Hubert von Rebeur-Paschwitz

Hubert von Rebeur-Paschwitz
NascitaFrancoforte sull'Oder, 14 agosto 1863
MorteDresda, 16 febbraio 1933
Dati militari
Paese servitoGermania (bandiera) Impero tedesco
Germania (bandiera) Repubblica di Weimar
Forza armata Kaiserliche Marine
Reichsmarine
Anni di servizio1880-1918
GradoAmmiraglio
GuerrePrima guerra mondiale
BattaglieBattaglia di Imbros
Decorazionivedi qui
dati tratti da Deutschlands Admirale 1849–1945. Die militärischen Werdegänge der See-, Ingenieur-, Sanitäts-, Waffen- und Verwaltungsoffiziere im Admiralsrang. Band 3: P–Z[1]
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Hubert von Rebeur-Paschwitz (Francoforte sull'Oder, 14 agosto 1863 – Dresda, 16 febbraio 1933) è stato un ammiraglio tedesco, distintosi come ufficiale nel ricoprire gli incarichi di addetto militare a Tokyo, in Giappone, dal 24 aprile 1898-27 agosto 1899, e a Washington DC, negli Stati Uniti d'America, dal settembre 1899 al 30 settembre 1902. Mentre si trovava a Washington effettuo alcune ricognizioni sulle coste statunitensi, ed elaborò un piano di invasione degli USA da parte delle ferze imperiali tedesche. Dal maggio 1906, prestò servizio come aiutante di campo del Kaiser Guglielmo II, con il quale mantenne stretti contatti nei suoi successivi incarichi. Allo scoppio della prima guerra mondiale nell'agosto del 1914, assunse il comando del III. Aufklärungsschiffe, e fu poi Ispettore dell'addestramento della Marina Imperiale (aprile 1915-novembre 1916), comandante della II Squadra navi di linea della Hochseeflotte (novembre 1916-15 agosto 1917), e comandante della Divisione del Mediterraneo (Mittlemeer Division) e comandante della flotta turca (4 settembre 1917-novembre 1918). Venne promosso ammiraglio il 4 settembre 1919.

Biografia

Nacque a Francoforte sull'Oder il 16 agosto 1863, figlio di Ludwig Otto e di Ellen Richards.[N 1][2] Il 20 aprile 1882 si arruolò nella Kaiserliche Marine come cadetto, e completò l'addestramento di base a bordo della fregata a vela Niobe, frequentando per la prima volta l'Accademia navale di Murwik.[1] Seguirono ulteriori periodi di addestramento sulla nave scuola d'artiglieria Mars, sulla pirofregata corazzata Friedrich Carl, dove fu promosso guardiamarina il 15 maggio 1883, e sulla corvetta corazzata Prinz Adalbert.[1]

Promosso sottotenente il 21 novembre 1884, tornò all'Accademia navale dal 29 dicembre 1885 al 26 settembre 1886. Successivamente, prestò servizio per due mesi come ufficiale di guardia sulla Friedrich Carl e per altri due mesi come comandante di plotone sulla nave scuola d'artiglieria Mars.[1] Divenne poi ufficiale di compagnia nella 2ª Divisione Navale e dal 1° settembre 1887 al 30 agosto 1890 prestò servizio come ufficiale di guardia sull'avviso Lorelei.[1] Lì, il 15 novembre 1888, fu promosso tenente di vascello. Dal 1895 al 1897 completò il primo e il secondo anno di specializzazione presso l'Accademia navale.[1]

