Hooters
| Hooters, Inc | |
|---|---|
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| Stato | |
| Fondazione | 4 ottobre 1983 a Clearwater |
| Fondata da |
|
| Sede principale | Atlanta |
| Gruppo | TriArtisan Capital Advisors Nord Bay Capital |
| Settore | Alimentare |
| Prodotti | Fast food[1] |
| Sito web | hooters.com |
Hooters è una catena statunitense di ristoranti gestita dalla società Hooters Inc. e dalle sue associate[2]. Fondata nel 1983 a Clearwater, in Florida, sede del primo ristorante della catena[3], l'azienda nel 2023 controllava 293 punti vendita[4]. Altri ristoranti a marchio Hooters sono stati aperti in diversi paesi del mondo[5].
Storia
Hooters, Inc. venne costituita a Clearwater, in Florida, il 1º aprile 1983 da sei imprenditori locali: Lynn D. Stewart, Gil DiGiannantonio, Ed Droste, Billy Ranieri, Ken Wimmer e Dennis Johnson. La scelta della data non fu casuale: coincise con il Pesce d’Aprile e rappresentò una sorta di scherzo autoironico, poiché i sei fondatori erano convinti che l’iniziativa fosse destinata al fallimento. Il primo ristorante Hooters sorse infatti nei locali di una discoteca decadente acquistata a un prezzo particolarmente vantaggioso. In quel sito numerose attività avevano già chiuso i battenti; per questo motivo i fondatori allestirono davanti all’ingresso un piccolo cimitero commemorativo dedicato alle imprese che li avevano preceduti senza successo. Il ristorante inaugurò ufficialmente il 4 ottobre 1983 a Clearwater.[6] Gli interni della sede originaria erano decorati con cimeli provenienti da Waverly, nello Iowa, città natale di alcuni dei sei fondatori.
Nel dicembre del 1984, Hugh Connerty acquisì i diritti del marchio Hooters dai fondatori originari. Successivamente, Robert H. Brooks e un gruppo di investitori di Atlanta, che operavano attraverso Hooters of America, Inc., rilevarono la partecipazione di Connerty. Nel 2002 Brooks ne assunse il controllo di maggioranza e divenne presidente del consiglio di amministrazione.[7]
La società con sede a Clearwater mantenne il controllo dei ristoranti presenti nell’area di Tampa, nell’area metropolitana di Chicago e di un locale a Manhattan, oltre ai diritti per lo sviluppo di un casinò a marchio Hooters e per la commercializzazione delle proprie salse nei supermercati.[8][9] Tutte le altre sedi, invece, rientravano sotto la gestione di Hooters of America, che concedeva in franchising il marchio nel resto degli Stati Uniti e sui mercati internazionali.[10]
Sotto la guida di Brooks, il marchio Hooters conobbe una significativa espansione, arrivando a superare i 425 punti vendita nel mondo. Brooks morì il 15 luglio 2006 a Myrtle Beach, nella Carolina del Sud, a causa di un attacco cardiaco.[11] Secondo le sue volontà testamentarie, la maggior parte delle quote di Hooters of America Inc. passò al figlio Coby Brooks e alla figlia Boni Belle Brooks.
L'Hooters Casino Hotel venne inaugurato il 2 febbraio 2006 nei pressi della Las Vegas Strip, a Paradise, in Nevada, accanto al Tropicana e di fronte all’MGM Grand Las Vegas. Nel 2019 la struttura fu rinominata Oyo Hotel & Casino, mentre il ristorante Hooters presente all’interno chiuse definitivamente nel 2025.[12]
In occasione del venticinquesimo anniversario dell’azienda, Hooters Magazine pubblicò una classifica delle migliori Hooters Girls di tutti i tempi. Tra le più celebri figuravano Lynne Austin, la prima Hooters Girl della storia, la compianta Kelly Jo Dowd (madre della golfista Dakoda Dowd), Bonnie-Jill Laflin, Leeann Tweeden e Holly Madison.[13]
Dopo la scomparsa di Brooks nel 2006, ben 240 potenziali acquirenti manifestarono interesse per Hooters of America Inc.; di questi, 17 presentarono offerte formali. Il numero dei candidati fu progressivamente ridotto prima a otto, poi a tre, fino alla selezione finale di Wellspring Capital Management.
