrano ha costituito, ed in parte costituisce ancora, uno degli enigmi più affascinanti dell'archeologia anatolica.
Di lui ci restano iscrizioni geroglifiche monumentali in santuari rupestri e alcune stele commemorative[2], ma la sua collocazione temporale è stata alternativamente indicata al tardo bronzo (13º/12° sec. a.C.) o al medio periodo del ferro (9°/8° sec. a.C.).
Particolarmente significativo è il gruppo "Kizildag", composto da una figura maschile seduta in trono, attorno alla quale sono state rinvenute tre iscrizioni in geroglifico luvio, recanti il nome di Hartapu; nella "Kizildag 3" si identifica la figura come il "Grande Re" Hartapu, fondatore della città e figlio di un altro "Grande Re", Muršili, secondo un appellativo riservato ai sovrani Ittiti nel periodo dell'apogeo dell'impero, e cioè dal XIV al XII sec. a.C., circostanza che fece supporre che Hartapu potesse essere stato un sovrano Ittita sino ad allora sconosciuto.
Tuttavia l'incisione figurativa del gruppo, in stile marcatamente neo-assiro pur con qualche reminescenza anatolica/ittita, veniva datata con certezza all'ottavo secolo a.C., e quindi in tale periodo si riteneva di dover collocare la figura di Hartapu, considerato perciò uno dei sovrani degli staterelli neo-ittiti fioriti dopo il collasso dell'impero[3].
Successivamente, dietro dettagliata analisi, un'iscrizione rinvenuta poco distante del gruppo (la "Kizildag 4", posta a circa 150 metri dalla figura in trono) era stata retrodata al periodo finale dell'impero ittita[4], aprendo un vuoto nello scenario storico conosciuto, dal momento che in nessuna lista reale ittita compare un re chiamato Hartapu.
Tuttavia sembrava strano che sul finire dell'età del bronzo, con Tudhaliya IV prima e suo figlio Šuppiluliuma II poi pienamente in carica come sovrani ittiti sul trono di Hattusa, vi fossero iscrizioni di altri due sovrani anatolici che reclamavano il titolo di Grande Re: Hartapu e Kurunta, reggente di Tarhuntassa per conto del cugino Tudhaliya IV, del quale erano stati rinvenuti un sigillo ed una stele (Hatip) che lo appellavano col medesimo titolo del re ittita.
Quanto ai sovrani chiamati Muršili, l'unico che avrebbe potuto essere ricollegato alla nuova datazione delle iscrizioni ed esser pertanto potenzialmente il padre di tale Hartapu, era Muršili III, fratello maggiore di Kurunta, sovrano ittita dal 1272 a.C. al 1265 a.C. e deposto poi dopo una rapida guerra civile dallo zio Hattušili III[5].
L'indipendenza di Tarhuntassa
Oggi sappiamo che Tarhuntassa probabilmente si staccò sul finire del XIII secolo dal potere centrale della corte di Hattuša, sia per l'appellativo di Grande Re che Kurunta si attribuì su alcuni sigilli e iscrizioni rupestri[6] sia per l'evidente deterioramento dei rapporti tra questi e il cugino Tudhaliya IV[7].
Sulle modalità della separazione si sono fatte varie ipotesi, la più probabile delle quali, visto che nessuna fonte a noi giunta parla di uno scontro armato tra le due città Ittite nel XIII secolo a.C., è quello di un distacco politico di Kurunta dal cugino, un'autonomia che avrebbe portato ad una effettiva spaccatura in due dell'Impero con due "Grandi Re"[8], senza arrivare ad alcuno scontro armato ma comunque alla rottura dei rapporti.
Tale evento va collocato forse verso la fine del regno di Tudhaliya, durante o dopo la sconfitta patita contro gli Assiri a Nihriya (1227 a.C.)[9]; datazioni alternative quella della sua morte (1209) o quella del suo successore Arnuwanda III (1207), periodo del quale abbiamo notizie confuse. Scenari poco probabili questi ultimi due, tuttavia, visto che all'epoca Kurunta sarebbe stato all'incirca ottantenne[10].