Poiché il Giappone era chiaramente riuscito a raggiungere una posizione di leadership nello sviluppo marittimo su scala globale negli anni immediatamente precedenti la fine del secolo, ed esistevano già accordi con il governo giapponese per notificare a Berlino la presenza di un addetto navale giapponese, egli fu scelto per l'incarico a Tokyo.[3] Fu nominato primo addetto navale tedesco in Giappone il 24 aprile 1898. All'epoca, l'inviato tedesco a Tokyo era Emmerich von Arco-Valley (1852-1909).[3] Tuttavia, a causa di un improvviso cambiamento nel panorama politico e del fatto che gli Stati Uniti d'America, dopo lunghe trattative, autorizzarono anche l'invio di addetti navali a Berlino e Washington, il suo incarico fu nuovamente modificato dopo 15 mesi trascorsi nella Capitale del Giappone.[3] Il 27 agosto 1899, si trasferì all'ambasciata tedesca a Washington, D.C., poiché la conferma del suo incarico di addetto navale era stata concessa con breve preavviso sulla base degli accordi politici esistenti.[4] Date le qualifiche e l'importanza di questo incarico, egli fu preferito per Washington D.C..[4] Il korvettenkapitän Erich Gühler (1859–1911) fu assegnato a Tokyo dal settembre 1899, mentre lui rimase poi negli Stati Uniti fino al 30 settembre 1902, venendo sostituito ufficialmente dal korvettenkapitän Erwin Schäfer il 16 ottobre 1902.[4]

Mentre era addetto militare nella Capitale degli Stati Uniti d'America, su richiesta dell'ammiraglio Otto von Diederichs, effettuò delle ispezioni lungo le coste statunitensi, visitando Cape Cod nel 1899, e le aree costiere di Boston e New York.[5] Le sue visite lo portarono ad elaborare un ipotetico piano di invasione tedesco degli USA, attaccando ed indebolendo, considerate i due polmoni vitali degli Stati Uniti d'America.[5] Ridotte ad uno stato preindustriale, private delle loro infrastrutture-chiave attraverso una “demolizione militare controllata”, le due metropoli si sarebbero trasformate in un macigno economicida e Berlino avrebbe potuto approfittare della crisi provocata per rallentare la corsa mondiale di Washington.[5] Guglielmo II credeva a tal punto nel piano che nel 1901 lo avrebbe inviato nella costa orientale per esperire attività di ricognizione e spionaggio.[5] Le sue frequenti visite, e il suo allontanarsi da Washington, attirarono l'attenzione del capitano Charles Dwight Sigsbee, dell'ufficio per la navigazione dell'US Navy.[6]

Il tenente comandante R.C. Bulmer (a sinistra), il contrammiraglio von Rebeur-Paschwitz (al centro), e il tenente comandante D,R. Sellers (a destra).

Promosso korvettenkapitän, comandò l'incrociatore leggero Arcona nella squadra da ricognizione (Aufklärungsschiffe) dal settembre 1904 al settembre 1905.[1] Nell'ottobre 1905 fu assegnato al Reichsmarineamt, dove fu responsabile della mobilitazione fino al maggio 1906.[1] Più tardi, nello stesso anno, fu promosso fregattenkapitän. Dal maggio 1906, prestò servizio come aiutante di campo del Kaiser Guglielmo II, con il quale mantenne stretti contatti nei suoi successivi incarichi.[1] Mentre ricopriva questo incarico, il 27 aprile 1907 fu promosso kapitän zur see.[1] Nell'ottobre 1909, succedette a Reinhard Scheer come comandante della nave da battaglia Elsass appartenente alla 2ª Squadra.[1] Cedette questo comando nel settembre 1911.[1] Il 22 marzo 1912 fu promosso konteradmiral e il 19 aprile 1912 fu nominato comandante di una divisione incrociatori di nuova formazione.[1] Sotto il suo comando, la divisione di incrociatori, composta dall'incrociatore da battaglia Moltke e dall'incrociatore leggero Stettin effettuò una visita negli Stati Uniti d'America dall'11 maggio al 29 giugno 1912.[7] Le navi salparono da Kiel e via Ponta Delgada si portarono fino a Capo Henry, sulla costa orientale degli Stati Uniti, dove si incontrarono con l'incrociatore leggero Bremen, di stanza presso la stazione navale americana, il 30 maggio. Il 3 giugno, entrarono a Hampton Roads, dove furono accolti dal Presidente degli Stati Uniti d'America William Howard Taft e dalla flotta atlantica americana.[7] L'8 e il 9 giugno, le navi tedesche proseguirono per New York, da dove iniziarono il viaggio di ritorno il 13 giugno 1912.[8] La Bremen raggiunse Baltimora, mentre il Moltke e lo Stettin attraversarono di nuovo l'Oceano Atlantico. Il Moltke arrivò a Kiel il 24 giugno, mentre lo Stettin, dopo una sosta a Vigo dal 22 al 26 giugno, non arrivò prima del 29 giugno.[7]

