Herkus Monte

Herkus Monte (in prussiano Erkus Mānts, in lituano Herkus Mantas, in latino Henricus Montemin, in tedesco Heinrich Monte; 1225 circa – agosto 1273) è stato un condottiero pruzzo, capo della tribù dei Natangi e principale comandante dei ribelli baltici durante la grande rivolta prussiana.
Biografia
La maggior parte delle informazioni sulla figura di Herkus Monte ci arrivano tramite il Chronicon terrae Prussiae di Pietro di Duisburg e la Preussische Chronik di Simon Grunau.
Origini e gioventù
Herkus Monte nacque nella tribù prussiana dei Natangi e, secondo Grunau, era membro della famiglia nobile dei Montemini (in tedesco Monteminer, probabile adattamento del prussiano Mānts Minet, che significa letteralmente "ricchi e importanti").[1] Alcune fonti affermano fosse figlio di un capotribù di nome Tyrwaido (lett. "terzo comandante").
In quegli anni i cavalieri teutonici erano nel pieno della loro campagna di conquista e conversione della Prussia, ed Herkus, così come molti altri figli della nobiltà locale, fu portato come ostaggio a Magdeburgo quando era ancora bambino per garantire che la sua tribù restasse fedele all'Ordine. Nella città tedesca, nella quale rimase per circa dieci anni, fu battezzato con il nome di Henricus (di cui Herkus è una contrazione) ed educato alla lingua e alla cultura tedesca presso l'abbazia di Berge. Ricevette anche una formazione di tipo militare e forse prestò servizio nell'esercito imperiale; secondo lo storico Walter Schlusnus ricevette anche l'investitura a cavaliere da parte di Manfredi di Hohenstaufen, figlio dell'imperatore Federico II.[2]
Grande rivolta prussiana
Nel frattempo in Prussia la tensione tra i nativi prussiani e gli occupanti tedeschi stava iniziando a salire. Contravvenendo agli accordi presi con le tribù locali nel trattato di Christburg, i cavalieri teutonici tentarono di sottomettere la Natangia ma furono sconfitti sia nel 1250 che nel 1256. Nel 1257 lo stesso accadde in Sambia. Infine, approfittando della pesante sconfitta subita dall'Ordine teutonico nel luglio 1260 nella battaglia di Durbe contro i Lituani, le tribù della Prussia si sollevarono in blocco contro i loro conquistatori, dando inizio alla grande rivolta prussiana. A capitanarla furono proprio quei giovani nobili prussiani che i teutonici avevano formato nella speranza di farne dei fedeli vassalli, tra cui lo stesso Herkus Monte, che fu scelto dai Natangi come loro comandante supremo dopo che il locale vogt teutonico aveva fatto uccidere a tradimento tutti i loro capitribù.[3][4]
Colti completamente impreparati, i teutonici chiesero rinforzi dalla Germania e già all'inizio dell'anno successivo un primo contingente di soldati tedeschi raggiunse la Prussia. Queste truppe furono però intercettate da Herkus il quale, sfruttando la propria conoscenza delle tattiche militari tedesche, riuscì a sbaragliarle nella battaglia di Pokarwis, dando così possibilità alle tribù pruzze di agire indisturbate nei mesi successivi.[5] Nel 1262 Herkus diede manforte ai Sambi di Glande nel porre sotto assedio il castello di Königsberg ma rimase gravemente ferito nel corso dei combattimenti, costringendo i Natangi ad abbandonare l'assedio.[6] Ripresosi dalle ferite, nella primavera del 1263 guidò una spedizione contro la Terra di Chełmno, probabilmente con l'obiettivo primario di costringere i teutonici a mantenere parte delle proprie truppe al di fuori della Prussia. Dopo aver razziato diversi insediamenti, Herkus ricondusse le proprie truppe verso la Natangia, ma lungo la via del ritorno fu intercettato da un contingente teutonico nei pressi del villaggio di Lubawa: nella battaglia che ne seguì i teutonici furono nuovamente sconfitti, perdendo, oltre a un numero imprecisato di soldati semplici, ben 40 cavalieri, tra i quali anche il Landmeister Helmerich von Rechenberg e il maresciallo dell'Ordine teutonico.[7][8] In seguito Herkus partecipò probabilmente anche alla presa dei castelli di Kreuzburg e Bartenstein.