Il riscatto di Hattusa
Con queste evidenze e ricostruzioni, la maggior parte degli studiosi ha concordato sul fatto che Hartapu, effettivamente figlio di Muršili III e nipote dello zio Kurunta[11], avesse regnato come sovrano indipendente da Tarhuntassa,[12] capitale secondaria degli Ittiti, collocata verosimilmente nella regione di Konya[13].
Hartapu, quindi, sarebbe stato l'erede legittimo del trono ittita se suo padre Muršili III non fosse stato deposto nel 1265 dallo zio Hattušili III, ed avrebbe alla fine ereditato dallo zio Kurunta il trono di una Tarhuntassa resasi indipendente[14], dove potrebbe esser giunto in una qualche fase di questa vicenda perfino suo padre Mursili, fuggito in Egitto dopo la detronizzazione e che non aveva mai riconosciuto la legittimità di Hattušili III e dei suoi eredi[15].
La ricostruzione spiegherebbe anche la notizia che apprendiamo dall'ultimo re Ittita, Šuppiluliuma II figlio di Tudhaliya IV, che rivendicò, attorno al 1200-1190, una campagna armata[16] nelle regioni anatoliche centromeridionali contro città da sempre in orbita ittita[17] fino a concludersi con la conquista e annessione di Tarhuntassa, la vecchia capitale meridionale.
Alcuni storici ipotizzano[18] che la campagna militare di Šuppiluliuma II sarebbe stata volta a riconquistare quelle aree periferiche dell'impero sottratte ad Hattuša da Kurunta[19], poiché una volta resasi indipendente, Tarhuntassa avrebbe esteso ad ovest la propria sfera di influenza, sottraendo territori e vassalli all'impero di Hattuša.
Salito al trono, Šuppiluliuma II avrebbe deciso di non tollerare oltre la divisione, ed avrebbe iniziato da Ovest l'opera di riconquista[20], conclusasi dopo un anno di campagna militare con la conquista di Tarhuntassa; il nemico con cui si confronto' l'ultimo re di Hattuša sarebbe stato proprio Hartapu[21], il cui destino finale al momento ci è ignoto.
Altri (Singer inizialmente, poi più di recente Yakubovich, 2009) hanno ipotizzato invece che Tarhuntassa ed il suo sovrano Hartapu fossero già caduti precedentemente alla campagna militare condotta da Šuppiluliuma II, travolti dall'avanzata dei cosiddetti Popoli del Mare e che l'azione di riconquista del sovrano ittita nel Sud anatolico fosse pertanto diretta contro costoro.
In un caso o nell’altro, comunque, Šuppiluliuma II ebbe successo ed il regno di Tarhuntassa fu inglobato nuovamente dal potere centrale di Hattuša, in un impero ittita riunificato proprio alla fine; mentre di Hartapu non si hanno ulteriori notizie.
Il conflitto tra Hattuša e Tarhuntassa e la contrapposizione nei decenni precedenti tra le due capitali, che può aver minato le basi politiche degli Ittiti, unite ad una supposta carestia che colpì l'Anatolia sul finire del XIII secolo a.C.[22], possono aiutare a comprendere come un impero con un esercito addestrato ed equipaggiato, sia potuto cadere di lì a pochi anni sotto l'avanzata dei Popoli del Mare[23].
Due sovrani omonimi ?
Quando tutto sembrava delineato, un gruppo di ricercatori[24] che stava indagando il sito di Türkmen Karahöyük[25], su segnalazione di un agricoltore locale, scoprì nel 2019 una grande stele scolpita in geroglifici luvii[26]. Tradotta[27], è stata datata, per lo stile dei segni, all'ottavo secolo a.C.
La stele risultava redatta dal "..Gran Re Hartapu, Eroe, figlio di Muršili..", che reclamava la vittoria sul regno dei Muška (ritenuti dai ricercatori i Frigi dei racconti greci) e su tredici re, sconfitti e ridotti in schiavitù[27].
Venne anche notato che le iscrizioni fossero, nel contenuto, simili ed in parte identiche a quelle già note rinvenute sui picchi del Kizildag e del Karadag[28], distanti pochi chilometri da Turkmen-karahoyuk, che narravano le gesta di Hartapu figlio di Muršili e della sua vittoria sui Muška.
