Idioiblidae
| Idioiblidae | |
|---|---|
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| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Crustacea |
| Superclasse | Multicrustacea |
| Classe | Thecostraca |
| Sottoclasse | Cirripedia |
| Infraclasse | Thoracica |
| Superordine | Phosphatothoracica |
| Ordine | Iblomorpha |
| Famiglia | Idioiblidae Buckeridge & Newman, 2006 |
| Serie tipo | |
| Idioibla idiotica (Batham, 1945) | |
| Sinonimi | |
|
Ibliformes Buckeridge & Newman, 2006 | |
| Sottofamiglie | |
| vedi testo | |
Idioiblidae Buckeridge & Newman, 2006 è una famiglia di cirripedi peduncolati marini appartenenti al superordine Phosphatothoracica.[1][2]
Frutto di una profonda revisione della classe Thecostraca redatta nel 2021 da un gruppo di ricercatori coordinati dal taiwanese Benny Kwok-Kan Chan, forma una delle 65 famiglie in cui si suddivide l'intera classe in base ai principali eventi morfologici nell'evoluzione dei cirripedi proposti alla comunità scientifica.[2]
Descrizione
A questo gruppo tassonomico appartengono cirripedi peduncolati caratterizzati dal sale con cui è costituito l'involucro esterno, il fosfato di calcio, e specie che integrano sostanze velenose per proteggersi dai predatori, ad esempio Chaetolepas calcitergum che per compensare la sua vulnerabilità per il rivestimento esterno debolmente mineralizzato, accumula bromo nei propri tessuti.[3][4]
Altri tratti morfologici caratteristici sono le piccole dimensioni, dove tuttavia è evidente il dimorfismo sessuale, la presenza di un peduncolo corazzato, a seconda della specie con spine sottili o ampie scaglie imbricate, corrispondente alla testa dell'animale e con il quale si fissa al substrato, e un capitolo, che contiene gli organi, ricoperto di piastre calcaree, nel margine basale un tergo acuto, dalla forma che va dal triangolare al quella ampiamente arrotondata.[5]
Distribuzione e habitat
Tutte le specie incluse in questo gruppo tassonomico sono state rinvenute nell'Oceano Pacifico, occupando la bassa zona intertidale delle coste dell'Australia sudorientale e della Nuova Zelanda, tra i 423 e i 1500 m di profondità.[5]
Biologia
Riproduzione
Le specie appartenenti a questa famiglia hanno un evidentissimo dimorfismo sessuale, con individui maschili ed ermafroditi (androdioici). I maschi, di taglia nana e che prendono il nome di maschi complementari, vivono a strettissimo contatto con la femmina, ospiti nelle cavità del loro mantello, e che, non nutrendosi affatto, hanno vita breve. Le uova vengono incubate nel carapace, allevate al suo interno in tutti i primi stadi larvali e rilasciate solo all'ultima muta, come cypris, nuotando come parte dello zooplancton in attesa dell'ultima mutazione che andrà alla ricerca di un adatto substrato al quale ancorarsi come giovane adulto.[5]
Tassonomia
Il superordine comprende due sole sottofamiglie, Idioiblinae monotipica, che raggruppano a loro volta tre generi, uno monotipico, Chitinolepas, qui di seguito elencate:[1]
- Chaetolepadinae Buckeridge & Newman, 2006
- Chaetolepas Studer, 1889
- Chitinolepas Buckeridge & Newman, 2006
- Idioiblinae Buckeridge & Newman, 2006
- Idioibla Buckeridge & Newman, 2006
Note
- 1 2 (EN) Idioiblidae, su WoRMS.
- 1 2 Chan et al, 2021
- ↑ (EN) D. G. Reid, M. J. Mason, Benny K.K. Chan e M. J. Duer, haracterization of the phosphatic mineral of the barnacle Ibla cumingi at atomic level by solid-state nuclear magnetic resonance: Comparison with other phosphatic biominerals, in Journal of the Royal Society, Interface, vol. 9, n. 72, pp. 1510-1516, DOI:10.1098/rsif.2011.0895. URL consultato il 19 febbraio 2026.
- ↑ (EN) Matt Walker, Barnacles become toxic to survive, su news.bbc.co.uk, 22 dicembre 2009. URL consultato il 19 febbraio 2026.
- 1 2 3 Buckeridge & Newman, 2006, p. 10.
Bibliografia
- (EN) John St James Stewart Buckeridge e William Anderson Newman, A revision of the Iblidae and the stalked barnacles (Crustacea: Cirripedia: Thoracica), including new ordinal, familial and generic taxa, and two new species from New Zealand and Tasmanian waters, in Zootaxa, vol. 1136, Auckland, Magnolia Press, February 2006, pp. 1-38, DOI:10.11646/zootaxa.1136.1.1, ISSN 1175-5326. URL consultato il 19 febbraio 2026.
- (EN) Benny K.K. Chan et al., The evolutionary diversity of barnacles, with an updated classification of fossil and living forms, in Zoological Journal of the Linnean Society, vol. 193, n. 3, London, Oxford University Press, 25 February 2021, pp. 789-846, DOI:10.1093/zoolinnean/zlaa160, ISSN 1096-3642. URL consultato il 19 febbraio 2026.
- (EN) Joel W. Martin e George E. Davis, An Updated Classification of the Recent Crustacea (PDF), collana Science Series, n. 39, Natural History Museum of Los Angeles, 2001, ISBN 1-891276-27-1. URL consultato il 19 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 dicembre 2009).
Altri progetti
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Wikispecies contiene informazioni su Idioiblidae
Collegamenti esterni
- (EN) Idioiblidae, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Idioiblidae, su WoRMS.