Dopo il 1263 Herkus scompare dalle fonti per i successivi nove anni. In quel periodo i Pruzzi, ormai fiaccati da anni di conflitto e incapaci di formare un fronte unitario, iniziarono a perdere progressivamente terreno davanti ai cavalieri teutonici, che poterono invece contare su un continuo afflusso di rinforzi dalla madrepatria. Herkus è citato nuovamente nel 1272, quando fu sconfitto presso Braunsberg e Brandeburgo dalle truppe guidate da Teodorico di Meißen e costretto a nascondersi nelle foreste della Prussia meridionale con un drappello di uomini. Qui fu scovato nell'agosto del 1273 dal comandante del castello di Christburg e, dopo essere stato catturato, fu sommariamente impiccato e il suo cadavere vilipeso.[7]
Eredità storica
La figura di Herkus Monte fu riscoperta durante il risveglio nazionale lituano come simbolo di resistenza politica e culturale alla dominazione straniera. Con la nascita della Repubblica di Lituania nel 1918 il Territorio di Memel, sottratto al controllo tedesco a seguito del trattato di Versailles, rese Herkus Monte uno dei propri eroi locali e la via principale di Klaipėda fu rinominata Herkaus Manto gatvė (via Herkus Monte).

Dopo l'occupazione sovietica della Lituania la figura del condottiero prussiano assurse nuovamente a simbolo di resilienza contro l'oppressore. La vicenda di Herkus si prestava infatti a divenire strumento di critica verso il regime sovietico senza incorrere nella censura di quest'ultimo tramite un velato parallelismo tra l'oppressione dei teutonici verso i Pruzzi e quella dei sovietici verso i Lituani. Nel 1957 Juozas Grušas scrisse il dramma storico Herkus Mantas, nel quale quest'ultimo era rappresentato come un eroe romantico.[9] Nel 1972 il film Herkus Mantas, diretto da Marijonas Giedrys e musicato da Giedrius Kuprevičius, divenne uno dei film di maggior successo nella storia del cinema lituano sovietico. Nel 1995 dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica il già citato Kuprevičius trasformò il dramma di Grušas in un'opera intitolata Prūsai (I Prussiani) che esordì al teatro musicale di Klaipėda.[10]
Herkus Monte è il titolo di una canzone del gruppo folk metal lettone Skyforger, pubblicato nel 2015 come parte dell'album Senprūsija ("Antica Prussia").[11] Nello stesso album Herkus è menzionato insieme agli altri capi della grande rivolta nella canzone Tagad vai nekad.[12]
Herkus Monte compare come protagonista nella campagna Storia dell'Ordine Teutonico del videogioco Ancestors Legacy del 2018.[13]
Note
- ↑ Górski 1971, p. 62.
- ↑ (DE) Walter Schlusnus, Große Ost- und Westpreußen - Geistestaten Lebensfahrten Abenteuer, Monaco di Baviera, Aufstieg-Verlag, 1959.
- ↑ Górski 1971, p. 61.
- ↑ (LT) Zenonas Ivinskis, Durbės kautynės 1260 m. ir jų politinis vaidmuo (PDF), Kaunas, 1937, p. 88.
- ↑ Urban 2000, pp. 277-279.
- ↑ Urban 2000, pp. 284-287.
- 1 2 Górski 1971, p. 63.
- ↑ Urban 2000, pp. 299-300.
- ↑ (LT) Juozas Grušas, Herkus Mantas: penkių veiksmų tragedija, Vilnius, Valstybinė grožinės literatūros leidykla, 1957.
- ↑ (LT, EN) PRŪSAI // The Prussians, su giedriuskuprevicius.lt. URL consultato il 5 marzo 2026.
- ↑ Old Prussia, su skyforger.lv. URL consultato il 4 marzo 2026.
- ↑ First song online – Tagad vai nekad / Now or Never!, su skyforger.lv. URL consultato il 4 marzo 2026.
- ↑ (EN) Ancestors Legacy Tackles the Origins of the Teutonic, su GameWatcher. URL consultato il 5 giugno 2020.
Bibliografia
Fonti primarie
- Pietro di Duisburg, Cronaca della terra di Prussia, a cura di Piero Bugiani, Spoleto, CISAM, 2012, ISBN 978-88-7988-754-0.
- (DE) Simon Grunau, Preussische Chronik, a cura di Max Perlbach, Lipsia, Verlag von Duncker & Humblot, 1876-1896. volume 1; volume 2; volume 3.
Fonti secondarie
- Karol Górski, L'Ordine teutonico: alle origini dello stato prussiano, traduzione di Anna Vivanti Salmon, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1971.
- (EN) William Urban, The Prussian Crusade, 2ª ed., Chicago, Lithuanian Research and Studies Center, 2000, ISBN 0-929700-28-7.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Herkus Monte
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 32151776765518010926 · CERL cnp02243236 · LCCN (EN) no2016098084 · GND (DE) 1170918611 |
|---|