Visto il preambolo, il riferimento al padre Muršili ed ai Muška, i ricercatori pensarono subito che si trattasse dello stesso personaggio; e che i tre siti facessero parte di un unico centro urbano: la seconda capitale ittita Tarhuntassa.
Sulla base dello stile dei geroglifici, i medesimi archeologi[29] ritengono che la collocazione storica di questo sovrano debba essere nuovamente posposta all'VIII secolo a.C.[27]; dunque questo Hartapu (del quale stranamente non c'è traccia nei molti testi del periodo, soprattutto in quelli Assiri) sarebbe stato a capo di un regno finora del tutto ignoto, che risulterebbe come uno dei più importanti del tempo nell'area, la cui capitale sarebbe stata Tarhuntassa, rimasta in qualche modo attiva fino a quattro secoli dopo il crollo ittita. Il riferimento a Muršili sarebbe un tentativo di accreditarsi come discendente della prestigiosa casa reale ittita di un tempo; o effettivamente il nome del padre, a noi totalmente sconosciuto.
Tuttavia contro tale ipotesi si è nettamente espresso[30] il più eminente traduttore/linguista ittitologo, il Prof. Hawkins.
Dopo una attenta analisi della stele di Turkmenkarahoyuk, effettuata nel 2021 e 2022, e la sua comparazione con le iscrizioni di Kizildag e Karadag, questi l'ha datata effettivamente all'VIII sec. Ma ha ritenuto tuttavia che la prima linea (quella relativa ai Muška) sia solo una "imitazione" della "Kizildag 4" e della "Karadag 1", di cui in sostanza la stele di Turkmen-karahoyuk sarebbe una ripetizione posticcia; la seconda e la terza linea narrerebbero invece fatti coevi alla incisione della stele.
La lettura storica che ne consegue e che riscuote il generale consenso del mondo accademico[31] è che gli Hartapu nella regione sarebbero stati due: il primo, ittita, figlio forse del re Mursili III[32] e sovrano di Tarhuntassa, vissuto nel XII sec.; al quale fa risalire la propria discendenza un secondo Hartapu, neo-ittita, vissuto quattro secoli più tardi, ed autore di buona parte dei rilievi in cui compaia tale nome.
In questa prospettiva, sarebbe stato l'Hartapu ittita a sconfiggere i Muška (che non sarebbero i Frigi dell'Ovest, ma popolazioni abitanti nell'Est anatolico, indicate genericamente come "Muški" dai testi Assiri già dal XII secolo; va però rimarcato che il termine "Muška" non compaia in alcun altro testo ittita giunto a noi)[33], impresa richiamata poi dall'omonimo neo-ittita, il cui regno sarebbe invece piu modesto rispetto all'interpretazione precedente, come propaganda comparativa e rafforzativa per un proprio successo militare.
Anche la differente forma in cui viene scritto il nome del sovrano nella stessa iscrizione (Hartapu e Kartapu, che foneticamente risultano praticamente identici ma graficamente no), comprova a modo di vedere di Hawkins che si tratti di due sovrani distinti.
Gli archeologi che stanno scavando il sito di Türkmen Karahöyük si sono resi conto che sotto il tell giace, intatta, una vasta città, seconda per estensione, nell'Anatolia ittita, solo ad Hattuša, che sarebbe stata abitata dal 3.000 al 200 a.C. circa, con apogeo tra il 1.400 ed il 600; per estensione, collocazione geografica e periodo di sviluppo del sito, ritengono che si possa trattare di Tarhuntassa[34] che, per un breve periodo, fu capitale (1290 ca.-1272) dell'impero e poi, dopo il ritorno della corte a Hattuša, fu a capo di un vasto governatorato prima vassallo e poi indipendente[35].
Le campagne di scavo nel sito, in corso, riveleranno se custodisca effettivamente i resti di questa città e dei suoi archivi, che getterebbero nuova luce sulla fase finale della storia ittita e sulla elusiva figura di Hartapu.
