Horizon Europe

Bandiera dell'Unione europea

Horizon Europe (Orizzonte Europa) è un programma dell'Unione europea di sostegno della ricerca scientifica che succede al programma Horizon 2020 (2014-2020) e ai precedenti programmi quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico. La Commissione europea ha elaborato e approvato il piano Orizzonte Europa per aumentare del 50% la spesa scientifica dell'Unione nel periodo 2021-2027 rispetto al periodo precedente.[1]

Paesi dell'Unione europea (in blu) e paesi terzi associati (in verde)

Storia

Il 7 giugno 2018 la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (R&I) "Orizzonte Europa".[2]

Il 28 settembre 2018 si è riunito il Consiglio Competitività per affrontare un dibattito orientativo sulla struttura del prossimo programma quadro di ricerca e innovazione, nonché sul programma specifico di attuazione di Orizzonte Europa.[3]

L'11 dicembre 2020, la presidenza tedesca del Consiglio dell'Unione europea ha raggiunto un accordo politico provvisorio con i negoziatori del Parlamento europeo sulla proposta di regolamento che istituisce Orizzonte Europa, con la successiva approvazione del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper), in merito alla ripartizione del bilancio, alle sinergie con altri programmi dell'Unione, alla cooperazione internazionale e associazione di paesi terzi.[4]

Il 16 marzo 2021 il Consiglio dei ministri dell'Unione europea ha approvato il programma Orizzonte Europa per il periodo 2021-2027, con una dotazione di 95,5 miliardi di euro, di cui il 35% destinato agli obiettivi climatici. Rispetto al precedente Orizzonte 2020 le novità sono:[5]

  • approccio basato su poli tematici per affrontare le sfide sociali;
  • approccio semplificato per quanto riguarda i partenariati europei;
  • approccio imperniato sulle missioni;
  • istituzione del Consiglio europeo dell'innovazione;
  • maggiore apertura nei confronti di nuovi partner, mantenendo l'eccellenza come principale criterio di selezione;
  • norme semplificate, maggiore certezza del diritto e meno oneri amministrativi per i beneficiari e gli amministratori del programma.

Il 27 aprile 2021 il Parlamento europeo ha approvato il regolamento, con efficacia retroattiva dal 1º gennaio 2021.[6]

Obiettivi

L'obiettivo generale del programma[7] è generare un impatto scientifico, tecnologico, economico e sociale attraverso gli investimenti dell'Unione nel campo della R&I, al fine di:

  • rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'Unione e promuovere la competitività in tutti gli Stati membri, anche nel settore industriale,
  • realizzare le priorità strategiche dell'Unione,
  • contribuire alla realizzazione degli obiettivi e delle politiche dell'Unione,
  • affrontare le sfide globali, compresi gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, seguendo i principi dell'Agenda 2030 e dell'Accordo di Parigi,
  • rafforzare lo Spazio europeo della ricerca.

Gli obiettivi specifici del programma sono:[8]

  • sviluppare, promuovere e far progredire l'eccellenza scientifica, sostenere la creazione e la diffusione di nuove conoscenze fondamentali e applicate di alta qualità nonché di competenze, tecnologie e soluzioni, promuovere la formazione e la mobilità dei ricercatori, attrarre talenti a tutti i livelli e contribuire alla piena partecipazione del bacino di talenti dell'Unione alle azioni sostenute nell'ambito del programma;
  • generare conoscenza, rafforzare l'impatto della R&I nell'elaborazione, nel sostegno e nell'attuazione delle politiche dell'Unione e sostenere l'adozione di soluzioni innovative, e l'accesso alle stesse, nel settore industriale europeo, in particolare nelle piccole e medie imprese, e nella società al fine di affrontare le sfide globali, compresi i cambiamenti climatici e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile;
  • promuovere tutte le forme di innovazione, agevolare lo sviluppo tecnologico, la dimostrazione e il trasferimento di conoscenze e tecnologie, rafforzare la diffusione e lo sfruttamento di soluzioni innovative;
  • ottimizzare l'attuazione del programma per rafforzare e potenziare l'impatto e la capacità di attrazione dello Spazio europeo della ricerca, promuovere la partecipazione al programma basata sull'eccellenza da tutti gli Stati membri, compresi i paesi con basse prestazioni in materia di R&I, e facilitare i rapporti di collaborazione nella R&I europea.