Tuttavia, Chanticleer Holdings LLC, società con sede a Charlotte, nella Carolina del Nord, esercitò il proprio diritto di veto sulla vendita. Tale prerogativa derivava da un prestito di 5 milioni di dollari concesso nel 2006. Con una lettera inviata al tribunale il 1º dicembre 2010, la società bloccò l’operazione. Di conseguenza, Chanticleer e altri investitori acquistarono l’azienda dalla famiglia Brooks, completando l’acquisizione nel gennaio 2011.
Nel luglio 2013, Hooters of America possedeva direttamente 160 ristoranti e gestiva o concedeva in franchising oltre 430 locali.
Il 1º luglio 2019, Hooters of America fu infine ceduta alle società di investimento Nord Bay Capital e TriArtisan Capital Advisors.

Caratteristiche
In inglese il nome della catena costituisce un doppio senso in quanto rimanda al gufo Hootie del logo (il cui fischio è appunto detto hoot) ma è anche un termine gergale per intendere il seno femminile: le cameriere, chiamate Hooter Girls, sono infatti per lo più giovani e molto attraenti e la loro divisa (costituita da pantaloncini arancioni o neri, canottiera bianca o nera scollata, portafoglio da cameriere alla vita, collant velati color carne o bronzo e calzini - corti o lunghi - e scarpe ginniche, entrambi bianchi) è appositamente studiata per esaltarne le forme. Ogni cameriera è inoltre tenuta per contratto ad accettare la clausola in cui è previsto l'obbligo di indossare tale uniforme e di interagire il più possibile con la clientela[14].
Il menù è basato sulla cucina statunitense e prevede piatti come hamburger, altri sandwich, bistecche, antipasti di pesce e non e alette di pollo, che costituiscono il piatto tipico della catena. Contrariamente ad altri noti marchi della distribuzione alimentare, Hooters ha anche la licenza per la vendita di alcolici ed è possibile anche acquistare dei ricordini.
Presenza nel mondo
Tra proprietà diretta e in franchigia, negli Stati Uniti vi sono oltre quattrocentosessanta ristoranti Hooters in quarantaquattro stati; la catena è inoltre presente anche in altre nazioni quali Aruba, Australia, Austria, Brasile, Canada, Cina, Colombia, Costa Rica, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Ecuador, Germania, Guatemala, Giappone, Lituania, Messico, Panama, Filippine, Sudafrica, Corea del Sud, Svizzera, Thailandia, Tenerife e Singapore.
Note
- ↑ Hooters Menu, su hooters.com. URL consultato l'8 febbraio 2019.
- ↑ (EN) Hooters Inc. and Hoot Owl Restaurants LLC, Two Leading Hooters Franchisees, Reach Historic Transaction with Hooters of America, su originalhooters.com, 1º aprile 2025.
- ↑ (EN) Hooter Saga, su The Original Hooter (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2007).
- ↑ (EN) Hooters closes dozens of restaurants, su NRN, 24 giugno 2024.
- ↑ (EN) Hooters Restaurants, su hooters.know-where.com (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2012).
- ↑ The Original Hooters - Hooters Saga, su www.originalhooters.com. URL consultato il 12 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2007).
- ↑ The Original Hooters - Hooters Saga, su www.originalhooters.com. URL consultato il 12 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2007).
- ↑ (EN) Chloe Sorvino, For Hooters’ Original Founders, Saving The Chain Is A Higher Calling: “America Needs Us.”, su Forbes. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ The Original Hooters - Hooters Locations, su www.originalhooters.com. URL consultato il 12 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2007).
- ↑ Hooters.com :: About Hooters, su www.hooters.com. URL consultato il 12 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 5 gennaio 2008).
- ↑ The Original Hooters - Hooters Saga, su www.originalhooters.com. URL consultato il 12 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2007).
- ↑ (EN) Scott Roeben, Hooters Goes Bust, Oyo Las Vegas Location Closes Abruptly, su Vital Vegas, 9 agosto 2025. URL consultato il 12 giugno 2026.
- ↑ :: Hooters Hall O Fame::, su halloffame.hooters.com. URL consultato il 12 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2016).
- ↑ thesmokinggun.com, https://www.thesmokinggun.com/documents/crime/so-you-wanna-be-hooters-girl.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Hooters
Collegamenti esterni
- (EN) Sito ufficiale, su hooters.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 3145970173832251435 · LCCN (EN) n98105702 |
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