Note
- ↑ Si veda la conclusione cui giunge Hawkins, smontando le teorie precedenti: Hawkins, J. David, and Mark Weeden, "The New Inscription from Türkmenkarahöyük and its Historical Context", Altorientalische Forschungen 48.2, pp. 384-400, 2021
- ↑ J. D. Hawkins: The inscriptions of the Kizildag and the Karadag in the light of the Yalburt inscription; pag. 259-275.
- ↑ Trevor Bryce, The Kingdom of the Hittites, p. 352.
- ↑ Prima degli altri da Singer, basandosi sullo stile dell'iscrizione che appariva simile a quelle del periodo precedente la caduta della capitale ittita Hattuša nel 1178 a.C.; datazione ribadita dal più illustre traduttore ittotologo, Hawkins, che dopo attenta analisi dell'iscrizione in situ, aveva sostenuto che sia la figura del re in trono, sia le iscrizioni Kizildag 1-2-3, fossero delle aggiunte dell'VIII secolo ad un monumento rupestre precedente di epoca tardo imperiale, che ne imita lo stile, di cui sopravviveva solo la "Kizildag 4".
- ↑ Trevor Bryce, The Kingdom of the Hittites, pp. 261-263.
- ↑ Iscrizione di Hatip: "Kurunta, Grande Re, Eroe, figlio del Grande Re Muwatalli II". Si veda Trevor Bryce, The Kingdom of the Hittites, pag 319-321.
- ↑ Il trattato di amicizia tra i due, scolpito nel bronzo, fu bruciato e sotterrato ad Hattusa
- ↑ In particolare per questa tesi Beal, D'Alfonso ed Hawkins, che suggerisce come la stele ritrovata demarcasse il confine tra i regni di Hattusa e di Tarhuntassa. Singer ipotizza una divisione volontaria dell'impero in due parti per una migliore governabilità, con collaborazione fattiva tra i due cugini ed identifica nei Popoli del Mare (che avrebbero sconfitto e soppiantato nel controllo della città Kurunta o Hartapu) gli occupanti di Tarhuntassa che Suppiluliuma II sconfisse.
- ↑ T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pp.319-321.
- ↑ Bryce, supportato da Neve (Più cauta Jasink che parla di "colpo di mano fallito" ma propende comunque per una spaccatura dell'impero in due regni: "Il ruolo di Tarhuntassa", pp. 276-278) si spinge ad ipotizzare addirittura un breve avvicendamento sul trono di Hattusa tra i cugini (1230 circa). T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pp.319-321; lo stesso autore ammette tuttavia che tale ricostruzione è messa in dubbio dall'assenza di fonti scritte. Si veda The secession of Tarhuntassa, pag. 125, con Kurunta che avrebbe destituito per un breve periodo Tudhaliya, impegnato nella disastrosa campagna anti-Assira di Nihryia (1230 ca.) o immediatamente dopo; tale teoria trae fondamento dal ritrovamento di alcune parti delle mura e del quartiere del tempio di Hattusa bruciate in tale periodo, come rimarcato da Neve, (direttore degli scavi archeologici ad Hattuša), ma con immediati segni di ripresa nell'ultima parte del regno di Tudhaliya, con sviluppo architettonico e nuova pavimentazione nella stessa zona, proprio sotto la quale la tavoletta in bronzo col trattato tra i cugini è stata rinvenuta, rafforzando l'idea che sia stata interrata dopo l'incendio che sarebbe l'effetto del colpo di Stato. Secondo questa teoria, Tudhaliya IV si sarebbe riappropriato del trono in capo a pochi mesi. T. Bryce: The kingdom of the Hittites, pp.320-321. Il successivo destino di Kurunta resta un mistero
- ↑ Contra Oreshko che interpreta in modo completamente differente le iscrizioni geroglifiche: Hartapu re di Masha e non figlio di Mursili.
- ↑ Singer, ma anche Jasink, Bryce, Hawkins, Mora, Giorgieri, d'Alfonso e Mellaart.
- ↑ Dove sono stati trovati rilievi e iscrizioni che menzionano successi militari e conquiste di questo sovrano.
- ↑ T.Bryce, The world of the neo-Hittites kingdom; pag.28 e seg. ma anche L. d'Alfonso: The kingdom of Tarhuntassa; pag. 230.
