Hieracium sect. Oreadea

Hieracium sect. Oreadea
Hieracium schmidtii
Classificazione APG IV
DominioEukaryota
RegnoPlantae
(clade)Angiosperme
(clade)Mesangiosperme
(clade)Eudicotiledoni
(clade)Eudicotiledoni centrali
(clade)Superasteridi
(clade)Asteridi
(clade)Euasteridi
(clade)Campanulidi
OrdineAsterales
FamigliaAsteraceae
SottofamigliaCichorioideae
TribùCichorieae
SottotribùHieraciinae
GenereHieracium
SottogenereH. sect. Oreadea
(Fr.) Arv.-Touv.
Classificazione Cronquist
taxon non contemplato
Specie
(Vedi testo)

La sezione Hieracium sect. Oreadea (Fr.) Arv.-Touv. è una sezione di piante angiosperme eudicotiledoni del genere Hieracium della famiglia delle Asteracee.[1][2][3]

Etimologia

Il nome del genere deriva dalla parola greca hierax o hierakion (= sparviere, falco). Il nome del genere è stato dato inizialmente dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort (1656 - 1708) rifacendosi probabilmente ad alcuni scritti del naturalista romano Gaio Plinio Secondo (23 - 79) nei quali, secondo la tradizione, i rapaci si servivano di questa pianta per irrobustire la loro vista.[4][5]

Il nome scientifico della sezione è stato definito dai botanici Jean Maurice Casimir Arvet-Touvet (1841-1913) e Elias Magnus Fries (1794-1878).

Descrizione

Il portamento
Hieracium schmidtii
Le foglie
Hieracium schmidtii
Infiorescenza
Hieracium glaucinum
I fiori
Hieracium glaucinum

Habitus. La forma biologica prevalente è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee (e aromatiche), a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve, inoltre spesso hanno l'asse fiorale eretto e privo di foglie (piante scapose), oppure le foglie basali sono assenti alla fioritura (piante afillopode). Alcune specie possono anche avere la forma biologica di tipo emicriptofita rosulata (H ros), ossia con foglie disposte a formare una rosetta basale e presenti alla fioritura (piante fillipode - raramente sono hypofillopode). Queste piante sono anche provviste di lattice (i vasi latticiferi sono anastomizzati), ma sono prive di stoloni; inoltre i peli ghiandolari e quelli stellati sono poco presenti.[6][7][8][9][10][11][12][2][13]

Radici. Le radici sono secondarie da rizoma.

Fusto. La parte aerea del fusto è eretta o ascendente con ramosità più o meno copiosa. La superficie può essere sia glabra che pelosa. Il colore è verde-glauco, in basso può tingersi di rossastro. Le piante di questa sezione possono raggiungere un'altezza massima di 2 - 4 dm. La parte sotterranea spesso è un fittone.

Foglie. Le foglie si dividono in basali e cauline disposte in modo alterna. Le foglie basali (da 4 a 8) sono attenuate e più o meno brevemente picciolate; la lamina varia da ellittica a obovata. Le foglie cauline (da 0 a 4) sono glauche con le pagine superiori macchiate e peli setosi ai margini; sono in genere sessili e progressivamente ridotte e con lamine più strette.

Infiorescenza. La sinflorescenza è del tipo forcato o lassamente paniculato con 1 - 3 rami con diversi capolini. L'acladio è di 1,5 – 5 cm. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un peduncolo (i peduncoli sono avvolti da 1 - 5 brattee fogliacee) che sorregge un involucro composto da diverse brattee (o squame) disposte su 2 serie in modo embricato, all'interno delle quali un ricettacolo fa da base ai fiori tutti ligulati. L'involucro ha delle forme da emisferiche o ovoidi fino a ellissoidi. Le brattee si dividono in esterne (non sempre presenti) e interne; quelle esterne (formano quasi un calice) sono da poche a una dozzina con forme da deltate a lanceolate o lineari; quelle interne possono arrivare a due dozzine ed hanno delle forme lineari-lanceolate con margini scariosi e apici acuminati con forme ottuse. Il ricettacolo è nudo, ossia senza pagliette a protezione della base dei fiori, e alveolato (gli alveoli al margine sono brevemente dentati). Dimensione dell'involucro: 10 – 12 mm.

Fiori. I fiori (da 6 a 150) sono tutti del tipo ligulato, tetra-ciclici (ossia sono presenti 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (ogni verticillo ha 5 elementi). I fiori sono inoltre ermafroditi e zigomorfi. In alcuni casi i fiori femminili sono "stilosi".