Durante le successive manovre, servì come vicecomandante del III Aufklärungsschiffe, comandando quattro incrociatori leggeri, l'incrociatore da battaglia Goeben, che era in fase di collaudo, e l'incrociatore corazzato Friedrich Carl.[1] Nell'ottobre del 1912, divenne Direttore dell'Accademia Navale di Kiel, assumendo così la responsabilità dell'addestramento degli ufficiali della marina tedesca. In questa veste, l'8 dicembre 1913, assunse il comando della cosiddetta "Divisione Distaccata", con la corazzata Kaiser come nave ammiraglia. Questa divisione avrebbe dovuto navigare verso l'Atlantico meridionale e fino al Cile, e comprendeva anche la nave da battaglia la König Albert, e l'incrociatore leggero Straßburg. Dal 9 dicembre, la divisione salpò attraverso le Isole Canarie e la Sierra Leone fino a Lomé, in Togo, il 29 dicembre. Dal 31 dicembre 1913 al 3 gennaio 1914, le navi proseguirono verso il Camerun tedesco, facendo scalo a Victoria e Douala dal 2 gennaio in poi.[1] Lì, la divisione si riunì con le navi della stazione in Africa occidentale, le cannoniere Panther ed Eber. La navigazione continuò il 15 gennaio, raggiungendo Swakopmund il giorno 21, e poi la baia di Lüderitz nell'Africa Tedesca del Sud-Ovest il 22. Una possibile visita a Città del Capo era già stata esclusa durante le fasi finali della pianificazione per motivi politici. Da Lüderitz, la divisione marciò il 28 gennaio via isola di Sant'Elena (2 febbraio) fino a Rio de Janeiro (15-25 febbraio), dove il presidente brasiliano Hermes da Fonseca ispezionò le navi.[1] Proseguirono poi per Mar del Plata, in Argentina, dove rimasero le navi di linea, mentre lui salpò con lo Straßburg per Buenos Aires il 5 marzo. Lì si ammalò, così il comandante della Kaiser, capitano Adolf von Trotha, assunse il comando e trasferì le navi di linea a Montevideo, dove incontrò il presidente uruguaiano José Batlle y Ordóñez.[1] Lo Straßburg arrivò lì il 12 marzo, e lui riassunse il comando il 15 marzo.[1] Quindi guidò la divisione attorno a Capo Horn fino a Valparaíso (3-11 aprile) in Cile. Da lì, la divisione iniziò il viaggio di ritorno, visitando, tra gli altri porti, Bahía Blanca (25-28 aprile) e Santos (7-12 maggio). Qui, la Straßburg si separò dalla divisione, poiché le era stato ordinato di rinforzare la Stazione Estamericana nella Repubblica Dominicana.[1] Le corazzate salparono da Rio de Janeiro il 16 maggio, via Capo Verde, Funchal, Madeira e Vigo, e arrivarono in Patria il 17 giugno 1914, dove si riunirono alla III Squadra.[1] Nessun danno significativo fu subito durante il viaggio di circa 20.000 miglia nautiche.[1]

Come comandante informò regolarmente il Kaiser delle sue impressioni durante il lungo viaggio e raccomandò vivamente che tali viaggi fossero inclusi nel programma di addestramento e nel futuro servizio navale, anche se non avevano un'immediata valenza militare.[1] Dopo il suo ritorno in Germania, fu a disposizione del Segretario di Stato alla Marina presso il Reichsmarineamt, Alfred von Tirpitz, fino all'agosto del 1914.[1]

La tomba dell'ammiraglio von Rebeur-Paschwitz a Dresda.