Struttura

La dotazione per il periodo 2021-2027 è stata stabilita in 95,517 miliardi ai prezzi del 2021, di cui 5,4 miliardi dal Next Generation EU.[9]

Il programma è strutturato in quattro parti che contribuiscono all'obiettivo generale e agli obiettivi specifici.[10]

Pilastro I

Il Pilastro I "Eccellenza scientifica", con una dotazione di 25 miliardi di euro, è composto da:

  • Consiglio europeo della ricerca: ricerca di frontiera svolta dai migliori ricercatori e dalle loro équipe
  • Azioni Marie Skłodowska-Curie:[11] dotare i ricercatori di nuove conoscenze e competenze attraverso la mobilità e la formazione
  • Infrastrutture di ricerca:[12] infrastrutture di ricerca di livello mondiale, integrate e interconnesse.

Pilastro II

Il Pilastro II "Sfide globali e competitività industriale europea", con una dotazione di 53,5 miliardi di euro, è composto da sei poli tematici e azioni dirette:

  • polo tematico "Salute"
  • polo tematico "Cultura, creatività e società inclusiva"
  • polo tematico "Sicurezza civile per la società"
  • polo tematico "Digitale, industria e spazio"
  • polo tematico "Clima, energia e mobilità"
  • polo tematico "Prodotti alimentari, bioeconomia, risorse naturali, agricoltura e ambiente"
  • azioni dirette non nucleari intraprese dal Centro comune di ricerca.

Pilastro III

Il Pilastro III "Europa innovativa", con una dotazione di 13,6 miliardi di euro, con il compito di stimolare innovazioni pionieristiche e creatrici di mercati ed ecosistemi favorevoli all'innovazione, è composto da:

  • Consiglio europeo per l'innovazione,[13] sostegno alle innovazioni dal potenziale pionieristico e creatrici di mercati
  • Ecosistemi europei dell'innovazione,[14] stabilire contatti con gli operatori regionali e nazionali dell'innovazione
  • Istituto europeo per l'innovazione e la tecnologia (EIT), raggruppare i principali attori (ricerca, istruzione e imprese) attorno a un obiettivo comune per alimentare l'innovazione.

Ampliamento e SER

La parte "Ampliamento della partecipazione e rafforzamento del SER", con una dotazione di 3,4 miliardi di euro, è composta da:

  • ampliamento della partecipazione e diffusione dell'eccellenza
  • riforma e rafforzamento del sistema europeo di ricerca e innovazione.

Missioni

Le missioni consistono in portafogli di attività di ricerca e innovazione improntate all'eccellenza e finalizzate a conseguire un impatto in tutte le discipline e i settori.[15]

Nel programma Orizzonte Europa sono individuati cinque ambiti per l'esecuzione di missioni, ognuna con un proprio consiglio direttivo:[16]

  • adattamento ai cambiamenti climatici: sostenere almeno 150 regioni e comunità europee affinché diventino resilienti ai cambiamenti climatici entro il 2030;
  • sconfiggere il cancro: migliorare la vita di oltre 3 milioni di persone entro il 2030 mediante la prevenzione, i trattamenti e le soluzioni per vivere più a lungo e meglio;
  • missione Stella marina: entro il 2030 ripulire le acque marine e le acque dolci, ripristinare gli ecosistemi e gli habitat degradati, decarbonizzare l'economia blu al fine di sfruttare in modo sostenibile i beni e i servizi essenziali da essi forniti;
  • città intelligenti e a impatto climatico zero: entro il 2030 sostenere, promuovere e portare alla ribalta 100 città europee nella loro trasformazione sistemica verso la neutralità climatica e trasformarle in poli dell'innovazione per tutte le altre, a vantaggio della qualità della vita e della sostenibilità in Europa;
  • salute del suolo e alimentazione: garantire che almeno il 75 % dei suoli nell'Unione sia sano perché lo siano anche alimenti, persone, natura e clima.

Partenariati europei

I partenariati europei riuniscono la Commissione europea e i partner privati e/o pubblici per affrontare alcune delle sfide più urgenti dell'Europa attraverso iniziative concertate di ricerca e innovazione. Sono uno strumento fondamentale per l'attuazione di Orizzonte Europa e contribuiscono in modo significativo al raggiungimento delle priorità politiche dell'Unione.[17] Sono previsti tre tipi di partenariati:

  • programmati congiuntamente: basati su protocolli d'intesa/accordi contrattuali; attuati indipendentemente dai partner e da Orizzonte Europa
  • cofinanziati: basati su un programma congiunto concordato e attuato dai partner; impegno dei partner ad apportare contributi finanziari e in natura
  • istituzionalizzati: basati su una dimensione a lungo termine sulla necessità di un elevato livello di integrazione; partenariati basati sugli articoli 185 e 187 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e sugli atti giuridici dell'EIT per il 2021-2027.