*/x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[14]
  • Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
  • Corolla: le corolle sono formate da un tubo e da una ligula terminante con 5 denti; il colore è giallo o giallo saturo. Le ligule sono lunghe oltre l'involucro e spesso sono cigliate.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi, mentre le antere sono saldate in un manicotto (o tubo) circondante lo stilo.[8] Le antere alla base sono acute. Il polline è tricolporato.[15]
  • Gineceo: Lo stilo è giallo, è filiforme e peloso sul lato inferiore; gli stigmi dello stilo sono due divergenti. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli. La superficie stigmatica è posizionata internamente (vicino alla base).[16]

Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. Gli acheni sono scuri (castano scuro) a forma colonnare-obconica (o più o meno cilindrica) e sono ristretti alla base (e ingrossati all'apice), mentre la superficie (liscia o appena rugosa) è provvista di 8 - 10 coste che nella parte apicale confluiscono in un orlo anulare. Il pappo è formato da 20 a 80 setole biancastre (o giallastre) semplici disposte su due serie (quelle interne sono più lunghe e più rigide, quelle esterne sono fragili). Dimensione degli acheni: 2,8 – 3 mm.

Biologia

Antesi: la fioritura è tardo-primaverile (fino a estiva).
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecoria). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta.

Distribuzione e habitat

Le specie di questo gruppo frequentano le rupi e i pendii sassosi a quote medio-alte delle Alpi e in parte degli Appennini.

Tassonomia

La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum), originaria del Sud America, è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite su 1720 generi.[17] La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie.[1][11][12]

Filogenesi

Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Hieraciinae della tribù Cichorieae (unica tribù della sottofamiglia Cichorioideae). In base ai dati filogenetici la sottofamiglia Cichorioideae è il terz'ultimo gruppo che si è separato dal nucleo delle Asteracee (gli ultimi due sono Corymbioideae e Asteroideae).[1] La sottotribù Hieraciinae fa parte del "quinto" clade della tribù; in questo clade è posizionata alla base ed è "sorella" al resto del gruppo comprendente, tra le altre, le sottotribù Microseridinae e Cichoriinae. Il genere Hieracium (insieme al genere Pilosella) costituisce il nucleo principale della sottotribù Hieraciinae e forma (insieme ad altri generi minori) un "gruppo fratello" posizionato nel "core" delle Hieraciinae.[12][18]

Il genere Hieracium è un genere estremamente polimorfo con maggioranza di specie apomittiche. Di questo genere sono descritte circa 1000 specie sessuali e oltre 3000 specie apomittiche,[11][19] delle quali circa 250 e più sono presenti nella flora spontanea italiana.

I caratteri distintivi per il genere Hieracium sono:[2]

  • le piante non sono tutte vischiose;
  • i fusti e le foglie hanno peli semplici o ghiandolari;
  • i capolini sono numerosi;
  • il colore dei fiori in genere è giallo carico;
  • i rami dello stilo sono lunghi;
  • le coste dell'achenio confluiscono in un anello;
  • il pappo è formato da due serie di setole.

Le specie di questo genere, provviste di molte sottospecie, formano degli aggregati o sezioni con diverse specie incluse, altre sono considerati "intermediare" (o impropriamente ibridi in quanto queste specie essendo apomittiche non si incrociano e quindi non danno prole feconda) con altre specie. A causa di ciò si pongono dei problemi di sistematica quasi insolubili e per avere uno sguardo d'insieme su questa grande variabilità può essere necessario assumere un diverso concetto di specie. Qui in particolare viene seguita la suddivisione in sezioni del materiale botanico così come sono elencate nell'ultima versione della "Flora d'Italia".[2]

La sezione XIX Oreadea comprende specie con una distribuzione disgiunta rispetto alle sezioni affini come sect. Hieracia, sect. Bifida e sect. Vulgata.[2]

I caratteri distintivi per le specie di questa sezione sono:[2]

  • i peli ghiandolari e quelli stellati sono poco presenti;
  • le specie di questo gruppo sono piante di tipo fillopode (raramente sono hypofillopode);
  • le foglie basali sono attenuate e più o meno brevemente picciolate;
  • le foglie cauline (da 0 a 4) sono glauche con le pagine superiori macchiate e peli setosi ai margini;
  • la fioritura è tardo-primaverile (fino a estiva).

Il numero cromosomico delle specie della sezione è: 2n = 27 e 36 (specie diploidi, triploidi, tetraploidi e pentaploidi).[2]

Specie della flora italiana

Nella flora spontanea italiana, per la sezione di questa voce, sono presenti le seguenti specie (principali e secondarie o derivate):[2][3]

Specie principale. Hieracium schmidtii Tausch, 1828[20] - Sparviere a foglie setolose: l'altezza massima della pianta è di 20 – 35 cm (massimo 50 cm); il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ma anche emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Ovest Europeo (Subatlantico); l'habitat tipico sono le rupi e i pendii sassosi su silice; in Italia è una specie molto rara e si trova nelle Alpi e Appennini fino ad una quota compresa tra 250 e 2000 m s.l.m.. Per questa specie sono riconosciute 61 sottospecie.

Caratteri principali: sulla pagina superiore delle foglie sono presenti dei densi peli semplici curvo-setosi.

