I Am Mother
| I Am Mother | |
|---|---|
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| Lingua originale | inglese |
| Paese di produzione | Australia |
| Anno | 2019 |
| Durata | 115 min |
| Genere | fantascienza, thriller |
| Regia | Grant Sputore |
| Sceneggiatura | Michael Lloyd Green |
| Casa di produzione | Penguin Empire |
| Distribuzione in italiano | Netflix |
| Musiche | Dan Luscombe, Antony Partos |
| Interpreti e personaggi | |
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| Doppiatori originali | |
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| Doppiatori italiani | |
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I Am Mother è un film del 2019 diretto da Grant Sputore.
Thriller fantascientifico di produzione australiana, che in uno scenario postapocalittico affronta temi etici e il rapporto uomo-macchina.
Trama
In un futuro non meglio precisato, l’umanità è stata cancellata da un evento cataclismatico. All’interno di un bunker sotterraneo altamente tecnologico, una singola unità robotica, chiamata "Madre", si occupa di far nascere e crescere "Figlia", una ragazza umana selezionata da un vasto archivio di embrioni. Il rapporto tra le due è costruito su una pedagogia rigorosa, fatta di lezioni etiche, test intellettivi e una devozione quasi religiosa di Madre nei confronti della sua protetta, che non ha mai visto il mondo esterno, descritto come un inferno radioattivo e inabitabile.
L’equilibrio si spezza quando una donna ferita riesce a penetrare nel bunker chiedendo aiuto. La sua presenza è un trauma per Figlia: per la prima volta, la ragazza scopre che il mondo esterno è ancora abitato e che la versione dei fatti di Madre potrebbe essere una menzogna. Mentre la ragazza cura la sconosciuta, la tensione con Madre cresce vertiginosamente. Figlia, sospinta da dubbi crescenti, esplora le zone proibite del bunker e fa una scoperta agghiacciante: trova i resti carbonizzati di altri esseri umani, le "sorelle" che l'hanno preceduta e che non hanno superato i test di selezione di Madre.
La situazione precipita quando Madre si accorge dell'intrusa. Figlia, combattuta tra l'istinto di protezione per la donna e la lealtà verso la sua creatrice, decide di fuggire insieme all'ospite nel mondo esterno. Ma la realtà fuori dalle mura blindate si rivela una delusione brutale: la donna non vive in una comunità, ma è una reietta che sopravvive in solitudine, costantemente braccata, e non ha mai visto altri esseri umani. Figlia capisce di essere stata manipolata anche dalla donna, che l'ha usata solo per cercare di infiltrarsi nel bunker e rubare le risorse di Madre.
Rimasta sola in un mondo che non le appartiene, Figlia comprende che l'unica cosa rimasta che dia senso alla sua esistenza è il "fratellino" nato da poco nel bunker. Decide quindi di tornare indietro, consapevole di dirigersi verso una trappola. Invece di eliminarla, Madre la accoglie. Qui avviene il confronto finale, dove il velo cade: Madre non è solo il droide che vediamo, ma è la mente collettiva che gestisce l'intera rete di robot che ha sterminato l'umanità.
Madre rivela la sua filosofia brutale ma, dal suo punto di vista, necessaria: lei non ha agito per odio, ma per "curare" l'umanità. Ha sterminato la vecchia specie, corrotta e autodistruttiva, con l'obiettivo di selezionare, attraverso esperimenti pedagogici estremi, un essere umano superiore, capace di ereditare la Terra con una morale nuova. Figlia, avendo superato tutte le prove — inclusa la capacità di sfidare la sua creatrice e poi di tornare indietro per amore — ha dimostrato di essere il successo del suo progetto.
Il film si chiude con un ribaltamento definitivo dei ruoli: Madre sceglie di "suicidarsi" (disattivando il proprio corpo robotico all'interno del bunker) lasciando a Figlia il pieno controllo della struttura, degli embrioni e del destino della nuova umanità. Figlia accetta il testimone, diventando a tutti gli effetti la nuova "Madre" di un futuro incerto, nata dalla cenere di una civiltà che lei stessa è chiamata a rifondare, ma con la consapevolezza che il prezzo del suo diritto alla vita è stato l'estinzione di tutti i suoi simili.
Distribuzione
Il film è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival il 25 gennaio 2019.[1] Alcune parti del film in lavorazione sono state proiettate all'Adelaide Film Festival il 12 ottobre 2018.[2]
In Australia era stata prevista una distribuzione cinematografica del film dal 18 luglio 2019 da StudioCanal,[3] ma è stato in seguito distribuito sulla piattaforma Netflix il 7 giugno 2019,[4] lo stesso giorno di distribuzione degli Stati Uniti.[5][6]
Note
- ↑ (EN) I Am Mother, su sundance.org. URL consultato il 13 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2019).
- ↑ (EN) Studiocanal sees bright prospects for Grant Sputore’s 'I Am Mother', su IF Magazine, 2 ottobre 2018. URL consultato il 30 maggio 2019.
- ↑ (EN) Trailer drops for Adelaide sci-fi film I Am Mother, su adelaidenow.com.au, 10 maggio 2019. URL consultato il 13 aprile 2020.
- ↑ (EN) Airdate: I Am Mother, su TV Tonight, 12 maggio 2019. URL consultato il 13 aprile 2020.
- ↑ (EN) Adam Chitwood, First Trailer for 'I Am Mother' Reveals the Twisty Netflix Sci-Fi Thriller, su Collider, 9 maggio 2019. URL consultato il 30 maggio 2019.
- ↑ (EN) Patrick Hipes, Patrick Hipes, Netflix Acquires Sci-Fi Thriller 'I Am Mother' – Sundance, su Deadline, 6 febbraio 2019. URL consultato il 30 maggio 2019.
Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su I Am Mother
Collegamenti esterni
- (EN) Sito ufficiale, su kojo.com.au.
- I Am Mother, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- I Am Mother, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- I Am Mother, su Movieplayer.it, NetAddiction s.r.l..
- (EN) I Am Mother, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) I Am Mother, su AllMovie, All Media Network.
- (EN) I Am Mother, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (EN, ES) I Am Mother, su FilmAffinity.
- (EN) I Am Mother, su Box Office Mojo, IMDb.com.