Paesi terzi associati

La partecipazione al programma sotto forma di associazione di paesi terzi è aperta:[18]

Lista paesi terzi associati

Scienza aperta

Con il programma Orizzonte Europa la "scienza aperta" consiste nel condividere il più rapidamente possibile conoscenze, dati e strumenti nel processo di ricerca e innovazione (R&I), in collaborazione aperta con tutti gli attori della conoscenza pertinenti, tra cui il mondo accademico, l'industria, le autorità pubbliche, gli utenti finali, i cittadini e la società in generale. La scienza aperta consente di migliorare la qualità, l'efficienza e l'impatto della R&I, di aumentare la reattività alle sfide affrontate dalla società e far crescere la fiducia di quest'ultima nel sistema scientifico.[21]

Criticità e controversie

Nonostante il suo ruolo strategico nel panorama della ricerca europea, il programma quadro Horizon (nelle sue edizioni Horizon 2020 e Horizon Europe) è stato oggetto di significative criticità di natura politica, etica e strutturale. Una delle critiche più ricorrenti riguarda la presunta strumentalizzazione politica del programma e il conseguente impatto sulla libertà accademica[22].

Esempi emblematici di tale tensione si sono manifestati in diverse università tedesche. A seguito di una risoluzione del Bundestag del 2019 che definiva il movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) come antisemita[23], le amministrazioni di alcuni atenei, come la Freie Universität Berlin e altre istituzioni, sono intervenute con fermezza per sciogliere o impedire incontri e manifestazioni studentesche considerate eccessivamente critiche nei confronti delle politiche di Israele[24]. Secondo diverse analisi critiche, queste azioni repressive non deriverebbero soltanto da pressioni politiche interne, ma anche dal timore che l'istituzione possa subire un grave danno reputazionale, compromettendo la sua capacità di partecipare a consorzi di ricerca internazionali e di attrarre finanziamenti. In questo contesto, la paura di perdere l'accesso ai fondi di Horizon Europe — programma a cui Israele partecipa come paese associato con pieno accesso ai finanziamenti — agirebbe come un potente deterrente, inducendo le università a una forma di autocensura per evitare qualsiasi controversia che possa mettere a rischio la loro stabilità finanziaria[25].

Gli eventi di Monaco di Baviera

Nel corso del 2024, le università di Monaco di Baviera, in particolare la Ludwig-Maximilians-Universität (LMU), sono state teatro di forti tensioni legate a manifestazioni studentesche a sostegno della Palestina. Gruppi di studenti hanno organizzato sit-in e occupazioni di spazi accademici allo scopo di tenere discussioni critiche sulla politica israeliana e promuovere iniziative di boicottaggio accademico[26]. La reazione delle autorità universitarie e delle forze dell'ordine è stata rapida e decisa. In diversi episodi, la dirigenza dell'ateneo, citando la necessità di garantire l'ordine e di prevenire discorsi antisemiti in linea con le direttive politiche nazionali, ha richiesto l'intervento della polizia per sgomberare le aule e gli spazi occupati[27]. Durante queste operazioni, gli agenti hanno proceduto all'identificazione sistematica di tutti i partecipanti, i cui dati personali sono stati registrati (un'azione descritta dagli studenti come "schedatura"), prima di disperdere le proteste, ponendo di fatto fine alle iniziative. Questi eventi sono stati criticati da diverse organizzazioni per i diritti civili come una limitazione sproporzionata della libertà di espressione e di assemblea in ambito accademico[28].

Implicazioni militari

Sul piano etico, il programma è stato criticato per il finanziamento di tecnologie dual-use, ovvero con potenziali applicazioni sia civili sia militari[29]. Organizzazioni non governative hanno più volte denunciato la partecipazione a progetti finanziati da Horizon di aziende del settore della difesa e della sicurezza, incluse società israeliane come Elbit Systems e Israel Aerospace Industries, i cui prodotti sono impiegati attivamente in contesti bellici e di sorveglianza nei territori palestinesi occupati[30].

Infine, dal punto di vista strutturale, il programma è criticato per l'eccessiva burocrazia e per i bassi tassi di successo, che costringono i ricercatori a investire una mole enorme di lavoro nella stesura di proposte con scarse probabilità di essere approvate[31]. Inoltre, il sistema tende a premiare le istituzioni già affermate e con maggiori risorse (un cosiddetto "effetto San Matteo"), accentuando il divario tra i centri di ricerca dei paesi dell'Europa occidentale e quelli dell'Europa orientale e meridionale[32].

