Hastingsite

Hastingsite
Classificazione Strunz (ed. 10)9.DE.15[1]
Formula chimicaNaCa2(Fe2+4Fe3+)(Si6Al2)O22(OH)2[2]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallinotrimetrico[3]
Sistema cristallinomonoclino[3]
Parametri di cellaa = 9,8659(4) Å, b = 18,0139(8) Å, c = 5,3545(2) Å, β = 105,082(1)°, V = 918,84 ų, Z = 2[4]
Gruppo puntuale2/m[5]
Gruppo spazialeC2/m (nº 12)[6]
Proprietà fisiche
Densità misurata3,35 - 3,5[7] g/cm³
Densità calcolata3,42[7] g/cm³
Durezza (Mohs)5 - 6[7]
Sfaldaturaperfetta secondo {110}[5]
Colorenero, verde scuro, marrone-verdastro, giallo[4]
Lucentezzavitrea[5]
Opacitàtraslucida[7]
Strisciogrigio verdastro[6]
Diffusionepoco comune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

L'hastingsite (simbolo IMA: Hst[8]) è un minerale del supergruppo dell'anfibolo, all'interno del quale viene collocato nel "gruppo degli anfiboli con W(OH,F,Cl)-dominante" e da lì al sottogruppo degli anfiboli di calcio dove occupa un posto nel "gruppo contenente la radice hastingsite nel nome"; essendo un anfibolo, appartiene agli inosilicati e pertanto alla famiglia minerale dei "silicati", e possiede composizione chimica NaCa2(Fe2+4Fe3+)(Si6Al2)O22(OH)2.[9]

L'hastingsite è definita con:[4]

Etimologia e storia

L'hastingsite è stata scoperta nel 1896 nei pressi di Dungannon, nella contea di Hastings (in Ontario, Canada).[10] Il nome le fu dato da Frank Dawson Adams e Bernard James Harrington.[4]

Classificazione

La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[11] elenca l'hastingsite nella classe "9. Silicati (germanati)" e da lì nella sottoclasse "9.D Inosilicati"; questa viene suddivisa più finemente in base alla struttura del minerale, in modo tale che l'hastingsite possa essere trovata nella sezione "9.DE Inosilicati con catene doppie di periodo 2, Si4O11; clinoanfiboli" dove forma il sistema nº 9.DE.10.[11]

Tale classificazione viene in piccola parte rivista nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat, dove l'hastingsite occupa i medesimi classe, sottoclasse e sezione della nona edizione, per poi venire smistata nel sistema nº 9.DE.15.[1]

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'hastingsite si trova nella classe dei "silicati" e nella sottoclasse degli "inosilicati"; qui si trova nella sezione riservata ai minerali con struttura "[Si4O11] a due bande 6-; gruppo degli anfiboli; Ca2-anfiboli" dove forma il sistema nº VIII/F.10.[12]

Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca l'hastingsite nella famiglia dei "silicati", qui è nella classe degli "inosilicati: catene doppie non ramificate, W=2" e nella sottoclasse degli "inosilicati: catene doppie non ramificate, configurazione anfibolo W=2" dove forma il "gruppo 2, Anfiboli di calcio" con il sistema nº 66.01.03a.[13]

Abito cristallino

L'hastingsite cristallizza nel sistema monoclino nel gruppo spaziale C2/m (gruppo nº 12) con i parametri di reticolo a = 9,8659(4) Å, b = 18,0139(8) Å, c = 5,3545(2) Å e β = 105,082(1)°, oltre ad avere 2 unità di formula per cella unitaria.[4]

Origine e giacitura

L'hastingsite si rinviene nella sienite nefelinica e nel granito, nello scisto, nello gneiss, nello skarn e nell'anfibolite. Nello gneiss è associata ad apatite, magnetite, scapolite e spinello, mentre nello skarn è associata a epidoto, granato, hedenbergite e quarzo.[7]

Il minerale non è molto comune, essendo stato trovato in molti siti, ma in scarse quantità.[14] Qui si ricorda solo la sua già citata località tipo, il comune di Dungannon, nella contea canadese di Hastings.[15]

Forma in cui si presenta in natura

L'hastingsite si trova sotto forma di cristalli prismatici lunghi fino a 4 cm.[7] Il minerale è traslucido con lucentezza vitrea; il colore è nero, verde scuro, marrone-verdastro oppure giallo, mentre il colore del suo striscio è grigio verdastro.[4]

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - Inosilicates with 2-periodic double chains, Si4O11; Clinoamphiboles, su mindat.org. URL consultato il 24 maggio 2025.
  2. ↑ Hawthorne, p. 2036
  3. 1 2 Makino p. 1098
  4. 1 2 3 4 5 6 (EN) Hastingsite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 maggio 2025.
  5. 1 2 3 (EN) Hastingsite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 24 maggio 2025.
  6. 1 2 (DE) Hastingsite, su mineralienatlas.de. URL consultato il 24 maggio 2025.
  7. 1 2 3 4 5 6 (EN) Hastingsite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 24 maggio 2025.
  8. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 24 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  9. ↑ (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, marzo 2025. URL consultato il 24 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2025).
  10. ↑ Adams p. 210
  11. 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 24 maggio 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  12. ↑ (DE) Lapis Classification - VIII SILIKATE - VIII/F Ketten- und Bandsilikate, su mineralienatlas.de. URL consultato il 24 maggio 2025.
  13. ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - Amphiboles - Mg-Fe-Mn-Li subgroup, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 maggio 2025.
  14. ↑ (EN) Localities for Hastingsite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 maggio 2025.
  15. ↑ (EN) Dungannon Township, Town of Bancroft, Hastings County, Ontario, Canada, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 maggio 2025.

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • (EN) Hastingsite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 maggio 2025.