Helene von Nostitz

Helene von Nostitz

Helene von Nostitz (Berlino, 18 novembre 1878 – Bassenheim, 17 luglio 1944) è stata una scrittrice e pianista tedesca.

Fu una figura di spicco dei salotti letterari mitteleuropei.

Biografia

Nata dal barone Conrad Otto von Benckendorff und von Hindenburg (1839-1914), generale prussiano e fratello del cancelliere Paul von Hindenburg, era sorella minore del diplomatico Herbert von Benckendorff und Hindenburg (1872).[1] Trascorse la giovinezza tra Berlino, Londra, Parigi, Firenze e Livorno, dove la madre Sophie acquistò nel 1900 una residenza ai Casini d’Ardenza, che divenne poi dimora stabile dopo la separazione dal marito.

Dalla madre, animatrice di un influente salotto culturale berlinese, Helene ereditò una marcata sensibilità artistica, coltivando musica, pittura e scultura. Nell’atelier ricavato nella rimessa della villa dell’Ardenza organizzò piccole mostre personali. Il 24 ottobre 1904 sposò il conte Alfred von Nostitz-Wallwitz (1870-1953), giurista e diplomatico, col quale divenne una delle protagoniste della vita culturale europea. I suoi salotti, prima a Weimar (1908-1910), poi negli anni 1920 a Berlino, ospitarono scrittori, artisti e intellettuali di rilievo.[2]

Tra i suoi rapporti più significativi vi fu quello con Auguste Rodin, conosciuto all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 tramite il mecenate Harry Kessler.[3] Rodin, affascinato dalla sua bellezza, le dedicò vari busti in marmo, argento e pasta vitrea (1902-1911), oggi conservati al Museo Rodin, alla Neue Pinakothek di Monaco e al Philadelphia Museum.[1] Il busto marmoreo del 1907 fu considerato uno dei capolavori esposti alla secessione viennese del 1908. Fu ritratta anche da Guglielmo Micheli in un acquerello eseguito a Livorno.

Ebbero un intenso rapporto epistolare anche Helene e Rainer Maria Rilke, conosciuto a Jena nel 1910 e rivisto nel 1913 a Heiligendamm, dove la famiglia Nostitz soggiornava. L’incontro ispirò al poeta due componimenti. Sebbene il legame non divenisse mai confidenziale, la loro amicizia fu costante e centrata su temi culturali: arte, letteratura, musica e figure di artisti contemporanei. Rilke le dedicò una parte dell’epistolario di Benvenuta, mentre Helene lasciò testimonianza di quegli anni nel diario autobiografico Nella vecchia Europa, pubblicato postumo dal figlio Oswalt.

Helene intrattenne corrispondenze anche con Hugo von Hofmannsthal, che la definì “la donna più bella ed elegante di Germania” e si ispirò a lei per alcune figure femminili, e con Rudolf Alexander Schröder, che celebrò la sua bellezza in una poesia. La sua attività letteraria è documentata da raccolte epistolari e da vari volumi pubblicati in vita, tra cui Berlin (1929), Hindenburg at home (1931) e Festliches Dresden (1941).[2]

Note

  1. 1 2 Small Bust of Helene von Nostitz with a Full Chignon | Musée Rodin, su www.musee-rodin.fr. URL consultato il 19 novembre 2025.
  2. 1 2 (DE) Deutsche Biographie, Nostitz-Wallwitz, Helene von - Deutsche Biographie, su www.deutsche-biographie.de. URL consultato il 19 novembre 2025.
  3. ↑ Comte Harry Kessler, La collection Harry Kessler, Éditions de la Maison des sciences de l’homme, 2017, ISBN 978-2-7351-2342-1. URL consultato il 15 ottobre 2024.

Bibliografia

  • Oswalt von Nostitz: Rodin in Gesprachen und Briefen von Helene von Nostitz, 1927-1955 (Rodin in conversazioni e lettere)
  • Oswalt von Nostitz: Aus dem alten Europa: Meschen und Staedte, 1964 (Nella vecchia Europa: uomini e città)
  • Oswalt von Nostitz: Briefwechsel Hugo von Hofmannsthal und Helene von Nostitz, 1965 (corrispondenza tra Hofmannsthal e Helene von Nostitz)
  • Oswalt von Nostitz: Potsdam di H. von Nostitz, con 25 foto, 1966
  • Oswalt von Nostitz: Rainer Maria Rilke, Helene von Nostitz: Briefwechsel; Frankfurt am Main, Insel-Verlag, 1976 (corrispondenza tra Rilke e Helene von Nostitz)
  • Oswalt von Nostitz: Muse und Weltkind. Das Leben der Helene von Nostitz, Piper, Muenich, 1991 (Musa e ragazza di mondo. La vita di Helene von Nostitz)
  • N. Sombat in "Die Zeit" n. 40/1991: Eine grosse Dame (Una gran dama)
  • G. Ansaldo: L'ultimo Junker, Le Lettere, Firenze, 2007

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