Pubblicazioni

Note

  1. ↑ Orizzonte Europa: garantire che gli investimenti dell'UE in innovazione e ricerca producano un impatto, su Consiglio dell'Unione europea, 10 giugno 2022.
  2. ↑ Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce Orizzonte Europa - il programma quadro di ricerca e innovazione - e ne stabilisce le norme di partecipazione e diffusione, su Commissione europea, Bruxelles, 7 giugno 2018.
  3. ↑ Consiglio "Competitività", 27 e 28 settembre 2018, su Consiglio dell'Unione europea, Bruxelles, 28 settembre 2018.
  4. ↑ Comunicato stampa, Orizzonte Europa: la presidenza del Consiglio raggiunge un accordo politico con il Parlamento europeo, su Consiglio dell'Unione europea, 11 dicembre 2020.
  5. ↑ Comunicato stampa, Il Consiglio adotta la sua posizione sul programma di ricerca dell'UE per il periodo 2021-2027, con una dotazione di 95,5 miliardi di EUR, su Consiglio dell'Unione europea, 16 marzo 2021.
  6. ↑ Il Parlamento approva il rivoluzionario programma di ricerca Orizzonte Europa, su Parlamento europeo, 27 aprile 2021.
  7. ↑ Regolamento UE 2021/695, art. 3, par. 1
  8. ↑ Regolamento UE 2021/695, art. 3, par. 2
  9. ↑ Kristi Polluveer, Politica in materia di ricerca e sviluppo tecnologico, su Parlamento europeo, 31 agosto 2022.
  10. ↑ Regolamento UE 2021/695, art. 4, par. 1
  11. ↑ (EN) Marie Skłodowska-Curie Actions. Developing talents, advancing research, su Commissione europea.
  12. ↑ (EN) Research Infrastructures, su Commissione europea.
  13. ↑ (EN) European Innovation Council, su eic.ec.europa.eu.
  14. ↑ (EN) European Innovation Ecosystems, su Commissione europea.
  15. ↑ Regolamento UE 2021/695, art. 8
  16. ↑ Comunicato stampa, La Commissione vara le missioni dell'UE destinate a far fronte a sfide importanti, su Commissione europea, Bruxelles, 29 settembre 2021.
  17. ↑ (EN) European Partnerships in Horizon Europe, su Commissione europea.
  18. ↑ Regolamento UE 2021/695, art. 16
  19. ↑ (EN) Comunicato stampa, EU-UK relations: Commission and UK reach political agreement on UK participation in Horizon Europe and Copernicus, su Commissione europea, 7 settembre 2023. URL consultato il 10 settembre 2023.
  20. ↑ (EN) Katharine Sanderson & Miryam Naddaf, Scientists celebrate as UK rejoins Horizon Europe research programme, su nature, 7 settembre 2023. URL consultato il 10 settembre 2023.
  21. ↑ Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Scienza aperta. Condivisione precoce delle conoscenze e dei dati e collaborazione aperta (PDF), Lussemburgo, Unione europea, giugno 2021.
  22. ↑ European University Association, "Academic Freedom under Pressure: A Continental Review", 2023.
  23. ↑ Deutscher Bundestag, Plenarprotokoll 19/101, Resolution: Der BDS-Bewegung entschlossen entgegentreten – Antisemitismus bekämpfen, 17 Maggio 2019.
  24. ↑ The Guardian, "Pro-Palestinian university occupations in Germany met with police force", 23 Dicembre 2023.
  25. ↑ University World News, "The Chilling Effect: How Research Funding Shapes Campus Politics on Israel-Palestine", 15 Febbraio 2024.
  26. ↑ Students for Palestine Munich, Statement on the Police Eviction at Ludwig-Maximilians-Universität, maggio 2024.
  27. ↑ Süddeutsche Zeitung, Polizei räumt propalästinensische Protestaktion an der LMU München (Police clear pro-Palestinian protest at LMU Munich), maggio 2024.
  28. ↑ Amnesty International Germany, Report: Einschränkung der Versammlungsfreiheit an deutschen Hochschulen (Report: Restriction of Freedom of Assembly at German Universities), giugno 2024.
  29. ↑ European Parliament, Directorate-General for Internal Policies, "Dual-Use Research in EU Funding Programmes: Ethical and Legal Implications", PE 690.000, 2022.
  30. ↑ Stop Wapenhandel & ECCP, "EU Research Funds for Israeli Arms Companies: A Case Study on Horizon 2020", Report, Giugno 2021.
  31. ↑ Nature, "Is the bureaucracy of Horizon Europe stifling innovation?", Vol. 601, p. 12-14, 5 Gennaio 2023.
  32. ↑ Science and Public Policy, "The Widening Gap: Participation Patterns in Horizon Europe and the Research Divide in the EU", Oxford University Press, Vol. 49, Issue 3, pp. 345-357, 2022.

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