IAI Lavi
| IAI Lavi לביא | |
|---|---|
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| Descrizione | |
| Tipo | caccia multiruolo |
| Equipaggio | 1 pilota 1 navigatore |
| Costruttore | |
| Data primo volo | 31 dicembre 1986 |
| Data ritiro dal servizio | 30 agosto 1987 |
| Esemplari | 2 (prototipi) |
| Dimensioni e pesi | |
| Lunghezza | 14,57 m |
| Apertura alare | 8,78 m |
| Altezza | 4,78 m |
| Superficie alare | 33 m² |
| Peso a vuoto | 7 031 kg |
| Peso carico | 9 991 kg |
| Peso max al decollo | 19 277 kg |
| Propulsione | |
| Motore | 1 turboventola Pratt & Whitney PW1120 con postbruciatore |
| Spinta | fino a 91 kN |
| Prestazioni | |
| Velocità max | 1,85 Ma (1 965 km/h in quota) |
| Velocità di salita | 254 m/s |
| Autonomia | 3 700 km |
| Raggio di azione | 1 000 km |
| Tangenza | 15 240 m |
| Armamento | |
| Cannoni | 1 DEFA 550 da 30 mm |
| Piloni | 4 sub-alari 1 sotto la fusoliera 2 estremità alari |
| Note | dati relativi alla versione: Lavi |
i dati sono tratti da: | |
| voci di aerei militari presenti su Wikipedia | |
L'IAI Lavi (לביא Laví in ebraico, "giovane leone") era un caccia multiruolo monomotore a getto sviluppato dall'azienda israeliana Israel Aerospace Industries (IAI) negli anni ottanta, rimasto allo stadio di prototipo e mai entrato in produzione.
Parte di un programma multi-miliardario, venne poi cancellato a causa dei costi insostenibili[1] e dalle numerose richieste del Governo degli Stati Uniti di non introdurre sul mercato un prodotto che avrebbe fatto concorrenza alle loro esportazioni militari.
Storia
Sviluppo
Cancellazione
Inizialmente i costi erano previsti in 7 milioni di dollari per velivolo a cui aggiungere 750 milioni di dollari per lo sviluppo[1]. Nel 1983 i costi previsti erano raddoppiati, 15,5 milioni di dollari per esemplari e 1,5 miliardi di dollari per lo sviluppo. Nel 1987, poco prima della cancellazione del programma, i costi per velivolo erano stimati tra i 18 e i 22 milioni di dollari. Proiezioni statunitensi (gli USA contribuivano al programma) stimavano che nel 1990 i fondi per lo sviluppo del Lavi avrebbero impiegato metà dei fondi che gli Stati Uniti devolvevano all'assistenza militare di Israele[1].
Il 30 agosto 1987 la Kessnet votò per la cancellazione del programma. Per il 1988 gli Stati Uniti portarono il budget per il supporto militare a Israele a 400 milioni di dollari, per supportare l'acquisto di 75 F-16C, in sostituzione del Lavi, e per garantire la chiusura del programma[1].
Velivoli attualmente esistenti
Attualmente, sono rimasti solo due prototipi del Lavi: uno in esposizione statica nel museo storico dell'Israeli Air Force ed un altro, il Lavi TD (Technology Demonstrator), nelle strutture dell'Aeroporto Internazionale Ben Gurion.
Il possibile legame con il Chengdu J-10
Sebbene il programma dello IAI Lavi fosse terminato nel 1987 senza ulteriori sviluppi, fin dall'anno successivo sulla stampa statunitense si diffuse l'ipotesi che Israele avesse ceduto i piani del Lavi ai cinesi per lo sviluppo di un nuovo caccia[2] non ancora identificato. L'ipotesi della collaborazione tra Cina e Israele per un nuovo caccia per l'aeronautica cinese fu confermata negli anni successivi da fonti governative statunitensi[3]. Il trasferimento della tecnologia del Lavi alla Cina fu anche tra le motivazioni che compromisero nel 2000 la vendita da parte di Israele di velivoli AWACS EL/M-2075 Phalcon alla Cina[4].
Nel 2008, la casa editrice aeronautica Jane's affermò che il nuovo caccia cinese di configurazione canard Chengdu J-10 avesse beneficiato delle informazioni tecniche del progetto Lavi[5]. L'informazione proveniva da ingegneri russi che avevano collaborato con i programmi aeronautici cinesi negli anni '80[5].
Le voci della possibile parentela tra il Lavi israeliano e il J-10 sono state successivamente smentite da fonti cinesi. Nel 2007, quando il governo cinese rilasciò le prime immagini ufficiali del J-10 a tre anni dall'entrata in servizio, Song Wencong (宋文骢), responsabile del progetto del J-10 aveva già negato qualsiasi collegamento, precisando che i cinesi erano già al lavoro su un progetto canard a partire dalla seconda metà degli anni '60 con il Chengdu J-9[6]. Elemento ribadito dal maggiore Zhang Weigang della PLAAF in un'intervista del 2012.[7].
Note
- 1 2 3 4 DeLoughry
- ↑ (EN) David B. Ottaway, Israelis aided China on Missiles, su The Washington Post, 22 maggio 1988. URL consultato il 27 agosto 2025.
- ↑ (EN) Jim Mann, U.S. Says Israel Gave Combat Jet Plans to China, su Los Angeles Times, 22 dicembre 1994. URL consultato il 27 agosto 2025.
- ↑ Adelman
- 1 2 Hewson
- ↑ (ZH) 完全原创--专访歼10总设计师宋文骢院士[图] [Intervista esclusiva con il progettista generale del J-10 Song Wencong], su Military China, 5 gennaio 2007 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2007).
- ↑ (ZH) Il generale respinge la “teoria del plagio dei caccia”: il J-10 deriva dal J-9, su hrjs.net, 2012 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2013).
Bibliografia
- (EN) Lt Col James P. DeLoughry, The United States and the LAVI, in Airpower Journal, IV, n. 3, 1990, pp. 34-44. URL consultato il 25 agosto 2025.
- (EN) Robert Hewson, Chinese J-10 'benefited from the Lavi project', su Jane's, 19 maggio 2008 (archiviato dall'url originale il 26 maggio 2008).
- Jonathan Adelman, The Phalcon sale to China: The lessons for Israel, su Jerusalem Center for Public Affairs, 1º marzo 2002 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2017).
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Alex Stoll, IAI Lavi, in Aircraft of the Month, http://www.alexstoll.com/AircraftOfTheMonth/index.html. URL consultato il 20 giugno 2009.
- (EN) Maksim Starostin, IAI Lavi; 1986, in Virtual Aircraft Museum, http://www.aviastar.org/index2.html. URL consultato il 2 nov 2009.
- (EN) John Pike, Lavi, in GlobalSecurity.org, http://www.globalsecurity.org, 27 apr 2005. URL consultato il 2 nov 2009.
| Controllo di autorità | LCCN (EN) sh89000211 · GND (DE) 4445399-1 · J9U (EN, HE) 987007534293505171 |
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