Ibanez

Ibanez
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George Benson nel 2009 con una Ibanez GB
StatoGiappone (bandiera) Giappone
Fondazione1935 a Nagoya
Fondata daHoshino Gakki
Sede principaleNagoya
GruppoHoshino Gakki Co.LTD.
Controllate
  • Fujigen Gakki, Japan
  • Cort, Indonesia
  • Sejung, Indonesia
  • World Factory, China
  • Yeou Chern, China
SettoreMusicale
Prodotti
Sito webwww.ibanez.com/

Ibanez (アイバニーズ?, Aibanīzu) è un marchio sotto cui l'azienda giapponese Hoshino Gakki Co.LTD.[1] produce chitarre e bassi, sia elettrici che acustici. Produce anche amplificatori, effetti e altri dispositivi elettronici per gli stessi strumenti.

La stessa Hoshino Gakki produce anche batterie e percussioni sotto il marchio Tama. La produzione Ibanez è interamente dislocata nel continente asiatico.

Nel 2024, dopo Gibson, Fender e PRS, Ibanez è riconosciuta tra i marchi di chitarre più popolari venduti al mondo.[2]

Storia

Il marchio Ibanez nacque all'interno della Hoshino Gakki, azienda giapponese fondata nel 1908 come divisione per la vendita di strumenti musicali della Hoshino Shoten, un'importante catena di librerie di Nagoya.[3] Inizialmente l'attività era legata alla distribuzione di strumenti di vario tipo (organi a pedale, flauti ecc.) da affiancare agli spartiti musicali venduti dalla libreria. Negli anni Venti Hoshino iniziò a importare chitarre classiche spagnole prodotte da Salvador Ibáñez. Quando, nel 1935, l'azienda avviò una propria produzione di chitarre acustiche in stile spagnolo, utilizzò dapprima il marchio "Ibanez Salvador" e successivamente la forma abbreviata "Ibanez".[3]

La produzione moderna delle chitarre Ibanez ebbe inizio alla fine degli anni Cinquanta.[4] Nei cataloghi del periodo comparivano strumenti dal disegno eterogeneo, realizzati da diversi produttori giapponesi, tra cui Kiso Suzuki Violin, Guyatone e Tama, fondata da Hoshino nel 1962.[3] Dopo la chiusura della produzione di chitarre da parte di Tama nel 1966, Hoshino affidò la realizzazione degli strumenti alla Teisco; dal 1970 la produzione passò invece in larga parte alla FujiGen Gakki, che ebbe un ruolo centrale nello sviluppo del marchio.[4]

Negli anni Sessanta e nei primi anni settanta, come altri costruttori giapponesi dell'epoca, Ibanez mise in commercio numerosi strumenti ispirati ai modelli statunitensi più noti, in particolare Gibson, Fender, Gretsch e Rickenbacker. Queste chitarre, spesso vendute a prezzi inferiori rispetto agli strumenti americani, favorirono la diffusione internazionale del marchio, ma portarono anche a contestazioni legali da parte dei produttori statunitensi.[5]

Negli Stati Uniti la distribuzione fu inizialmente legata a Harry Rosenbloom, fondatore della Elger Guitars in Pennsylvania,[3] che nel 1965 abbandonò la produzione artigianale per diventare distributore delle chitarre Ibanez nel Nord America. Nel 1972 Hoshino avviò una collaborazione con Elger per l'importazione degli strumenti giapponesi; nel 1981 la società fu poi rinominata Hoshino USA.[3] Il caso più noto fu la causa intentata nel 1977 dalla Norlin Corporation, allora proprietaria della Gibson, contro Elger/Hoshino USA per l'uso di elementi riconducibili al disegno della paletta Gibson. La controversia fu risolta con un accordo extragiudiziale nel 1978.[5][6]

A questa fase risale l'espressione lawsuit guitars, utilizzata per indicare le chitarre giapponesi ispirate ai modelli americani oggetto di contestazioni legali.[5] Tuttavia, già prima della conclusione della causa, Ibanez aveva iniziato a proporre strumenti dal disegno originale. Tra la metà e la fine degli anni settanta comparvero modelli come Artist, Iceman, Musician e Roadster, con cui il marchio cercò di allontanarsi dalla replica di altri modelli e di costruire una propria identità. In questo decennio chitarristi famosi, come Jerry Garcia e Bob Weir dei Grateful Dead, iniziano ad offrire la loro immagine alla Ibanez.[6]

Tra la fine degli anni settanta e gli anni ottanta Ibanez si affermò progressivamente presso musicisti rock, fusion e jazz. Alcuni modelli furono associati a chitarristi come George Benson e Pat Metheny, mentre altri strumenti si rivolgevano a un pubblico più vicino all'hard rock e al nascente virtuosismo chitarristico degli anni ottanta. In questo periodo il marchio sviluppò chitarre con manici sottili, elettroniche ad alta uscita, forme più moderne e configurazioni orientate alla velocità esecutiva.