Allo scoppio della prima guerra mondiale nell'agosto del 1914, assunse il comando del III. Aufklärungsschiffe, alzando la sua insegna sull'incrociatore corazzato Roon, dal 2 agosto 1914 al 17 aprile 1915, e partecipò a sortite nel Mare del Nord e nel Mar Baltico.[9] Nell'aprile del 1915 divenne Ispettore dell'addestramento della Marina Imperiale e fu promosso viceammiraglio il 18 settembre 1915. Dal novembre 1916 al 15 agosto 1917 fu (inizialmente a titolo temporaneo) comandante della II Squadra navi di linea della Hochseeflotte.[1] Il 4 settembre 1917, succedette a Wilhelm Souchon, che era stato nominato alla Hochseeflotte, come comandante della Divisione del Mediterraneo (Mittlemeer Division) e comandante della flotta turca.[4] Fu quindi il comandante supremo delle forze navali ottomane fino al novembre 1918.[4] La sua nave ammiraglia era l'incrociatore da battaglia Yavuz Sultan Selim I, utilizzata per le operazioni nel Mediterraneo.[4] Dopo l'armistizio con la Russia nel dicembre 1917, lanciò una sortita a Imbro nel gennaio 1918. Mentre due monitori britannici venivano affondati, il suo squadrone incontrò un campo minato, provocando l'affondamento del Midilli e gravi danni allo Yavuz Sultan Selim I.[4] Dopo la fine della guerra rimase in Turchia fino all'armistizio. Fu congedato dalla marina il 12 febbraio 1919 e promosso ammiraglio il 4 settembre dello stesso anno.[1] Negli anni venti del XX secolo svolse il ruolo di aiutante di campo dell'imperatore, che era andato in esilio nei Paesi Bassi, presso il Palazzo Doorn.[10] Successivamente si trasferì a Dresda e visse in Zittauer Straße 11 nel quartiere Neustadt, dove morì il 16 febbraio 1933.[11]

Onorificenze

Onorificenze estere

Note

Annotazioni

  1. ↑ Suo fratello maggiore era Ernst von Rebeur-Paschwitz (1861-1895), che in seguito divenne un astronomo e geofisico di fama internazionale.

Fonti

Bibliografia

  • (DE) Dermot Bradley (a cura di), Hans H. Hildebrand e Ernest Henriot, Deutschlands Admirale 1849–1945. Die militärischen Werdegänge der See-, Ingenieur-, Sanitäts-, Waffen- und Verwaltungsoffiziere im Admiralsrang. Band 3: P–Z, Osnabrück, Biblio Verlag, 1990, p. 88-90, ISBN 3-7648-1700-3.
  • (EN) Lamar Cecil, Wilhelm II. Vol.2 Emperor and Exile 1900-1941, Chapell Hill, University North Carolina Press, 1996, p. 440.
  • (EN) James Goldrick, Before Jutland. The Naval War in Northen European Waters, August 1914-February 1915, Annapolis, Naval Institute Press, 2015.
  • (DE) Gothaisches genealogisches Taschenbuch der briefadeligen Häuser, Gotha, Justus Perthes, 1909, p. 109.
  • (DE) Gothaisches genealogisches Taschenbuch der briefadeligen Häuser, Gotha, Justus Perthes, 1942.
  • (DE) Hans H. Hildebrand, Albert Röhr e Hans-Otto Steinmetz, Die deutschen Kriegsschiffe: Biographien: ein Spiegel der Marinegeschichte von 1815 bis zur Gegenwart, Herford, Koehlers Verlagsgesellschaft, 1990.
  • (DE) Marine-Offizier-Verband, Ehrenrangliste der Kaiserlich Deutschen Marine. 1914–18, Berlin, Thormann & Goetsch, Selbstverlag, 1999, pp. 133.
  • (EN) G.J.A. O'Toole, Honorable Treachery. A History of U.S. Intelligence Espionage, and Covert Action from the American Revolution and CIA, New York, Grove Press, 2014.
  • (EN) Roy A. Prete, Coalition warfare: An Uneasy Accord, Canada, Wilfrid Laurier University Press, 1984.
  • (DE) Walter Riccius, Hubert von Rebeur-Paschwitz (1863–1933), in Die Institution der Marineattachés. Deutsche Marineattachés von Beginn bis 1945, Berlin, Verlag Dr. Köster, 1990, p. 262–266, ISBN 978-3-96831-040-4.
  • (DE) Rangliste der Kaiserlich Deutschen Marine für das Jahr 1914, Berlin, E. S. Mittler und Sohn, 1914, p. 109.
  • (EN) Gary Staff, German Battlecruisers of World War One: Their Design Construction and Operations, Barnsley, Seaforth Publishing, 2014, p. 129.
Periodici

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