Hasan Shaheed Suhrawardy

Hasan Shaheed Suhrawardy

Hasan Shaheed Suhrawardy (Midnapore, 24 ottobre 1890 – Karachi, 3 marzo 1965) è stato un critico d'arte, poeta, traduttore e diplomatico pakistano.

Biografia

Hasan con Peter Warlock e David Herbert Lawrence nel 1915

Hasan Shaheed Suhrawardy nacque nel 1890 come figlio primogenito di Zahid Suhrawardy (1870-1949) e di Khujista Akhtar Banu (1874-1919).[1]

Studiò all'Università di Calcutta, alla Sorbona (1910-1911) e a Oxford, dove si laureò in storia nel 1914.[1][2] Aiutò il poeta Robert Bridges a selezionare i versi orientali per l'antologia The Spirit of Man (1916).[3] Ebbe modo di conoscere altre note personalità, tra cui David Herbert Lawrence, Ottoline Morrell e Aldous Huxley.[2]

Dopo essersi recato in Russia per studiare lingue slave, divenne lettore di lingua e letteratura inglese presso l'Università Imperiale di San Pietroburgo e all'Università femminile di Mosca, città in cui lavorò alla direzione del Teatro d'arte dal 1921 al 1928.[1][2][4] Successivamente lavorò per tre anni come esperto per la Commissione internazionale di cooperazione intellettuale (ICIC) della Società delle Nazioni.[1][2]

Fu professore di belle arti all'Università di Calcutta dal 1932 fino al 1943, anno in cui entrò a far parte della Commissione per i servizi pubblici del Bengala, di cui fu un membro fino al 1947.[1][3][5] Venne invitato come professore di arte iraniana all'Università Visva-Bharati e scrisse come critico d'arte per il giornale indiano The Statesman dal 1940 al 1947.[3][5][6] Fu una figura chiave dei circoli artistici e letterari di Calcutta, legato in particolare ai poeti Bishnu Dey e Sudhindranath Dutta.[2]

Insegnò arte orientale all'Università Columbia dal 1952 al 1954.[4] Tradusse dal russo e dal cinese e conosceva anche il francese, l'italiano, lo spagnolo e il tedesco.[2][7] Fece parte della Commissione federale per i servizi pubblici del Pakistan, del quale fu anche ambasciatore in Spagna, presso la Santa Sede, in Marocco e in Tunisia, con residenza a Madrid.[1][3][8] Fu membro fondatore della sezione pakistana di PEN International.[9]

Il suo stile di vita cosmopolita lo espose all'influenza delle avanguardie e dal punto di vista letterario è considerato come il primo poeta modernista dell'Asia meridionale.[2] Morì a Karachi nel 1965.[1]

Opere

  • Faded Leaves (1910)
  • Essays in verse (1937)
  • Prefaces: Lectures on Art Subjects (1938)
  • Poems of Lee Hou-Chu: Rendered into English from the Chinese (1948)
  • Poems. Selections
  • Cultural history of the Muslims
  • The art of the Mussulmans in Spain
  • First voices

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) The Unforgettable Suhrawardys of Bengal, su thedailystar.net, 9 novembre 2020. URL consultato il 24 dicembre 2025.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 (EN) Kaiser Haq, Ancestral Voices: The Transtion to Modernity in Indian English Poetry, in Metropolitan University Journal, pp. 8-9.
  3. 1 2 3 4 Tagore, p. 148.
  4. 1 2 Benson e Conolly, p. 1535.
  5. 1 2 (EN) Sunil Bandopadhaya, Remembering Shahid Suhrawardy (PDF), su bmri.org.uk. URL consultato il 24 dicembre 2025.
  6. ↑ Kishore.
  7. ↑ Reddy, p. 392.
  8. ↑ Great Britain. Office of Commonwealth Relations, p. 175.
  9. ↑ (EN) Arif Azad, The eclectic genius, su thenews.com.pk, 20 marzo 2016. URL consultato il 25 dicembre 2025.

Bibliografia

Altri progetti

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