Una tappa importante fu la collaborazione con Steve Vai, dalla quale nacquero la Ibanez JEM e la Ibanez Universe. La JEM si distinse per un'estetica particolarmente riconoscibile e per soluzioni tecniche pensate per il virtuosismo rock e metal; la Universe contribuì invece alla diffusione moderna della chitarra elettrica a sette corde. Dalla stessa area progettuale derivò anche la serie RG, introdotta come modello più accessibile rispetto alla JEM e divenuta in seguito una delle linee più rappresentative del catalogo Ibanez.

A partire dagli anni ottanta la produzione, inizialmente concentrata soprattutto in Giappone presso FujiGen, fu progressivamente affiancata da stabilimenti in altri paesi asiatici, tra cui Corea del Sud, Cina e Indonesia. Nel corso della propria storia Hoshino Gakki ha inoltre gestito o distribuito altri marchi, tra cui Cimar e Starfield, e ha intrattenuto rapporti commerciali con marchi e distributori come Greco, Antoria e CSL.[7]

Produzione e modelli

Ibanez RG350EXZ

Ibanez produce chitarre elettriche, acustiche e semiacustiche, bassi elettrici e altri strumenti a corda. Il catalogo comprende sia strumenti economici o intermedi, destinati a un pubblico ampio, sia serie di fascia più alta prodotte in Giappone o sviluppate in collaborazione con musicisti professionisti.

Il marchio è associato soprattutto a chitarre elettriche dal disegno moderno, spesso caratterizzate da manici sottili, accesso facilitato ai tasti più alti, pickup ad alta uscita e configurazioni pensate per generi come rock, hard rock, metal e fusion. Accanto a queste linee, Ibanez ha mantenuto anche una produzione legata al jazz e alle chitarre semiacustiche, con modelli signature dedicati a musicisti come George Benson e Pat Metheny.

Tra le serie più note figurano Artist, Iceman, Musician, Roadstar, JEM, Universe, RG, S e Artcore. La serie RG, in particolare, è divenuta uno dei modelli più riconoscibili del marchio, mentre la serie S si distingue per il corpo sottile e sagomato. La linea Artcore raccoglie invece modelli semiacustici e hollow body.

Ibanez è stata inoltre tra i marchi che hanno contribuito alla diffusione commerciale delle chitarre elettriche a sette e otto corde, strumenti adottati soprattutto in ambito rock, metal e progressive. La Universe, realizzata con Steve Vai, fu tra i modelli che resero più visibile la chitarra a sette corde nel mercato moderno.

Amplificatori

Oltre a bassi e chitarre elettriche e acustiche, l'Ibanez produce varie serie di amplificatori, dedicate a basso, chitarra acustica e chitarra elettrica; nel catalogo sono presenti amplificatori valvolari, ibridi e a transistor.

Effetti

Tra i tanti altri meriti, la Ibanez vanta quello di aver creato il Tubescreamer, effetto overdrive a pedale per chitarra reso celebre da esponenti del blues come Stevie Ray Vaughan. Il TubeScreamer è divenuto popolare nei primi anni Ottanta. La versione TS808 è la più famosa, e la riedizione in chiave più moderna, la TS09, è la base di partenza per tutti gli overdrive moderni che si rifanno a questo come suono e concezione costruttiva. Tra i pedali signature spiccano il Jemini di Steve Vai, un pedale che incorpora due distorsori, il Flanger AF2 di Paul Gilbert, e il rivoluzionario wah wah WD7. Ibanez produce anche il Tube King, un distorsore completamente valvolare pensato per suonare dall'hard rock fino al metal più estremo.

Tra i musicisti di spicco nel panorama musicale mondiale che hanno ufficialmente usato o usano strumenti Ibanez si ricordano:

Ibanez nella cultura di massa

Note

  1. ↑ (EN) GDPR, su Ibanez guitars. URL consultato il 12 maggio 2026.
  2. ↑ (EN) The Best-Selling Guitars of 2024, su reverb.com, 3 dicembre 2024. URL consultato il 12 maggio 2026.
  3. 1 2 3 4 5 (EN) HOSHINOGAKKI HISTORY, su www.hoshinogakki.co.jp. URL consultato il 12 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2014).
  4. 1 2 (EN) Paul Specht, Michael Wright e Jim Donahue, Ibanez: the untold story, Hoshino (U.S.A.) Inc, 2005, ISBN 978-0-9764277-0-4.
  5. 1 2 3 Storia degli strumenti, A Brief History of Ibanez Guitars: From Importer to Industry Leader, su reverb.com, 3 novembre 2015. URL consultato il 12 maggio 2026.
  6. 1 2 Zachary R. Fjestad, Blue Book of Acoustic Guitars, Alfred Music Publishing, 2008, p. 331, ISBN 978-1-886768-74-1.
  7. ↑ Fujigen Gakki, su www.daeschler.com. URL consultato il 12 maggio 2026.

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