Specie principale. Hieracium glaucinum Jord., 1848[21] - Sparviere precoce: l'altezza massima della pianta è di 20 – 40 cm (massimo 65 cm); il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ma anche emicriptofita rosulata (H ros); il tipo corologico è Ovest Europeo (Subatlantico); l'habitat tipico sono le boscaglie termofile e i castagneti; in Italia è una specie rara e si trova su tutto il territorio alpino fino ad una quota compresa tra 150 e 2000 m s.l.m.. Per questa specie sono riconosciute 74 sottospecie.

Caratteri principali: i margini, e la pagina inferiore, delle foglie sono ricoperte da densi peli semplici, lunghi 2 - 4 mm, bianchi e molli fino a sub-setosi.
Specie secondarie collegate a Hieracium glaucinum:
SpecieCaratteriHabitatDistribuzione italianasottospecie
Hieracium aspromontanum Brullo, Scelsi & Spamp., 2001[22]Rupi e pendii sassosiAspromonte (Calabria) - Molto rara
Hieracium pollinense Zahn, 1901[23]Rupi calcareeMonte Pollino (Calabria) - Molto rara
Hieracium mattiroloanum Arv.-Touv. & Belli, 1904[24]Tra la specie H. pictum e la specie H. schmidtiiPendii sassosiBagni di Lucca (Toscana) - Molto rara3 sottospecie presenti in Italia
Hieracium onosmoides Fr., 1848[25]Più simile alla specie H. schmidtii che alla specie H. lachenaliiPendii sassosi su siliceMacugnaga (Piemonte) - Molto rara2 sottospecie presenti in Italia
Hieracium semicanescens Gottschl., 2009[26]Più simile alla specie H. schmidtii che alla specie H. bornetiiPendii sassosiPievepelago (Emilia-Romagna) - Molto rara
Hieracium viride Arv.-Touv., 1886[27]Tra la specie H. umbrosum e la specie H. schmidtiiPendii sassoi e lariceto su siliceVal di Susa (Piemonte) - Molto rara4 sottospecie presenti in Italia
Hieracium kofelicum Gottschl., 2000[28]Più simile alla specie H. schmidtii che alla specie H. villosumCespuglietiVal Venosta (Alto Adige) - Molto rara
Hieracium rupicoliforme Zahn, 1901[29]Tra la specie H. schmidtii e la specie H. pallescensLariceto siliceoVal Venosta (Alto Adige) - Molto rara2 sottospecie presenti in Italia
Hieracium cirritogenes Zahn, 1916[30]Tra la specie H. schmidtii e la specie H. cirritumPrati sassosi su siliceOrmea (Piemonte) - Molto rara

Specie italiane alpine

Alcune specie di questa sezione vivono sull'arco alpino. La tabella seguente mette in evidenza i dati relativi all'habitat, al substrato e alla distribuzione di alcune di queste specie alpine.[31]

SpecieComunità
vegetali
Piani
vegetazionali
SubstratopHLivello troficoH2OAmbienteZona alpina
H. glaucinum14collinare
montano
Ca/Si - SineutrobassoseccoF2 F7 G4 I1 I2 I3CN AO TN BZ
H. schmidtii3montano
subalpino
SiacidobassoaridoC2 C3CN AO BZ
Legenda e note alla tabella.

Substrato: con "Ca/Si" si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili).
Zona alpina: vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province).
Comunità vegetali: 3 = comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni; 14 = comunità forestali.
Ambienti: C2 = rupi, muri e ripari sotto roccia; C3 = ghiaioni, morene e pietraie; F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F7 = margini erbacei dei boschi; G4 = arbusteti e margini dei boschi; I1 = boschi di conifere; I2 = boschi di latifoglie; I3 = querceti submediterranei.

Note

  1. 1 2 3 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 8 Pignatti 2018, vol. 3, pag. 1164.
  3. 1 2 Pignatti 2018, vol. 4, pag. 214.
  4. ↑ Motta 1960, vol. 2, pag. 454.
  5. ↑ (EN) Botanical names, su calflora.net. URL consultato il 16-agosto-2013.
  6. ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pagg. 282-317.
  7. ↑ (EN) eFloras - Flora of North America, su efloras.org. URL consultato il 02-gennaio-2014.
  8. 1 2 Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
  9. ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
  10. ↑ Judd 2007, pag. 517.
  11. 1 2 3 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 194.
  12. 1 2 3 Funk & Susanna 2009, pag. 352.
  13. ↑ Cichorieae Portal, su cichorieae.e-taxonomy.net. URL consultato il 18 dicembre 2021.
  14. ↑ Judd 2007, pag. 520.
  15. ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
  16. ↑ Judd 2007, pag. 523.
  17. ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 25 novembre 2025.
  18. ↑ Fehrer et al. 2021.
  19. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 aprile 2022.
  20. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  21. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  22. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  23. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  24. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  25. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  26. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  27. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  28. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  29. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  30. ↑ (EN) World Checklist - Royal Botanic Gardens KEW, su powo.science.kew.org. URL consultato l'11 maggio 2022.
  31. ↑ Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 684.

Bibliografia

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