- ↑ Si veda il frammento sopravvissuto della lettera di Tudhalya IV, catalogata col codice CTH 214.12.C datata al 1235 ca: Mursili III sarebbe vivo e in cerca di alleati per riconquistare il regno. Beckman, Bryce, Cline, The Ahhiyawa texts, pag. 164-165. Tale ipotesi troverebbe conferma dalla notizia che ricaviamo da un'orazione di Tudhaliya IV. Si veda KUB 16.32 - CTH 582. Il quale, già re, cita i figli adulti di Mursili. Non si hanno invece notizie dalle fonti né di spose né di figli di Kurunta, che potrebbe pertanto aver lasciato il trono ad un figlio del fratello. T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag. 123.
- ↑ Iscrizioni di Tarhuntassa. Si veda Bryce, The kingdom of the Hittites, pag. 329.
- ↑ l'elenco delle conquiste del re comprende Tamina, Masa, Lukka e Ikuna
- ↑ Si veda A. M. Jasink: Il ruolo di Tarhuntassa; pag. 278-280, che identifica nel personaggio delineato col termine "Caput.Vir", il nemico contro cui Suppiluliuma mosse guerra, proprio Hartapu; del medesimo parere Bryce e d'Alfonso.
- ↑ T.Bryce, The world of the neo-Hittites kingdom, pag.29
- ↑ A. M. Jasink: Il ruolo di Tarhuntassa; pag. 278-279.
- ↑ Oltre a Jasink e Bryce, tra gli altri, anche D'Alfonso: The kingdom of Tarhuntassa; pag.230.
- ↑ T. Bryce: The kingdom of the hittites. Pag. 330-335.
- ↑ T. Bryce: The secession of Tarhuntassa; pag.127.
- ↑ guidato da Massa ed Osborne
- ↑ Türkmen-Karahöyük, su krasp.net. URL consultato il 15 febbraio 2021 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2021).
- ↑ (EN) Becky Ferreira, Archaeologists Have Discovered a Lost Ancient Kingdom in Turkey, su Vice, 25 febbraio 2020. URL consultato il 26 febbraio 2020.
- 1 2 3 (EN) Louise Lerner, Oriental Institute archaeologists help discover lost kingdom in ancient Turkey, su University of Chicago News, 20 febbraio 2020. URL consultato il 23 luglio 2022.
- ↑ Hawkins, J. David, and Mark Weeden, "The New Inscription from Türkmenkarahöyük and its Historical Context", Altorientalische Forschungen 48.2, pp. 387-393, 2021
- ↑ Massa ed Osborne, ma anche Godegebuure e Van den Hout
- ↑ Hawkins, J. David, and Mark Weeden, "The New Inscription from Türkmenkarahöyük and its Historical Context", Altorientalische Forschungen 48.2, pp. 384-400, 2021
- ↑ Oltre a Hawkins e Weeden, su questa linea di pensiero anche D'Alfonso e Pedrinazzi.
- ↑ Hawkins e Weeden ritengono poco probabile, anche se possibile, che il padre dell'Hartapu ittita possa essere Mursili III, nato ad inizio XIII secolo, mentre il supposto figlio avrebbe commissionato rilievi ed incisioni oltre cento anni dopo; piu probabile a loro avviso che questo Mursili sia un altro sovrano a noi ignoto, magari figlio di Kurunta; si veda Hawkins, J. David, and Mark Weeden, "The New Inscription from Türkmenkarahöyük and its Historical Context", Altorientalische Forschungen 48.2, pp. 396.
- ↑ Hawkins, J. David, and Mark Weeden, "The New Inscription from Türkmenkarahöyük and its Historical Context", Altorientalische Forschungen 48.2, pp. 394-395, 2021
- ↑ M. Massa et al.: A landscape oriented approach to urbanisation and early state formation on the Konya and Karaman plains, Turkey; pag. 65.
- ↑ Dubbiosi Hawkins e Weeden che ritengono che Tarhuntassa si trovasse più a Sud: Hawkins, J. David, and Mark Weeden, "The New Inscription from Türkmenkarahöyük and its Historical Context", Altorientalische Forschungen 48.2, pp. 384-387, 2021.
Voci correlate
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 19169858134278000117 · GND (DE) 1307281664 |
|---|
